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Il Blog

Tutta la verità sulle aziende (o quasi)

di Maria Teresa Melodia

sopo-it1“La vita è troppo breve per il lavoro sbagliato”. La pensano così un paio di ex studenti Bocconi, ideatori della start up Sopo.it, piattaforma online pensata per classificare le aziende in base ai commenti dei dipendenti, in maniera completamente anonima e attraverso un sistema di rating chiaro e strutturato.

L’obiettivo è quello di offrire a chi cerca un lavoro, neolaureati in primis, uno strumento utile per effettuare una scelta consapevole. Capita infatti spesso che le informazioni date al colloquio non siano sufficienti, ed è qui che scatta l’utilità di Sopo.it che si presenta come un social network finalizzato alla valutazione e recensione della qualità di vita nelle aziende, basata su una logica bottom- up, in pieno stile web 2.0.

Gli utenti possono votare la propria azienda sulla base di 9 parametri che vanno dalla voce stipendio e benefit all’opportunità di carriera, fino a caratteristiche intangibili quali la capacità del management, rispetto per la persona, trasparenza, work/life balance, stabilità del posto di lavoro, ambiente di lavoro, etica e professionalità. A questi indicatori si può aggiungere un commento testuale che spiega il voto complessivo che si aggiunge alle classifiche elaborate da Sopo.it sulla base dei punteggi e utili per comparare le aziende e valutare i punti di forza e debolezza.

500 sono le aziende recensite finora, e le visite totali sono circa 50.000. E se alcuni dubbi nascono inevitabilmente di fronte a un servizio che si basa su utenti anonimi, potenziali screditori o frustrati, si nota anche che su Sopo.it le informazioni sulla reputazione delle aziende sono tante e possono rivelarsi interessanti. Un servizio utile non solo per chi cerca lavoro, ma anche uno strumento di monitoraggio per chi assume.

Data: 4 agosto 2010

I social network: una cosa serissima

di Maria Teresa Melodia

Occhio alla vostra reputazione digitale! Tradotto: prima di postare qualcosa online direttamente associabile al vostro nome, pensateci. Che sia un blog, twitter, la vostra pagina Facebook con relative foto, l’azienda alla quale avete mandato il curriculum potrebbe consultarlo e fare un primo screening sulla base delle informazioni disponibili su di voi.

Ne ha scritto, tra il serio e il faceto, Valerio Mariani su La Stampa.it, in un articolo nel quale il giornalista racconta di aver ricevuto dei comunicati sull’argomento: “Reputazione online e ricerca del lavoro: molte le aziende che consultano i Social Network per le referenze dei candidati” sunto di una ricerca congiunta Adecco, 123People e Digital Reputation. E un altro: “Social network e business: l’Italia è in ritardo” , altro sunto di una ricerca commissionata da Regus.

Da Linkedin, come conferma il giornalista de La Stampa, sempre più spesso le agenzie di ricerca lavoro contattano i potenziali candidati, nonostante spesso dimostrino poca conoscenza del mezzo, soprattutto per ricercare profili nuovi richiesti dalle aziende clienti di cui spesso neanche loro sanno tracciare le linee guida.

Secondo la ricerca Adecco, citata dal quotidiano torinese, il 36% dei responsabili delle Human Resources dice di ricorrere all’online per approfondimenti e verifiche su referenze e contatti professionali, ma anche per scoprire informazioni private sul candidato. E benchè, secondo la ricerca di Regus, solo il 22% delle aziende italiane ha stanziato un budget per specifiche attività di marketing sui social network (contro la media del 27% nel mondo), se anche voi come Mariani vi chiedete cosa siano i social network per un’azienda, nel dubbio, tra un giochetto per recruiter curiosi o uno strumento potente di self-marketing, magari da oggi, controllate che il vostro profilo su Facebook non sia totalmente aperto, ed evitate foto in qualche modo compromettenti… gli head hunter potrebbero sguazzarci.

Sul tema qui potete vedere Overexposed, il video vincitore del 2010 Trend Micro Internet Safety Video Competition, che, ironizzando su un verosimile colloquio di lavoro tra un giovane candidato “sprovveduto” e un selezionatore “spione” si conclude con un monito: Next time you’ll apply for a job, remember: don’t overexpose yourself online! La prossima volta che ti candidi per un lavoro, ricorda, evita di sovraesporti online.

Insomma, una buona reputazione online è sempre più importante in un mondo sempre più connesso. Candidato avvisato, mezzo salvato!

Data: 19 luglio 2010

Il lavoro è social

di Maria Teresa Melodia

social-networkPer la serie: gli amici fanno curriculum! Anche i social network aiutano a trovare lavoro, se hai 150 amici su Facebook,100 contatti su LinkedIn e 50 follower su Twitter: sono questi i prerequisiti per essere assunto come Social Media Specialist da www.casa.it, il portale immobiliare con oltre 600.000 annunci e 2.300.000 utenti unici al mese. Meglio ancora se sei anche il gestore di almeno una fan page su FB o sei autore di un blog.

Il progetto di recruitment innovativo lanciato da Casa.it si chiama youwork ed è realizzato in partnership con Monster e UannaBe. Attraverso un minisito dedicato, puoi candidarti postando un cv e una video-risposta con cui puoi metterti in gioco e descriverti per dimostrare di essere il Social Media Specialist ideale. Una volta assunto con un contratto di un anno dovrai occuparti di sviluppare le dinamiche web 2.0 e di curare la presenza di Casa.it sui social network e sui blog, creando contenuti ad hoc e gestendo il dialogo costante con utenti, blogger e web influencer.

Sempre in tema di lavoro e social network, Ericsson invece ha aperto dei veri e propri canali, come quello su Twitter (http://twitter.com/EricssonCareers) in cui cerca di scovare nuovi talenti. “Utilizziamo il mondo sociale 2.0 per creare, allargare e sviluppare la nostra rete – spiegano dall’azienda di telecomunicazioni – ma anche per attrarre nuovi cervelli con modalità attuali e innovative”.

In bocca al lupo con il recruitment 2.0.

Data: 17 maggio 2010

Sei stato candidato

di Maria Teresa Melodia

AnonymousBecauseAlzi la mano chi, almeno una volta, non si è imbattuto in domande folli a un colloquio di lavoro. Finalmente è arrivata l’occasione per condividere i quesiti più strani o le situazioni più insolite affrontate. E dove, se non sul web? Infatti, sul sito www.seistatocandidato.it, creato dal team di InfoJobs, è possibile raccontare la propria storia ai colloqui di lavoro, inserire le domande più strane che si sono ricevute, scrivere i consigli utili per superare brillantemente un colloquio. Basta entrare nel portale e pubblicare il proprio contributo. L’obiettivo del progetto è quello di dare vita alla prima user generated guide del mondo del lavoro, la prima guida scritta dagli utenti. Scadenza per partecipare: 15 aprile 2010.

Finora le testimonianze sono davvero molte ed esilaranti. Ecco qualche esempio:
“Ah quindi lei ha 30 anni e vive ancora con i suoi..allora è una bambocciona vero?”
“Ha paura del buio?”
“Ma lei è così sicura di voler lavorare??è cosi giovane!!(candidata di 26 anni)
“Se fosse un personaggio di fantasia quale sarebbe?”
“Ha in progetto, anche se mi ha detto che è single, di fidanzarsi, sposarsi e avere figli?”

E ora? Tocca a voi. Spazio a gioie e dolori dei candidati web 2.0

Data: 21 marzo 2010
Campus
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