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Università: il libretto come fedina

di Claudia Cervini

librettoUna circolare dell’Università di Genova porta alla ribalta un tema dibattuto in passato senza risultati rilevanti: l’uso del libretto universitario dello studente. I voti riportati nei singoli esami vanno trascritti sul libretto o questa pratica finisce per penalizzare ingiustamente gli studenti che hanno una media bassina e per aiutare quelli con voti stellari, indipendentemente dal valore della prova sostenuta?

Della questione si è occupato anche il blog Anvur.it, il sito dedicato alla valutazione universitaria e solo omonimo della nascente agenzia, che ha dato conto del dibattito in corso nell’articolo Un’esecuzione come da libretto (universitario).

A dar risalto al tema è stata l’emanazione da parte dell’ateneo genovese di una circolare “per il normale uso del libretto” predisposta da Giovanni Battista Varnier, preside della facoltà di Scienze politiche. Il documento stabilisce che i docenti sono tenuti a chiedere e visionare il libretto universitario solo dopo aver comunicato allo studente il voto d’esame.

C’è un precedente: l’Università di Chieti-Pescara tempo fa decise di eliminare la trascrizione dei voti sul libretto, per evitare che i professori fossero condizionati nel valutare la prova d’esame. E fu la Conferenza dei rettori, l’anno scorso a richiamare l’attenzione sulla valutazione delle prove, facendo riferimento a una norma contenuta nello Statuto dei diritti e dei doveri degli studenti universitari che proibisce “alla commissione d’esame di visionare il libretto universitario prima di esprimere la valutazione finale”.

Anche Il Giornale si è recentemente occupato della questione e ha intervistato due docenti che la pensano diversamente: Luigi Mascheroni, giornalista e docente di Teorie e tecniche del linguaggio giornalistico in Università Cattolica e Stefano Zecchi, ordinario di Estetica alla Statale di Milano, il quale ritiene utile sbirciare il libretto in fase pre-voto.

Noi invece intervistiamo gli studenti e chiediamo :

Quanto secondo voi il vostro libretto influisce sulla valutazione delle prove? Sareste d’accordo ad abolire la trascrizione dei voti sulla vostra “fedina universitaria”? Diteci la vostra sul forum creato sulla pagina Facebook di Campus per dibattere il tema e partecipate al nostro sondaggio!

Data: 10 febbraio 2011

La Crui perde pezzi

Enrico Decleva

“Cosa resta della Crui”  è il titolo della copertina dell’ultimo CampusPRO, consultabile online previa registrazione gratuita. Davamo conto delle profonde divisioni che il ddl di riforma ha prodotto nella Conferenza dei magnifici. Dopo la frattura con Aquis, il raggruppamento degli atenei virtuosi (per ricerca e bilanci), il tortuoso iter della riforma Gelmini ha aperto un nuovo fronte interno: quello dei favorevoli e dei contrari.  Questi ultimi avevano preso forza soprattutto nella fase di dibattito alla Camera del disegno di legge, quando anche la sorte del governo era piuttosto incerta.

Ora, arriva la notizia della prima defezione. La Statale di Torino, come annuncia la Stampa, non rinnoverà l’iscrizione per il 2011. Il rettore Pellizzetti, che non partecipa da quasi un anno ai lavori in disaccordo con la linea filoriformista del numero uno di Piazza Rondanini Enrico Decleva, ha annunciato che il suo ateneo non verserà i 18mila euro di quota associativa.

Nel merito della riforma, Pellizzetti dice che “l’impianto del ddl penalizza gli atenei virtuosi, li incatena e li lascia privi di risorse”.

Data: 27 dicembre 2010

Terremoto, UniBari blocca i trasferimenti

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La notizia è di fine aprile ma è stata resa nota, nei giorni scorsi, da CampusPRO, il quindicinale di Campus dedicato ai professionisti dell’università e della ricerca, che ha pubblicato il verbale “ufficioso” di una riunione della Conferenza dei Rettori italiani-Crui.

In quel documento, il resoconto curato dal professor Andrea Di Liddo, prorettore a Foggia, si dava conto anche di un intervento del rettore barese, Corrado Petrocelli, sul trasferimento nel suo ateneo degli studenti aquilani.

