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	<title>Il blog universitario di Campus &#187; diritto allo studio</title>
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		<title>Diritto vs delitto (allo studio)</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jul 2011 01:17:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcavallaro</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/diritto.jpg" alt="diritto" title="diritto" width="160" height="140" class="alignleft size-full wp-image-3599" /> Un’altra iniziativa, dopo quella che vi abbiamo segnalato qualche post fa circa gli studenti di <a href="http://www.campus.it/blog/2011/06/29/social-matricole/ ">Catania</a>, che riguarda il web. Ed in particolare <strong>Facebook</strong>, ormai fucina perenne di idee, anche legate al <strong>mondo dell’università</strong>.<br />
Questa voltala pagina da segnalare è “<a href="http://www.facebook.com/pages/LINKsiena-Diritto-allo-Studio-vs-Delitto-allo-Studio/184384708287070">Diritto allo studio vs. Delitto allo studio</a>” . L’idea arriva dai ragazzi di <strong>Link Siena</strong> che hanno deciso di creare questo spazio nella <em>Rete</em>. Per quale motivo? Semplice: per dare <strong>chiarezza e risposte</strong>, ad alcuni tra i molti dubbi che attanagliano gli studenti. Insomma “<em>tutto ciò che avreste sempre voluto sapere, ma non avete mai osato chiedere sul diritto allo studio universitario</em>” dicono gli amministratori.<br />
Alcuni esempi? Volete sapere tutto su <strong>borse di studio, posti alloggio, crediti e bonus, mense universitarie, residenze e tutte le attività culturali </strong>che riguardano gli atenei toscani? Ecco, pronta per l’uso, la pagina sul più popolare tra i social network. Per far si che a prevalere sia il <strong>diritto</strong>, e non il delitto, allo studio. </p>
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		<title>Test gate nel Salento</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 19:52:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Cervini</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3545" title="udu_lecce" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/udu_lecce.jpg" alt="udu_lecce" width="160" height="120" />All&#8217;<strong>Università del Salento</strong> non c&#8217;è pace. Dopo il <strong>caso tasse</strong>, proseguito per mesi e non ancora concluso (<a href="http://www.campus.it/blog/2011/03/15/tax-gate-alluniversita-del-salento/">leggi qui</a>) l&#8217;<strong>Unione degli universitari</strong> e l&#8217;ateneo sono ancora sul piede di guerra. Questa volta il sindacato studentesco &#8211; tra i più attivi della penisola &#8211; rivendica, in nome del <strong>diritto allo studio</strong>, un posto a <strong>Ingegneria ed Economia</strong>, che invece da quest&#8217;anno saranno a <strong><a href="http://www.campus.it/blog/2011/06/14/test-revolution/">numero chiuso</a></strong> e potranno ospitare al massimo <strong>150 studenti</strong>.</p>
<p>&#8220;La decisione&#8221;, racconta il sindacato, &#8220;è arrivata in seguito alle norme ministeriali che prevedono il calcolo del <strong>Fondo di finanziamento ordinario</strong>, che ogni anno il ministero eroga alle università, sulla base del numero degli studenti rispetto al numero dei docenti. Ogni corso per essere attivato e reiterato nel tempo, infatti, deve avere un numero minimo di <strong>12 docenti garanti</strong>, con un<strong> massimo di studenti iscritti di 150</strong> (DM 17/2010). Se il numero di iscritti al corso&#8221;, continuano, &#8220;supera la quota prevista dalle normative, l&#8217;FFO viene decurtato. In corsi di laurea senza il numero programmato possono accedere quindi tutti gli studenti, mentre invece con le normative applicate lo scorso senato accademico il numero di studenti non può superare le 150 unità, prevedendo dei<strong> test di ingresso con tanto di pre-iscrizione </strong>che permettono l&#8217;accesso questi corsi&#8221;.</p>
<p>Una decisione presa in Senato accademico lo scorso <strong>9 giugno</strong>, dove l&#8217;Udu ha dissentito energicamente: &#8220;Abbiamo espresso il nostro parere nettamente contrario al numero programmato, frutto di norme ministeriali che vedono l&#8217;istruzione come riservata ad un <strong>élite di pochi studenti</strong>. Tale situazione&#8221;, fanno sapere, &#8220;se pur approvata nel Senato accademico dell&#8217;Università del Salento, è generata da una politica sull&#8217;istruzione scellerata. L&#8217;inasprimento delle norme ministeriali, che obbligano le università a programmare il numero degli studenti in ingresso per motivi meramente numerici, di fatto va a penalizzare i soli <strong>studenti che non potranno più sognare il futuro che vorrebbero</strong>&#8220;.</p>
