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Bilancio Cepu, chi l’ha visto?

cepunewNon si è spenta l’eco dello scooppino di Vanity Fair, con l’ottimo Gianluca Beltrame sulle Olgettine studiosissime che si sono iscritte all’università tramite Cepu ottenendo, secondo quanto scrive il settimanale della Condé Nast, l’abbuono delle rette da Francesco Polidori in persona. Si tratterebbero di 21.600 euro all’anno per Ioana Visan, 23 anni rumena, iscritta a Legge (a eCampus?) mentre 21.300 euro sarebbero la cifra non richiesta a Iris Berardi, 19 anni, di origine brasiliana e Aris Espinosa, 22 anni, dominicana, per fare due anni in uno presso una scuola superiore.

Non si è spenta, perché a breve migliaia di famiglie italiane si frugheranno in tasca per trovare, fra budget sempre più falcidiati da tagli e manovre, i soldi per le rette universitarie dei figli, con la prospettiva che le stesse aumentino quasi sicuramente – gli atenei sono alla fame – entro la fine dell’anno.

D’altra parte, il patron del Cepu, Francesco Polidori, è libero d’essere munifico con chi ritiene opportuno. A prescindere che viva in via Olgettina 65 a Milano2.

Meno discrezionale, invece, è la presentazione dei bilanci. Quello del Cesd Srl, la holding che controlla i marchi Cepu e Grandi Scuole, le attività di recupero di cui beneficiano le giovani soubrette di cui sopra, non risulta ancora depositato presso il registro delle imprese alla Camera di Commercio di Roma. Com’è noto, l’approvazione e il successivo deposito devono avvenire entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio, il termine sè prorogato a 180 giorni  (vale a dire entro giugno) per società tenute alla redazione del bilancio consolidato (è il caso di Cesd) oppure “quando lo richiedano particolari esigenze relative alla struttura ed all’oggetto della società stessa”, come stabilisce il comma 2, del D.Lgs. 6/2003.

In ogni caso, parrebbe esserci un certo ritardo. Forse un disguido. O forse alla Cesd che, ricordiamolo è una srl con socio unico (Jmd International Sa, che sta in Lussemburgo), non si sono fatti troppo spaventare dalle pene previste per gli amministratori che non convochino l’assemblea dei soci per l’approvazione entro i termini: da 1.032 a 6.197 euro.

Leggi qui l’articolo di Vanity

Leggi qui la guida aggiornata su Cepu-eCampus

Data: 2 agosto 2011

eCampus-Cepu, nuovo rettore e non solo

BartoliniUn nuovo rettore, o meglio un nuovo presidente del Comitato tecnico ordinatore, e un grande ritorno: eCampus, l’ateneo di Mr. Cepu è in continuo movimento. Poco prima di imbarcarsi nell’avventura elettorale di Città di Castello (e di San Sepolcro), con cui doveva testare la sua macchina di propaganda, Francesco Polidori aveva ridisegnato gli assetti dell’ateneo telematico: via dalla tolda accademica il vecchio e buon Lanfranco Rosati, che rimane a coordinare la facoltà di Pedagogia, dentro Carlo Maria Bartolini, già preside-coordinatore di Ingegneria e assurto alle cronache per la sua querelle con un studente siciliano, quel Pippo Tomarchio che, imbufalito, aveva aperto un sito di protesta: www.liberibelli.it.

Contemporaneamente, dinnanzi alle dimissioni della ministeriale Assunta Cioffi dal Nucleo di valutazione, Mr.Cepu ha richiamato un amico di famiglia: Antonio Giovannoni, già presidente Cepu e membro di decine di consigli d’amministrazione nel Gruppo.

Da rilevare anche l’affidamento a Fiorella D’Angeli, coordinatore di Giurisprudenza, dell’ufficio di supporto al Nucleo. La D’Angeli, ordinario da poco in pensione, avvocato cassazionista e a lungo membro Cun, figura autorevole, potrebbe essere stata scelta per mandare un messaggio rassicurante al mondo accademico.

