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Restyling dei test: più logica e meno cultura

di Claudia Cervini

MI150604INT_0001Sempre più probabile la rivoluzione dei test d’ingresso a Medicina. Non una loro abolizione, ma una revisione delle prove. Alcune proposte sono state formulate dal ministro Gelmini che ha costituito un tavolo tecnico per varare le modifiche agli esami.

Quali? Si parla di un test di natura logico-deduttiva, che faccia emergere con forza le capacità di ragionamento e il profilo analitico dei candidati, di conseguenza verranno ridotte le domande di cultura generale.

Si pensa anche alla stesura di graduatorie su base regionale, ovvero graduatorie che comprendano i risultati di più università. In ultimo al vaglio la possibilità di attivare un unico test d’ingresso per Medicina e Odontoiatria. Spesso infatti gli studenti tentano più strade e, se passano entrambe le prove e sono indecisi sulla strada da intraprendere possono contribuire a creare ritardi nella stesura delle graduatorie definitive. Un unico test semplificherebbe le procedure di ammissione.

Su questi temi sta lavorando un tavolo tecnico composto dai presidenti delle conferenze dei presidi dei corsi di Medicina e chirurgia, Veterinaria, Odontoiatria, Architettura, Scienze della formazione e Professioni sanitarie. Naturalmente al tavolo anche i rappresentanti della conferenza dei rettori (Crui), del Consiglio universitario nazionale (Cun) e del Consiglio nazionale studenti universitari (Cnsu).

Una modifica quindi, non una soppressione del test d’ingresso tanto temuto dai maturandi, perché, come ha ribadito recentemente il ministro Gelmini: “la prova è l’unico modo per poter garantire che lo studente abbia di fronte un percorso universitario davvero di qualità” e un accesso regolato alla professione.

Data: 10 marzo 2011

Il 16% dei neodott senza lavoro: lo dice Almalaurea

di Claudia Cervini

studenti1Su laureati, università e lavoro, numeri sempre più negativi. Lo dice l’ultino rapporto AlmaLaurea che fotografa la situazione occupazionale di 400mila neodottori, presentato oggi a Roma presso la sede della Conferenza dei rettori (Crui).

La disoccupazione cresce, così come il lavoro nero, l’incertezza e la precarietà dei contratti. Basti pensare che se nel 2008 i disoccupati a un anno dalla laurea triennale erano l’11 per cento, oggi sono il 16,2 per cento. Peggio i laureati specialistici con una variazione in negativo rispetto a tre anni fa di sette punti percentuali che porta i disoccupati a un anno dal titolo al 17,7. Cinque anni dopo il conseguimento della laurea la crisi pesa ancora:  se nel 2005 (ante riforma) più del 90 per cento dei neodott lavorava, oggi soltanto l’85,6 per cento ha un impiego.

Come sempre non tutte le facoltà si comportano allo stesso modo e se Medicina, Professioni sanitarie, Economia e Ingegneria hanno alte percentuali d’impiego (le prime due toccano il 98 per cento), altre fanno fatica a farsi valere sul mercato. È questo il caso del gruppo geo-biologico (con il 47,1 per cento di occupati), di quello chimico-farmaceutico (48,5 per cento), giuridico (50,2 per cento) e scientifico (62,3 per cento).

Se nello scorso rapporto la maggior preoccupazione riguardava l’incremento dei contratti atipici, oggi è rivolta ai senza contratto. Cresce infatti il lavoro nero: niente contributi né assicurazione per il 7 per cento dei laureati specialistici e per il 6 per cento dei laureati “brevi”.

I “fortunati” che invece un contratto ce l’hanno subiscono una diminuzione di stipendio rispetto agli omologhi che entravano nel mercato del lavoro tre anni fa. Per i dottori magistrali il differenziale è del 10 per cento, mentre per i triennalisti del 5 per cento. Senza contare che i contratti atipici oggi coinvolgono più di quattro laureati su dieci.

