<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Il blog universitario di Campus &#187; Francesco Giavazzi</title>
	<atom:link href="http://www.campus.it/blog/tag/francesco-giavazzi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.campus.it/blog</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 25 Oct 2011 00:47:07 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.5</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Più tasse per tutti</title>
		<link>http://www.campus.it/blog/2009/11/11/piu-tasse-per-tutti/</link>
		<comments>http://www.campus.it/blog/2009/11/11/piu-tasse-per-tutti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 08:33:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
				<category><![CDATA[StranoCampus]]></category>
		<category><![CDATA[Aquis]]></category>
		<category><![CDATA[ddl università]]></category>
		<category><![CDATA[Finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giavazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[governance]]></category>
		<category><![CDATA[la Voce]]></category>
		<category><![CDATA[Politecnico di Milano]]></category>
		<category><![CDATA[reclutamento]]></category>
		<category><![CDATA[riforma universitaria]]></category>
		<category><![CDATA[tasse universitarie]]></category>
		<category><![CDATA[Tremonti]]></category>
		<category><![CDATA[Università di Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Università di Padova]]></category>
		<category><![CDATA[Università di Tor Vergata]]></category>
		<category><![CDATA[Valditara]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.campus.it/blog/?p=544</guid>
		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/tasse.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/tasse1.jpg" alt="tasse" title="tasse" width="468" height="318" class="alignleft size-full wp-image-549" /><br />
&#8220;(&#8230;) Avvertono gli studenti e le loro famiglie che, in assenza di una correzione della linea politica del Governo sul finanziamento alle università, che riduca in modo consistente i tagli al fondo di finanziamento ordinario, sarà necessario per gli Atenei procedere a deliberare sensibili aumenti della contribuzione studentesca&#8221;. Firmato <strong>Aquis</strong>, ovvero gli atenei eccellenti e con i conti in ordine, raggruppati nell&#8217;Associazione per la qualità dell&#8217;università statali italiane.</p>
<p>Università del calibro di Bologna, Padova, Politecnico di Torino, Tor Vergata, in un documento di commento al ddl di riforma Gelmini, scrivono a chiare lettere che si va verso un aumento delle tasse.</p>
<p>Gli atenei, si legge nel documento, &#8220;si impegnano a spiegare con una lettera agli studenti ed alle loro famiglie in modo puntuale e dettagliato le motivazioni di tale scelta, tanto dolorosa e spiacevole quanto inevitabile ed obbligata&#8221;.</p>
<p>L&#8217;idea che era circolata nel mondo accademico un po&#8217; di mesi fa era che la riforma su governance e reclutamento potesse essere &#8220;scambiata&#8221; con un rientro dei tagli previsti proprio dal 2010. Si è persino diffusa la notizia che le risorse per far rientrare i tagli fossero state individuate fra l&#8217;ingente tesoretto dello scudo fiscale.</p>
<p>Per questo, in generale, la maggioranza dei rettori italiani ha accolto con favore il contenuto della riforma. </p>
<p>Ma, a parte l&#8217;assenza di impegni formali da parte del ministro, questa speranza si infrange nelle determinazione di Giulio Tremonti.</p>
<p>L&#8217;unica promessa formale l&#8217;ha fatta, proprio dalle colonne di <a href="http://www.campus.it/sfogliatore/Main.php?MagID=2&amp;MagNo=15"><em>CampusPRO</em></a>, il senatore <strong>Valditara</strong> (aennino del Pdl), che ha garantito un emendamento alla futura Finanziaria, dell&#8217;ordine di circa <strong>500 milioni</strong>: quanto basterebbe per aprire le aule e non bloccare le lezioni nel nuovo anno solare.</p>
<p>L&#8217;impressione è che la soluzione, se sarà trovata, arriverà in dirittura d&#8217;arrivo dell&#8217;iter parlamentare.</p>
<p>Intanto, nei rettorati, si preparano le missive per gli studenti e le loro famiglie: si tratterebbe di aumenti davvero consistenti, forse dell&#8217;ordine del <strong>100%</strong>, come aveva sostenuto, tempo addietro, la <a href="http://www.campus.it/blog/2009/07/23/tasse-a-100-ok-il-prezzo-e-giusto/">Voce.info</a> e come spesso preconizzato dal bocconiano <a href="http://www.campus.it/blog/2009/07/20/atenei-alzare-le-tasse-premia-gli-evasori/">Giavazzi</a>.  Da gennaio le lettere potrebbero arrivare nelle case di chi ha i figli all&#8217;università.</p>
<p>Con una problema di ordine politico: un governo nato sullo slogan &#8220;meno tasse per tutti&#8221; presenterebbe un conto piuttosto salato a <strong>1,6 milioni</strong> di famiglie italiane.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.campus.it/blog/2009/11/11/piu-tasse-per-tutti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Aumentare le tasse? Ok il prezzo è giusto</title>
		<link>http://www.campus.it/blog/2009/07/23/tasse-a-100-ok-il-prezzo-e-giusto/</link>
		<comments>http://www.campus.it/blog/2009/07/23/tasse-a-100-ok-il-prezzo-e-giusto/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 09:45:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
				<category><![CDATA[StranoCampus]]></category>
		<category><![CDATA[]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Rustichini]]></category>
