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The start-up of you

di Claudia Cervini

startup-signFare la start-up di se stessi, o almeno uno spin-off, in altre parole essere imprenditori del proprio io. Di questi tempi spesso si sente questo invito rivolto ai giovani e ai meno giovani alle prese con gli inizi della carriera professionale. Tradotto significa: inventare il proprio lavoro, perché se ci si limita a cercarne uno, ormai si rischia di restare a bocca asciutta. Mai però, quest’invito, è stato sistematizzato in un set di regole chiave da seguire per avere successo nell’impresa come è stato fatto da Reid Garrett Hoffman (co-fondatore di LinkedIn e board member, tra le altre, di Mozilla e Zynga) nel suo ultimo libro The start-up of you e da Thomas Friedman sul New York Times nell’omonimo editoriale.

Capacità di produrre valore, spirito di adattamento, intuizione imprenditoriale e propensione all’innovazione sono le qualità che il giovane start-upper di oggi deve avere. E sono anche le qualità che cercherà in voi chi vi farà un colloquio Oltreoceano, ma anche nelle più vitali realtà italiane. Questo perché, come si sente dire da un po’ di tempo a questa parte e come si legge nell’editoriale citato: “I percorsi tradizionali di carriera non ci sono più, il posto fisso e la crescita per passaggi progressivi pure”, dunque bisogna inventarsi nuove soluzioni e ritagliarsi nuovi spazi.

Non sono i grandi numeri a creare valore, non servono capitali stellari, ci dice Friedman, servono invece competenze tecniche e fiuto imprenditoriale (che vuol dire anche assumersi una piccola dose di rischio). Infatti le  società più interessanti sul panorama high-tech: Facebook, Groupon, Zynga , Twitter e LinkedIn hanno un valore complessivo di quasi 200 miliardi, ma un numero di dipendenti molto ridotto che non arriva a 20mila in totale.

Differentiate or die” è il monito conclusivo di Friedman: differenziarsi o morire. Senza essere così catastrofici possiamo dire che lo spirito imprenditoriale se non è totalmente innato, può essere allenato e soprattutto coltivato in network stimolanti che potrebbero divenire utilissimi un giorno: quello dei compagni di corso, per esempio. L’università è ancora un ottimo modo per sviluppare sinergie, idee e progetti, con occhi ben puntati sul mondo produttivo.

Data: 15 luglio 2011

Sulla triennale non si discute

di gcavallaro

IMG_9680Prima pareva di no (ne abbiamo scritto qui) e poi invece c’è stato il via libera (come avevamo anticipato qui). Si è finalmente svolta, nella cornice di Piazza San Marco, la prima edizione del “Giorno della laurea”, la cerimonia di consegna dei diplomi di laurea triennali dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.
In effetti, la cornice è stata inconsueta: non la solita aula d’ateneo, ma per i 500 neo dottori cafoscarini che hanno festeggiato tutti assieme lanciando in aria il tocco, lo sfondo era quello del suggestivo Campanile. «Festeggiare il proprio diploma di laurea nella piazza più bella del mondo è un evento unico. L’istruzione e la formazione sono un investimento nel proprio futuro e il giorno della laurea il primo importante passaggio in questo senso che merita pertanto di avere il giusto riconoscimento», ha esordito il rettore Carlo Carraro nel discorso d’apertura. All’introduzione del rettore è seguito poi il saluto del sindaco della città Giorgio Orsoni e l’intervento di uno studente in rappresentanza dei 500 laureati.
Si tratta di Matteo Sostero che ha conseguito la laurea in Economics and Management . «Durante la nostra permanenza a Ca’ Foscari siamo stati partecipi di un’università in continua evoluzione. Oggi, però, possiamo anche riflettere sull’università che noi studenti vorremmo per il futuro . Un’università ancora più aperta all’Europa e al mondo, che promuova e accolga con più convinzione gli scambi internazionali; che sappia trarre beneficio dalla diversità come occasione di crescita; che sappia dialogare alla pari con le università straniere. Un’università che consideri le opinioni e le richieste degli studenti, che valorizzi i loro contributi accademici, coinvolgendoli sempre più concretamente nella vita del loro ateneo», le sue parole.
Insomma l’happy end si è palesato. Ma tra quelle università che vogliono abolire la discussione della triennale e quelle che la portano avanti, sostenendone l’importanza, qualche confusione è nata. Se volete raccontarci la vostra storia, potete farlo tramite Facebook e la pagina “Sulla triennale non si discute”.

