Diritto vs delitto (allo studio)
Un’altra iniziativa, dopo quella che vi abbiamo segnalato qualche post fa circa gli studenti di Catania, che riguarda il web. Ed in particolare Facebook, ormai fucina perenne di idee, anche legate al mondo dell’università.
Questa voltala pagina da segnalare è “Diritto allo studio vs. Delitto allo studio” . L’idea arriva dai ragazzi di Link Siena che hanno deciso di creare questo spazio nella Rete. Per quale motivo? Semplice: per dare chiarezza e risposte, ad alcuni tra i molti dubbi che attanagliano gli studenti. Insomma “tutto ciò che avreste sempre voluto sapere, ma non avete mai osato chiedere sul diritto allo studio universitario” dicono gli amministratori.
Alcuni esempi? Volete sapere tutto su borse di studio, posti alloggio, crediti e bonus, mense universitarie, residenze e tutte le attività culturali che riguardano gli atenei toscani? Ecco, pronta per l’uso, la pagina sul più popolare tra i social network. Per far si che a prevalere sia il diritto, e non il delitto, allo studio.
All’Università del Salento non c’è pace. Dopo il caso tasse, proseguito per mesi e non ancora concluso (
Vivono ancora con i genitori, passano più ore sui libri rispetto a 20 anni fa, spesso sono pendolari e se devono scegliere un’esperienza di studio all’estero, preferiscono i paesi anglofoni. E’ questa la fotografia che scaturisce dalla “Sesta Indagine Eurostudent” sulle condizioni di vita e di studio degli studenti universitari italiani (campione di 4.499 studenti, con riferimento all’anno accademico 2008-2009), realizzata dalla Fondazione Rui in collaborazione con il Miur.
Il tasto dolente delle tasse universitarie. Periodicamente ritorna, caldissimo, il tema ed anche questa volta non sono belle notizie. Nel corso del 2009/2010, in media, ogni studente ha dovuto sborsare qualcosa come 68 euro in più dell’anno precedente: più 8%.
60 + 20 opportunità di studiare. Sono i numeri del diritto allo studio dell’Istituto Toniolo , ente fondatore dell’Università Cattolica, che per questo 2011 mette a disposizione 80 borse di studio per studiare all’Unicatt.
Mentre alcuni atenei incrementano le tasse per far fronte ai tagli subìti (il caso più eclatante e contestato è quello dell’
Dalle assemblee studentesche al Palazzo del Comune. La questione tasse all’Università del Salento non si esaurisce, ma lievita.
Gli studenti salentini non si danno per vinti e sostenuti dall’Unione degli universitari di Lecce continuano la protesta contro l’aumento delle tasse d’ateneo. La protesta si sposta oggi da internet alle aule: è stata infatti indetta una conferenza stampa per discutere del nuovo modello di tassazione.
A proposito della protesta studentesca seguita agli aumenti delle tasse universitarie, di cui abbiamo già dato notizia
A Milano gli studenti non si arrendono. Non appena arriva la notizia del voto alla Camera, alle ore 20.00 parte un nuovo corteo da Corso Venezia. “In queste giornate le manifestazioni si sono tenute in diversi luoghi della città: da Rogoredo a Duomo, da Cadorna a Porta Venezia”, spiega Michele del Collettivo Città Studi. “I diversi collettivi si sono uniti per assistere alle assemblee, ma poi si sono organizzati per manifestare seguendo itinerari divesi. Non ci fermiamo”, continua Michele, “adesso che il Ddl ha superato l’esame alla Camera. Ieri sera abbiamo fatto partire un nuovo corteo, sono state occupate l’Accademia di Brera, la Facoltà di Lettere in Statale e domani ci sarà una nuova assemblea a Fisica organizzata dal Collettivo, ma aperta a tutti”. Cosa non funziona di questa Riforma? “Una cosa è la Riforma, una la Finanziaria. Ma il punto è che non si può fare una vera riforma senza le risorse. Quindi è una riforma un po’ finta e un po’ sbagliata. I punti che non ci piacciono sono inerenti al Diritto allo studio, che viene ammazzato”, spiega Michele, che riporta il parere di tutto il Collettivo. “Le borse di studio, già rare scompaiono, viene attuato il meccanismo dei prestiti d’onore, il Fondo nazionale per il merito è inesistente, o meglio c’è, ma di che fondi si avvale? E poi”, conclude lo studente, “prima si mette in condizione di studiare chi non ne ha la possibilità e poi si stanziano fondi per i meritevoli”. Oltre a questo che è il punto nevralgico anche per la Run, l’Udu e i Giovani democratici c’è la questione dei ricercatori con cui gli studenti hanno solidarizzato. “Non dovrebbe riguardarci il fatto che questa riforma inreoduce la figura del ricercatore precario? Questo provvedimento non avrà ricadute sulla didattica? Non dobbiamo interessarci del futuro della ricerca in Italia? Per me siamo tutti potenziali ricercatori”.
Dall’osservatorio astronomico alla redazione, dalla biblioteca alla palestra, dall’aula studio alla clinica veterinaria. Queste alcune delle realtà dove poter svolgere il servizio civile restando in università. Tante strutture collegate agli atenei, dove poter lavorare come volontario per un anno a 433 euro mensili.
Considerare la residenza e non il voto di maturità per l’accesso ai corsi a numero chiuso. Questo quello che chiede la Lega con due emendamenti presentati dal Carroccio e approvati dalla settima commissione regionale Cultura e formazione professionale.