		<category><![CDATA[Bankitalia]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele Checchi]]></category>
		<category><![CDATA[econometria]]></category>
		<category><![CDATA[elusione fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giavazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia evasione fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[La Voce.info]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[tasse universitarie]]></category>
		<category><![CDATA[Tito Boeri]]></category>
		<category><![CDATA[Tremonti]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.campus.it/blog/2009/07/23/tasse-a-100-ok-il-prezzo-e-giusto/</guid>
		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/100percento.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/100percento.jpg" title="100percento.jpg"><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/100percento.jpg" alt="100percento.jpg" width="183" height="112" /></a></p>
<p>Ok il prezzo è giusto. Due economisti de <em>LaVoce.info</em>, il think tank di <strong>Tito Boeri</strong> e molti altri, hanno individuato di quanto sarebbe opportuno che salissero le tasse universitarie, così come <a href="http://www.campus.it/blog/2009/07/20/atenei-alzare-le-tasse-premia-gli-evasori/">Francesco Giavazzi</a> (un altro del giro) ha sancito dalle colonne del Corriere: del <strong>100%.</strong></p>
<p>I due studiosi, <strong>Daniele Checchi</strong> (Statale di Milano) e <strong>Alberto Rustichini</strong> (Università del Minnesota), lo dicono in un articolo pubblicato oggi da <em>La Voce</em>.</p>
<p>Usando calcoli econometrici e prendendo come base i redditi delle famiglie italiane  dell&#8217;<em>Indagine Bankitalia 2006</em>, gli studiosi spiegano che le ripercussioni di un simile aumento sui redditi bassi &#8220;potrebbero rivelarsi modeste&#8221;.</p>
<p>Applicando i calcoli alla tassazione universitaria media &#8211; <strong>800 euro</strong> &#8211; desumono che la maggior tassazione potrebbe ridurre di circa lo <strong>0,11%</strong> la probabilità di iscrizione all&#8217;università. &#8220;Si tratterebbe&#8221;, scrivono Rustichini e Checchi, &#8220;di meno di <strong>2mila</strong> studenti, che potrebbero facilmente essere esonerati dall&#8217;incremento delle tasse&#8221;.</p>
<p>Insomma, tolte queste famiglie, le altre, anche con bassi redditi, terrebbero botta continuando a inscrivere i figli all&#8217;università.</p>
<p>Secondo i due economisti, aumentare le tasse del 100% consentirebbe (al netto degli esonerati) un ricavo di <strong>1,3 miliardi </strong>di euro, annullando di fatto l&#8217;effetto dei tagli di <strong>Tremonti</strong>. Ma gli effetti positivi sarebbero anche altri: studenti e famiglie rinuncerebbero all&#8217;equazione &#8220;<em>basse tasse=bassa qualità dei servizi</em>&#8221; che dominerebbe le scelte degli italiani oggi, insieme al feticcio del valore legale del titolo, uguale in qualsiasi ateneo.</p>
<p>&#8220;Se gli studenti impareranno a &#8216;votare con i piedi&#8217; si produrrà quella <em>concorrenza tra atenei</em> che può aprire degli spazi per i più dinamici tra gli stessi&#8221;, scrivono.</p>
<p>Gli studiosi quindi concludono che aumentare le tasse si può (e si deve) ma, aggiungono, a due condizioni:</p>
<p>1) costruendo residenze universitarie (che quindi permettano alle famiglie comunque di non scegliere solo l&#8217;ateneo sotto casa);</p>
<p>2) erogando borse di studio (non solo in base al reddito ma anche &#8220;in base al contesto socio-culturale, per esempio sostenendo i figli dei genitori che non abbiano completato l&#8217;obbligo scolastico&#8221;) .</p>
<p>Nell&#8217;architettura degli economisti-riformisti nessun riferimento alla particolarità del quadro tributario italiano, nel quale vaste fette di popolazione, attraverso meccanismi di elusione e di evasione fiscale, denunciano redditi bassi.</p>
<p>Per assurdo, raddoppiare gli 800 euro di tasse pagati dal figlio di un ristoratore (categoria recentemente assurta alle cronache) potrebbe non avere effetto, mentre portare da 1.300 a 2.600 euro la retta della figlia di due lavoratori dipendenti potrebbe essere decisivo, perché questa abbandoni gli studi.</p>
<p>E sulla stesso sistema dei redditi, si baserebbero poi i sistemi di sostegni ipotizzati dai due. Ne è chiaro poi quando potrebbe incidere questo si sistema (residenze e alloggi) sulle finanze statali: sarebbe stato il caso, forse, fare due calcoli per capire l&#8217;incidenza, visto che si sono affrettati a ricavare il gettito complessivo.</p>
<p>Infine due notazioni.</p>
<p>La prima di ordine pratico: mentre gli atenei possono aumentare le tasse da subito &#8211; anche se c&#8217;è da superare i vincoli del tetto del 20% sul Ffo &#8211; il sistema di sostegni richiede leggi statali che, con i tempi parlamentari, arriverebbero chissà quando.</p>
<p>La seconda di ordine politico: essendo la riduzione della pressione fiscale un mantra del <strong>Governo</strong> Berlusconi, chi dovrebbe spiegare a circa <strong>1,6 milioni</strong> di famiglie una tassa che cresce del 100%? E non una tassa sul lusso -  sulla terza casa, sul telefonino, o sul suv &#8211; come in passato si è ventilato ma sulo completamento dell&#8217;istruzione dei figli, oggi percepito come necessaria.</p>
<p>Dubito che i calcoli dell&#8217;econometria s&#8217;accordino, alla fine, con la giustizia e con la politica.</p>
