In edicola

Il Blog

Con mamma in ateneo

di Claudia Cervini

genitoriMamma e papà insieme all’università, al posto dei figli. Il Corriere della Sera di oggi riporta un fenomeno inedito: alle giornate di orientamento, in fila alle segreterie di facoltà, all’altro capo del ricevitore per richiesta di informazioni ormai ci sono sempre più genitori. Barbara Rosina, responsabile del Cosp, il centro per l’orientamento della Statale di Milano riferisce che il 50% delle telefonate sono di mamma e papà e in Bicocca 7 iscrizioni su 10 arrivano dai genitori. Le segreterie, come i centri orientamento sono bombardati dalle domande degli adulti: “Scusi, mio nipote vorrebbe iscriversi a Medicina, cosa dobbiamo fare?” oppure “Mio figlio vorrebbe iscriversi a Lettere, noi preferiamo Economia, cosa mi consiglia?”. E pensare che solo pochi anni fa al pensiero di farsi pescare in ateneo con mamma e papà si arrossiva di imbarazzo.

Alcune università sono corse al riparo riporta il quotidiano: la Bocconi ha organizzato un incontro a inizio anno solo per genitori, con il monito di rivedersi soltanto alla laurea e ha abolito il libretto dei voti rendendoli visibili on-line soltanto con l’inserimento della password segreta. Lo stesso accade al Politecnico di Milano e il rettore Giulio Ballio alle mamme che chiamano per avere informazioni sui figli risponde che non può accontentarle per motivi di privacy.

Alcuni chiamano semplicemente per assicurarsi che i figli siano arrivati a destinazione. Chissà se si presenteranno anche ai test d’ingresso per accertare la presenza dei ragazzi.

Data: 24 agosto 2010

A Milano, la destra s’è desta

 au.jpg

La Gelmini si era appellata alla virilità dei docenti di destra ma a mostrare gli attribuiti sono stati gli studenti.

Stamane, al Politecnico di Milano, nel bel mezzo dell’inaugurazione dell’anno accademico, due studenti di destra hanno inalberato uno striscione con la scritta “Voi baroni preoccupati, noi studenti disoccupati”.

Un’azione coordinata con altri giovani di Azione Universitaria, che hanno distribuito invece, fuori dall’aula magna della Bovisa, un volantino pro-legge 133 in cui si poteva leggere: “Combattiamo per gli sprechi dell’Università… riconquistiamo un futuro”.
“No agli sprechi” è stato anche quello che ha cercato di dire uno dei due studenti con striscione, Fabio Mastrobernardino, prima di essere bloccato dalla polizia.

Oltre ad alcuni fischi e ai “buu” di controcontestazione, per lo studente anche  il rimprovero del rettore Giulio Ballio, che ha contestato al protestatario l’appartenenza al senato accademico del Poli.

Data: 3 novembre 2008
Campus
© 2012 Campus. Riproduzione riservata