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	<title>Il blog universitario di Campus &#187; Eurobarometro</title>
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		<title>Neodott preparati, secondo il 90% delle aziende</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 20:13:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Cervini</dc:creator>
				<category><![CDATA[altroCampus]]></category>
		<category><![CDATA[alta formazione]]></category>
		<category><![CDATA[disallineamento tra conoscenze e competenze richieste]]></category>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/test-di-ammissione61.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3135" title="MI150604INT_0001" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/test-di-ammissione61.jpg" alt="MI150604INT_0001" width="209" height="139" /> I neolaureati, una volta abbandonate le aule universitarie, non hanno gli strumenti per affrontare con successo il <strong>mercato del lavoro</strong>? Sbagliato. La recente indagine di<strong> Eurobarometro</strong> smentisce la tesi di disallineamento delle competenze dei neodottori del Belpaese. Niente allarme formazione, dunque in Italia dove si trovano &#8220;<strong>giovani formati ai più alti livelli</strong>&#8220;.</p>
<p>Non solo, l&#8217;<strong>89%</strong> dei <strong>responsabili delle risorse umane</strong> (e l&#8217;85% degli italiani) intervistati afferma che i laureati assunti nel corso degli ultimi cinque anni possedevano le<strong> competenze richieste </strong>per svolgere i lavori previsti.</p>
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		<title>E voi, pensate di emigrare?</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 22:13:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Teresa Melodia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campus]]></category>
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		<description><![CDATA[http://www.oswego.edu/student/residential/images/suitcase.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.oswego.edu/student/residential/images/suitcase.jpg"><img alt="" src="http://www.oswego.edu/student/residential/images/suitcase.jpg" class="alignnone" width="119" height="145" /></a></p>
<p>Secondo l&#8217;ultimo rapporto sul mercato del lavoro diffuso dall&#8217;<em>Istat</em> l&#8217;aumento della disoccupazione in Italia fra i ragazzi <strong>fra i 15 e i 24 ann</strong>i è salito a maggio <strong>al 29,2%</strong> dal 29,1% di aprile e si tratta del dato più elevato dal 2004.</p>
<p>E se l&#8217;Italia sembra non offrire molto ai più giovani, e molte delle cronache recenti riportano gli italiani tra coloro che, più di altri, sono costretti, ma anche pronti, a &#8220;fuggire&#8221; all&#8217;estero, da una recente indagine di <strong>Eurobarometro</strong>  (il servizio della Commissione europea, che misura ed analizza le tendenze dell&#8217;opinione pubblica in tutti gli Stati membri e nei paesi candidati) condotta su un campione di <strong>27 mila europei</strong>, traspare un risultato inaspettato: i più &#8220;mobili&#8221; sono i danesi, mentre i meno pronti gli italiani.  Infatti <strong>solo il 4 per cento </strong>degli italiani dice di immaginarsi in un lavoro in un&#8217;altra nazione. La percentuale più bassa di tutti e 27 i paesi coinvolti, come riporta anche il quotidiano <em>La Repubblica.it</em>.</p>
<p>Inoltre, nella classifica delle mete ambite per il lavoro<strong> l’Italia si piazza all&#8217;ottavo posto</strong>, superata dalla Spagna che, con la quarta posizione, è il primo paese &#8220;latino&#8221; tra le mete ideali degli europei. <strong>Il top nella testa </strong>degli europei è costituito dagli <strong>Stati Uniti (preferito dal 21% </strong>degli europei intervistati), nonostante il crollo finanziario abbia avuto origine proprio nel cuore tradizionale del capitalismo mondiale; seguono, un poco distanziati, il <strong>Regno Unito (scelto dal 16%) e poi l&#8217;Australia (15%). </strong></p>
<p>Entra <strong>nella top 5 anche la Germania</strong> con il 12 per cento, e l&#8217;Italia viene preceduta dalla Francia e dal Canada, mentre con il 9 per cento delle preferenze, il nostro Paese supera mete come l&#8217;Olanda, la Nuova Zelanda, la Svezia e la Norvegia.</p>
<p><strong>La molla principale</strong> per cambiare paese? La possibilità di guadagnare di più (lo dice il 35 per cento) e a guidare chi cerca un impiego fuori dai confini nazionali sono soprattutto <strong>i contatti personali</strong>, ma molti altri (il 43 per cento) fanno riferimento a Internet e a tutte le informazioni che possono recuperare attraverso la Rete. Circa uno su cinque invece chiede aiuto ai servizi pubblici per l&#8217;impiego o cerca da sé, quando riesce, un contatto diretto con un datore di lavoro all&#8217;estero.</p>
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