<p><em>Per leggere l&#8217;articolo di Rustichini e Checchi, </em>Le nozze coi fichi secchi<em>, clicca <a href="http://www.lavoce.info/binary/la_voce/articoli/checchi_rustichini.1248261105.pdf">qui</a></em>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.campus.it/blog/2009/07/23/tasse-a-100-ok-il-prezzo-e-giusto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Atenei: alzare le tasse premia gli evasori</title>
		<link>http://www.campus.it/blog/2009/07/20/atenei-alzare-le-tasse-premia-gli-evasori/</link>
		<comments>http://www.campus.it/blog/2009/07/20/atenei-alzare-le-tasse-premia-gli-evasori/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 09:50:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
				<category><![CDATA[StranoCampus]]></category>
		<category><![CDATA[Bocconi]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giavazzi]]></category>
		<category><![CDATA[riforma università]]></category>
		<category><![CDATA[tasse universitarie]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.campus.it/blog/2009/07/20/atenei-alzare-le-tasse-premia-gli-evasori/</guid>
		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/tasse.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/tasse.jpg" title="tasse.jpg"><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/tasse.jpg" alt="tasse.jpg" width="171" height="117" /></a></p>
<p>E&#8217; ora di alzare le tasse, ha sentenziato Francesco Giavazzi, economista della Bocconi, sul <em>Corriere</em> di qualche giorno fa.</p>
<p>L&#8217;idea dell&#8217;editorialista di Via Solferino (ma per la verità anche del suo collega Perotti) è nota: le basse rette degli atenei sono, di fatto, un trasferimento di risorse dai poveri ai ricchi, ovvero i primi pagano le tasse per i secondi.</p>
<p>Contemporaneamente, suggerisce il professore, diamo più borse di studio ai capaci e meritevoli ma sprovvisti dei mezzi.</p>
<p>Gli hanno fatto eco in molti, d&#8217;accordo o meno.</p>
<p>Pochi hanno però ripreso il dibattito dopo le notizie, pubblicate a più riprese, dei redditi medi del <strong>Bel Paese</strong>, dove un <strong>lavoratore autonomo</strong> guadagna i media <strong>37mila</strong> euro (lordi ovviamente), un commerciante <strong>19mila</strong> (11mila se è lavoratore autonomo) ecc. ecc.</p>
<p>Ora, visto che sulla base di un <strong>Dpcm</strong> della metà degli anni &#8216;90, gli atenei tassano gli iscritti sulla base del reddito familiare, quale gettito ci si puo&#8217; aspettare da un&#8217;Italia così? Come ovvierebbe Giavazzi &#8211; molto praticamente &#8211; visto che, di qui al primo novembre, non è prevista una riforma fiscale che porti a galla l&#8217;evasione fiscale?</p>
<p>Se, come chiede Giavazzi, le università dovessero aumentare le tasse universitarie, il trasferimento, quello vero, sarebbe da chi paga l&#8217;Irpef &#8211; perché onesto o perché non può fare diversamente &#8211; a chi non la paga o ne paga molta meno del dovuto.</p>
<p>Idem, più in prospettiva, per le politiche di diritto allo studio e le relative borse: ogni ragionamento, giusto o sbagliato che sia, deve fare i conti con questa realtà dei fatti: c&#8217;è un pezzo piuttosto grande d&#8217;Italia che elude (con meccanismi societari) o evade le tasse.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.campus.it/blog/2009/07/20/atenei-alzare-le-tasse-premia-gli-evasori/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Atenei, le riforme di Via Solferino</title>
		<link>http://www.campus.it/blog/2009/07/16/atenei-le-riforme-di-via-solferino/</link>
		<comments>http://www.campus.it/blog/2009/07/16/atenei-le-riforme-di-via-solferino/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 06:45:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
				<category><![CDATA[StranoCampus]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Grasso]]></category>
		<category><![CDATA[Bompiani]]></category>
		<category><![CDATA[Colonne di San Lorenzo]]></category>
		<category><![CDATA[concorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[ddl università]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giavazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[governance]]></category>
		<category><![CDATA[Pierluigi Panza]]></category>
		<category><![CDATA[professori a contratto]]></category>
		<category><![CDATA[reclutamento]]></category>
		<category><![CDATA[riforma universitaria]]></category>
		<category><![CDATA[Tremonti]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.campus.it/blog/2009/07/16/atenei-le-riforme-di-via-solferino/</guid>
		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/corrierelogo.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/corrierelogo.jpg" title="corrierelogo.jpg"><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/corrierelogo.jpg" alt="corrierelogo.jpg" width="111" height="111" /></a><br />
Non bastava <strong>Francesco Giavazzi</strong> a dettare la linea della politica universitaria dalle colonne del <em>Corriere</em> &#8211; praticamente su tutto, dal reclutamento alla governance fino alla necessità di aumentare le tasse.</p>
<p>Via Solferino ora schiera <strong>Pierluigi Panza</strong>, caposervizio in cultura, apprezzato autore di numerosi romanzi per <strong>Bompiani</strong>.</p>
