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Roma1 interroga le famiglie

di Claudia Cervini

genitoriLa Sapienza interroga non gli studenti, ma i genitori. L’ateneo romano ha infatti messo online un questionario destinato alle famiglie degli iscritti per valutare l’efficienza e l’efficacia della didattica.

Sul portale d’ateneo infatti si legge:

“Gent.ma Famiglia, in un’ottica di maggior coinvolgimento delle famiglie dei nostri studenti e con l’obiettivo di avvalerci delle loro opinioni per un’incisiva azione di miglioramento, abbiamo preparato un questionario volto a indagare il rapporto delle famiglie con l’Università Sapienza, nonché le loro considerazioni su alcuni aspetti organizzativi. Il questionario è anonimo e compilabile in pochi minuti”.

L’ottica,  come racconta l’introduzione al questionario, è quella di un maggior coinvolgimento delle famiglie, ma come fanno i genitori non presenti in ateneo, a valutare l’efficacia dei servizi e della didattica?

Nel questionario viene chiesta la qualità del “rapporto con l’ateneo”, la valutazione sull’organizzazione dei corsi, sul funzionamento della segreteria studenti, sull’organizzazione degli esami e infine il giudizio complessivo sull’ateneo: le motivazioni che hanno portato la famiglia e lo studente a scegliere quell’università e se la scelta cadrebbe di nuovo sulla stessa realtà.

Insomma, a parte il fatto che chiunque potrebbe compilare online il questionario (vengono infatti richieste soltanto informazioni generali come l’età, il sesso e il grado di parentela), la domanda è: non varrebbe la pena approfondire la valutazione fatta dallo studente, che in ateneo ci vive, o per lo meno ha gli strumenti per valutare didattica, servizi, esami e quant’altro?

È vero che nel Belpaese sempre più matricole vanno in università con papà e mamma e non è raro vedere in coda alle segreterie un accompagnatore, in età un po’ troppo avanzata per essere un compagno di corso, ma addirittura chiedere la valutazione dei servizi d’ateneo, significa coinvolgere un genitore, che a volte non sa di che cosa si stia parlando, in un luogo che dovrebbe essere soltanto degli studenti. Non solo per apprendere, anche per crescere, organizzarsi e autogestirsi.

Data: 21 febbraio 2011

Mantenersi in ateneo: how to

di Claudia Cervini

studenti_150_oreUltima chiamata per lavorare in università. Sono in chiusura i bandi (che avevamo già annunciato sul nostro portale) per la collaborazione a tempo parziale, le cosiddette 150 ore da svolgere in ateneo.

Le mansioni sono tante, è possibile lavorare in biblioteca o al centro sportivo, nelle aule informatiche o nelle segreterie di dipartimento, in base alle attitudini e naturalmente alle esigenze delle strutture.

Se devi mantenerti da fuori sede, contribuire a pagare le salatissime rette universitarie, o semplicemente vuoi concederti qualche sfizio in più, lavorare in ateneo può essere una soluzione. Intanto perché l’impegno è ridotto, in secondo luogo perché sarà facile frequentare le lezioni e accedere alle biblioteche. L’impegno settimanale è di massimo15 ore ed è previsto un compenso medio di 7,5 euro l’ora.

Potrete fare domanda direttamente sul sito dell’ateneo (www.unicatt.it www.unito.it), con piano di studi alla mano, voti degli esami sostenuti e certificazione del reddito familiare.

In bocca al lupo!

Data: 19 ottobre 2010

Matematica impossibile, manda l’amica

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La storia sembra pescare nei più reconditi cassetti del leggendario accademico e, al contrario, pare sia verissima.

A quanto riferito ieri da Repubblica in cronaca di Milano, una studentessa della Statale sarebbe stata denunciata: dopo una serie di bocciature allo scritto di Matematica, si è fatta sostituire da un’amica secchiona, finendo però smascherata allo scritto dal docente che aveva confrontato la grafia con quella degli elaborati precedenti.

Il fatto riapre una annosa questione: l’insegnamento delle materie scientifiche nelle scuole superiori è davvero disastroso. Sempre più matricole devono sobbarcarsi pre-corsi (quando ci sono) organizzati dalle facoltà o dalle associazioni. Lo scorso anno si è mossa la Conferenza dei presidi di Scienze-ConScienze, promuovendo attività di sostegno in molti atenei.

Molte delle future matricole che, in questi giorni, preparano i test di accesso ai corsi a numero chiuso, sacramentano proprio sulle domande Matematica, Fisica e più in generale di logica.

La storia pone però anche un’altra questione: quella, lasciatemi dire, etica.

Se a vent’anni si sguazza già nella furbizia, che cosa saremo a 50?

Oppure, sgamare un esame tosto è legittimo anche se illegale?

Data: 17 luglio 2009

Ansia da esame: come superarla

Ansia da esame: come superarla
(foto di kortini)

Siamo in pieno periodo di esami. Se in questi giorni siete particolarmente agitati, irritabili, inquieti e nervosi, se vi sentite angosciati e avete crisi di panico, se avete problemi di insonnia, sudorazione, palpitazioni, senso di soffocamento, nausea e mancanza di appetito non preoccupatevi, non vi siete ammalati ma semplicemente siete preda dell’ansia da esame, un disturbo comune che colpisce moltissimi studenti.

Coloro che soffrono di ansia da esame durante la preparazione delle materie tendono a preoccuparsi in maniera eccessiva per la prova da superare, incontrano difficoltà nel concentrarsi, nel comprendere, acquisire e memorizzare nuove nozioni e non riescono quindi a sfruttare al meglio e a ottimizzare il tempo dedicato allo studio.

Lo stress e una forte ansia possono anche influenzare negativamente e compromettere l’esame: possono provocare infatti veri e propri blocchi mentali, vuoti di memoria causati dal panico che rendono impossibile ricordare i concetti appresi e rispondere alle domande degli esaminatori o risolvere i quesiti delle prove scritte.

Tutto ciò accade spesso anche agli studenti più preparati e capaci che temono di non riuscire a tenere alto il livello delle proprie performance.

Senza dubbio avere un po’ di ansia è una reazione emotiva del tutto normale; anzi un certo grado di tensione è necessario e stimola gli studenti a impegnarsi maggiormente e migliora quindi le loro prestazioni. Visti però gli effetti negativi che può provocare un livello elevato di ansia bisogna sicuramente cercare di contenerla entro un certo limite.

Ecco quindi alcuni utili suggerimenti per superare lo stress dovuto agli esami. (leggi il resto del post…)

Data: 12 gennaio 2009
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