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		<title>Home sweet home</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 20:52:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcavallaro</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/home.jpg" alt="home" title="home" width="150" height="155" class="alignleft size-full wp-image-3526" /> Vivono ancora con i <strong>genitori</strong>, passano più ore sui libri rispetto a 20 anni fa, spesso sono <strong>pendolari</strong> e se devono scegliere un’esperienza di studio all’estero, preferiscono i <strong>paesi anglofoni</strong>. E’ questa la fotografia che scaturisce dalla “<em>Sesta Indagine Eurostudent</em>” sulle condizioni di vita e di studio degli studenti universitari italiani (campione di <strong>4.499</strong> studenti, con riferimento all&#8217;anno accademico <strong>2008-2009</strong>), realizzata dalla <em>Fondazione Rui</em> in collaborazione con il <strong>Miur</strong>.<br />
Tra i primi dati che saltano all’occhio, quello per cui il <strong>73%</strong> degli universitari italiani vive ancora in famiglia. Il restante <strong>24%</strong> è invece fuorisede: il <strong>17</strong> vive in appartamento, spesso condiviso e solo il<strong> 2.4</strong> ha modo di usufruire degli appartamenti messi a disposizione dal’ente regionale per il diritto allo studio. Questo perché, visti i chiari di luna, essere già indipendenti a 20 anni non è prerogativa di tutti, almeno nel <em>Belpaese</em>. Ma i tentativi di farcela da soli non mancano: i ventenni con un lavoro sono il <strong>22%</strong> , tra i 24 e i 27 anni sono impegnati il <strong>48%</strong> e l’<strong>83%</strong> dopo i 27. Ma probabilmente non basta, tanto che il <strong>50,6%</strong> fa la spola da pendolare tra casa e la sede di studio. Un modo per risparmiare, senza gravare sul <strong>portafoglio</strong> di mamma e papà che, solo per le tasse d’ateneo, hanno i loro grattacapi.<br />
 Ma la voglia di impegnarsi nello studio non manca. L’indagine infatti dimostra come, rispetto a 20 anni fa, quando in media si dedicava all’attività universitaria tra lezioni e studio  un totale di<strong> 32 ore</strong> settimanali,  oggi questa forbice si è allargata, arrivando a toccare un monte ore di <strong>41</strong>,sempre a settimana. Insomma studenti sempre più<strong> diligenti</strong>, tanto  da ponderare più di un pensiero alla formazione anche dopo il canonico percorso accademico. E per molti, la meta del futuro è lontana dall’Italia. L’indagine ha rivelato infatti che i Paesi di lingua anglofona sono in testa alle preferenze di chi medita di perfezionarsi: il <strong>33%</strong> preferirebbe il Regno Unito, l’<strong>11%</strong> gli Usa e il <strong>9%</strong> l’Irlanda. </p>
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		<title>Il peso delle tasse</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 01:41:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcavallaro</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/tax.jpg" alt="tax" title="tax" width="150" height="150" class="alignleft size-full wp-image-3478" />Il tasto dolente delle <strong>tasse universitarie</strong>. Periodicamente ritorna, caldissimo, il tema ed anche questa volta non sono belle notizie. Nel corso del 2009/2010, in media, ogni studente ha dovuto sborsare qualcosa come <strong>68</strong> euro in più dell&#8217;anno precedente: <strong>più 8%</strong>.<br />
A certificarlo è lo stesso <em>Ministero dell&#8217;Istruzione, Università e Ricerca</em> con il notiziario sulla &#8220;<strong>contribuzione studentesca negli atenei italiani</strong>&#8220;. Per fare frequentare ai propri figli un anno in un ateneo pubblico le famiglie italiane hanno dovuto sborsare oltre mille euro: per la laurea, le tasse universitarie sono schizzate a <strong>939 </strong>euro. Cui occorre aggiungere la tassa regionale per il diritto allo studio (in parecchie regioni si aggira attorno ai <strong>100</strong> euro) e l&#8217;imposta di bollo, dove previste.<br />
Un aumento notevole, soprattutto se paragonato ai dati dell&#8217;anno accademico 2005/2006, quando la spesa media era di <strong>757</strong> euro. Negli ultimi quattro anni, quindi, l&#8217;aumento è stato del <strong>24%</strong>.<br />
