eCampus-Cepu, nuovo rettore e non solo
Un nuovo rettore, o meglio un nuovo presidente del Comitato tecnico ordinatore, e un grande ritorno: eCampus, l’ateneo di Mr. Cepu è in continuo movimento. Poco prima di imbarcarsi nell’avventura elettorale di Città di Castello (e di San Sepolcro), con cui doveva testare la sua macchina di propaganda, Francesco Polidori aveva ridisegnato gli assetti dell’ateneo telematico: via dalla tolda accademica il vecchio e buon Lanfranco Rosati, che rimane a coordinare la facoltà di Pedagogia, dentro Carlo Maria Bartolini, già preside-coordinatore di Ingegneria e assurto alle cronache per la sua querelle con un studente siciliano, quel Pippo Tomarchio che, imbufalito, aveva aperto un sito di protesta: www.liberibelli.it.
Contemporaneamente, dinnanzi alle dimissioni della ministeriale Assunta Cioffi dal Nucleo di valutazione, Mr.Cepu ha richiamato un amico di famiglia: Antonio Giovannoni, già presidente Cepu e membro di decine di consigli d’amministrazione nel Gruppo.
Da rilevare anche l’affidamento a Fiorella D’Angeli, coordinatore di Giurisprudenza, dell’ufficio di supporto al Nucleo. La D’Angeli, ordinario da poco in pensione, avvocato cassazionista e a lungo membro Cun, figura autorevole, potrebbe essere stata scelta per mandare un messaggio rassicurante al mondo accademico.
Sul numero di CampusPRO da poco pubblicato online (prova gratuita, previa registrazione qui), un approfondimento sulla vicenda.
Sempre più probabile la rivoluzione dei test d’ingresso a Medicina. Non una loro abolizione, ma una revisione delle prove. Alcune proposte sono state formulate dal ministro Gelmini che ha costituito un tavolo tecnico per varare le modifiche agli esami.
“Arriva la riforma Cepu”, titola stamane ItaliaOggi, pubblicando un’anticipazione di 
Il Borgo a Borgo S.Sepolcro (Arezzo), di proprietà di Polidori; aveva dimenticato le ossessive campagne pubblicitarie dell’ex-pm in favore del Cepu; aveva rimosso le lezioni-show di Di Pietro sul diritto penale e processuale tenute nei suoi centri e anche il tentativo di Polidori di creare una lista autonomista, di vago sentore leghista, alle ultime elezioni regionali in Umbria.


