In edicola

Il Blog

Todos abogados Cepu

avvocatocepu

Avvocati olè sulla prima pagina del Corriere. Sì il giornale di Via Solferino s’è accorto di una vicenda che su questo blog era stata affrontata e lungamente dibattuta nel luglio dello scorso anno: quella della scorciatoia spagnola alla professione forense.

Abilitarsi in Spagna per poi vedersi riconosciuta l’iscrizione all’ordine italiano praticamene d’ufficio. Un metodo che consente di evitare i due anni di pratica legale italiana ma che costa circa 30mila euro.

Leader indiscusso nell’assistenza il solito Cepu.

Data: 9 marzo 2010

ECampus, l’ateneo di Mr. Cepu

Francesco Polidori, presidente Cepu

Anticipiamo l’editoriale di Campus marzo, in edicola dopodomani

La nostra Storia del Cepu arriva, con questo numero, alla quarta puntata.
L’inchiesta era iniziata dopo la scoperta della vendita di Cesd, la holding del gruppo, a una sconosciuta società milanese, Dama2 Srl, riconducibile a una fiduciaria lussemburghese.
Ci pareva interessante rifare la storia di un grande gruppo (100 milioni di fatturato), le cui vicende si sono spesso intrecciate, nell’ultimo ventennio, a quelle dell’università italiana.
Intreccio che raggiunge il suo apice proprio con il capitolo che affrontiamo in questo numero: la nascita dell’università telematica eCampus, a opera della fondazione omonima che fa capo allo stesso fondatore di Cepu, Francesco Polidori (nella foto di Stefania Malapelle, ndr). Ateneo autorizzato con decreto nel gennaio 2006 dall’allora ministro Letizia Moratti.
Di eCampus raccontiamo le singolarità del debutto: unico caso di università telematica autorizzata con il parere contrario del Consiglio universitario nazionale-Cun e del Comitato nazionale per la valutazione universitaria-Cnvsu.
Ma la puntata offre anche un primo sguardo sul corpo docente che, dopo quel decreto, si è precipitata a occupare cattedre a Novedrate, sede dell’ateneo, spesso con insegnamenti fuorisede autorizzati dalle facoltà di appartenenza.
Un fatto che segna, di fatto, un tacito armistizio, se non uno sdoganamento del mondo Cepu da parte dell’accademia italiana.
Ostracizzato e demonizzato a lungo (forse perché certificava le carenze del sistema universitario), Polidori si è preso la sua rivincita: in forza di legge può mettere a libro paga la categoria che più lo criticava. Ha vinto lui, per adesso.
Anche se la sua creatura, eCampus, è chiamata a superare passaggi fondamentali: entro breve deve convertire l’offerta formativa ai requisiti minimi introdotti dalla legge 270/04 ed, entro l’anno, ricevere la visita ufficiale dei valutatori del Cnvsu, a tre anni dall’attivazione dei corsi.
E la quarta puntata della nostra Storia rivela un particolare curioso: nelle sedi Cepu si vendono corsi presso l’ateneo svizzero di Herisau: un’università, libera e privata, che «laurea» con estrema facilità, valutando l’esperienza professionale acquisita. È una delle università, per intendersi, che campeggia nella lista nera del Cimea, il centro accreditato dal ministero per il riconoscimento dei titoli esteri.
Insomma, Cepu che è legato da una convezione con l’ateneo eCampus, oltre al fatto che fa capo alla stessa proprietà, vende lauree tarocche assieme a lauree legali, quelle della telematica di Novedrate.
A Polidori non fa specie. Chissà se sarà così anche al ministero.

Data: 8 marzo 2010

Cepu: tutor arrabbiati su Lo Spacco

Si chiama Lo Spacco e si presenta come “foglio di info/utility a poliuscita rete & carta sulle condizioni di lavoro precario&sfruttato nel gruppo Cesd”.

Sei pagine formato A4 spillate, con un’icona nera su cui si stagliano, seduti di spalle come la pubblicità della Robe di Kappa, un angelo e un diavoletto.

Lo Spacco, arrivato per posta, in busta anonima, anche alla redazione di Campus, è di fatto una rassegna stampa cartacea e online di articoli (fra cui anche la nostra inchiesta), post di blog (fra cui questo) e di forum.