Ultimo dato in crescita quello relativo alla fuga dei cervelli. Il 4,5 per cento dei laureati specialistici decide infatti di lavorare all’estero dopo essersi guadagnato il titolo nel Belpaese.

Data: 7 marzo 2011

La Crui perde pezzi

Enrico Decleva

“Cosa resta della Crui”  è il titolo della copertina dell’ultimo CampusPRO, consultabile online previa registrazione gratuita. Davamo conto delle profonde divisioni che il ddl di riforma ha prodotto nella Conferenza dei magnifici. Dopo la frattura con Aquis, il raggruppamento degli atenei virtuosi (per ricerca e bilanci), il tortuoso iter della riforma Gelmini ha aperto un nuovo fronte interno: quello dei favorevoli e dei contrari.  Questi ultimi avevano preso forza soprattutto nella fase di dibattito alla Camera del disegno di legge, quando anche la sorte del governo era piuttosto incerta.

Ora, arriva la notizia della prima defezione. La Statale di Torino, come annuncia la Stampa, non rinnoverà l’iscrizione per il 2011. Il rettore Pellizzetti, che non partecipa da quasi un anno ai lavori in disaccordo con la linea filoriformista del numero uno di Piazza Rondanini Enrico Decleva, ha annunciato che il suo ateneo non verserà i 18mila euro di quota associativa.

Nel merito della riforma, Pellizzetti dice che “l’impianto del ddl penalizza gli atenei virtuosi, li incatena e li lascia privi di risorse”.

Data: 27 dicembre 2010

E la Gelmini vara la riforma Cepu

gelmini“Arriva la riforma Cepu”, titola stamane ItaliaOggi, pubblicando un’anticipazione di CampusPRO online lunedì prossimo (previa registrazione gratuita).

Ebbene sì: il Decreto di programmazione 2010-2012 – (scaricabile qui), da poco inviato a Crui, Cnsvu e Cnsu per il parere – prevede nientemeno che la possibilità di convertire le telematiche in “Non statali non telematiche”, ovvero tradizionali.

Sul trampolino di lancio, a quanto risulta a CampusPRO, c’è e Campus, protagonista di un intenso lavoro di lobbing nell’ultimo periodo (sarà per questo che il decreto, dato per pronto a fine settembre, è stato inviato il 27 ottobre?).

Ecco svelati i misteri della Formula College, su cui c’eravamo già soffermati: non era teatro dell’assurdo (studenti “telemataci”, a tempo pieno, addirittura a convitto, in un ateneo a distanza) ma prove tecniche di università tradizionale.

Così Mariastella Gelmini, che forse non riuscirà a fare la sua riforma dell’università, rischia di passare alla storia come il ministro che ha fatto la riforma Cepu: convertendo le telematiche in tradizionali. Proprio lei che aveva fatto della proliferazione delle sedi e degli atenei un vero mantra politico.

Come nel 2006, quando eCampus fu istituita da Letizia Moratti contro il parere di Cnsvu e Cun, Francesco Polidori continua a prediligere i fine legislatura: oggi come allora, le camere erano quasi sciolte.

Data: 18 novembre 2010

La Crui, riforma rottamata

declevaStanno rottamando la riforma dell’università. Lo ha detto, pochi minuti fa, il numero uno dei rettori italiani (e magnifico della Statale di Milano) Enrico Decleva.

Colpa, della “calendarizzazione in aula (della Camera, ndr) per il 14 ottobre del Ddl di riforma dell’Università”, ha scritto in una nota della Conferenza dei rettori-Crui,  “ alla vigilia cioè dell’inizio della Sessione di Bilancio, se confermata, equivale molto probabilmente, nella situazione politica che stiamo attraversando, alla rottamazione del provvedimento”.

Non ci sarebbero i tempi e, Decleva non lo esplicita, le possibili elezioni anticipate – eventualmente  a marzo 2011 – farebbero il resto. Dopo di ché, finita la legislatura, si dovrebbe ricominciare da capo.