Il focus, mirato regione per regione, dice che gli aumenti cambiano a seconda degli atenei in cui ci si iscrive. Le tasse universitarie risultano più alte nel <em>Nord-Ovest</em>, dove in media uno studente paga <strong>1.350</strong> euro per l&#8217;iscrizione, rispetto ai <strong>650</strong> euro degli atenei di Sardegna e Sicilia. Allo stesso tempo, però, in Sicilia nell&#8217;ultimo anno c&#8217;è stato un aumento del <strong>25%</strong> ed in Sardegna, Puglia e Campania del <strong>23%</strong>, mentre nel Friuli Venezia Giulia l&#8217;aumento è stato del <strong>12%</strong>. Ed il dato maggiormente inquietante è che tutto ciò sembra dovuto  ad una diminuzione delle immatricolazioni. Il tasso degli studenti che decidono di continuare gli studi e di arrivare alla laurea è in netto ribasso. Secondo le stime, in Europa circa il <strong>32,2%</strong> delle persone tra 30 e 34 anni ha conseguito la laurea. Ma in Italia la percentuale è nettamente inferiore: si arriva poco sotto il <strong>20%</strong> .</p>
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		<title>Piano borse 2011: vince il merito</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 02:33:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Cervini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/borse-di-studio.png]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3445" title="borse di studio" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/borse-di-studio.png" alt="borse di studio" width="123" height="177" />60 + 20 opportunità di studiare. Sono i numeri del <strong>diritto allo studio</strong> dell&#8217;<strong>Istituto Toniolo</strong> , ente fondatore dell&#8217;<strong>Università Cattolica</strong>, che per questo <strong>2011</strong> mette a disposizione <strong>80 borse </strong>di studio per studiare all&#8217;Unicatt.</p>
<p>Il <strong>piano borse</strong> di studio <strong>2011</strong>, attivato anche grazie ai fondi raccolti durante la Giornata universitaria, è ai nastri di partenza: per accedere a una delle 80 borse previste bisogna partecipare a un <strong>concorso nazionale</strong> (che avrà sede in sei città italiane da Bari a Cagliari, da Milano a Palermo, da Roma a Verona) iscrivendosi entro il<strong> 20 maggio</strong>.</p>
<p><strong> 60 borse da 2.500 euro</strong> sono destinate alle matricole per frequentare un corso di laurea triennale o magistrale, mentre per i laureati di primo livello, sono previste <strong>20 borse</strong>, del valore di <strong>3.500 euro</strong>, per proseguire nella specialistica.</p>
<p>Nel caso il vincitore venisse ammesso nel sistema dei Collegi in Campus dell&#8217;Università Cattolica, la borsa garantirebbe il <strong>rimborso completo</strong> delle <strong>tasse universitarie</strong> e l&#8217;opportunità di<strong> rinnovo</strong> per gli anni successivi.</p>
<p>Il concorso, svolto a livello nazionale, si terrà in ciascuna sede sabato <strong>28 maggio </strong>alle ore 14.00. Per tutte le info cliccare il <a href="http://www.unicatt.it">portale</a> o scrivere a <a href="http://borsedistudio@istitutotoniolo.it">borsedistudio@istitutotoniolo.it</a></p>
<p>È il caso di dirlo: onore al<strong> merito</strong>.</p>
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		<title>Ca’ Foscari &amp; tasse: sconti a fratelli e sorelle</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 18:47:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Cervini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/cattaneo2.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3172" title="cattaneo2" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/cattaneo2.jpg" alt="cattaneo2" width="149" height="135" />Mentre alcuni atenei incrementano le tasse per far fronte ai tagli subìti (il caso più eclatante e contestato è quello dell’<a href=" http://www.campus.it/blog/2011/03/15/tax-gate-alluniversita-del-salento/">Università del Salento</a>), la <strong>Ca’ Foscari</strong> stabilisce uno sconto per gli studenti che hanno già un fratello o una sorella nella stessa università. Lo scrive il rettore <strong>Carlo Carraro</strong>, che nel suo<a href="http://blogs.unive.it/users/blogrettore/weblog/6a860/Due_buone_notizie_per_gli_studenti.html"> blog</a>, dedica il post <strong><em>Buone notizie per gli studenti</em></strong> ad alcune iniziative di Ca’ Foscari, discusse nell’ultimo <strong>Cda</strong> in tema di <strong>servizi e diritto allo studio</strong>.</p>
<p>Lo sconto sarebbe di un minimo di <strong>200 euro</strong> e un massimo di <strong>400 euro </strong>all’<strong>immatricolazione</strong> e può essere richiesto dagli studenti con reddito familiare ISEE inferiore ai <strong>40mila euro</strong>, (una riduzione che può essere cumulata con le altre già esistenti).</p>
