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Napolitano premia il neodott

di Claudia Cervini

laureato ca foscariUna tesi sul made in Italy che gli è valsa un riconoscimento davvero speciale. Leonardo Pivato, laureato in Marketing e comunicazione alla Ca’ Foscari di Venezia, è stato premiato niente meno che dalla prima carica dello Stato: il presidente Giorgio Napolitano.

Profilo competitivo di Better Silver spa nel mercato della gioielleria in argento: indagini statistiche in un’ottica strategica per l’implementazione della funzione marketing questo il titolo dell’elaborato magistrale da 111/110 redatto sotto la guida di Isabella Procidano, professoressa associata che insegna presso il Dipartimento di Economia dell’ateneo veneziano.

La tesi è nata da un’esperienza di stage alla Better Silver spa, azienda leader nel settore argentiero internazionale e ha analizzato il profilo competitivo dell’azienda nel mercato, sviluppando anche attraverso indagini statistiche, leve strategiche di merketing.

Il premio di laurea è stato erogato dall’Istituto per il commercio estero con sede a Roma, dove Leonardo si è recato per ricevere il riconoscimento.

Data: 21 marzo 2011

Capodanno di coscienza

di gcavallaro

fuga-dei-cervelli1Si tratta di un capodanno assai particolare, quello che il gruppo di studenti “Cervelli in fuga da Madrid” ha in programma per questa notte davanti al palazzo del Quirinale. Il passaparola naturalmente è nato sulle pagine di Facebook e adesso, nonostante ormai la riforma Gelmini sia diventata legge, si tramuterà in un ennesimo atto di protesta. “Ci hanno combattuti con l’arroganza, l’ignoranza, con la calunnia, la forza. Siamo stati insultati, strumentalizzati. Ora riprovano a fermarci, con la semplice forza d’un dono di Babbo Natale, approfittando delle imminenti festività. Non ci riusciranno!” dicono gli studenti a capo dell’organizzazione del sit-in.
Si tratterà, si legge ancora, di un “capodanno di coscienza, sarà la conclusione e l’inizio della nostra lotta…riprendiamoci il futuro!
Quale l’obiettivo a monte dell’evento di fine anno? “Il gruppo dei cervelli italiani all’estero, tornato in patria, vuol dar seguito all’ondata di protesta che, seppur inascoltata, è dilagata negli ultimi mesi in Italia quanto in Europa, chiedendo a Napolitano di non firmare il decreto ammazza – cultura.

Data: 31 dicembre 2010

Manager di se stessi per reagire

di Maria Teresa Melodia

ragazziSono stati etichettati con l’odioso termine Bamboccioni seguito dalla generalizzazione dell’epiteto Neet (Not in education, employment or training). Sono i giovani di una generazione che il Presidente Napolitano ha definito “inascoltata” e in attesa di risposte.
Dopo un 2010 negativo, tra picchi di disoccupazione, proteste e sfiducia crescente, un segnale positivo per captare le opportunità arriva da una capacità auto imprenditoriale, almeno secondo Irene Tinagli che su La Stampa titola: “Gli studenti saranno manager di se stessi”. Il punto di ri-partenza? Quello degli studi. L’importante è che siamo quelli giusti. “La vera sfida sarà soprattutto rafforzare la loro capacità economico-imprenditoriale, da affiancare a qualsiasi tipo di specializzazione, scientifica o umanistica, tecnica o artistica”, sottolinea Tinagli. Insomma, un modo per tirarsi fuori da una situazione di stallo con le proprie braccia, grazie a doti organizzative e gestionali supportate dallo sviluppo di nuove idee. E ad affiancare una base solida di intuizioni e competenze di altissimo livello, un aiuto economico arriva dai talent scout finanziari, i cosiddetti “venture capital“. Una tendenza emersa negli ultimi anni nei quali si sono moltiplicate iniziative volte a promuovere l’imprenditorialità a 360 gradi. Quindi, se il posto fisso rimane una chimera, il rischio e l’investimento su se stessi sembra essere la via da intraprendere. Che tra privati e innovazione si ricrei addirittura una nuova Italia?