<p>Panza, plurilaureato e dottorato, è comparso ieri nella pagina <strong><em>Idee&amp;opinioni</em></strong> del giornale per proporre la riforma di un settore universitario: il suo.  E&#8217; infatti professore a contratto in Beni culturali e, dopo aver ricordato la sperequazione, di impegno e salariale, con i &#8220;colleghi&#8221; di ruolo e lanciato una poderosa invettiva &#8211; la docenza a contratto come &#8220;espressione di un filantropico volontariato, nei casi migliori, parcheggio per portaborse e parenti, nei casi peggiori&#8221; &#8211; distilla, anche lui, la sua ricetta.</p>
<p>Vale a dire introdurre un &#8220;concorso nazionale per titoli che identifichi tutti gli idonei tra i quali le università possano chiamare, sia per contratti che per assunzioni&#8221;.  Ciò, secondo Panza, consentirebbe &#8220;certezza qualitativa, costringerebbe i docenti di ruolo a lavorare in università e i Cda degli atenei ad assumersi la responsabilità di chi chiamano&#8221;.</p>
<p>Oltre allo slancio innovatore, parrebbe che Panza abbia voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Che abbia problemi con qualche esponente del &#8220;baronismo&#8221; ai cui ricatti, come scrive, sono sottoposti i docenti a contratto?</p>
<p>Già ma proprio qui sta il punto: aldilà delle idee, anche in parte condivisibili, non stride a nessuno &#8211; Panza per primo -  il fatto che un giornalista del <em>Corriere </em>usi il suo giornale per un problema che lo riguarda direttamente?</p>
<p>La vicenda ricorda <strong>Aldo Grasso</strong> (un altro accademico) che, qualche anno fa, tuonava dalle colonne dello stesso quotidiano, contro i<em> bonghisti</em> che, dalle <strong>Colonne di San Lorenzo</strong> a Milano e sulle quali si affacciavano le sue finestre, gli facevano passare le notti in bianco.</p>
<p>Ma tornando all&#8217;ansia (furia?) riformatrice di Via Solferino, qualche pagina prima del commento di Panza, in una galleria di opinioni sulla proposta <em>giavazziana </em>di aumento delle tasse universitarie, le parole più giuste le diceva proprio <strong>Tremonti</strong> che ricordava: &#8220;Scrivere un fondo sul <em>Corriere</em> è più facile che fare una riforma&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.campus.it/blog/2009/07/16/atenei-le-riforme-di-via-solferino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>C&#8217;è una hidden law sugli atenei?</title>
		<link>http://www.campus.it/blog/2009/07/15/ce-una-hidden-law-sugli-atenei/</link>
		<comments>http://www.campus.it/blog/2009/07/15/ce-una-hidden-law-sugli-atenei/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 06:35:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campus]]></category>
		<category><![CDATA[Andu]]></category>
		<category><![CDATA[ddl università]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giavazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[governance]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[rettori]]></category>
		<category><![CDATA[riforma università]]></category>
		<category><![CDATA[sindacato]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.campus.it/blog/2009/07/15/ce-una-hidden-law-sugli-atenei/</guid>
		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/gelmini.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/gelmini.jpg" title="gelmini.jpg"><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/gelmini.jpg" alt="gelmini.jpg" width="113" height="105" /></a></p>
<p>C&#8217;è una versione nascosta del del ddl che riforma (tra l&#8217;altro) la governance delle università italiane.</p>
<p>A chiederselo è l&#8217;Andu-Associazione nazionale docenti universitari, commentando l&#8217;intervento di <strong>Francesco Giavazz</strong>i sul <em>Corriere della Sera</em> di ieri.  In effetti l&#8217;economista bocconiano scrive: &#8220;(&#8230;) il ministro <strong>Gelmini</strong> da mesi ha nel cassetto una riforma ambiziosa e contrastata (<em>ad esempio <strong>i rettori si oppongono  alla</strong></em><strong><em> proposta di vedersi sottratta la presidenza del cda degli atenei</em></strong><em> e  non vogliono veder modificato il meccanismo con cui sono eletti</em>)&#8221;.</p>
<p>Come rileva l&#8217;Andu &#8220;nelle varie proposte di Ddl  ministeriali (e in quella parallela e convergente del Pd) è  prescritto che sia proprio il rettore  a presiedere il consiglio di amministrazione&#8221; e non si parla di &#8220;un meccanismo elettivo del rettore diverso da quello attuale&#8221;. Secondo il sindacato &#8220;o Francesco Giavazzi ha un accesso privilegiato  al cassetto segreto del ministro Gelmini o egli continua a sparare le sue  opinioni senza preoccuparsi di leggere quello su cui scrive&#8221;.</p>
<p>Insomma, lettura distratta, intepretazione libera dei desiderata della ministra (o di una certa politica) o c&#8217;è (c&#8217;è stato) un altro testo?</p>
<p>In un comunicato di ieri che anticipa alcuni punti del Ddl che dovrebbe essere licenziato venerdì da Consiglio dei ministri, la Gelmini non accenna a niente di simile. Si accenna a un tetto per il numero dei membri, &#8220;<strong>11</strong> per superare assemblerismo e paralisi&#8221; e &#8220;oragani pletorici e poco responsabilizzati&#8221;. Gelmini vede anche dei cda &#8220;fortemente responsabilizzati e competenti con il <strong>40%</strong>&#8221; e promette che sarà &#8220;aumentata la rappresentanza studentesca&#8221;, elemento che pare in controtendenza con l&#8217;orientamento delle università che, in questo periodo, si erano date nuovi statuti o stavano per farlo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.campus.it/blog/2009/07/15/ce-una-hidden-law-sugli-atenei/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Meritocrazia. Basta tagliare gli appelli?</title>