<p>“Si tratta di un gesto piccolo ma, speriamo, significativo, con il quale l&#8217;ateneo vuole mostrare la sua vicinanza alle famiglie degli studenti e in particolare a quelle che, con plurime iscrizioni al nostro ateneo, dimostrano un particolare gradimento per Ca&#8217; Foscari”, scrive il lettore dalle colonne di <em><strong>Parliamone</strong>.</em></p>
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		<title>Tax gate all&#8217;Università del Salento</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 15:23:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Cervini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/Locandina-Udu22.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3165" title="Locandina-Udu2" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/Locandina-Udu22.jpg" alt="Locandina-Udu2" width="125" height="71" />Dalle <strong>assemblee studentesche</strong> al <strong>Palazzo del Comune</strong>. La questione tasse all&#8217;<strong>Università del Salento</strong> non si esaurisce, ma lievita.</p>
<p>Sono ormai settimane che nell&#8217;ateneo salentino si porta avanti la battaglia contro l&#8217;incremento delle tasse (di cui abbiamo dato notizia <a href="http://www.campus.it/blog/2011/03/07/universitaio-non-merito-laumento-atto-secondo/">qui</a>).</p>
<p>E mentre continuano le assemblee e i seminari in ateneo, anche il <strong>sindaco</strong> <strong>Paolo Perrone</strong> risponde all&#8217;appello degli studenti, che si erano rivolti nei giorni scorsi, niente meno che al primo cittadino.</p>
<p>Il sindaco, pur ritenendo le richieste &#8220;sacrosante&#8221;, ha dichiarato che non stanzierà fondi per  l&#8217;Università del Salento, promettendo però un maggior impegno proprio sui <strong>servizi agli studenti</strong>.. (anche se non sono chiari i termini dell&#8217;intervento).</p>
<p>L&#8217;<strong>Udu</strong> infatti non ha gradito: &#8220;Ci sembra che il Comune abbia una visione irrealistica della nostra università e del contesto in cui è inserita: è vero che qualcosa è stato fatto, ma la strada per considerare Lecce una vera città universitaria, è ancora lunga&#8221;, commentano dal <strong>sindacato studentesco</strong>. &#8220;A giugno è prevista, per l&#8217;università, una rata di <strong>1,5 milioni di euro</strong> che finirà nelle casse del Comune: il primo cittadino dimostri con i fatti di sostenere l&#8217;ateneo e il <strong>diritto allo studio</strong> nel proprio territorio cancellando parte del pagamento e permettendo così di usare quella cifra per coprire le lievitate rette a carico degli studenti&#8221;.</p>
<p>L&#8217;ultima parola sulla vicenda tasse spetterà al <strong>Cda dell&#8217;ateneo</strong> salentino che si riunirà il <strong>28 marzo</strong> (e non oggi come era stato deciso nei giorni scorsi).</p>
<p>Intanto continuano le<strong> assemblee</strong> al polo scientifico.</p>
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		<title>Università: &#8220;Io non merito l&#8217;aumento&#8221;, atto secondo</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 15:47:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Cervini</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3111" title="Locandina-Udu2" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/Locandina-Udu21.jpg" alt="Locandina-Udu2" width="125" height="71" />Gli studenti salentini non si danno per vinti e sostenuti dall&#8217;<strong>Unione degli universitari</strong> di <strong>Lecce</strong> continuano la protesta contro l&#8217;<strong>aumento delle tasse </strong> d&#8217;ateneo. La protesta si sposta oggi da internet alle aule: è stata infatti indetta una <strong>conferenza stampa</strong> per discutere del nuovo modello di tassazione.</p>
<p>Come<a href="http://www.campus.it/blog/2011/02/22/il-rettore-non-apre-sulle-tasse/"> raccontato</a> negli articoli <a href="http://www.campus.it/index.php?option=com_content&amp;Itemid=0&amp;id=1102188558&amp;task=view">precedenti</a>, i <strong>tagli</strong> conseguenti alla legge <strong>133/2008</strong>, hanno notevolmente ridimensionato il <strong>Fondo di finanziamento ordinario</strong>. L&#8217;università leccese ha così deciso di coprire il &#8220;buco&#8221; attraverso un aumento della <strong>contribuzione studentesca</strong>, col risultato che se prima gli studenti appartenenti alla prima e alla seconda fascia di reddito erano esenti dal pagamento delle tasse, oggi per richiedere l&#8217;esenzione oltre al reddito dichiarato devono subentrare <strong>requisiti di merito</strong> (voto di maturità per le matricole, crediti conseguiti per gli iscritti al secondo e terzo anno di corso e voto di laurea triennale per gli studenti che proseguono gli studi). Chi non è in possesso di questi filtri di merito pagherà la retta massima stabilita dalla facoltà, come gli studenti con redditi superiori.</p>
