Medicina, il Giornale scopre i test
“Mio figlio bocciato a quei test iniqui di medicina”, che “non servono a stabilire sei i ragazzi hanno attitudine a diventare bravi dottori”. Parola di Alberto Zangrillo, cardiochirurgo del San Raffaele intervistato da Ok Salute e ripreso ieri dal Giornale.
Zangrillo, ricorda il quotidiano orbato di Feltri e ora sallustiano 100%, è “medico personale di Silvio Berlusconi“. Forse per questo ne raccoglie l’amaro sfogo: “Il mio primogenito non è riuscito a sostenere con esito positivo gli ormai famigerati test di ingresso della facoltà di Medicina”.
Incredibile/1. Non che uno stimato chirurgo (e professore ordinario di Medicina) dica che i test non funzionino: su questo c’è da anni un dibattito ormai stanco ma che citi, come esemplificazione di tale malfunzionamento, la bocciatura del figlio. Che significa? Garantisce lui, da padre, sull’attitudine della progenie? In quanto figlio di chirurgo, Zangrillo jr, è evidentemente più versato per la Medicina?
Incredibile/2 Una testata che ha fatto della parentopoli universitaria un genere giornalistico – memorabili le inchiestissime che accompagnarono il decreto 133 tremontiano – non eccepisca niente, in questo senso, allo sfogo paterno. Per un altro accademico, probabilmente la chiosa sarebbe stata – c’è da scommetterci - sul barone di Medicina che pretende il figlio dottore.