Sul numero di CampusPRO da poco pubblicato online (prova gratuita, previa registrazione qui), un approfondimento sulla vicenda.

Data: 17 giugno 2011

Mr. Cepu non farà il sindaco

polidori1Non ce l’ha fatta Mr. Cepu a diventare sindaco di Città di Castello, che l’ha visto nascere 65 anni fa. La municipalità del centro umbro va al centrosinistra, con il 51% dei consensi e oltre 6mila voti.
Francesco Polidori ottiene un modesto 12,23%, le sue liste con molti parenti e collaboratori mettono insieme circa 1.200 voti, con 629 per la sua creatura politica, il Federalismo democratico umbro (in cui candidava il nipote e il direttore marketing del Cepu). Le altre liste polidoriane sono andate maluccio: la eDemocracy capitanata dal figlio Pietro Luigi, grande appassionato di Internet, ha messo insieme 292 voti mentre  Noi donne e Nuova Forza Italia hanno raggranellato rispettivamente 424 e 281 consensi.

Non è andata meglio al parente e collaboratore (dirigente Cepu) Gianluca Polidori, in lizza nella vicina Borgo S.Sepolcro, sede degli affari di Mr. Cepu (dall’hotel il Borgo al quartier generale del Gruppo). Gianluca, pur essendo un straordinario venditore ed espertissimo di Programmazione neurolinguistica, ha convinto solo 363 votanti (3,61%) a votare per lui e per il Federalismo democratico unitario, variante del Fdu umbro perché com’è noto la cittadina è in Toscana.

E’ fallita malamente l’opa politica dei Polidori sui centri più importanti della Val Tiberina, ai cui cittadini aveva promesso di impiantare, anche qui, le facoltà ingegneristiche della propria università a distanza, l’eCampus di Novedrate.

Ma aldilà del dato politico locale, che comunque non era un semplice divertissement, a preoccupare ora Mr. Cepu è l’assetto nazionale: negli ultimi anni, Francesco Polidori ha stretto legami molto forti e pubblicamente rivendicati con Silvio Berlusconi, che esce un po’ ammaccato da questa tornata elettorale.

Clicca qui, per l’indice aggiornato degli articoli su Mr.Cepu

PolidorFdu

Data: 17 maggio 2011

Mr. Cepu, più atenei per tutti

polidoriFrancesco Polidori, 65enne, industriale della ripetizione con Cepu e Grandi scuole, fondatore di atenei con la telematica eCampus, è irrefrenabile.

Come scrive stamane ItaliaOggi, si è candidato a sindaco nella sua città natale, Città di Castello, mentre nella vicina Borgo S.Sepolcro (dove ha sede il gruppo Cepu), ha candidato il suo parente e strettissimo collaboratore, Gianluca Polidori.

Con loro, in lista figli, nipoti e dirigenti Cepu. Una sorta di opa politica sulla Valle Tiberina, malgrado un anno fa, la nascita del Federalismo democratico umbro-Fdu, rassemblement in salsa leghista (ma contestato dalla Lega), non fosse stata felicissima, tanto che non era riuscito a presentare le liste alle regionali.

Ma la cosa sorprendente è che, leggendo i  programmi elettorali dei Polidori’s, una delle primissime proposte è aprire una sede universitaria di eCampus, del cui indotto beneficerebbero le economie cittadine.

Chissà che cosa ne pensa il ministro Gelmini o  il neodirettore generale dell’Università, Daniele Livon.

E poi dove apriamo un altro eCampus: a Città di Castello o a Borgo San Sepolcro, che peraltro distano poche decine di chilometri?

Al Cepu non si fanno in genere problemi. Come ha rivelato il rapporto del Cnvsu – di cui parla diffusamente l’ultimo CampusPRO – le sedi di Roma e Massina sono state aperte con una semplice comunicazione a cui il Miur s’è guardato bene dal rispondere.

Leggi qui l’articolo di Italia Oggi

Data: 28 aprile 2011

Gelmini bacchettata sulle telematiche

Addio alla telematica normalizzata.