<p>La questione naturalmente preoccupa gli universitari che attraverso l&#8217;Udu esprimono il  dissenso contro la nuova manovra economica. La battaglia viene combattuta in parte sul<a href="http://www.udulecce.it/"> portale</a> periodicamente aggiornato con il resoconto della controversia: dalle <strong>aule</strong> ai <strong>Cda</strong>, in parte sui <a href="http://it-it.facebook.com/group.php?gid=157372748358&amp;v=wall">social network</a>, in parte attraverso metodi più tradizionali come la redazione di <strong>locandine</strong> e <strong>opuscoli</strong> per informare su quanto sta accadendo alle tasche degli studenti.</p>
<p>Stamattina il sindacato studentesco ha organizzato una conferenza stampa con focus sugli sviluppi riguardanti il modello di tassazione al centro delle proteste di queste settimane. Il motivo di questo incontro? Capire se i <strong>filtri di merito</strong>, che sono stati mantenuti nel corso dell&#8217;ultima <strong>Commissione tasse</strong>, potranno essere rimossi e se verrà trovata una nuova forma di sostentamento per rimpinzare il Fondo di finanziamento ordinario.</p>
<p>Il <strong>15 marzo</strong> dovrebbe essere la data fatidica: l&#8217;ateneo si pronuncerà sull&#8217;attuazione o meno di questo modello di contribuzione. Agli studenti rimane una settimana di tempo per dire la loro e cercare di riorientare le politiche economiche dell&#8217;università salentina.</p>
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		<title>Il rettore non apre sulle tasse</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 15:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcavallaro</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/LaForgia1.jpg" alt="LaForgia1" title="LaForgia1" width="100" height="150" class="alignleft size-full wp-image-3036" />A proposito della <strong>protesta studentesca</strong> seguita agli aumenti delle tasse universitarie, di cui abbiamo già dato notizia <a href="http://www.campus.it/index.php?option=com_content&#038;Itemid=0&#038;id=1102188558&#038;task=view">qui</a>, riceviamo e pubblichiamo alcuni stralci di una lettera che gli stessi rappresentanti dell<strong>’Udu Lecce</strong> hanno voluto inoltrare agli organi di informazione e che circola anche su <strong>Facebook</strong>.<br />
Al centro dell’attenzione, in base a quanto riferiscono gli studenti pugliesi, la posizione del rettore, il diritto allo studio ed il merito. Si comincia dal <strong>Laforgia</strong> pensiero.<br />
“Dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi del prorettore Pasimeni che riteneva i tagli necessari ma era pronto al dialogo con gli studenti, oggi invece il Rettore prende una posizione nettamente contraria: l&#8217;aumento è necessario, niente passi indietro.”<br />
Quindi gli studenti si soffermano sul problema del <strong>diritto allo studio</strong>. “Il rettore parla anche di un&#8217; università che non debba occuparsi di diritto allo studio, perché, a suo avviso, ci sono altri organi predisposti a farlo. Ma cosa vuol dire diritto allo studio? Sicuramente è riduttivo parlare di questo diritto semplicemente in termini di borse di studio, alloggi e mense. Il diritto allo studio è molto di più. Vuol dire avere dei sistemi tali da poter consentire a chiunque di poter continuare gli studi e con un sistema di tassazione come questo molti saranno costretti a lasciare il percorso universitario non riuscendo a superare quest&#8217;ostacolo economico insormontabile. Se poi si considera come i sistemi di sostegno (borse di studio, alloggi, mense e biglietti a tariffa ridotta per i trasporti) nella nostra regione siano largamente insufficienti, l&#8217; amministrazione dell&#8217;ateneo ha la responsabilità e il dovere di mettere gli studenti nelle condizioni più favorevoli possibili per facilitare il loro percorso di formazione. Come fa uno studente che rientra nelle prime due fasce di reddito a dover lavorare e studiare per poter sopperire alle mancanze di un sistema di diritto allo studio carente?”<br />
