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	<title>Il blog universitario di Campus &#187; internship</title>
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		<title>Lavoro under 30: tra Neet e poorly integrated</title>
		<link>http://www.campus.it/blog/2011/02/16/lavoro-under-30-tra-neet-e-poorly-integrated/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Feb 2011 23:15:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Cervini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/internship-1.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><img class="alignleft size-full wp-image-2999" title="internship-1" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/internship-1.jpg" alt="internship-1" width="205" height="125" /> Off to a good start? Jobs for youth</strong></em> è l&#8217;ultimo <a href="http://www.oecd.org/document/6/0,3746,en_21571361_44315115_46328479_1_1_1_1,00.html">rapporto </a>Ocse che riporta i riflettori, in realtà mai spenti, sul problema della <a href="http://www.campus.it/blog/2011/02/01/lombardia-diminuisce-la-disoccupazione/">disoccupazione giovanile</a> che a dicembre in Italia ha raggiunto il <strong>29 per cento</strong>, contro la media europea del <strong>20 per cento</strong>. Lo studio, ripreso e ampiamente commentato da lavoce.it,  mostra soprattutto come l&#8217;incidenza dei disoccupati under 30 di lungo periodo sia maggiore rispetto a quella dei Paesi dell&#8217;<strong>Unione europea</strong>.</p>
<p>Bisogna distinguere però i giovani in difficoltà in due categorie: da un lato ci sono i <a href="http://www.campus.it/blog/2011/01/20/noi-italia-un-paese-di-neet/"><strong>Neet</strong></a> (neither in employment nor in education and training) percentuale tra le più alte nei Paesi sviluppati (solo la spagna ci ha superato nel secondo trimestre 2010) e dall&#8217;altra i cosiddetti <strong>poorly integrated,</strong> diplomati e laureati che si barcamenano tra contratti di lavoro autonomo con <strong>partita iva </strong>svantaggiosissimi (l&#8217;Italia ha il tasso più alto di giovani lavoratori autonomi), diversificati <strong>contratti a progetto</strong> (che non superano i sei mesi),<strong> stage</strong> sotto o zero pagati e periodi di <strong>inattività</strong>.</p>
<p>Questa situazione occupazionale può essere combattuta soltanto con una riforma del mercato del lavoro e della formazione come sottolineano sia il rapporto Ocse che l&#8217;<strong>Annual Growth Survey </strong>della <strong>Commissione europea</strong> e uno strumento efficace potrebbe essere lo <strong>stage</strong>, naturalmente riformato e impiegato correttamente sia dagli attori del mondo del lavoro pubblico che nel settore privato.</p>
<p>Come sottolinea anche lavoce.it, non si tratta di una provocazione, ma dalla presa di coscienza che in alcuni Paesi, come <strong>Francia</strong>, <strong>Belgio</strong> e <strong>Inghilterra</strong>, dove il tirocinio è regolamentato, retribuito e con una durata assolutamente limitata esso rappresenta un efficace anello di congiunzione tra scuola e lavoro. In Belgio il servizio per l&#8217;impiego ha creato un database di offerte di stage (remunerate) e lavori per studenti e il governo riduce le tasse di <strong>400 euro</strong> a trimestre per le imprese che forniscono un <strong>tutor</strong> allo stagista, in modo che l&#8217;esperienza sia realmente formativa. In Francia i tirocini che superano i <strong>due mesi </strong>di durata devono essere retribuiti per almeno 400 euro mensili. In Inghilterra tagliano la testa al toro e prevedono gli stage solo all&#8217;interno di un percorso formativo.</p>
<p>Da noi invece quasi si vive di stage tra gli <strong>under 30</strong>: il rapporto<strong> Excelsior-Unioncamere</strong> della scorsa estate registrava <strong>321.850</strong> tirocini nel settore privato nel 2009. La convinzione è che gli stage stiano erodendo posti di lavoro e sostituendo forme contrattuali assai più corpose e stabili, anche se statisticamente è ancora presto per dirlo.</p>
<p>L&#8217;Italia purtroppo è in buona compagnia, ci sono Paesi come la<strong> Grecia</strong>, la <strong>Spagna</strong>, <strong>Portogallo</strong> e in parte &#8211; bisogna riconoscerlo &#8211; anche la <strong>Francia</strong> che hanno un <strong>mercato</strong> del lavoro <strong>segmentato </strong>come il nostro e assolutamente diviso tra categorie iper protette e contratti vantaggiosi e lavoratori <strong>precari a vita</strong>.</p>
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		<title>Campus TV: stage, borse e lavoro</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 18:03:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Campus</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/Testata-campusx1-tele5.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="YouTube video player" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/59opduLKISY" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Ecco alcune opportunità di <strong>lavoro</strong>,<strong> stage </strong>e<strong> formazione</strong> selezionate per voi dalla redazione di<em> <strong>Campus</strong></em> e raccontate in questo spazio che diverrà un appuntamento fisso con le chances del <strong>mese</strong> e della <strong>settimana</strong>.</p>