		<link>http://www.campus.it/blog/2009/07/03/meritocrazia-basta-tagliare-gli-appelli/</link>
		<comments>http://www.campus.it/blog/2009/07/03/meritocrazia-basta-tagliare-gli-appelli/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 20:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
				<category><![CDATA[StranoCampus]]></category>
		<category><![CDATA[3+2]]></category>
		<category><![CDATA[Abravanel]]></category>
		<category><![CDATA[Bocconi]]></category>
		<category><![CDATA[Cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giavazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Vaciago]]></category>
		<category><![CDATA[Gian Antonio Stella]]></category>
		<category><![CDATA[Lista aperta]]></category>
		<category><![CDATA[meritocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Pier Ugo Calzolari]]></category>
		<category><![CDATA[riforme]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[tasse universitarie]]></category>
		<category><![CDATA[Tito Boeri]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.campus.it/blog/2009/07/03/meritocrazia-basta-tagliare-gli-appelli/</guid>
		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/interroga.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/interroga.jpg" title="interroga.jpg"><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/interroga.jpg" alt="interroga.jpg" width="100" height="131" /></a></p>
<p>Un fantasma si aggira per l&#8217;università italiana: la meritocrazia. Da quando <strong>Roger Abravanel</strong> ha scritto, ormai più di un anno fa, un bel libro sul tema (<em>Meritocrazia</em>, Garzanti), la parola ha preso quota, dopo essere passata un po&#8217; in disuso.</p>
<p>Il merito e la meritocrazia sono il mantra di una serie di opinionisti-editorialisti-economisti, molti d&#8217;estrazione bocconiana e non solo. Si tratta di <strong>Francesco Giavazzi</strong>, editorialista di punta del <em>Corriere</em>, del suo collega, <strong>Roberto Perotti</strong>, libellista di punta, amato e citato da chi, come <strong>Gian Antonio Stella</strong> fa le pulci all&#8217;accademia italiana. Del gruppo fa parte un altro studioso dell&#8217;ateneo di Via Sarfatti, <strong>Tito Boeri</strong>, firma di <em>Repubblica</em> e anima de <em>LaVoce.info</em>. Della partita è, infine, anche un economista della Cattolica, <strong>Giacomo Vaciago</strong>, commentatore del <em>Sole 24 Ore</em>.</p>
<p>Commentatori autorevoli e influenti, molto ascoltati dalla politica, che spesso, negli ultimi anni, pensa le riforme con le rassegne stampa in mano.</p>
<p>Dunque, meritocrazia. Ovvero governo dei migliori. Qualcuno può ragionevolmente dirsi contrario?</p>
<p>Se non che, talvolta, la lunga marcia verso il merito giustifica operazioni che, a ben vedere, con l&#8217;affermazione dei migliori hanno poco a che vedere.</p>
<p>Un esempio? La riduzione degli appelli d&#8217;esame. Proprio oggi, Vaciago, sul <em>Sole</em> (<em>Chi paga il prezzo del merito?</em>) la rivendica come uno degli strumenti meritocratici e propugna un solo appello d&#8217;esame all&#8217;anno per materia, &#8220;come avviene in tutti i Paesi normali!&#8221; (l&#8217;esclamativo è dell&#8217;economista).</p>
<p>E che c&#8217;azzecca la meritocrazia? Nell&#8217;università del 3+2 male applicato &#8211; quello della pletora di insegnamenti, degli esemi lievitati e sempre più spesso solo scritti &#8211; in &#8220;questa&#8221; università, la via al merito è la potatura degli appelli? La selezione dei migliori, in queste condizioni, deve diventare una darwiniana scrematura?</p>
<p>In <strong>Cattolica</strong>, l&#8217;ateneo di Vaciago, la riduzione c&#8217;è stata già, questa primavera. Non in questi termini, ma c&#8217;è stata. Tanto da spingere gli studenti ciellini di <strong>Lista aperta</strong> ad affiggere un polemico datzebao davanti a Largo Gemelli, con questo titolo: &#8220;Non siamo la Bocconi&#8221;.</p>
<p>Meritocrazia, certo. Ma anche giustizia. Perché ogni riforma deve vedere il consorso di tutte le parti in causa e non deve sacrificare, ancora una volta, quella più debole, vale a dire gli studenti.</p>
<p>Invece gli studenti sembrano diventati, negli ultimi tempi, i punch-ball di tutti gli innovatori. C&#8217;è chi propone l&#8217;aumento delle tasse, perché tanto, così come sono, finiscono semplicemente per far pagare poco i figli dei ricchi (<a href="http://www.campus.it/blog/2009/06/24/la-crisi-la-paghino-gli-studenti/">Giavazzi</a>). C&#8217;è chi vuol cambiare la governance negli atenei, eliminando con cura le rappresentanze studentesche dagli organi collegiali (vari rettori italiani alle prese con i nuovi statuti, come l&#8217;uscente bolognese <strong>Calzolari</strong>).</p>
<p>La meritocrazia è però altro, con buona pace dei riformatori dalle ricette facili facili. E&#8217; una responsabilità comune, non un dazio da far pagare ad alcuni.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.campus.it/blog/2009/07/03/meritocrazia-basta-tagliare-gli-appelli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Economisti contro</title>
		<link>http://www.campus.it/blog/2009/03/12/economisti-contro/</link>
		<comments>http://www.campus.it/blog/2009/03/12/economisti-contro/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 16:05:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campus]]></category>