Ed infine, una valutazione sul <strong>merito</strong> . “Pesanti sono le accuse anche sul merito. Secondo il rettore infatti molti studenti userebbero l&#8217;università come parcheggio. Ma come fa uno studente a laurearsi in tempo con una didattica scadente, una burocrazia lenta e con i grandi problemi tecno-amministrativi caratteristici del nostro ateneo? Prima di pensare a modelli di tassazione analoghi a questo, responsabilmente il rettore dovrebbe pensare a risolvere i problemi. Ad esempio nel nostro ateneo non esiste lo stato amministrativo di studente a tempo parziale (studente lavoratore) che, per necessità, non può concentrare tutte le energie sullo studio, e quindi non può superare i filtri meritocratici imposti dal sistema di tassazione. Vorremmo che l&#8217;amministrazione considerasse lo studente il centro dell&#8217;università e non solo una risorsa da cui trarre fondi.” Il contraddittorio, comunque, è destinato a continuare. </p>
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		<title>Da Milano le ragioni del no</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 17:29:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Cervini</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2423" title="nave-affonda-300x199" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/12/nave-affonda-300x199.jpg" alt="nave-affonda-300x199" width="180" height="119" />A <strong>Milano</strong> gli studenti non si arrendono. Non appena arriva la notizia del voto alla Camera, alle ore <strong>20.00</strong> parte un nuovo corteo da <strong>Corso Venezia</strong>. &#8220;In queste giornate le manifestazioni si sono tenute in diversi luoghi della città: da Rogoredo a Duomo, da Cadorna a Porta Venezia&#8221;, spiega <strong>Michele</strong> del <strong>Collettivo </strong>Città Studi. &#8220;I diversi collettivi si sono uniti per assistere alle assemblee, ma poi si sono organizzati per manifestare seguendo itinerari divesi. Non ci fermiamo&#8221;, continua Michele, &#8220;adesso che il Ddl ha superato l&#8217;esame alla Camera. Ieri sera abbiamo fatto partire un nuovo corteo, sono state occupate l&#8217;<strong>Accademia di Brera</strong>, la <strong>Facoltà di Lettere</strong> in Statale e domani ci sarà una nuova <strong>assemblea</strong> a <strong>Fisica</strong> organizzata dal Collettivo, ma aperta a tutti&#8221;. Cosa non funziona di questa Riforma? &#8220;Una cosa è la Riforma, una la <strong>Finanziaria</strong>. Ma il punto è che non si può fare una vera riforma senza le risorse. Quindi è una riforma un po&#8217; finta e un po&#8217; sbagliata. I punti che non ci piacciono sono inerenti al <strong>Diritto allo studio</strong>, che viene ammazzato&#8221;, spiega Michele, che riporta il parere di tutto il Collettivo. &#8220;Le borse di studio, già rare scompaiono, viene attuato il meccanismo dei <strong>prestiti d&#8217;onore</strong>, il Fondo nazionale per il merito è inesistente, o meglio c&#8217;è, ma di che fondi si avvale? E poi&#8221;, conclude lo studente, &#8220;prima si mette in condizione di studiare chi non ne ha la possibilità e poi si stanziano fondi per i meritevoli&#8221;. Oltre a questo che è il punto nevralgico anche per la <strong>Run</strong>, l&#8217;<strong>Udu</strong> e i <strong>Giovani democratici</strong> c&#8217;è la questione dei ricercatori con cui gli studenti hanno solidarizzato. &#8220;Non dovrebbe riguardarci il fatto che questa riforma inreoduce la figura del ricercatore precario? Questo provvedimento non avrà ricadute sulla didattica? Non dobbiamo interessarci del futuro della ricerca in Italia? Per me siamo tutti potenziali ricercatori&#8221;.</p>
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		<title>In ateneo per fare servizio civile</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 15:35:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Cervini</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1999" title="Servizio_Civile2" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/Servizio_Civile2.jpg" alt="Servizio_Civile2" width="117" height="117" />Dall’<strong>osservatorio astronomico</strong> alla <strong>redazione</strong>, dalla<strong> biblioteca </strong>alla<strong> palestra</strong>, dall’<strong>aula studio</strong> alla <strong>clinica veterinaria</strong>. Queste alcune delle realtà dove poter svolgere il servizio civile restando in università. Tante strutture collegate agli atenei, dove poter lavorare come <strong>volontario</strong> per <strong>un anno</strong> a <strong>433 euro</strong> mensili.</p>
<p>E per chi vuole fare un’esperienza completamente immersa nel <strong>sociale</strong>, può scegliere di prestare assistenza ai <strong>disabili</strong> o di garantire il diritto allo studio nelle <strong>carceri</strong>.</p>
