Riforma: il restyling di Venezia
Una nuova Ca’ Foscari è pronta per affrontare le sfide accademiche 2011/2012. Lo scrive il rettore Carlo Carraro che, dalle colonne del suo blog, comunica il completamento dell’iter della riforma e l’avvenuta riorganizzazione dell’ateneo, che sembra aver ritrovato una maggiore “operosità, efficienza ed efficacia”.
Protagoniste di questo restyling le scuole interdipartimentali: “Dopo l’abolizione delle facoltà, la riorganizzazione dei dipartimenti, si è completato anche l’iter di istituzione delle scuole, e si sono allocati all’interno dei dipartimenti quasi tutti i centri di ricerca attivi in ateneo o condivisi da Ca’ Foscari con altri atenei. Allo stesso tempo si sono chiusi quelli inattivi. É stato anche approvato il regolamento delle scuole interdipartimentali”.
Cinque le scuole interdipartimentali dai nuovi manager per i mercati asiatici alle relazioni internazionali, dai beni culturali alla sostenibilità che andranno “ad arricchire l’offerta formativa dei dipartimenti con corsi multidisciplinari e innovativi”. Più una scuola estiva.
Dunque a partire dall’anno prossimo ricorda il magnifico cafoscarino “tutti i corsi di laurea e laurea magistrale sono allocati negli 8 nuovi dipartimenti e nelle 5 scuole interdipartimentali”. La buona notizia però deve ancora arrivare perché la riorganizzazione dell’ateneo passerà anche attraverso l’incremento dell’organico: saranno infatti banditi concorsi per il prossimo anno accademico al fine di inserire 21 ricercatori, 15 tecnici amministrativi e 5 collaboratori ed esperti linguistici. E circa altrettante assunzioni saranno previste per i due anni successivi.
Internazionalizzazione significa anche dedicare circa “tre punti organico alla chiamata di colleghi dall’estero o da altre sedi”.
La nuova Ca’ Foscari sembra pronta per partire al meglio, giudicherete voi in corsa durante il rodaggio. Rimane forse aperta la questione dottorato (e più in generale la questione precari della ricerca di cui abbiamo dato notizia qui).
La speranza è quella di leggere sul blog di Carraro qualche buona notizia in questa direzione.
Dopo le tante polemiche, i vademecum, i manuali e gli opuscoli anti-riforma creati soprattutto dalle assiciazioni studentesche per impedire che la legge Gelmini prenda forma negli atenei, dalle università arriva un segnale positivo e costruttivio: L’università che vorremmo, otto tesi per cambiare.
Continua l’occupazione dei luoghi del sapere da parte degli universitari senesi: dopo la facoltà di Lettere, quella di Medicina, il polo Mattioli e l’Università per Stranieri si mobilita anche la facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali. Al termine di un’affollatissima assemblea generale studenti, ricercatori e professori hanno deciso di occupare gli spazi della facoltà. Obiettivo, come si legge sul comunicato stampa divulgato da coloro che partecipano alla protesta (
Il padre lo ha definito un “omicidio di stato”. Sono parole forti, nate dal dolore di un uomo che ha perso il figlio, studente modello, laureato con lode in Filosofia della conoscenza e della comunicazione e dottorando a fine corso a Palermo.