Data: 6 luglio 2011

Diritto vs delitto (allo studio)

di gcavallaro

diritto Un’altra iniziativa, dopo quella che vi abbiamo segnalato qualche post fa circa gli studenti di Catania, che riguarda il web. Ed in particolare Facebook, ormai fucina perenne di idee, anche legate al mondo dell’università.
Questa voltala pagina da segnalare è “Diritto allo studio vs. Delitto allo studio” . L’idea arriva dai ragazzi di Link Siena che hanno deciso di creare questo spazio nella Rete. Per quale motivo? Semplice: per dare chiarezza e risposte, ad alcuni tra i molti dubbi che attanagliano gli studenti. Insomma “tutto ciò che avreste sempre voluto sapere, ma non avete mai osato chiedere sul diritto allo studio universitario” dicono gli amministratori.
Alcuni esempi? Volete sapere tutto su borse di studio, posti alloggio, crediti e bonus, mense universitarie, residenze e tutte le attività culturali che riguardano gli atenei toscani? Ecco, pronta per l’uso, la pagina sul più popolare tra i social network. Per far si che a prevalere sia il diritto, e non il delitto, allo studio.

Data: 2 luglio 2011

Da studenti ad alumni

di gcavallaro

Alumni L’obiettivo è quello di non disperdere l’esperienza dei laureati ma di favorire la condivisione della stessa permettendo la collaborazione su progetti, eventi e lavoro e moltiplicando le opportunità di crescita, di reciproca utilità e di collaborazione professionale. Ecco perché è nata una community sul web che, dopo la laurea, permetterà ai cosiddetti “alumni” di mantenere i contatti anche dopo aver discusso la tesi. Succede al Politecnico di Milano grazie a cui, all’indirizzo http://www.alumni.polimi.it/ è online un nuovo network ufficiale . In pratica uno spazio virtuale dove gli ex allievi vicini e lontani per età e geografia possono ritrovarsi, rafforzare il proprio legame con l’ateneo e valorizzare la propria professionalità.
Non solo pura goliardia,quindi. Il progetto darà modo di sviluppare una speciale funzione che permette di integrare i profili attivi su Linkedin, Twitter, Facebook, blog o siti personali, con un semplice click. Direttamente dal portale, poi, si può rispondere agli oltre 800 annunci di lavoro per profili con esperienza e agli oltre 5.000 per figure junior, pubblicati ogni anno sul sito del career service del PoliMi. Con una ulteriore particolarità: il network, attraverso la sezione “cambi di poltrona” permetterà agli alumni di segnalare il loro aggiornamento di carriera. A pochi giorni dalla sua apertura gli iscritti sono oltre di 700, la prospettiva è quella di raggiungere i 10.000 iscritti entro fine anno. Per non perdersi di vista e concedersi, senza perdere mai l’abitudine, nuove possibilità.

Data: 1 luglio 2011

Social matricole

di gcavallaro

libri Dedicato alle future matricole, che bazzicano su Facebook e non sanno che il social network può essere anche fonte di informazioni pratiche per la sopravvivenza, specie iniziale, nelle aule d’ateneo. L’idea nasce dal portale Liveunict.com che raccoglie sul web tutte le curiosità e le notizie che gravitano intorno all’universo dell’ateneo siciliano. Ebbene sul social network più popolato del web,ecco che arriva la pagina “Numero chiuso e Test d’Ammissione”. Creata con l’intento di fornire le dritte necessarie sui test di ammissione e sul numero programmato . Quindi si potranno trovare informazioni su ciò che riguarda l’accesso ai corsi a numero programmato per quanto riguarda l’anno accademico 2011/12. Sulla bacheca gli utenti potranno “intrufolarsi” in web discussioni circa le prove di ammissione, gli esiti delle stesse e di tutto quello che riguarda il test di ammissione. Il tutto gestito da studenti universitari, che già hanno maturato esperienza nel settore, per le giovani leve piene di dubbi da risolvere. Un’iniziativa lodevole che dovrebbe impedire di arrivare impreparati. Non solo agli esami.