<p>Tutti i principali atenei italiani offrono questa possibilità, che può rivelarsi utile anche in materia di <strong>crediti formativi</strong> o <strong>tirocinio curriculare</strong>. Se siete interessati e non vi siete ancora iscritti, fatelo in fretta perché il bando scade il <strong>4 ottobre</strong>. Troverete il materiale sui siti d’ateneo o sul portale del servizio civile nazionale: <a href="http://www.serviziocivile.it/">www.serviziocivile.it</a>. Per altre informazioni cliccate il nostro <a href="http://www.campus.it/index.php?option=com_content&amp;Itemid=0&amp;id=1010012470&amp;task=view">portale</a> e non perdetevi il  servizio in uscita sul prossimo numero di <em><strong>Campus PRO</strong></em>, dove approfondiremo l’argomento.</p>
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		<title>Numero chiuso: precedenza ai lombardi</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 11:24:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Cervini</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1955" title="testingresso5" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/testingresso5.jpg" alt="testingresso5" width="112" height="149" />Considerare la <strong>residenza </strong>e non il <strong>voto di maturità</strong> per l’accesso ai corsi a numero chiuso. Questo quello che chiede la <strong>Lega</strong> con due emendamenti presentati dal Carroccio e approvati dalla settima  commissione regionale Cultura e formazione professionale.</p>
<p>Stabilire quindi una corsia preferenziale per gli studenti lombardi (o residenti in regione da almeno cinque anni) e dedicare il <strong>20%</strong> del <strong>programma </strong>ad argomenti legati al <strong>territorio</strong>.</p>
<p>“Oggi gli studenti lombardi partono svantaggiati” spiega il consigliere regionale leghista <strong>Massimiliano Orsetti</strong> a <strong><em>Repubblica</em></strong> “perché nei test di ammissione alle università a numero chiuso si tiene conto anche del voto preso all’esame di maturità, che in alcune regioni del Sud è notoriamente dato con generosità.”</p>
<p>Inoltre la Lega chiede di sostenere in via prioritaria gli studenti lombardi anche in tema di <strong>diritto allo studio</strong>: residenze universitarie, borse di studio ecc.</p>
<p>Come ricorda il consigliere regionale Pd <strong>Fabio Pizzul </strong>“potenzialmente saranno penalizzati anche gli studenti novaresi o piacentini, che abitano appena al di là dei confini della regione” e che, con riferimento a certi settori, non trovano alternative nelle loro città. Il rischio come ricorda Pizzul è di escludere studenti meritevoli privandoli della possibilità di frequentare il corso prescelto. Insomma, nuova lesione del diritto allo studio.</p>
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		<title>Imparare da Tabellini</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 12:57:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/tabellini_big2005101315480520081010130608.gif]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1939" title="tabellini_big2005101315480520081010130608" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/tabellini_big2005101315480520081010130608.gif" alt="tabellini_big2005101315480520081010130608" width="144" height="111" />C&#8217;è una notizia, a margine dell&#8217;accordo fra <strong>Deutsche Bank</strong> e <strong>Bocconi</strong>, per cui la grande banca tedesca diventa partner strategico dell&#8217;ateneo milanese, che merita di essere sottolineata.</p>
<p>Dei <strong>500mila</strong> euro all&#8217;anno che l&#8217;istituto governato dal ceo <strong>Josef Ackermann</strong>, solo la metà andranno a finanziare la cattedra in <em>Quantitative finance and asset pricing</em>, retta da <strong>Carlo Favero</strong>.<br />
Come hanno spiegato i vertici dell&#8217;ateneo oggi, l&#8217;altro 50% di quella considerevole cifra andrà a finanziare gli studenti meritevoli.<br />
Non è un dettaglio da poco. Bocconi poteva legittimamente usare quella notevole dotazione per altri scopi e un&#8217;università di quella portata, sul dove impiegare le risorse, ha solo l&#8217;imbarazzo della scelta.<br />
Scegliere di realizzare borse di studio, con un investimento di quell&#8217;ampiezza, fa onore al retore, <strong>Guido Tabellini</strong>. Quando lo intervistai, per <em>Class</em>, all&#8217;inizio del suo mandato, parlò a più riprese di meritocrazia.<br />
Mi parve un richiamo di circostanza, essendo il termine notevolmente in voga proprio in quei giorni, come accade spesso a tante parole che l&#8217;attualità esalta per poi archiviare velocemente.<br />
