E la Gelmini vara la riforma Cepu
“Arriva la riforma Cepu”, titola stamane ItaliaOggi, pubblicando un’anticipazione di CampusPRO online lunedì prossimo (previa registrazione gratuita).
Ebbene sì: il Decreto di programmazione 2010-2012 – (scaricabile qui), da poco inviato a Crui, Cnsvu e Cnsu per il parere – prevede nientemeno che la possibilità di convertire le telematiche in “Non statali non telematiche”, ovvero tradizionali.
Sul trampolino di lancio, a quanto risulta a CampusPRO, c’è e Campus, protagonista di un intenso lavoro di lobbing nell’ultimo periodo (sarà per questo che il decreto, dato per pronto a fine settembre, è stato inviato il 27 ottobre?).
Ecco svelati i misteri della Formula College, su cui c’eravamo già soffermati: non era teatro dell’assurdo (studenti “telemataci”, a tempo pieno, addirittura a convitto, in un ateneo a distanza) ma prove tecniche di università tradizionale.
Così Mariastella Gelmini, che forse non riuscirà a fare la sua riforma dell’università, rischia di passare alla storia come il ministro che ha fatto la riforma Cepu: convertendo le telematiche in tradizionali. Proprio lei che aveva fatto della proliferazione delle sedi e degli atenei un vero mantra politico.
Come nel 2006, quando eCampus fu istituita da Letizia Moratti contro il parere di Cnsvu e Cun, Francesco Polidori continua a prediligere i fine legislatura: oggi come allora, le camere erano quasi sciolte.