		<category><![CDATA[AlmaLaurea]]></category>
		<category><![CDATA[Bocconi]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giavazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Gianfranco Viesti]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Perotti]]></category>
		<category><![CDATA[Tito Boeri]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[università di Bari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.campus.it/blog/2009/03/12/economisti-contro/</guid>
		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/03/viesti.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/03/viesti.jpg" title="viesti.jpg"><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/03/viesti.jpg" alt="viesti.jpg" height="126" width="106" /></a></p>
<p>Scintille economiche. A <strong>Bari</strong>, durante la presentazione dell&#8217;<em>XI Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazione dei laureati italiani</em>, duro intervento di <strong>Gian Franco Viesti</strong>, docente presso l&#8217;ateneo di casa e attuale presidente dell&#8217;Agenzia per l&#8217;innovazione tecnologica della Regione Puglia.</p>
<p>Intervenendo nella tavola rotonda a commento dei dati esposti, Viesti ha spiegato come il Rapporto evidenzi le tre emergenze italiane: i giovani, cui è negata la mobilità sociale; le donne, che continunano ad essere discriminate sul lavoro (&#8221;un differenziale di salario del 23% a cinque anni dalla laurea, è incivile&#8221;, ha detto); il Sud, che  fa da incubatore ad entrambi gli squilibri.</p>
<p>Sullo sfondo, ha spiegato Viesti, un investimento decrescente in formazione e un numero di laureati ancora clamorosamente insufficiente.</p>
<p>&#8220;Un ritardo drammatico&#8221;, ha detto l&#8217;economista, &#8220;la cui emergenza è rappresentata in modo burlesco e insufficiente anche da alcuni economisti miei colleghi&#8221;.</p>
<p>Nella Sala degli Affeschi dell&#8217;Università di Bari, in molti hanno pensato a <strong>Roberto Perotti</strong>, <strong>Francesco Giavazzi</strong> e <strong>Tito Boeri</strong>, economisti della Bocconi, che sono peraltro fondatori o collaboratori de <strong>LaVoce.info</strong>, sito di economisti cui lo stesso Viesti collabora.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.campus.it/blog/2009/03/12/economisti-contro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Valutazione Yes YOU Can</title>
		<link>http://www.campus.it/blog/2009/02/12/anche-noi-valutiamo/</link>
		<comments>http://www.campus.it/blog/2009/02/12/anche-noi-valutiamo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 11:24:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
				<category><![CDATA[StranoCampus]]></category>
		<category><![CDATA[Anvur]]></category>
		<category><![CDATA[campagne]]></category>
		<category><![CDATA[Civr]]></category>
		<category><![CDATA[Cnsvu]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giavazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[università americane]]></category>
		<category><![CDATA[valutazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.campus.it/blog/2009/02/12/anche-noi-valutiamo/</guid>
		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/02/mano.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/02/mano.jpg" title="mano.jpg"><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/02/mano.jpg" alt="mano.jpg" width="132" height="96" /></a></p>
<p>Sta facendo <a href="http://www.campus.it/news/389472-valutazione-il-rettore-che-ne-pensa-2.html">discutere</a> la proposta che abbiamo lanciato su Campus in edicola, su <a href="http://www.campus.it/news/769916-valutazione-yes-we-can-3.html">Campus.it</a> e tramite Facebook, per dare alla valutazione studentesca un peso maggiore.</p>
<p>&#8220;Del giudizio studentesco&#8221;, abbiamo scritto, &#8220;non c&#8217;è traccia nelle <em>Linee guida</em> del ministro Gelmini&#8221;. Eppure, la responsabile dell&#8217;università ha (giustamente) posto molta enfasi, in molti suoi interventi, sul tema della valutazione in generale.</p>
<p>In questi giorni, tra l&#8217;altro, un gruppo di saggi, fra cui <strong>Giavazzi</strong>, <strong>Biggeri</strong>, <strong>Cuccurullo</strong>, sta lavorando per proporre al ministro una nuova articolazione della valutazione che, dicono i beni informati, riprenderà molto dal vecchio Comitato per la valutazione della ricerca-<strong>Civr</strong>, qualcosa dall&#8217;Agenzia nazionale per la valutazione della ricerca-<strong>Anvur</strong>,  predisposta da Mussi, ed erediterà qualche competenza dal Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario-<strong>Cnsvu</strong>.</p>
<p>La valutazione della didattica rimarrebbe quindi confinata nelle secche delle singole facoltà &#8211; che non paiono tenerne in grande conto &#8211; e dei comitati di valutazione.</p>
<p>Eppure, come scrive la nostra Ludovica Zanet, all&#8217;estero, specialmente negli <a href="http://www.campus.it/news/307779-il-giorno-del-giudizio-2.html">Stati Uniti</a>, il giudizio degli studenti conta eccome.</p>
<p>La campagna &#8211; inserita su Facebook col titolo &#8220;<a href="http://www.facebook.com/reqs.php#/group.php?sid=8c3b7468fb8abdf60a7cfe7056811708&amp;gid=62631019847">Dillo alla Gelmini: anche NOI valutiamo</a>&#8221; &#8211; prevede l&#8217;affissione nelle facoltà dei manifesti con lo slogan e l&#8217;invio a Campus per la pubblicizzazione.</p>