Invece il Magnifico non diceva per dire.</p>
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		<title>Dall’Udu a Facebook: il no al numero chiuso</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 13:41:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Cervini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Udu]]></category>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/facebudu.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1807" title="facebudu" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/facebudu.jpg" alt="facebudu" width="201" height="101" />Se digitate su <strong>Facebook</strong> la frase “No al numero chiuso” appariranno una <strong>decina </strong>di <strong>gruppi studenteschi</strong>: <em>No al numero chiuso! Sì al diritto allo studio</em>, <em>Il diritto allo studio è sacro</em>, <em>no al numero chiuso</em>, <em>No ai corsi ad accesso programmato</em> e altri che recitano più o meno allo stesso modo. I primi due gruppi contano rispettivamente <strong>1.500</strong> e <strong>700 membri</strong>, tanto per far capire le dimensioni della <strong>protesta</strong>.</p>
<p>Ieri, a <strong>Catania, il sindacato studentesco</strong> <strong>Udu</strong> (<strong>Unione degli universitari</strong>) ha organizzato un sit-in contro l&#8217;accesso programmato, segnalato sempre su Facebook tra gli eventi.</p>
<p>Proprio l’Udu quest’anno ha anche redatto l’opuscolo “<strong>test sicuro</strong>” per tutelare gli studenti dalle irregolarità riscontrate durante la prova d’ammissione e indicare le modalità per fare <strong>ricorso</strong>, come riporta <strong><em>La Repubblica</em> </strong>del 1° settembre. Il testo, una sorta di vademecum, è stato distribuito davanti alle aule.</p>
<p>Innanzitutto le situazioni sospette durante lo svolgimento della prova devono essere segnalate, si legge sull’opuscolo, se nessuno interviene lo studente potrà rivolgersi alle forze dell’ordine. In caso di mancato superamento del test si può far ricorso al <strong>Tar del Lazio</strong> entro <strong>60 giorni </strong>dalla pubblicazione delle graduatorie. L’Udu inoltre, come riporta la testata di Ezio Mauro, da diversi anni promuove <strong>ricorsi collettivi</strong> per studenti che non sono stati ammessi ai corsi, per dare loro la possibilità di entrare in “sovrannumero”. Questo perché l’Udu ritiene il sistema lesivo del<strong> diritto allo studio</strong> , oltre che privo di efficacia. &#8220;È una selezione che ha fallito sotto tutti i punti di vista. Ci sono molti modi per superarlo, ma per farlo dobbiamo guardare all&#8217;interesse collettivo e staccarci dagli interessi particolari degli ordini professionali, gli unici che hanno tratto vantaggio dal numero chiuso&#8221;.</p>
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		<title>Un protocollo contro i furbetti</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 18:57:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
				<category><![CDATA[StranoCampus]]></category>
		<category><![CDATA[diritto allo studio]]></category>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/tasse.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1258" title="tasse" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/tasse.jpg" alt="tasse" width="136" height="92" /></p>
<p>Il rettore padovano <strong>Giuseppe Zaccaria</strong>, e il comandante provinciale della Guardia di  Finanza,  <strong>Ivano Maccani</strong>, hanno firmato oggi al Bo, storico rettorato patavino, un protocollo di  collaborazione. Come si può leggere in una nota dell&#8217;ufficio stampa dell&#8217;università,  &#8221; la nuova intesa  tra Università e Fiamme Gialle mira a smascherare  gli studenti che dichiarano il falso a scapito di altri universitari onesti e  delle casse dell’ateneo&#8221;.</p>
<p>Oltre a semplificare e rendere più efficaci i  controlli, il protocollo &#8220;ha lo scopo di evitare che avanzi in graduatoria o  paghi contribuzioni inferiori chi povero non è&#8221;.</p>
<p>Buona notizia, senza dubbio.  Da tempo, anche noi di <em>Campus</em>, scriviamo che è ora di finirla con i furbetti del diritto allo studio, quelli che si beccano l&#8217;alloggio, l&#8217;esonero e la borsa perché il papà evade il fisco &#8211; come si evince dagli abiti firmati e dal tenore di vita degli studenti stessi.</p>
<p>La cosa disarmante è che non lo si facesse già e che per mettere in piedi una seria azione di controllo, ci sia bisogno di un protocollo d&#8217;intesa.</p>
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