Petrocelli spiegava di aver ricevuto, nelle settimane successive al sisma, “oltre 150 richieste di trasferimento” a Bari, e “di averle respinte tutte”. Il rettore invitata quindi i suoi colleghi a fare altrettanto.

Il gesto voleva essere,  evidentemente, di solidarietà con l’ateneo aquilano che rischierebbe la diaspora studentesca. Un altro duro colpo, dopo il terremoto.

Lodevole.

Come però è legittimo il desiderio di tanti studenti di non perdere un anno.

Perché il punto è proprio questo: chi sta pensando a loro?

Proprio ieri, fra le lettere a Repubblica, emergeva lo sfogo di uno studente aquilano (iscritto però a Teramo). Lamentava la sparizione degli aiuti di Trenitalia che, per nei primi due mesi, aveva offerto il trasporto gratuito agli studenti su quella tratta.

Non vorremo che dopo l’emozione del 6 aprile intorno alle macerie della Casa dello Studente e, nelle settimane successive, alle lauree alla memoria per gli studenti morti, sulle storie, le vite, i bisogni degli universitari aquilani scendesse, inesorabile, l’oblio.

Data: 12 giugno 2009

La laurea malgrado il terremoto

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La laurea malgrado il terremoto. Nel numero di aprile di Campus, da domani in edicola, le storie degli studenti de L’Aquila che vogliono ricominciare.

Ne anticipiamo una,  raccolta da Damiano Fedeli che ha anche scattato la foto di copertina.

“Avevo già tre esami pronti. Il martedì, il giorno dopo il terremoto, avrei avuto Microeconomia”. Matteo Massari è un ragazzone alto e biondo. Ha 20 anni, è uno studente al secondo anno di Economia all’Aquila e abita anche lui a Castelnuovo di San Pio delle Camere. “La nostra sede universitaria a Poggio Roio è quasi del tutto distrutta”.

Adesso abita con la famiglia nella tendopoli degli sfollati.

Ogni tanto va dal nonno Antonio, che sta seduto a lungo su una panchina davanti alla tenda, un polso ingessato e un volto solcato dagli anni e dalla dura prova di questi giorni. Il sole picchia, di giorno quasi ci si scotta. La notte la temperatura va giù impietosa – siamo quasi a 900 metri – “ma le tende – racconta Matteo – sono ben riscaldate”. La casa dove abita con i suoi familiari “non è caduta, ma ha diverse crepe. Sto solo aspettando di poter rientrare e prendere i miei libri. Questi tre esami li avevo già preparati e non mi voglio dimenticare tutto. Speriamo che sia vera la voce che ci è arrivata che, poco dopo le vacanze si Pasqua, in qualche modo, si potrà ripartire”.

Data: 22 aprile 2009

Terremoto: aiuti a studenti e atenei

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Mentre non è ancora chiaro il bilancio delle vittime della Casa dello Studente crollata a L’Aquila, scatta anche in campo universitario la solidarietà.
I primi a organizzarsi sono stati gli studenti dell’Unione degli Universitari -Udu che si sta mobilitando.

L’associazione  sta coordinando la messa a disposizione di posti letto per gli studenti sfollati e smista, verso i centri di raccolta, eventuali donatori di sangue. Per offrire la propria disponibilità scrivere a organizzazione@udu.it.

La Conferenza dei rettori italiani-Crui ha invece aperto una sottoscrizione “Università emergenza terremoto” per aiutare l’ateneo aquilano, le cui strutture sono state duramente colpite dal sisma.

“Non c’e’ un’unica struttura universitaria agibile” ha detto all’Agenzia Italia il  il rettore dell’universita, Ferdinando Di Orio, “e ci sono 27mila studenti; non so proprio come gestire la transizione”.
Tutte le informazioni per aderire su www.crui.it 

A Roma, il Policlinico universitario Campus Bio-Medico  ha messo a disposizione 20 posti letto vittime del sisma ed ha inviato un mezzo con materiale sanitario di prima necessità alla volta dell’Aquila.

“L’ateneo”, spiega una nota, “ha comunicato la propria disponibilità all’Università dell’Aquila, per condividere presso il campus universitario di Trigoria strutture didattiche e laboratori delle proprie Facoltà (Medicina e Chirurgia e Ingegneria)”.

Data: 6 aprile 2009
Campus
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