La Corte dei Conti, esercitando il controllo di legittimità sugli atti ministeriali, affibbia una sonora bacchettata alla Gelmini, “espungendo” dal Decreto programmazione 2010-2012, il celeberrimo articolo 6, quello che prevedeva appunto la trasformazione in università non statali tradizionali da parte di quegli atenei online che lo desiderassero.
Con un decreto dell’8 aprile scorso, la Sezione centrale presieduta dal giudice Pietro De Francisci ha ammesso al visto di legittimità tutto il provvedimento del Miur, a eccezione dell’articolo in questione.
Sgelmini1econdo la Corte, questo articolo “viola il principio della gerarchia delle fonti del diritto”, in quanto stabilisce criteri che, al contrario, devono essere introdotti da un apposito regolamento, quello previsto proprio dalle legge 286/2006, un milleproroghe, al comma 148.
Il ministero, presente alla precedente adunanza di merito, col suo direttore generale Marco Tomasi, aveva dovuto riconoscere subito la fondatezza del rilievo, manifestando la volontà di cassare l’articolo.
All’epoca dell’uscita del Decreto, l’ateneo principalmente indiziato della trasformazione era stato eCampus, università telematica legata al Cepu e che, pochi mesi prima, aveva inziato un programma residenziale, denominato Formula College. Da Novedrate avevano smentito, indignati. Ma le voci si erano ripetute quando un articolo della riforma universitaria aveva introdotto la possibilità di finanziamento ministeriale anche alle università a distanza, tanto che lo stesso Corriere della Sera aveva parlato “di aiutini agli amici del Cepu”.

Data: 24 aprile 2011

Clamoroso, telematiche ed eCampus fanno notizia

cepunew

Non siamo più soli a occuparci di eCampus-Cepu o di telematiche in genere. Come fioriture primaverili sbocciano due articoli, sui siti dei più autorevoli quotidiani nazionali, Corriere e Repubblica.

Su Corriere.it Antonio Crispino firma una pregevole video-inchiesta sui miracoli degli atenei online, dal titolo eloquente: Come laurearsi in otto mesi: tutto (o quasi) regolare.

Il giornalista, con una videocamera nascosta, ha fatto un’incursione in alcuni centri di preparazione universitaria e in alcuni atenei online, documentando anche situazioni di chiara illegalità.

Peccato però che volti e marchi siano del tutto oscurati, rendendo difficile il riconoscimento di persone e luoghi. Perché? Non sia mai che il giornalismo-verità arretra di fronte alla minaccia di querele?

Sempre nella giornata di ieri,  repubblica.it ha reso noto il rapporto del Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario-Cnsvu, dopo la visita novembrina a Novedrate.

Manuel Massimo, autore dell’articolo, percorre in lungo e in largo il rapporto senza però cogliere un aspetto fondamentale. Gli ispettori del Comitato hanno infatti scritto che “il contratto con lo studente va rivisto con la formulazione dell’articolato mancante delle modalità di risoluzione del contratto”. Sembrano bagattelle ma questo elemento potrebbe risultare utile a ex-studenti eCampus, come il pugnace Filippo Tomarchio, un professionista siciliano che, dopo poche settimane di “prova” del sistema novedratese se ne fuggì scandalizzato, rivolgendosi a un legale per riavere indietro i soldi dell’iscrizione  e raccontando la sua storia su un bel sito: www.liberibelli.it.  Per i Tomarchio d’Italia – se ci siano e quanti siano, non è dato sapere ma certo la storia del Gruppo Cepu, Cesd e Scil insegnano, è ricca di contenzioso legale -  per questi eventuali scontenti, che in un rapporto ministeriale sia sottolineata una simile carenza procedurale, potrebbe non essere cosa da poco.

Soprattutto Repubblica.it non documenta,  perché non reso pubblico,il contenuto della lettera con cui il Comitato ha trasmesso al ministro Gelmini il rapporto. Di questo e di altri aspetti relativi al rapporto, si occuperà infatti il prossimo numero di CampusPRO, online all’inizio della prossima settimana (per registrarsi a una prova gratuita cliccare qui).

