In edicola

Il Blog

Fondi al merito: Firenze pesca il jolly

Dall’inferno al paradiso nel volgere di una settimana. L’Università di Firenze, ancora venerdì scorso, era sotto shock per l’esclusione dalla ripartizione del 7% del fondo di finanziamento ordinario che la ministro Gelmini aveva voluto legare al merito.

L’ateneo fiorentino, come aveva spiegato la Gelmini a caldo, era stato escluso per non avere avuto i conti in ordine. In particolare Firenze (assieme ad altri atenei come Pisa, Siena e Trieste) era stata esclusa per aver destinato agli stipendi – di docenti e non – più del 90% del finanziamento dell’anno precedente.

A nulla erano valse le rimostranze del rettore uscente, Augusto Marinelli. Invano, il rettore aveva richiamato una recente comunicazione del Tesoro che attestava la discesa dell’ateneo sotto la fatidica percentuale e quindi il rientro, a buon diritto, fra le università virtuose.

Dopo nemmeno sette giorni, la Gelmini torna sui suoi passi e dichiara che Firenze è stata “rivalutata” e che quindi può accedere al 7%. Anzi, per effetto delle buone performance nella ricerca e nella didattica, Firenze si piazzerebbe al quarto posto assoluto, dietro Trento e i due politicnici (Torino e Milano), ottenendo il 3% dello stanziamento complessivo, pari a 19 milioni di euro, “tre in più a quanto ricevuto nel 2008″, ha sottolineato il rettore uscente.

Decisivo sarebbe stato un incontro fra lo stesso Marinelli e la ministro, avvenuto mercoledì scorso a Roma. E come ha fatto, il rettore ad incontrare in trafinefatta la responsabile dell’Istruzione che ha notoriamente un agenda piuttosto blinadata?

A favorire il chiarimento è stato un giovane deputato fiorentino del Pdl, Gabriele Toccafondi, che aveva tentato un ruolo di mediatore anche nell’autunno scorso, fra l’approvazione del Dpef e la stesura della Finanziaria 2009.

Già rappresentante degli studenti nel Cda dell’università fiorentina a metà degli anni ‘90, eletto nella lista Ateneo studenti (vicina a Cl), Toccafondi ha rappresentato il jolly pescato dall’università fiorentina.

E proprio la Matta del poker fu il simbolo elettorale scelto dal giovane deputato all’epoca della sua campagna studentesca, come documenta uno dei primi post di questo blog.

Data: 31 luglio 2009

Dai banchi di facoltà a quelli di Montecitorio

Nel 1995, poco più che ventenne e studente di Scienze Politiche all’Università di Firenze, Gabriele Toccafondi si segnalò come vivace candidato alle elezioni studentesche per il consiglio di amministrazione di quell’ateneo (vedi immagine).
Per la cronaca fu eletto e fu rappresentante per un’intera legislatura.
Finito giovanissimo alla Camera, Toccafondi torna ad occuparsi di università.
Seppur eletto nelle fila del Pdl nel collegio della sua città, Toccafondi non esita infatti a sostenere il grido di allarme dei rettori toscani sulle pesantissime ripercussioni del Dpef sugli atenei, tema che era stato al centro di una delle prime dichiarazioni pubbliche del nuovo presidente Crui, Decleva.
Chapeau.

Data: 4 agosto 2008
Campus
© 2012 Campus. Riproduzione riservata