Data: 29 giugno 2011

F2Uninews: la Federico II è onair

di Claudia Cervini

f2uninews-logo_195-195x110Gli atenei sono sempre più attenti alla comunicazione e all’informazione: sono ormai sbarcati su tutti i principali social network (da Facebook a Twitter) e stanno creando nuove testate, dai blog a veri e propri magazine e nuovi programmi radio e tv.

Dopo UniurbPost (leggi qui), neo testata online della Carlo Bo anche la vita studentesca della Federico II è onair. È  nato infatti il nuovo radiogiornale dell’Unina: F2Uninews, in onda due volte al giorno alle 12 e alle 18 il lunedì, il mercoledì e il venerdì a partire da oggi.

Uno spazio di informazione quotidiana, a cura degli studenti del corso di formazione di Radio F2, per aggiornare gli universitari su bandi e concorsi, su eventi e seminari e su tutte le notizie relative alla vita d’ateneo con uno sguardo alle principali bacheche di facoltà.

Non solo uno strumento per conoscere gli appuntamenti universitari, ma anche un aiuto ad affrontare gli aspetti burocratici che accompagnano iscrizioni, pagamenti, domande di borse di studio, con una scaletta di argomenti che spaziano dalla didattica alla segreteria.

Data: 20 giugno 2011

Esse3, ancora tu !

di gcavallaro

esse3 Il sistema Esse3, torna a colpire. Succede a Bari, dove il passaggio della tassazine al nuovo sistema informatico sta inquietando gli studenti dell’ateneo cittadino. Per dipanare i dubbi che il sistema informatico ha generato, è intervenuto il professor Augusto Garuccio, prorettore dell’università di Bari. “Le tasse universitarie non sono solo telematiche” ha dichiarato , confermando ancora una volta le perplessità che il sistema aveva generato in passato e di cui potete leggere anche qui l’ultimo aggiornamento dal blog.
Abbiamo comunicato per tempo sul sito istituzionale d’ateneo le nuove modalità di pagamento di tasse e contributi” ha voluto chiarire Garuccio. “Non vedo nell’informatizzazione delle tasse un motivo di disagio da parte degli studenti. I bollettini sono pagabili online o stampabili dal portale esse3 e con questa manovra l’università degli Studi di Bari si è uniformata con il resto degli atenei italiani“. Apparentemente risolta la questione, un altro punto di discussione è stato sollevato dagli studenti circa il collegamento ad internet, di cui non tutti sono a disposizione.

A spegnere anche questa polemica, ci ha pensato lo stesso prorettore per cui “tutti gli studenti hanno la possibilità di disporre del collegamento ad internet, grazie alle postazioni wi-fi presenti in tutte le facoltà”. Insomma il processo di innovazione, anche a Bari, sembra procedere . Seppur con qualche intoppo. Tra cui quello non trascurabile della portata delle tasse stesse. “Ragazzi, mi sfogo sapendo che non potete far molto… 300 euro in più dell’anno scorso… 300 !!” scrive sulla pagina Facebook di Link Bari, uno studente barese. Anche se, in questo caso, Esse3 non c’azzecca davvero.

Data: 17 giugno 2011

Navetta, per tutti!

di gcavallaro

busL’ottimizzazione del sistema di mobilità cittadina è un punto cardine del tema del welfare studentesco. Lo sarebbe ovunque, ma un’importante sede universitaria sente, particolarmente, di dover dare una svolta in quest’ambito. Si tratta del Politecnico di Bari i cui studenti segnalano “l’assenza di un adeguato collegamento tra la sede centrale del Politecnico di Bari, situato in via Orabona con il DIMEG (Dipartimento Ingegneria Meccanica e Gestionale) situato in viale Japigia”.
Il che costituisce un serio problema per gli studenti iscritti ai corsi di laurea triennale e specialistica di Ingegneria Meccanica, Gestionale ed Elettrica. Sono in particolare gli studenti di 6 corsi di laurea quelli costretti a raggiungere quotidianamente il dipartimento sia per sessioni d’esame che per orari di ricevimento, laboratori sia di tirocinio che di tesi. Come risolvere il problema? Semplice: con una navetta. Per questo con un passaparola che su facebook ha già coinvolto 273 studenti, è partita la richiesta degli universitari del Politecnico pugliese. “Stiamo raccogliendo le firme per chiedere l’attivazione di questo servizio” si legge sulla pagina creata ad hoc per sensibilizzare sull’argomento . “Troppo spesso, sopratutto gli studenti del CUC Industriale, sono costretti a raggiungere il dipartimento di Meccanica e Gestionale situato al quartiere Japigia. Chiediamo quindi l’attivazione di un servizio che porti gli studenti in dipartimento senza le difficoltà attuali”. Insomma un servizio che faciliti l’accesso alle strutture accademiche, nient’altro. Dopo aver mobilitato gli utenti della rete, il prossimo step sarà dunque quello della raccolta firme in ateneo, con l’obiettivo di “dare una svolta significativa ai servizi offerti dal Politecnico”.