Gli articoli di Corriere.it e di Repubblica.it

Data: 5 aprile 2011

Ora Mr.Cepu regala cattedre

polidori1“Dichiaro aperto l’anno accademico 2010/2011″, frase risuonata spesso, nelle scorse settimane, nelle aule magne di tutt’Italia, per il succedersi di cerimonie di inaugurazione, quelle rinviate, nel dicembre scorso, per la forte tensione generate dall’iter della riforma.
La stessa frase che ha pronunciato, il 25 febbraio scorso, il presidente del Comitato tecnico ordinatore-Cto dell’ateneo eCampus a Novedrate, Lanfranco Rosati. Rosati, professore in pensione dell’università di Perugia, dove è stato a lungo preside di Scienze della formazione, pur guidando un’università a distanza, è attaccato alla tradizione accademica e infatti veste l’ermellino e si presenta come “magnifico rettore”.
Illustrando  le “magnifiche sorti e progressive”, il pedagogista ha ricordato come l’ateneo novedratese abbia provveduto a dotarsi di personale docente nell’ultimo anno. Il presidente del cto ha spiegato che sono stati inseriti 52 ricercatori (a termine, ndr) e “professori ordinari che, concluso il loro periodo di attività, hanno dato la disponibilità per alcuni anni a contribuire al sostegno scientifico e didattico d un un corpo docente in crescita”, formula aulica per dire che a eCampus sono arrivati altri pensionati, come lui.

Con questo organico, ha assicurato il “rettore”, si copre con “personale strutturato”, il 70% dei nove corsi offerti ai sensi della legge 270/04. “Il programma”, prosegue Rosati, “è ovviamente di giungere al 100%, anche con professori di prima e seconda fascia, non appena gli iter concorsuali riprenderanno il via”.

Peccato, come dimostra l’ultimo numero di CampusPRO (scaricabile gratuitamente previa registrazione qui) che in più di un’occasione, l’università di Mr. Cepu si sia dimostrata curiosamente distratta in fase di reclutamento. In sei concorsi, a Economia, a Giurisprudenza (due volte), a Ingegneria,  le facoltà in questione si sono dimenticate di chiamare i vincitori, facendo trascorrere i 60 giorni di tempo necessari per deliberare la chiamata.

In altri quattro casi, a Lettere, Ingegneria, Psicologia  e Giurisprudenza, la chiamata non è avvenuta gli idonei non rispondevano “pienamente alle attuali esigenze della facoltà”. Argomento, quest’ultimo, quasi surreale in un ateneo di 8mila studenti a distanza. Nemmeno si trattasse dell’Mit.

In almeno due casi, chi ha vinto il concorso a Novedrate è stato poi chiamato da altre facoltà (Ferrara e Parma). Negli altri casi ci si è limitati a fabbricare nuovi ordinari e ad associati.

In pratica, Francesco Polidori, mr. Cepu, di cui si può dire tutto ma certo che non abbia il senso degli affari, parrebbe essersi trasformato in munifico benefattore.

Data: 29 marzo 2011

Parentopoli eCampus per l’Aprea

Aprea“Università, l’Aprea tiene famiglia”, questo il titolo con cui ItaliaOggi di stamane presenta un’anticipazione di CampusPRO, in uscita il prossimo 11 gennaio (registrandosi qui, prova gratuita per un mese, ndr).

Come spiega l’occhiello: “La presidente della commissione Istruzione dice no a parentopoli ma a parole”, perché come avverte il sommario, “il marito insegna a eCampus, ateneo ora equiparato ai privati”.

Proprio così, CampusPRO ha scoperto che l’ingegner Carlo Spennati, consorte di Valentina ‘Aprea, insegna da due anni a Ingegneria nell’università di Mister Cepu, dopo un passato di dirigente nel settore della logistica.