Secondo Decleva  “forse non ci si rende conto degli effetti che ne verrebbero anche rispetto alla protesta dei ricercatori in quel che essa ha di legittimo e di giustificato, ma che può trovare soddisfazione all’interno della legge in discussione, modificata nei termini condivisi ampiamente emersi, non certo nel suo tracollo”.

Il conseguente vuoto legislativo potrebbe per contro, prosegue il presidnte Crui, “prolungarsi di nuovo per anni, bloccando, tra l’altro, le procedure sul reclutamento che interessano tanti giovani studiosi meritevoli”.

Data: 30 settembre 2010

Ddl Gelmini: Decleva, ok. Fontanesi, troppi paletti

gelmini

Il disegno di legge della Gelmini di riforma dell’Università – approvato oggi dal consiglio dei Ministri – registra i primi commenti.

Il numero uno dei rettori italiani, Enrico Decleva, plaude sostanzialmente all’impianto del provvedimento che, ricordiamo, interviene decisamente sulla governance degli atenei, sul reclutamento e sul altri temi.

Per l’ampiezza del suo impianto e la valenza riformatrice degli interventi previsti”, dice Decleva in una nota ufficiale, “rappresenta un’occasione fondamentale e per molti versi irripetibile per chi ha davvero a cuore il recupero e il rilancio dell’università italiana”.

Secondo il rettore dei rettori, “rispetto ad alcune soluzioni potranno essere opportuni ulteriori approfondimenti. Ma è essenziale che, a questo punto, anche nel nostro Paese si siano determinate le condizioni per affrontare in un’ottica coerente e di ampio raggio urgenze e criticità altrove superate da tempo”.

Per il presidente della Crui “è ora necessario che il confronto parlamentare si sviluppi concentrandosi sul merito delle varie questioni. Così come è indispensabile, e per più aspetti pregiudiziale, che all’avvio del processo riformatore, e a garanzia della sua credibilità, corrisponda una disponibilità adeguata di risorse. A partire da quanto sarà garantito al finanziamento degli atenei per il 2010”.

La Crui dunque ripropone il suo schema: riforma, anche pesante, purché i tagli già calendarizzati da Tremonti rientrino.

Di tono diverso, l’intervento del rettore dell’Università di Milano Bicocca, Marcello Fontanesi, intervenuto oggi a Milano, nella sede di Assolombarda, alla presentazione del Rapporto Stella sui laureati degli atenei lombardi e di altre università italiane (Federico II, Napoli, Pisa).

Fontanesi, che è uno dei rettori più in vista di Aquis, l’associazione degli atenei eccellenti, parla del ddl come di una “legge ambiziosa” ma che presenta un richio “quello di regolare il tutto in maniera troppo dettagliata, inserendo un mare di paletti”. Per Fontanesi, le nuove norme rischiano di essere “una camicia di Nesso, che può ridurre la capacità di sperimentare, innovare, autorganizzarsi. Abbiamo a che fare con la gestione di cervelli”, ha concluso, “e c’è bisogno di un sistema libero. Non anarchico ma libero”.