Data: 19 maggio 2011

IBicocca e atenei a prova di “touch”

di Claudia Cervini

IBicoccaTwitter, Facebook, You tube, Second life, le università sbarcano su internet. Da un lato sono sempre più attive in termini di produzione di contenuti sui new media: dal blog del rettore, alla nascita di vere e proprie testate, dalle web tv d’ateneo alle radio (a fine maggio ci sarà la quinta edizione del Festival delle radio universitarie d’ateneo  in Calabria). E dall’altro presentissime in rete sui vari social network che offre il world wide web.

Da qualche giorno l’Unimib è sbarcata anche su iPhone e iPad. Orari delle segreterie e informazioni logistiche e di contatto, info sui corsi, appuntamenti culturari, news sulla ricerca e una mappa del campus per orientarsi in ogni momento. Da alcuni giorni è infatti disponibile la App universal iBicocca con la guida universitaria a portata di touch, scaricabile gratuitamente dall’App store della Apple e istallata sul proprio smartphone iOS. A breve sarà disponibile anche una guida in inglese (viva l’internazionalizzazione!)

La future App è stata sviluppata interamente dal centro multimediale dell’ateneo: “Le nuove tecnologie” – ha commentato Marcello Fontanesi, rettore dell’ateneo milanese  – sono fondamentali per moltiplicare i canali di informazione e per raggiungere i nostri studenti. Siamo molto sensibili”, continua il magnifico, “all’impiego di nuove tecnologie di comunicazione e alla sperimentazione di tutti quei canali, come i social network, che permettono di essere raggiunti in modo semplice e di stabilire un contatto diretto. Bisogna saper parlare il linguaggio dei tempi“.

Data: 20 aprile 2011

Il rettore non apre sulle tasse

di gcavallaro

LaForgia1A proposito della protesta studentesca seguita agli aumenti delle tasse universitarie, di cui abbiamo già dato notizia qui, riceviamo e pubblichiamo alcuni stralci di una lettera che gli stessi rappresentanti dell’Udu Lecce hanno voluto inoltrare agli organi di informazione e che circola anche su Facebook.
Al centro dell’attenzione, in base a quanto riferiscono gli studenti pugliesi, la posizione del rettore, il diritto allo studio ed il merito. Si comincia dal Laforgia pensiero.
“Dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi del prorettore Pasimeni che riteneva i tagli necessari ma era pronto al dialogo con gli studenti, oggi invece il Rettore prende una posizione nettamente contraria: l’aumento è necessario, niente passi indietro.”
Quindi gli studenti si soffermano sul problema del diritto allo studio. “Il rettore parla anche di un’ università che non debba occuparsi di diritto allo studio, perché, a suo avviso, ci sono altri organi predisposti a farlo. Ma cosa vuol dire diritto allo studio? Sicuramente è riduttivo parlare di questo diritto semplicemente in termini di borse di studio, alloggi e mense. Il diritto allo studio è molto di più. Vuol dire avere dei sistemi tali da poter consentire a chiunque di poter continuare gli studi e con un sistema di tassazione come questo molti saranno costretti a lasciare il percorso universitario non riuscendo a superare quest’ostacolo economico insormontabile. Se poi si considera come i sistemi di sostegno (borse di studio, alloggi, mense e biglietti a tariffa ridotta per i trasporti) nella nostra regione siano largamente insufficienti, l’ amministrazione dell’ateneo ha la responsabilità e il dovere di mettere gli studenti nelle condizioni più favorevoli possibili per facilitare il loro percorso di formazione. Come fa uno studente che rientra nelle prime due fasce di reddito a dover lavorare e studiare per poter sopperire alle mancanze di un sistema di diritto allo studio carente?”
Ed infine, una valutazione sul merito . “Pesanti sono le accuse anche sul merito. Secondo il rettore infatti molti studenti userebbero l’università come parcheggio. Ma come fa uno studente a laurearsi in tempo con una didattica scadente, una burocrazia lenta e con i grandi problemi tecno-amministrativi caratteristici del nostro ateneo? Prima di pensare a modelli di tassazione analoghi a questo, responsabilmente il rettore dovrebbe pensare a risolvere i problemi. Ad esempio nel nostro ateneo non esiste lo stato amministrativo di studente a tempo parziale (studente lavoratore) che, per necessità, non può concentrare tutte le energie sullo studio, e quindi non può superare i filtri meritocratici imposti dal sistema di tassazione. Vorremmo che l’amministrazione considerasse lo studente il centro dell’università e non solo una risorsa da cui trarre fondi.” Il contraddittorio, comunque, è destinato a continuare.