Il leitmotiv della pubblicazione sembrerebbero essere le dure condizioni dei tutor Cepu e spesso si polemizza con i vari gradi di responsabilità del gruppo: governatori, responsabili e referenti.

Non manca neppure una vignetta, sullo stile di B.C. (Before Christ) la striscia che appare su Linus, in cui due cavernicoli spacco(un gestore didattico e un tutor leader) dialogano sulle economie da farsi. “Oggi che fai?”, chiede il primo al secondo. “Risparmio sui tutor”, risponde l’altro. “Non lo stavi, facendo anche ieri?”, fa l’altro di rimando e il primo conclude: “Non avevo finito”.

La poesia Tutor da San Precario (Arezzo) – chiaro riferimento a San Sepolcro, quartier generale Cepu – è invece una pasquinata contro la catena di comando del Gruppo, rea di vessare il popolo dei tutor.

Un pamphlet di cui non si conosce il numero di copie diffuse, né la destinazione delle stesse ma che testimonia, evidentemente, forti tensioni interne alla conglomerata della ripetizione e dell’assitenza universitaria, di cui aveva dato conto anche Campus nelle prime puntate dell’inchiesta.

Potrebbe trattarsi di una ripresa di conflittualità interna come quella che, nel giugno del 2008, portò a una improvvisa sindacalizzazione dei tutor in alcune sedi italiana, in primis Bologna. Vicenda che appariva rientrata con la concilizione di un indennizzo da 140mila euro da parte di una decina di collaboratori bolognesi, protagonisti della protesta, e ai quali il gruppo non aveva rinnovato i contratti.

Data: 23 febbraio 2010

Il prof. Di Pietro al Cepu

DiPietro

Fu Antonio Di Pietro a tenere praticamente a battesimo la nascita del Cepu nel 1995. Lo ricorda la terza punta della storia del Gruppo Polidori proposta da Campus, in edicola mercoledì prossimo.

Fra l’allora ex-magistrato e il patron del Gruppo, Francesco Polidori, nacque una forte sintonia che portò Di Pietro a prestare la sua immagine al Cepu per le sue campagne pubblicitarie e a svolgere conferenze di Tecnica processuale nelle sue sedi.

Una sintonia che continuò anche quando, nel 1996,  l’ex-pm di Mani pulite divenne ministro per i Lavori pubblici del Governo Prodi e che gli valse alcune critiche da parte di esponenti della Rete, il movimento di Leoluca Orlando fondato proprio in quel periodo.

Un altro severo critico di Di Pietro per la sua frequentazione di Polidori e soci – culminata, nel marzo 1998,  nella fondazione di Italia dei Valori proprio nell’hotel di San Sepolcro appartenente al Gruppo – fu Beppe Grillo, i cui frammenti di spettacolo si trovano ancora su YouTube.

Nella terza punta dell’inchiesta anche un approfondimento su una vicenda del 2001 che vide i responsabili della sede Cepu di Urbino finire sotto processo per la vendita di tesi universitarie, vicenda da cui il Gruppo prese le distanze da subito, senza però costituirsi parte civile.

Campus ha scoperto che i protagonisti di quella storia, condannati nel giugno del 2007, lavorano ancora nel gruppo.

Leggi qui la prima puntata della Storia di Cepu, pubblicata da Campus Novembre 2009.
Clicca qui per leggere la seconda puntata, pubblicata sul numero  di Dicembre 2009

Data: 8 febbraio 2010

Cepu indennizza i tutor licenziati

cepunewCentoquarantamila euro pagati agli ex-tutor bolognesi. Si è conclusa poche settimane fa la vicenda di alcuni addetti della sede Cepu di Bologna che, nel giugno del 2008, avevano organizzato il primo sciopero della storia del gigante dell’assistenza universitaria.
Come racconta Campus, nel numero in edicola e CampusPRO nel numero online (occorre la registrazione), gli ex-tutor, messi alla porta dopo la sciopero con cui chiedevano di essere riconosciuti come dipendenti a tutti gli effetti, hanno conciliato con Cesd Srl, la holding operativa del Gruppo Polidori, davanti alla Direzione del lavoro di Bologna. Rinunciano alla causa contro un indennizzo complessivo di 140mila euro.
Campus offre anche la seconda puntata della Vera storia del Cepu, partendo dalla Marcon, l’aziedina di Città di Castello che, alla fine degli anni ‘60, produceva dispense sul modello della Scuola Radio Elettra di Torino, acquisita da Polidori negli anni a seguire.
Intanto l’azienda ha confermato quanto scritto da Campus sul numero precedente e anticipato dal quotidiano MilanoFinanza: Cesd Srl è stata acquistata da Dama2, una srl a socio unico (una fiduciaria lussemburghese), con base a Milano, fondata due anni orsono e attualmente inattiva. Come aveva titolato il quotidiano finanziario: Gli asset di Cepu finiscono in una scatola vuota.
La terza puntata dell’inchiesta su Campus Gennaio/Febbraio, in edicola ai primi di febbraio 2010.

