Manager di se stessi per reagire
Sono stati etichettati con l’odioso termine Bamboccioni seguito dalla generalizzazione dell’epiteto Neet (Not in education, employment or training). Sono i giovani di una generazione che il Presidente Napolitano ha definito “inascoltata” e in attesa di risposte.
Dopo un 2010 negativo, tra picchi di disoccupazione, proteste e sfiducia crescente, un segnale positivo per captare le opportunità arriva da una capacità auto imprenditoriale, almeno secondo Irene Tinagli che su La Stampa titola: “Gli studenti saranno manager di se stessi”. Il punto di ri-partenza? Quello degli studi. L’importante è che siamo quelli giusti. “La vera sfida sarà soprattutto rafforzare la loro capacità economico-imprenditoriale, da affiancare a qualsiasi tipo di specializzazione, scientifica o umanistica, tecnica o artistica”, sottolinea Tinagli. Insomma, un modo per tirarsi fuori da una situazione di stallo con le proprie braccia, grazie a doti organizzative e gestionali supportate dallo sviluppo di nuove idee. E ad affiancare una base solida di intuizioni e competenze di altissimo livello, un aiuto economico arriva dai talent scout finanziari, i cosiddetti “venture capital“. Una tendenza emersa negli ultimi anni nei quali si sono moltiplicate iniziative volte a promuovere l’imprenditorialità a 360 gradi. Quindi, se il posto fisso rimane una chimera, il rischio e l’investimento su se stessi sembra essere la via da intraprendere. Che tra privati e innovazione si ricrei addirittura una nuova Italia?
Ricerca e imprenditoria giovane sono ancora possibili nell’Italia dei laureati precari e sfruttati? Di questi temi si parla al terzo Forum su Ricerca, Innovazione, Imprenditorialità, ospitato dall’Università di Padova dal 12 al 17 marzo. Un evento internazionale, a detta degli organizzatori, per “coltivare nuove idee e progetti innovativi”. Il Forum si propone come luogo privilegiato dove imprenditori di successo, scovati in Italia dalla stessa Università monitorando settori come biotech, nanotech, Internet, media, elettronica e telecomunicazioni, intervengono per confrontarsi su “problematiche e prospettive di queste tipologie d’impresa”. L’idea è quella di stabilire un contatto “tra imprenditori di successo e gli studenti dell’università di Padova che stanno pensando a creare un’impresa, nell’ottica di stimolare la voglia di imprenditorialità tra i giovani”. Il Forum si articola in tre parti: nella prima parte un panel d’imprenditori abbastanza giovani, impegnati in imprese, in settori fortemente dinamici e innovativi, parteciperà a una serie di incontri dove porteranno le loro testimonianze e condivideranno la loro esperienza. Nella seconda parte della manifestazione si svolgerà lo European Summit on Entrepreneurial Education, durante il quale educatori, docenti, professionisti e imprenditori saranno invitati a presentare e a discutere nuove idee, progetti ed esperienze relative all’educazione e alla diffusione della cultura imprenditoriale nella società. Infine, il 16 e 17 marzo si svolgerà il secondo Research Exchange Workshop on Technological Entrepreneurship and Innovation Management, meeting finalizzato a riunire una comunità di ricercatori che presentano i loro progetti di ricerca sulla nuova imprenditorialità e l’innovazione in settori emergenti.