Data: 27 dicembre 2010

Proteste: the day after

di Claudia Cervini

NASTASINon è ancora tempo di bilanci, il ddl è ancora al Senato, dove sta avvenendo l’attesissima e altrettanto contestata votazione.

Le associazioni studentesche però iniziano a fare riflessioni sul movimento studentesco e, in particolare, sulla giornata di ieri, che ha visto secondo Federico Nastasi, coordinatore nazionale della Run, importanti traguardi: “Ieri è stata una giornata importante almeno per due motivi: innanzitutto ha vinto il carattere pacifico delle manifestazioni. In tutta Italia cortei democratici, senza nessun episodio di rilievo. Solo A Palermo”, continua Nastasi, “si è verificato uno scontro con le forze dell’ordine davanti al Palazzo della presidenza della Regione, provocato da una sessantina di esagitati fuoriusciti dal corteo. Il tutto”, spiega il coordinatore, “si è concluso in una quindicina di minuti. Quindi è stata una vittoria degli studenti. Il secondo grande traguardo“, racconta Federico, “è stato l’incontro con il presidente della Repubblica. Non era assolutamente scontato che Giorgio Napolitano ricevesse una delegazione di studenti e ricercatori. Per noi è stato un grande momento: un’apertura del presidente verso il nostro disagio, le nostre richieste e la necessità di essere ascoltati“. Nastasi continua affermando che gli studenti non si aspettavano nulla di più: “Conosciamo le regole e non siamo visionari. Sappiamo benissimo che il presidente può rifiutarsi di firmare una riforma soltanto in caso di incostituzionalità, non era questo il nostro obiettivo”.

Nastasi conclude affermando che le manifestazioni di dissenso non si fermeranno di certo con l’approvazione della riforma. A gennaio riprenderanno iniziative di pacifica protesta. Intanto sono in corso nella giornata di oggi manifestazioni a Milano.

Data: 23 dicembre 2010

Lettera aperta a Napolitano

di gcavallaro

letter_to_presidentProprio nel giorno del previsto voto finale sul ddl Gelmini e mentre da Milano a Palermo continuano le manifestazioni studentesche, con il sit-in di Roma tra i più attesi, proprio gli studenti del collettivo ‘Sapienza in mobilitazione‘ hanno deciso di scrivere una lettera. Indirizzandola al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Se il presidente firmerà il ddl Gelmini “sancirà la cancellazione del diritto allo studio, uno dei diritti fondamentali della costituzione intesa come patto fondante della nostra società, che garantisce equità e democrazia. Noi non siamo disposti a renderci complici del processo di restaurazione di uno stato autoritario, corrotto e autoreferenziale, che garantisce diritti e privilegi a pochi potenti a danno del resto della società. Si renda anche lei indisponibile a questo disegno eversivo: non firmi, sarà così in piazza anche lei al nostro fianco”. E si legge ancora: “In questi ultimi mesi sono stati occupati quasi tutti gli atenei, abbiamo occupato i monumenti, ci siamo riuniti nelle assemblee, siamo saliti sui tetti, abbiamo invaso le strade e bloccato le città, tutto per far sentire la nostra voce al paese e bloccare la riforma. Nella giornata di oggi assistiamo al passaggio finale dell’attacco al mondo dell’istruzione pubblica da parte di questo governo, inserito in 20 anni di politiche di privatizzazione che tentano di smantellare il diritto allo studio. Abbiamo dimostrato al paese come le istituzioni democratiche siano sorde alle richieste e alle istanze che provengono dai conflitti e dalle lotte sociali che nei territori si stanno producendo.”