Data: 28 ottobre 2009

Sanzioni al calcio, cafoni in cattedra

Enrico Decleva Sospensione ovvero impossibilità di frequentare, ma soprattutto di sostenere esami. È la sanzione comminata, recentemente, a due studenti dei Collettivi dall’Università Statale di Milano.
I due, durante una manifestazione di protesta in quell’ateneo, avevano improvvisato un accanito match di calcetto sul prato dei chiostri di via Festa del Perdono. La goliardata era stata battezzata The Cleva Cup, nome foneticamente assonante con il cognome del rettore, Decleva appunto. Un’apposita commissione, pochi giorni fa, ha applicato, nei loro confronti, il nuovo regolamento di ateneo, affibbiandogli rispettivamente uno e due mesi di sospensione.
Il Magnifico, rivendicando il provvedimento, ha commentato: «La libertà di espressione di tutti è fatta sempre salva, ma vanno censurati i comportamenti impropri». Ora la questione non è di poco conto. Enrico Decleva è infatti il rettore dei rettori, essendo il presidente della Crui e i suoi atti, anche solo come magnifico della Statale, hanno necessariamente un’altra rilevanza da quelli assunti dal suo collega dell’Insubria, tanto per citare una piccola università.
E allora si deve auspicare che questo rigore, abbattutosi sui compagni goliardi, valga doverosamente per tutta la comunità accademica. Infatti, se viene giudicato «improprio» rincorrere un pallone sul bel prato della Ca’ Granda, c’è da chiedersi come debbano essere valutati i comportamenti insolenti di alcuni docenti, anche milanesi, anche della Statale, di cui ci occupiamo nella storia di copertina, Maleducateneo, un piccolo viaggio sull’inciviltà in cattedra (e sui banchi, peraltro), che abbiamo compiuto da Nord a Sud.
Come sanzionerebbe Decleva il comportamento di due suoi docenti che, in una recentissima sessione d’esame di una delle facoltà più gloriose della Statale, mentre valutavano due candidati, in parallelo, da due cattedre a poca distanza l’una dall’altra (e anche il sovraffollamento o la cattiva gestione degli spazi, dovrebbero essere sanzionati), si interrogavano vicendevolmente sui prezzi di alcuni capi di abbigliamento e su altri capitali argomenti? E non interrompendo l’interrogazione, semplicemente inframmezzandola con i loro privatissimi colloqui. E sarebbe questo un comportamento «proprio» della funzione docente, Magnifico rettore?

P.s. Ai compagni goliardi: siamo e saremo dalla vostra parte quando userete l’ironia come arma politica. Non così quando sceglierete l’eccesso e la sopraffazione. E purtroppo in Statale, negli ultimi tempi, è successo più di una volta.

Data: 6 ottobre 2009

Magnifico rigore

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Ieri il Senato accademico della Statale di Milano ha sanzionato duramente due studenti di Lettere, appartenenti ai Collettivi. I due, tempo addietro, avevano organizzato una partita di calcetto nei chiostri di Via Festa del Perdono.

Una goliardata che però varrà ai due la sospensione dalle attività accademiche. Il rettore Decleva ha ricordato che, mentre è fatta salva la libertà di espressione degli studenti,  “si puniscono i comportamenti impropri”. Il tutto in applicazione del nuovo regolamento di ateneo.

Un provvedimento davvero duro che ha un alto valore simbolico, essendo Decleva, presidente Crui,  il rettore dei rettori.  Forse troppo duro. Sanzioniamo i comportamenti violenti, non la goliardia.

Anche perché, allora, la politica del rigore dovrebbe calarsi in toto su tutta la comunità universitaria.  E chi potrebbe dire, in questo caso, che i docenti che non si fanno trovare ai colloqui, che ritardano (o non si presentano) a lezione, che cinguettano da un tavolo all’altro in una seduta d’esame mentre il candidato ha i sudori freddi, siano meno censurabili dei due “impropri” calciatori?

Campus di ottobre, a questo riguardo, offrirà un campionario non di poco conto.

Data: 30 settembre 2009

Decleva promette valutazione e omette trasparenza

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Obbligo di trasparenza e attenzione ai giudizi sull’offerta didattica: intervistato (anche) su questi temi dal Sole 24 Ore di ieri, il professore Enrico Decleva, rettore della Statale di Milano ma soprattutto presidente Crui, ha dichiarato che “la prima tappa è stata rappresentata dai questionari consegnati agli studenti per registrare le loro valutazioni sui corsi, ma ora bisogna fare di più”.

Citando il proprio ateneo, ha raccontato che a Milano queste pratiche sono state estese “anche ai laureandi e ai dottorandi, per superare un limite grave, legato al fatto che, con i questionari tradizionali si interpellano solo gli studenti frequentanti e solo in un dato periodo dell’anno”.

Nessun riferimento alla prima parte della domanda, quella relativa, appunto alla trasparenza.