<p>Il manifesto si trova su <em>Campus</em> in edicola o può essere scaricato <a href="http://www.campus.it/images/stories/cam02c17.pdf">qui</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.campus.it/blog/2009/02/12/anche-noi-valutiamo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Concorsi: Giavazzi canta vittoria</title>
		<link>http://www.campus.it/blog/2008/11/18/giavazzi-canta-vittoria/</link>
		<comments>http://www.campus.it/blog/2008/11/18/giavazzi-canta-vittoria/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 17:41:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
				<category><![CDATA[StranoCampus]]></category>
		<category><![CDATA[Anvur]]></category>
		<category><![CDATA[concorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giavazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Garavaglia]]></category>
		<category><![CDATA[Gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[La Voce.info]]></category>
		<category><![CDATA[Mussi]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[Tito Boeri]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[Università Bocconi]]></category>
		<category><![CDATA[valutazione universitaria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.campus.it/blog/2008/11/18/giavazzi-canta-vittoria/</guid>
		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/giavazzi.JPG]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/giavazzi.JPG" alt="Francesco Giavazzi" width="125" height="115" /></p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Giavazzi" target="_blank" title="Biografia di Francesco Giavazzi sul sito di Wikipedia">Francesco Giavazzi</a> pensa di aver vinto o forse stravinto. Dopo aver a più riprese dettato la linea ministeriale dalle colonne del <em>Corriere della Sera</em>, con tanto di appello al Partito democratico e alla ministra Garavaglia, l&#8217;editorialista bocconiano torna a scrivere su la Voce.info, l&#8217;autorevole sito fondato da <strong>Tito Boeri</strong>.</p>
<p>In un <a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000758.html">pezzo</a> pubblicato oggi, lo studioso rivendica i pregi del 180, il decreto d&#8217;urgenza adottato da <strong>Mariastella Gelmini</strong>, che sbaracca le carte dei concorsi, già banditi, per 6.000 posti.</p>
<p>Per Giavazzi si è trattato di &#8220;un tentativo, strettamente una tantum, di sparigliare giochi già fatti prima ancora che i posti venissero deliberati dalle facoltà e i candidati facessero domanda&#8221;.  Secondo il docente, uno dei saggi scelto dalla Gelmini per progettare la nuova agenzia di valutazione della ricerca, &#8221; sarebbe stato meglio, e anche più equo, riaprire i bandi, permettere ad altri candidati di partecipare, eliminare l’ignominia delle doppie idoneità. In un paese in cui l’ultima parola l’hanno i Tar è molto probabile che si sarebbe creato un contenzioso infinito&#8221;.</p>
<p>Insomma, si sarebbe optato per il male minore. Anche il consigliori ammette che il meccanismo di sorteggio non è poi questa grande garanzia nella selezione dei migliori. Più importanti, a questo riguardo, ammette Giavazzi, la destinazione del 7% del Fondo di finanziamento universitario alle migliori.</p>
<p>Già, allora perché non consigliare alla Gelmini di rianimare il <strong><a href="http://www.civr.it/">Civr</a></strong> che, per ammissione di molti se non di tutti, aveva prodotto un sistema di valutazione della ricerca affidabile? O perché non utilizzare l&#8217;<a href="http://www.miur.it/DefaultDesktop.aspx?doc=949"><strong>Anvur</strong></a> mussiana, già pronta ai blocchi di partenza?</p>
<p>Altro ministro, altri consiglieri, altra idea, altro iter.  Il governo si è insediato a maggio, a novembre si annunciano nuove linee guida: quando vedrà la luce il nuovo organismo di valutazione?</p>
<p>Per favore, qualcuno spieghi all&#8217;economista Giavazzi (e alla Gelmini che pare ascoltarlo) che anche il tempo è una risorsa scarsa.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.campus.it/blog/2008/11/18/giavazzi-canta-vittoria/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gelmini e l&#8217;università sotto casa</title>
		<link>http://www.campus.it/blog/2008/11/15/gelmini-e-luniversita-sotto-casa/</link>
		<comments>http://www.campus.it/blog/2008/11/15/gelmini-e-luniversita-sotto-casa/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 17:04:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
				<category><![CDATA[StranoCampus]]></category>
		<category><![CDATA[18 politico]]></category>
		<category><![CDATA[Cisl]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giavazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Gian Antonio Stella]]></category>
		<category><![CDATA[Letizia Moratti]]></category>
		<category><![CDATA[Mariastella Gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Zennaro]]></category>
		<category><![CDATA[PdL]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Perotti]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Pesenti]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[Università di Brescia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.campus.it/blog/2008/11/15/gelmini-e-luniversita-sotto-casa/</guid>
		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/gelmini2.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/gelmini2.jpg" title="Mariastella Gelmini"><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/gelmini2.jpg" alt="gelmini2.jpg" width="125" height="114" border="0" /></a></p>