Data: 22 dicembre 2010

Le proteste creative dei collettivi di Brera

di Claudia Cervini

Quarto statoAnche il presidente Napolitano incontra, per caso, gli studenti e firma loro un assegno simbolico di 300 milioni di euro, come riporta Il Corriere della sera Milano.

L’incontro con la delegazione di universitari è avvenuto ieri a Brera, mentre il presidente della Repubblica visitava il museo in compagnia del sindaco Letizia Moratti. Gli studenti del collettivo Autart, eludendo la sorveglianza, si sono avvicinati a Giorgio Napolitano e gli hanno consegnato una lettera con le ragioni della protesta delle Accademie delle Belle Arti e un assegno finto intestato a Cultura, Istruzioni e Liberi saperi.

Quella di Brera non è l’unica protesta creariva che ha animato il centro di Milano ieri pomeriggio. Anche il Museo del Novecento, aperto al pubblico da inizio settimana, ha ospitato ignaro una performance del collettivo. Gli studenti, sono diventati attori davanti al celeberrimo Quarto stato di Pellizza da Volpedo, riproponendosi come braccianti in sciopero di inizio Novecento e proponendo  un’analogia tra il cammino dei lavoratori e quello degli universitari. La performance non è stata gradita dalla vigilanza del museo che ha allontanato i manifestanti accompagnandoli all’uscita.

Gli studenti hanno annunciato altre mobilitazioni, previste per oggi, all’Accdaemia di Brera.

Data: 9 dicembre 2010

Dinosauri vs Talenti

di Maria Teresa Melodia

dinosauroTorneremmo, ma via i dinosauri“. E’ questo l’incipit della missiva inviata al capo dello Stato da 16 professionisti italiani, tra i 28 e i 40 anni, emigrati all’estero per lavoro. Una lettera pubblicata da Repubblica in risposta alla provocazione di papà Celli, all’interno del dibattito scaturito in questi giorni.

Declino, parentele, baroni, passato, diritti acquisiti, privilegi, interessi, illegalità sono alcune delle parole con le quali i talenti in fuga identificano l’Italia di oggi. Tra i motivi denunciati per cui non tornerebbero in patria spicca il nepotismo, ma amettono che farebbero retromarcia a condizione di un cambiamento profondo che ammazzerebbe per prima la convinzione che la via furba è quella giusta per raggiungere i propri obiettivi. Una svolta che vedrebbe protagonisti valori quali onestà e legalità, talento e trasparenza, meritocrazia e moralità, giustizia e uguaglianza sociale.

L’aspetto positivo di tutta la faccenda è che almeno giornali e tv riparlino di giovani e lavoro, in attesa che lo faccia anche il Governo, riaccendendo i riflettori su questa tematica.

Sarebbe bello che questo Natale molti ragazzi – lavoratori trovassero sotto l’albero un contratto e magari risposte positive a domande come: “l’estero oggi è solo una fuga o una delle tante possibilità tra cui scegliere?” “In un paese precario, è ancora possibile recuperare l’orgoglio nazionale o emigrare rimane l’unica soluzione? Rimanere in Italia significa subire o è possibile cambiare? Le opportunità in Italia sono una questione di classe sociale o dipendono dal merito?

Spingere i talenti all’estero non è come portare via capitali, sottraendo ricchezza al paese? Fuggire è davvero l’unica soluzione nella speranza che qualche ‘papi’ lasci la poltrona?
Ne parliamo anche qui

Data: 5 dicembre 2009

Botta e risposta a distanza Napolitani/Gelmini sui tagli

Giorgio NapolitanoBotta e risposta a distanza ieri tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Mariastella Gelmini.

Napolitano è intervenuto a Perugia durante le celebrazioni per i 700 anni dell’ateneo e ha chiesto valutazioni e interventi pubblici puntuali e la revisioni di alcuni tagli definiti «indiscriminati» per le università italiane.

Gelmini ha affermato che i tagli si inquadrano in un periodo di difficoltà economica e nello sforzo per eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci.

Data: 24 febbraio 2009
Campus
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