<p>Quattro grandi aziende leader di settore hanno aperto posizioni di stage e lavoro in svariate aree che spaziano dall&#8217;amministrazione alla finanza, dal marketing al giornalismo. Si tratta del gruppo <strong><a href="http://www.campus.it/stage/218062-laureati-umanistici-vi-cerca-sky.html">Sky</a></strong>, di <strong>Redbull</strong>, di <a href="http://www.campus.it/news-lavoro/780832-dall-amministrazione-al-reparto-produzione.html">Danone</a> e <a href="http://www.campus.it/news-lavoro/780832-dall-amministrazione-al-reparto-produzione.html">Chiesi farmaceutici</a>.</p>
<p>Lo stage del mese proposto da <em>Campus</em> è all&#8217;<strong>estero</strong>: un internship di <strong>tre mesi </strong>nella redazione londinese dell&#8217;<strong><em>Economist</em></strong>. Un modo geniale per trascorerre l&#8217;estate in Uk rimborsati, imparando i trucchi del mestiere.</p>
<p>Sei <strong>borse di studio</strong>, da <strong>3mila euro</strong> l&#8217;una, sono invece state erogate da <strong>Confindustria</strong> e dall&#8217;Associazione italiana per l&#8217;informatica e il calcolo automatico per premiare le <strong>tesi</strong> migliori sull&#8217;<strong>Ict</strong>.</p>
<p>Troverete queste e altre proposte sia sul nostro portale che sul mensile in edicola. Non perdete tempo e iniziate la vostra selezione!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2942" title="Testata campusx1 tele" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/Testata-campusx1-tele5.jpg" alt="Testata campusx1 tele" width="125" height="115" /></p>
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		<title>Lo stage? A pagamento</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 11:15:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
				<category><![CDATA[StranoCampus]]></category>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/internship.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/internship.jpg" title="internship.jpg"><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/internship.jpg" alt="internship.jpg" width="114" height="83" /></a></p>
<p><lo>Se per i giovani neolaureati italiani c’è l’incubo degli stage sempre meno retribuiti o rimborsati, fino ai mitici buoni pasto, negli States l’internship, come si chiama il periodo formativo all’interno delle aziende, non solo è gratuito ma c’è da pagare un’agenzia che lo procuri.</lo></p>
<p><lo>Come ha scritto il <em>New York Times</em> nei giorni scorsi, le principali società del settore, come la <strong>University of dreams</strong> (un nome, un programma), o la <strong>Internship.com </strong>offrono stage in primarie società, della durata di circa un mese, spesso in Europa, a <strong>8mila</strong> dollari (<strong>5.588</strong> euro). La cifra è comprensiva di alloggio, vitto (in parte) e altri servizi.</lo></p>
<p>Internship.com – 45 addetti in 13 città che collocano <strong>1.600</strong> studenti all’anno -<span>  </span>ad esempio, propone<span>  </span>otto settimane a <em>New York City</em>, con sistemazione, “cinque pasti alla settimana” ma anche “ seminari e tour nella Grande Mela”. In vetrina ci sono anche un mese a Londra per <strong>9.450</strong> dollari o il Costa Rica a meno di <strong>6mila</strong>.</p>
<p>Con la <a href="http://www.king5.com/video/index.html?z=y&amp;nvid=350623&amp;shu=1">University of Dreams</a> si può anche volare a Barcellona e scegliere se fare 40 giorni circa  alla <strong>Edelman</strong> (comunicazione), alla BOPAA Arquitectura (architettura) o, ancora, alla catena di alberghi <strong>Eurostars Grand Marina</strong>, per “soli” 7.999 dollari.</p>
<p>Attenzione però a scegliere bene il corso o a chiarirvi le idee in partenza: l’<em>Ateneo dei sogni </em>chiede 35 dollari semplicemente per esaminare la vostra domanda. Molti meno dello <strong>Washington Center,</strong> una non profit che esige 60 dollari per application ma potrà offrirvi un internship di 10 settimane ad <strong>Amnesty International </strong>o all’Ambasciata del <strong>Canada </strong>per<span>  </span>5.195 che salgono a 8.653 se si desidera anche l’alloggio, come fa il 90 per cento degli studenti.</p>
<p>Secondo il <em>New York Times</em>, le internship a pagamento stanno conoscendo un piccolo boom grazie alla crisi: molte famiglie le considerano un investimento complementare rispetto a quello degli studi. La speranza, per molti, è di rafforzare il curriculum, ottenere contatti e mettersi in mostra, per un&#8217;ulteriore opportunità l&#8217;anno successivo, se non per un colloquio di lavoro.</p>
<p>Le aziende ospitanti, che non pagano un cent alle agenzie, sono ovviamente molto collaborative. Come ha spiegato al quotidiano <strong>Sarah Cirkiel</strong>, ceo della<span>  </span><strong>Pitch Control Public Relations</strong>, che in quattro anni ha concluso 20 internship con la University of dreams: “Rendono il processo di ricerca e selezione molto più semplice”, ha detto.</p>
<p><!--[if !supportEmptyParas]--><!--[endif]--> Negli career service degli atenei, c’è chi storce il naso: se è vero che le agenzie riescono a collocare anche gli studenti delle università meno blasonate, colmando un gap storico, si scava un altro solco fra chi può permettersi un simile esborso e chi no.</p>
<p>Curiosità: a firmare l&#8217;articole era <strong>Gerry Shih</strong>, uno stagiaire. &#8220;Pagato&#8221; ha specificato, accanto alla firma, il quotidiano newyorchese.</p>
<p>Infine una domanda: quanto impiegherà questo mini-trend a fare capolino anche in Italia?</p>
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