A Padova la voce dei dottorandi in numeri
Dopo l’incontro che i rappresentanti di Adi e Cnvsu hanno avuto col ministro Gelmini e coi dirigenti del ministero dell’Istruzione – a proposito della soppressione di un comma 1b dell’articolo 19 che prevedeva un tetto al numero dei dottorati senza borsa (vedi qui) – dopo la manifestazione del 9 aprile Il nostro tempo è adesso. La vita non aspetta, dove i dottorandi sono scesi in piazza da Bari a Pavia, con presidi, flash mob e cortei, alcune università iniziano ad approfondire la questione “dottorato” e ad ascoltare i loro iscritti in merito.
Lo fa Padova, per esempio che lunedì 18 aprile alle 10 ospiterà l’incontro Valutazione e monitoraggio delle Scuole di dottorato. Una giornata di lavori a Palazzo Bo dove si analizzeranno i dati emersi dall’indagine relativa alle opinioni dei dottorandi nel 2010 sui cicli XXII e XXIII delle Scuole.
Presenti il rettore Giuseppe Zaccaria, Franco Mantero, coordinatore dell’incontro, Francesca Simion, che presenterà l’indagine, Maurizio Casarin che parlerà dei dati relativi alle valutazioni dei comitati scientifici, Luca Illetterati, che illustrerà la relazione dei Nuclei di valutazione sui criteri utilizzati per l’accreditamento e valutazione delle Scuole di dottorato.
Iniziativa apprezzatissima dai dottorandi che si augurano funzioni da apripista in altri atenei e sia l’inizio di una riflessione profonda che l’università italiana fa sul titolo di dottorato e sulle garanzie-prospettive che offre dentro e fuori all’accademia.
Per seguire la vicenda dottorato borse, fondi e concorsi registrarsi a CampusPRO, il nostro quindicinale telematico che approfondisce temi di attualità accademica.
“Arriva la riforma Cepu”, titola stamane ItaliaOggi, pubblicando un’anticipazione di
Il Borgo a Borgo S.Sepolcro (Arezzo), di proprietà di Polidori; aveva dimenticato le ossessive campagne pubblicitarie dell’ex-pm in favore del Cepu; aveva rimosso le lezioni-show di Di Pietro sul diritto penale e processuale tenute nei suoi centri e anche il tentativo di Polidori di creare una lista autonomista, di vago sentore leghista, alle ultime elezioni regionali in Umbria.