“Non è data sapere la remunerazione dell’ingegner Spennati”, si può leggere, “se il suo sia un contratto poco più che onorifico, come accade in molte università, o se preveda uno stipendio più importante. Conoscere quella somma potrebbe far capire se il conflitto di interessi è in sedicesimo o è più rilevante”.  Ma conflitto rimane, “perché Valentina Aprea ha avuto un ruolo attivo nell’accesa discussione dell’articolo 12 della riforma, quello che alcuni deputati dell’opposizione intravedevano come cavallo di Troia per finanziare l’università del Cepu”.

A corredo dell’anticipazione, anche un box su Stefano Spennati, giovanissimo laureato in Scienze politiche della Cattolica, assistente parlamentare a Bruxelles dell’eurodeputata pidiellina Laura Comi, consulente del Miur “per gli Affari esteri”, dopo uno stage presso la segreteria del commissiario europeo Antonio Tajani e un contratto presso la segreteria dell’allora vicepresidente del Parlamento europeo, Mario Mauro.

Leggi l’articolo su ItaliaOggi

Leggi la raccolta di articoli su Cepu-eCampus

Data: 5 gennaio 2011

Cepu-eCampus, la guida

cepunewIn un anno circa di inchiesta sul Gruppo Cepu e sull’ateneo telematico eCampus di Novedrate, sul loro fondatore Francesco Polidori abbiamo prodotto un po’ di notizie e molti approfondimenti.

Visto la crescente attualità dell’argomento, abbiamo pensato di organizzare un indice vero e proprio degli articoli pubblicati online. Altri possono essere reperiti su CampusPro, registradosi gratuitamente.

Altri ancora, sono nell’ultima annata, cartacea, del mensile Campus: lì metteremo online quanto prima.

16/06/ 08 Cepu: disperately seeking Bertrand

19/09/08  Cepu e pubblicità, cosa c’è dietro?

21/05/09 Cepu: quello strano Ateneo

27/05/09 Lo strano caso Cepu

11/07/09 Cepu olè, avvocati facili

31/08/09 Tremonti, San Marino, Cepu

26/09/09 Se anche Cepu inaugura

20/10/09 Su Cepu le news di Studenti.it

31/10/09 Mistero: Cepu venduta

15/11/09 Affari a ripetizione

15/11/09 Noi, vicini di casa

15/12/09 I compagni della Val Tiberina

15/12/09 Tutor in rivolta: l’epilogo

21/12/09 Cepu indennizza i tutor licenziati

08/02/10 Il prof. Di Pietro al Cepu

23/02/10 Cepu: tutor arrabbiati su Lo Spacco

08/03/10 eCampus, l’ateneo di Mr. Cepu

09/03/10 Todos abogados Cepu

09/04/10 Laurearsi con le slide

09/04/10 Lauree online? Un bluff all’italiana

03/06/10 Le telematiche e la legge da modificare

15/06/10 eCampus e le domande senza risposta

16/07/10 Ci ripensi, presidente

20/07/10 Quest’uomo è un genio

27/07/10 Sotto inchiesta l’ateneo di Mr. Cepu

02/08/10 Avvocati-olè, il risveglio del Consiglio

17/08/10 eCampus i misteri della Formula College

06/09/10 eCampus, Ionesco in cattedra

18/09/10 Su MF la bad company di Mr. Cepu

24/09/10 “Faccia chiarezza su eCampus”

24/09/10 Caro Ministro, ha notato quella pubblicità?

30/09/10 Un Espresso senza crema

10/11/10 Réclame Cepu, fra lumbard e guai

16/11/10 Se eCampus studia Cepu

18/11/10 E la Gelmini vara la riforma Cepu

25/11/10 eCampus: non useremo la “riforma Cepu”

02/12/10 “Aiutini Cepu”, il mini-endorsement del Corriere

14/12/10 Editoriale Dicembre 2010

14/12/10 Sfiducia bocciata, c’entra Mr. Cepu?

14/12/10 Sommario Dicembre 2010

29/03/11 Ora Mr. Cepu regala cattedre

28/04/11 Polidori,  più atenei per tutti

06/05/11 Polidori, sottosegretaria

07/05/11 Volare Cepu

17/05/11 Mr. Cepu non farà il sindaco

17/06/11 eCampus-Cepu, nuovo rettore e non solo

02/08/11 Bilancio Cepu, chi l’ha visto?

