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Passaparola! Fatti il tuo network su Linkedin

di Maria Teresa Melodia

linkedin1Quanto contano le conoscenze nel mondo del lavoro? Senza ombra di dubbio molto. E non parliamo di spintarelle, ma di contatti lavorativi che possono essere utili alla carriera lavorativa in virtù del curriculum, delle esperienze e delle competenze accumulate.

E allora perchè non sfruttare i social network in modo strategico? Uno su tutti? LinkedIn, il social network professionale che da poco più di un mese parla italiano. Come dichiara il Corriere.it le presenze su Linkedin si attestano intorno a un milione solo in Italia, e a quasi 70 milioni di utenti sparsi in 200 nazioni, di cui più di 14 milioni in Europa. U.S.A., India e U.K sono quelle col maggior numero di membri.
Tre curiosità su LinkedIn in Italia: le 5 città più connesse sono Milano, Roma, Bologna, Torino, Venezia, mentre le 5 aziende che in Italia hanno il maggior numero di utenti connessi sono Accenture, Telecom Italia, Studio Tike, Unicredit, Ibm e l’università italiana più connessa è La Sapienza di Roma.

Chi c’è su LinkedIn? Oltre 12 milioni di professionisti di piccole imprese, e soprattutto più di 1 miliardo di cacciatori di teste . Tra i 500,000 profili professionali registrati su LinkedIn, i più rappresentati sono i dipendenti delle grandi aziende, mentre ancora pochi, soprattutto in Italia, sono i liberi professionisti. Gli uomini (61%) superano di gran lunga le donne e il 51% degli utenti ha un’età compresa tra i 25 e i 34 anni. I settori più rappresentati risultano essere l’hi-tech (16%), la finanza (12%) e la manifattura (10%), mentre i lavori più citati sono quelli relativi all’ingegneria (15%), alle vendite (11%), all’amministrazione (9%).

L’errore da non commettere? Secondo l’esperto Chris Brogan quello di usare una rete professionale come Linkedin al pari di Facebook o Twitter, aggiornando il proprio stato di continuo e comunicando a persone interessate solo al fronte professionale anche informazioni troppo personali. Invece è bene rendere disponibili online le proprie presentazioni e le ricerche frutto del proprio lavoro; altrettanto consigliato è il rispondere alle domande collegate al proprio lavoro, e partecipare alle discussioni nei gruppi; e poi, oltre a dedicare al network un po’ del proprio tempo costantemente, provare a coinvolgere i propri contatti interessanti che ancora in LinkedIn un profilo non lo hanno.

Cosa state aspettando?

Data: 27 maggio 2010
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