Data: 22 febbraio 2011

Università: il libretto come fedina

di Claudia Cervini

librettoUna circolare dell’Università di Genova porta alla ribalta un tema dibattuto in passato senza risultati rilevanti: l’uso del libretto universitario dello studente. I voti riportati nei singoli esami vanno trascritti sul libretto o questa pratica finisce per penalizzare ingiustamente gli studenti che hanno una media bassina e per aiutare quelli con voti stellari, indipendentemente dal valore della prova sostenuta?

Della questione si è occupato anche il blog Anvur.it, il sito dedicato alla valutazione universitaria e solo omonimo della nascente agenzia, che ha dato conto del dibattito in corso nell’articolo Un’esecuzione come da libretto (universitario).

A dar risalto al tema è stata l’emanazione da parte dell’ateneo genovese di una circolare “per il normale uso del libretto” predisposta da Giovanni Battista Varnier, preside della facoltà di Scienze politiche. Il documento stabilisce che i docenti sono tenuti a chiedere e visionare il libretto universitario solo dopo aver comunicato allo studente il voto d’esame.

C’è un precedente: l’Università di Chieti-Pescara tempo fa decise di eliminare la trascrizione dei voti sul libretto, per evitare che i professori fossero condizionati nel valutare la prova d’esame. E fu la Conferenza dei rettori, l’anno scorso a richiamare l’attenzione sulla valutazione delle prove, facendo riferimento a una norma contenuta nello Statuto dei diritti e dei doveri degli studenti universitari che proibisce “alla commissione d’esame di visionare il libretto universitario prima di esprimere la valutazione finale”.

Anche Il Giornale si è recentemente occupato della questione e ha intervistato due docenti che la pensano diversamente: Luigi Mascheroni, giornalista e docente di Teorie e tecniche del linguaggio giornalistico in Università Cattolica e Stefano Zecchi, ordinario di Estetica alla Statale di Milano, il quale ritiene utile sbirciare il libretto in fase pre-voto.

Noi invece intervistiamo gli studenti e chiediamo :

Quanto secondo voi il vostro libretto influisce sulla valutazione delle prove? Sareste d’accordo ad abolire la trascrizione dei voti sulla vostra “fedina universitaria”? Diteci la vostra sul forum creato sulla pagina Facebook di Campus per dibattere il tema e partecipate al nostro sondaggio!

Data: 10 febbraio 2011

Arriva Cliclavoro, il portale social

di Maria Teresa Melodia

1518Duecento milioni di euro per diffondere l’utilizzo del contratto di apprendistato, orientare e accompagnare in percorsi di inserimento lavorativo gli studenti delle scuole superiori e dell’università, e per istituire nelle scuole una giornata della ‘cultura previdenziale’, con l’obiettivo di informare i giovani ed educarli alla costruzione della pensione. Queste alcune delle azioni individuate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, attraverso l’Unità operativa per l’occupazione giovanile composta dalle direzioni competenti, da Isfol, Italia Lavoro e Inps.
Un supporto nella ricerca del lavoro è offerto dalla piattaforma ‘clic lavoro’ (www.cliclavoro.gov.it) che raccoglie opportunità di lavoro e curricula con lo scopo di far incontrare domanda e offerta in Italia e in Europa. Attivo anche il profilo Twitter, la pagina Facebook e il gruppo su Linkedin.

Data: 27 dicembre 2010
Campus
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