Il presidente della Crui fa bene a glissare. Sull’attuazione dell’articolo 2 del D.M. 31 ottobre 2007, n.544, incentrato sui requisiti di trasparenza delle università italiane riguardo alla didattica, molti atenei sono infatti inadempienti.

Fra le molte informazioni che le amministrazioni avrebbero dovuto rendere disponibili agli studenti sul sito d’ateneo, anche i risultati della valutazione della didattica. E proprio questi, come aveva svelato Campus alcuni mesi fa, lanciando anche su Facebook, la campagna “Dillo alla Gelmini, anche NOI valutiamo”, sono praticamente introvabili. Pochissime le università che li inseriscono e solo un paio lo fanno in maniera nominativa, potendo cioè risalire al nome del docente.

“Ora bisogna fare di più”, dice Decleva. 

Detto dal numero uno dei magnifici d’Italia, un impegno da registrare. Chissà che il presidente non lo voglia ricordare ai propri colleghi rettori, in occasione della prossima assemblea.

Data: 9 giugno 2009

Frati vs Montalcini/2

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“I finanziamenti alla ricerca devono essere distribuiti sulla base di un bando e secondo criteri di trasparenza e queste regole valgono anche per un istituto prestigioso quale quello diretto dalla Senatrice Rita Levi Montalcini“. Parola di  Luigi Frati, rettore della Sapienza che precisa così quanto rivelato da CampusPRO e scritto anche da questo blog che ha riportato il resoconto ufficioso di un’assemblea Crui di fine aprile.

Il 29 maggio scorso, poco dopo la diffusione del quinto numero di CampusPRO, l’ufficio stampa della Sapienza ci ha fatto pervenire questa scarna dichiarazione del rettore che si completa con quest’altra affermazione: “Non si seguono queste linee guida, si corre il rischio che i soldi vadano ai mediocri”.

Francamente, avendo avuto modo di lodare in più di un’occasione la brutale schiettezza di Frati, troviamo un po’ deludente questa precisazione, anche perché a quanto ci risulta, il giudizio sulla mediocrità di quei ricercatori non era stato semplicemente ipotizzato.

Data: 3 giugno 2009

Frati vs Montalcini

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I ricercatori che lavorano per la Montalcini? “Dei mediocri”.

I sei milioni di euro in finanziamenti speciali al suo istituto? “La Conferenza dei rettori deve bloccarli”. A parlare il rettore del più grande ateneo italiano, Luigi Frati, magnifico della Sapienza, secondo il resoconto ufficioso di una riunione Crui del 23 aprile scorso.

A stilarlo il prorettore dell’Università di Foggia,  Andrea Di Liddo, che ha sostituito il magnifico Giuliano Volpe alla riunione.

Il racconto, che è finito nel blog ufficiale di Volpe stesso, spiega che contro l’esternazione fratiana si è levata la sola voce della direttora del Sant’Anna di Pisa, la professoressa Maria Chiara Carrozza

Data: 18 maggio 2009

Terremoto: raccolta di fondi dalla Sapienza per L’Aquila

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La Sapienza ha lanciato una raccolta di fondi a favore dell’Università dell’Aquila d’accordo con il Ministero e in collaborazione con le Poste Italiane.

Il rettore Luigi Frati ha dichiarato: «L’università aquilana deve ripartire immediatamente con tutte le sue attività e gli studenti tornare alle loro: a questo obiettivo mira la sottoscrizione di fondi e non alla ricostruzione. [...] Quel che trovo inaccettabile è ospitare gli studenti dell’università aquilana altrove, in altri atenei. Sono nettamente contrario agli appelli che vanno in questa direzione: non li firmerò».

Locali come quelli della facoltà di Ingegneria e di Economia a L’Aquila sembrerebbero dai primi rilievi idonei allo svolgimento di attività.

È attivo un conto aperto dalla Crui su cui è possibile effettuare donazioni con causale “Università emergenza Terremoto” e codice Iban IT 80 V 03226 03203 000500074995.

Data: 14 aprile 2009
Campus
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