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Tiraboschi su precari e lavoro

di Claudia Cervini

tiraboschi--400x300I giovani viaggiatori della speranza li ha chiamati Gad Lerner nell’ultima puntata de L’Infedele (11 aprile) riferendosi sia ai tunisini che sbarcano in questi giorni sulle nostre coste sia ai precari italiani che si barcamenano tra stage (con rimborsi spese che permettono poco più di un gelato al giorno), contratti che definirli atipici è un complimento e varie forme di collaborazione quaquaraqua.

Non condivide la metafora del conduttore di La7 Michele Tiraboschi, ordinario di Diritto del Lavoro all’Unimore e consulente per il welfare del ministro Sacconi che, durante la puntata, afferma: “Se offri ai nostri laureati un lavoro a 50 minuti da casa lo rifiutano“, e aggiunge che bisogna approfondire il tema del mercato del lavoro guardando alle competenze che i giovani possono offrire alle aziende. “Quei ragazzi che lavorano nei call center e alle casse (dei supermercati ndr) che lauree hanno fatto? Lauree che, già dieci anni fa sapevamo, che non portano a un’occupazione“…

L’ultima riflessione del giuslavorista in proposito riguarda la distinzione tra il settore pubblico e quello privato. “Quale imprenditore vero non stabilizza un giovane che vale?” Secondo il professore tutti i veri imprenditori stabilizzano e pagano i giovani capaci perché ne hanno tutto l’interesse. Ma una domanda sorge alla scrittrice Michela Murgia (anche lei ospite in studio): “Quale imprenditore se può pagare meno contributi e meno stipendio a una persona per svolgere lo stesso lavoro non lo fa?”

Data: 13 aprile 2011

Cepu indennizza i tutor licenziati

cepunewCentoquarantamila euro pagati agli ex-tutor bolognesi. Si è conclusa poche settimane fa la vicenda di alcuni addetti della sede Cepu di Bologna che, nel giugno del 2008, avevano organizzato il primo sciopero della storia del gigante dell’assistenza universitaria.
Come racconta Campus, nel numero in edicola e CampusPRO nel numero online (occorre la registrazione), gli ex-tutor, messi alla porta dopo la sciopero con cui chiedevano di essere riconosciuti come dipendenti a tutti gli effetti, hanno conciliato con Cesd Srl, la holding operativa del Gruppo Polidori, davanti alla Direzione del lavoro di Bologna. Rinunciano alla causa contro un indennizzo complessivo di 140mila euro.
Campus offre anche la seconda puntata della Vera storia del Cepu, partendo dalla Marcon, l’aziedina di Città di Castello che, alla fine degli anni ‘60, produceva dispense sul modello della Scuola Radio Elettra di Torino, acquisita da Polidori negli anni a seguire.
Intanto l’azienda ha confermato quanto scritto da Campus sul numero precedente e anticipato dal quotidiano MilanoFinanza: Cesd Srl è stata acquistata da Dama2, una srl a socio unico (una fiduciaria lussemburghese), con base a Milano, fondata due anni orsono e attualmente inattiva. Come aveva titolato il quotidiano finanziario: Gli asset di Cepu finiscono in una scatola vuota.
La terza puntata dell’inchiesta su Campus Gennaio/Febbraio, in edicola ai primi di febbraio 2010.

Data: 21 dicembre 2009
Campus
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