Roma1 interroga le famiglie
La Sapienza interroga non gli studenti, ma i genitori. L’ateneo romano ha infatti messo online un questionario destinato alle famiglie degli iscritti per valutare l’efficienza e l’efficacia della didattica.
Sul portale d’ateneo infatti si legge:
“Gent.ma Famiglia, in un’ottica di maggior coinvolgimento delle famiglie dei nostri studenti e con l’obiettivo di avvalerci delle loro opinioni per un’incisiva azione di miglioramento, abbiamo preparato un questionario volto a indagare il rapporto delle famiglie con l’Università Sapienza, nonché le loro considerazioni su alcuni aspetti organizzativi. Il questionario è anonimo e compilabile in pochi minuti”.
L’ottica, come racconta l’introduzione al questionario, è quella di un maggior coinvolgimento delle famiglie, ma come fanno i genitori non presenti in ateneo, a valutare l’efficacia dei servizi e della didattica?
Nel questionario viene chiesta la qualità del “rapporto con l’ateneo”, la valutazione sull’organizzazione dei corsi, sul funzionamento della segreteria studenti, sull’organizzazione degli esami e infine il giudizio complessivo sull’ateneo: le motivazioni che hanno portato la famiglia e lo studente a scegliere quell’università e se la scelta cadrebbe di nuovo sulla stessa realtà.
Insomma, a parte il fatto che chiunque potrebbe compilare online il questionario (vengono infatti richieste soltanto informazioni generali come l’età, il sesso e il grado di parentela), la domanda è: non varrebbe la pena approfondire la valutazione fatta dallo studente, che in ateneo ci vive, o per lo meno ha gli strumenti per valutare didattica, servizi, esami e quant’altro?
È vero che nel Belpaese sempre più matricole vanno in università con papà e mamma e non è raro vedere in coda alle segreterie un accompagnatore, in età un po’ troppo avanzata per essere un compagno di corso, ma addirittura chiedere la valutazione dei servizi d’ateneo, significa coinvolgere un genitore, che a volte non sa di che cosa si stia parlando, in un luogo che dovrebbe essere soltanto degli studenti. Non solo per apprendere, anche per crescere, organizzarsi e autogestirsi.
Ultima chiamata per lavorare in università. Sono in chiusura i bandi (che avevamo già annunciato sul nostro 