Data: 16 dicembre 2010

Sfiducia bocciata, c’entra Mr. Cepu?

polidori1C’è un po’ di Cepu nelle votazioni sulla mozione di sfiducia al Governo Berlusconi, in corso alla Camera.

A sorpresa, Catia Polidori, cugina del fondatore Francesco, si dissocia da Futuro & Libertà, cui aveva aderito, ed ha votato con il Pdl. La Polidori non aveva fatto trapelare niente, non faceva parte – per intendersi – del gruppo delle “colombe”, capitanato dal finiano (orami ex), Silvano Moffa.

Mr. Cepu c’entra qualcosa in questo cambio d’opinione? Si sa che i cugini sono in ottimi rapporti,  l’ha confermato Catia ai primi d’agosto, in un’intervista al  Corriere della Sera, quando si parlava del possibile contributo di Francesco alla macchina propagandistica del Pdl.  Si vedono spesso a Fraccano (Perugia),  paese d’origine della famiglia, dove Mr. Cepu si reca spesso, pur risiedendo a San Marino.

Se così fosse, Francesco Polidori, dopo il colpo da maestro con cui aveva portato Berlusconi all’eCampus di  Novedrate a luglio, in visita privata, a riconfermare l’intangibilità del valore legale della laurea (a pochi giorni da un pronunciamento opposto del responsabile università del Pdl), davvero si confermerebbe uno stratega politico di grande profilo. Ri-chapeu!

Se così fosse, però, tutto il lavorio di Mariastella Gelmini sul Decreto di Programmazione 2010-2012, che prevede la possibilità per gli atenei telematici di convertirsi in tradizionali, e del Pdl in Commissione cultura della Camera, per far approvare un subemendamento alla riforma che permettesse di finanziare le università online, assumerebbe una luce davvero sinistra. In quel subemendamento – votato anche dai finiani – che ruolo ebbe Catia Polidori?

Data: 14 dicembre 2010

“Aiutini Cepu”, il mini-endorsement del Corriere

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“Gli aiutini a Mister Cepu e alle casse dei partiti” titola oggi il Corriere della Sera. Si tratta di un commento del velenoso Sergio Rizzo, fustigatore stabile, insieme a Gian Antonio Stella, del malcostume politico italiano e spesso anche di quello accademico.

Rizzo cita la denuncia del deputato Pd, Walter Tocci, nel bel mezzo delle votazioni alla Camera sulla Riforma Gelmini. Tocci, con altri colleghi, aveva presentato un emendamento teso ad escludere le telematiche da un fondo ministeriale sul merito a favore degli atenei “non statali”, paventando che quei fondi  potessero finire “all’università del Cepu”.  Il rischio, secondo Tocci, derivava appunto dalla bozza di Decreto programmazione 2010-2012, licenziato dalla Gelmini e di cui CampusPRO e ItaliaOggi hanno per primi parlato.

Come si sa, il decreto prevede che le università a distanza possano trasformarsi in atenei tradizionali anche se eCampus ha smentito decisamente di essere interessato alla possibilità.

In aula, visto che anche i finiani parevano poter votare con l’opposizione, con Luca Barbareschi a guidare i duri, il Governo aveva accantonato del tutto l’articolo in questione.

Oggi il Corrierone, che da qualche tempo sembrava poco sensibile alle vicende delle telematiche in generale e di eCampus in particolare – malgrado le sue pagine, fra agosto e ottobre,  si siano riempite di pubblicità dell’ateneo di Novedrate per quella che chiamammo campagna monstre – arriva  sulla questione.

Buon ultimo, anche perché ieri dell’emendamento di Tocci (e di un subemendamento, approvato anche da Fli, che ritrasferisce il potere al ministro), si era occupata ItaliaOggi.

In ogni caso, un piccolo, timido, endorsement: che il duo Rizzo-Stella sia al lavoro?

