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	<title>Il blog universitario di Campus &#187; ingegneri</title>
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		<title>Test d’ingresso: costi bollenti ma iscrizioni in crescita</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 14:19:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Cervini</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1702" title="testingresso" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/testingresso2.jpg" alt="testingresso" width="108" height="134" />È iniziato il conto alla rovescia per gli studenti che, terminata la maturità, si sono rimessi a studiare per i<strong> test d’ingresso</strong> universitari. Non solo i futuri medici e gli ingegneri, ma anche economisti, letterati, comunicatori, linguisti, psicologi, insomma oggi i test d’ingresso sono disseminati a macchia di leopardo nelle facoltà delle università italiane e regolano l’accesso ai più diversi corsi di studio.</p>
<p>Ci siamo già occupati su<strong><em> CampusPRO</em></strong> (<a href="http://www.mfiu.it/campuspro/" target="_blank">http://www.mfiu.it/campuspro/</a> basta registrarsi gratuitamente per sfogliarlo) del fenomeno dilagante dei test selettivi e valutativi che da settembre piovono sui banchi universitari, un business che vale circa <strong>50 milioni</strong> che finiscono nelle casse degli atenei e in quelle di società specializzate per la preparazione dei test, nei libri di testo, nella creazione dei servizi agli studenti.</p>
<p>Anche se di dubbia utilità (c’è chi sostiene la necessità di tali prove per ragioni di razionalizzazione e c’è chi le ritiene una lesione al diritto allo studio) e rigorosamente a pagamento, le <strong>iscrizioni</strong> alle prove <strong>continuano ad aumentare</strong>, come riporta oggi il <strong><em>Corriere della Sera</em></strong>.</p>
<p>Ci sono già i primi numeri: <strong>10.194</strong> gli iscritti ai test d’ingresso della<strong> Statale di Milano</strong>, ben <strong>2mila</strong> <strong>in più</strong> rispetto al <strong>2009</strong>. La prova bollente è quella del <strong>San Raffaele</strong>, <strong>150 euro</strong> il costo della tassa d’iscrizione alla prova di medicina. Di seguito troviamo la <strong>Bocconi </strong>con<strong> 100 euro</strong>, la <strong>Cattolica</strong> con <strong>60</strong> e infine <strong>Politecnico</strong> e <strong>Statale </strong>con <strong>50 euro</strong>.</p>
<p>Oltre alla tassa gli studenti devono mettere in conto altre spese, come quella dei <strong>libri di testo</strong> (che arriva a superare i 100 euro) e la <strong>trasferta</strong> per gli studenti “fuori-sede” (pernottamenti, pasti ecc.) Senza contare che c’è chi, nel dubbio, ne prova più di uno e tutto ciò senza garanzie di successo, perché dopo tanto studio, sudore e soldi si può essere esclusi. Allora rimangono due possibilità: iscriversi a un’altra facoltà che non prevede il numero chiuso o apettare l’anno successivo.</p>
<p>Ottime dunque le idee del<strong> Politecnico</strong> che da quest’anno ha deciso di alleggerire studenti e genitori caricando <strong>on-line 10mila copie di libri di testo</strong> con gli esercizi preparatori e di consentire a chi ha le idee chiare di effettuare le <strong>prove</strong> già al termine del <strong>quarto anno di liceo</strong>. Il vantaggio? Non rimettersi a studiare subito dopo la maturità e avere la certezza di entrare.</p>
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		<title>Non è un paese per giovani</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 19:54:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
				<category><![CDATA[StranoCampus]]></category>
		<category><![CDATA[architetti]]></category>
		<category><![CDATA[Bamboccioni]]></category>
		<category><![CDATA[Campus]]></category>
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		<category><![CDATA[università]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2008/10/livibacci.gif" title="livibacci.gif"><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2008/10/livibacci.gif" alt="Massimo Livi Bacci - &#8220;Avanti giovani, alla riscossa&#8221;" border="0" /></a></p>
<p>&#8220;Il censimento del 1911 ci dice (&#8230;) che allora avevano meno di 30 anni il 10 per cento dei medici, il 19 per cento degli ingegneri e degli architetti, il 21 per cento degli avvocati, il 22 per cento del clero&#8221;.</p>
<p>Così <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Attsen/00022754.htm" title="schea di Livi Bacci"><strong>Massimo Livi Bacci</strong></a>, demografo, docente universitario e senatore della repubblica, nel suo recente saggio <a href="http://www.mulino.it/edizioni/volumi/scheda_volume.php?vista=scheda&amp;ISBNART=12653"><strong>Avanti giovani alla riscossa</strong>,</a> edito da Il Mulino in questi giorni.</p>
<p>Sapete cosa era accaduto 80 anni dopo, nel censimento del 1999? Medici, <strong>2,9</strong> su 100, ingegneri e architetti, <strong>9,1</strong>; avvocati a quota <strong>7,4</strong> e sacerdoti a <strong>4,2</strong>.<br />
Aspettiamo con tremore il prossimo censimento. Potremmo scoprire qualche professione allo zero virgola.</p>
<p>Una situazione drammatica. Dite la vostra, i vostri commenti saranno pubblicati anche su <strong><em>Campus</em></strong> magazine.</p>
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