<p>Intervenendo oggi a un convegno del Pdl a Montecatini Terme, <strong><a href="http://http://www.corriere.it/politica/08_novembre_15/gelmini_dialogo_366b51bc-b313-11dd-8d03-00144f02aabc.shtml" target="_blank" title="Articolo citato">Mariastella Gelmini</a></strong> ha rivendicato, com&#8217;è giusto,  la parternità del suo recente decreto.</p>
<p>Giusto, perché su un piano squisitamente politico, è riuscità a spaccare il fronte sindacale (la <strong><a href="http://www.campus.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=1811124219&amp;Itemid=1805027422" title="Articolo citato">Cisl </a></strong>si è sfilata dallo sciopero del 14) e ha registrato molti segnali di <a href="http://www.campus.it/blog/2008/11/07/tremonti-gelmini-mezzo-dietrofront/" title="Post citato">apprezzamento </a>dal mondo accademico.</p>
<p>Rimane, in tutta la sua imbarazzante evidenza,  il problema della sua comunicazione. L&#8217;avvocato di Leno (Brescia) rimastica molto liberamente il peggio della pubblicistica più agressiva, quella degli <strong>Stella</strong>, dei <strong>Rizzo</strong>, dei <strong>Giavazzi</strong> e dei <strong>Perotti</strong>. Il portavoce <strong><a href="http://www.flcgil.it/notizie/rassegna_stampa/2008/settembre/unita_il_portavoce_del_ministro_avra_lo_stipendio_da_direttore_generale" title="Articolo citato">Massimo Zennaro</a></strong>, che la Gelmini ha nominato in trafinefatta direttore generale, cercando di riverdire la stagione della <strong>Moratti</strong> che fece lo stesso con il fidato <strong>Roberto Pesenti</strong>, le confeziona dei discorsi davvero pessimi.</p>
<p>A Montecatini, oltre a riesumare dalle catacombe il &#8220;18 politico&#8221; &#8211; salito alla ribalta e (per fortuna) archiviato fra il &#8216;68 e il &#8216;77, quando la ministro, trentacinquenne, era una bambina &#8211; Zennaro le ha fatto dire che &#8220;il diritto allo studio non è l&#8217;università sotto casa&#8221;.</p>
<p>A un&#8217;avvocatessa che si è <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mariastella_Gelmini" title="Biografia di Mariastella Gelmini sul sito di Wikipedia">laureata</a> a Brescia, in un <a href="http://www.unibs.it/" target="_blank" title="Sito dell'Università di Brescia">ateneo</a> nato nel 1982 e che, in qualche modo, fa parte delle tante sedi &#8220;proliferate&#8221; in eccesso,  un&#8217;affermazione simile poteva essere risparmiata.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.campus.it/blog/2008/11/15/gelmini-e-luniversita-sotto-casa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tutta colpa dei fuoricorso?</title>
		<link>http://www.campus.it/blog/2008/11/12/tutta-colpa-dei-fuoricorso/</link>
		<comments>http://www.campus.it/blog/2008/11/12/tutta-colpa-dei-fuoricorso/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 17:55:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
				<category><![CDATA[StranoCampus]]></category>
		<category><![CDATA[3+2]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Figà-Talamanca]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giavazzi]]></category>
		<category><![CDATA[fuoricorso]]></category>
		<category><![CDATA[Miur]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.campus.it/blog/2008/11/12/tutta-colpa-dei-fuoricorso/</guid>
		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/logo.gif]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/logo.gif" title="logo.gif"><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/logo.gif" alt="logo.gif" width="117" height="116" /></a></p>
<p>Finalmente individuato il vulnus dell&#8217;università italiana: i <strong>fuoricorso</strong>. La ministro <strong>Gelmini</strong> pare aver capito che scornarsi con la lobby accademica non conviene e quindi, per risanare il sistema, sceglie di bacchettare quanti sono in ritardo sulla durata legale degli studi.</p>
<p>L&#8217;idea è chiara: mungere loro e le loro famiglie, facendo cassa.</p>
<p>Trapelato dai corridoi di <a href="http://www.miur.it"><strong>Piazzale Kennedy</strong></a>,  il progetto sembra di quelli che possono mettere d&#8217;accordo tutti, maggioranza e opposizione, conservatori e innovatori, <strong>Giavazzi</strong> e <strong>Figà Talamanca</strong>.</p>
<p>A noi la cosa non piace.  Certo, lo Stato investe diverse migliaia di euro all&#8217;anno per ogni iscritto e chi studia deve percepire questa responsabilità.</p>
<p>Ma la colpa del ritardo è unicamente attribuibile agli studenti (circa uno su tre, <strong>667mila</strong> nell&#8217;anno 2006/2007)? C&#8217;entreranno qualcosa qualità della didattica, aule sovraffollate, proliferazione degli esami con il 3+2?</p>
<p>Evitiamo, per favore, il vecchio stereotipo dell&#8217;università parcheggio: roba buona per gli anni &#8216;70, quando iscriversi non costava davvero niente e consentiva, ai maschietti, di rinviare il servizio militare. Siamo nell&#8217;Italia della terza settimana e le rette medie non sono poi bassissime.</p>
<p>Non vorremmo che, gli studenti in generale e i fuoricorso in particolare, finiscano per essere vasi di coccio fra i vasi di ferro della polemica: governo e accademia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.campus.it/blog/2008/11/12/tutta-colpa-dei-fuoricorso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