Data: 2 dicembre 2010

e Campus: non useremo la “riforma Cepu”

polidoriForse la decisione è stata presa dopo che in una accalorata puntata di Ballarò, Rosi Bindi l’aveva sparata grossa: “Stiamo votando una riforma dell’università che toglie risorse all’università ed equipara il Cepu di Berlusconi all’Università Cattolica”. Sta di fatto che eCampus ha inviato, come accade raramente, una smentita agli organi di stampa.

L’esponente del Pd, che forse ha ancora il dente avvelenato per le “belle laureate non come la Bindi” che il Premier dichiarò di aver incontrato all’eCampus di Novedrate nella sua visita privata di luglio, in effetti ha fatto confusione: nel ddl di riforma in discussione alla Camera (e su cui anche oggi il Governo è andato in minoranza) non c’è traccia di tutto questo. E’ però invece vero che nel suo Docreto di programmazione 2010-2012, come ha scritto ItaliaOggi riprendendo un’anticipazione di CampusPRO (qui, registrandosi, si può scaricarne una copia), l’aveva chiamata la “riforma Cepu”.

Un errore nella forma ma non nella sostanza, visto che il Decreto è un documento politico nel quale il ministro dell’Università chiarisce gli obiettivi di un triennio.

Ma Polidori è notoriamente uomo di sostanza e per lui ce n’era abbastanza per rompere la proverbiale riservatezza.

“Non abbiamo alcuna intenzione di trasformare la nostra università on line in un’università tradizionale”, esordisce  la nota stampa che prosegue: “Ci teniamo a dirlo per rispondere agli articoli e ai servizi che parlano di un articolo a nostro favore contenuto nel decreto di programmazione 2010-2012″.

Da eCampus chiariscono “la volontà che ci ha spinti a istituire un’università on line, anziché un’università tradizionale: la nostra scelta è frutto della convinzione, maturata per esperienza diretta, che il modello organizzativo delle università on line sia vincente per qualità ed efficienza”.

Segue la rivendicazione della bontà del modello telematico: “Le più grandi università del mondo sono on line”, recita il comunicato e, attenzione,  “hanno sedi locali che gli permettono di assicurare l’assistenza amministrativa, logistica e tutoriale necessaria ad ogni studente (corsivo nostro, ndr)“.

È per questo, conclude il comunicato, ” che abbiamo deciso di realizzare questo modello in Italia, istituendo un’Università on line e ottenendo ottimi risultati“.

Oltre alla novità di eCampus che comunica – era successo solo nel pomeriggio della trionfale visita privata di Berlusconi – che annuncia di non volersi avvalere della possibilità di conversione che verrà offerta dal Decreto, è proprio il passaggio sulle sedi locali quello di maggior interesse.

eCampus ha una sede principale e due sedi distaccate a Roma e a Messina (che peraltro non risultano dal sito del ministero ma questa è un’altra storia).  Altre sedi, non esistono. A meno che, non ci si voglia riferire alle 120 sedi Cepu convenzionate, dove viene commercialmente proposta l’iscrizione a eCampus.

Passi per l’assistenza tutoriale; passi pure quella logistica. Ma è l’assistenza amministrativa che dà da pensare:  non sarà che nelle agenzie Cepu si sbrigano pratiche amministrative dell’ateneo eCampus? Sembra difficile, visto che a Novedrate, Polidori ha chiamato un “capitano di lungo corso” dell’amministrazione universitaria, Silvio Colombo,  già dirigente di Liuc e Cattolica: difficilmente un dirigente navigato accetterebbe che si espletassero altrove pratiche di stretta pertinenza accademica.  Che invece non si parli di un modello che si vuol costruire?

P.s. potenza dell’algoritmo di Google e dei grandi investimenti di Mr. Cepu, al secolo Francesco Polidori, può accadere che cliccando su YouTube il video sul passaggio di Bindi a Ballarò, compaia a fianco una bella pubblicità dell’ateneo di Novedrate.

bindi-cepu

Data: 25 novembre 2010
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