Data: 21 dicembre 2009

Mistero: Cepu venduta

cepunew

Si chiama Dama2 srl ed è una società milanese, fondata nel 2006, con poche migliaia di capitale sociale. Per la Camera di Commercio di Milano è inattiva. Ebbene, nel febbraio scorso, Dama2 s’è mangiata in un solo boccone il 99,86% di Cesd Srl, una società da quasi 6 milioni di capitale, 370 dipendenti e prossima ai 10 milioni di ricavi all’anno.

Cesd significa Cepu e Grandi Scuole, ovvero il gigante dell’assistenza universitaria e della ripetizione.

A rivelarlo è Campus di Novembre,  in edicola mercoledì 4, in un’inchiesta a puntate che cerca di far luce nel complesso intreccio societario del Gruppo fondato, quarant’anni fa, dall’imprenditore umbro Francesco Polidori (qui una sua rara intervista), oggi residente a San Marino.

Campus – che registra anche un imbarazzato “no comment” arrivare dal quartier generale del Gruppo, a San Sepolcro (Arezzo) – svela anche che dietro il nuovo “padrone” di Cepu c’è una società lussemburghese, cosa che infittisce il mistero.

Com’è noto, al gruppo Cepu è collegata anche l’università telematica eCampus, attivata dalla fondazione omonima, a sua volta costituita dallo stesso Polidori.

Data: 31 ottobre 2009

Su Cepu le news di Studenti.it

 studenti.jpg

Dunque ci siamo. Dalla pace fatta fra Studenti.it e Cepu, come raccontammo un anno fa, eccoci alla collaborazione: il rinnovato sito del Gruppo Polidori (eCampus, Cepu, Grandi Scuole, Accademia del Lusso, Istituti Callegari, Ateneo Formass) si fregia adesso delle news del portale studentesco di Studenti MediaGroup, ora inserito nel Gruppo Banzai.

E dire che,  per molti anni, Studenti.it è stata una vera spina nel fianco del “re della ripetizione”, Francesco Polidori (qui una delle sue rare interviste).

Nei primi anni 2000, al Cepu e ai suoi metodi era dedicato persino un richiamo in homepage.

Implacabile, però, il motore di ricerca del portale riesuma ancora oggi i molti articoli sul tema (117), preparati negli anni, dalla redazione.

L’ultimo però porta la data del 28 marzo 2008: a maggio, l’editrice Studenti MediaGroup aveva dato notizia dell’accordo di una piattaforma comune per interagire con il target degli studenti medi al dominio (www.promo.studenti.it/cepu).

“A supporto del progetto speciale”, si poteva leggere sul Daily Media dell’epoca, “è prevista una  pianificazione tabellare sui siti del network Studenti.it e sulla rivista artacea StudentiMagazine, almeno fino a settembre 2008″.

Dopo la pianificazione pubblicitaria, sia arriva oggi alla fornitura delle news.

E Cepu, sarà un caso, sparisce nell’attualità informativa del portale.

Data: 20 ottobre 2009

Se anche Cepu inaugura

cepunew1.JPG

C’era una volta l’inaugurazione dell’anno accademico. Oggi, con le discusse e discutibili università online, si passa alla “presentazione” dell’anno.

Forse, in quanto le open universities de noantri sono aperte tutto l’anno.

O forse per non fare arrabbiare gli altri atenei, soprattutto quelli che hanno secoli di inaugurazioni alle spalle.

Quale che sia il motivo, anche all’ateneo del Cepu,  la pubblicizzatissima università eCampus di Novedrate (Como), hanno scelto di presentare e non inaugurare.

E’ accaduto ieri,  nell’ex Ibm di Novedrate, sede anche di altre attività Cepu, come la Bertrand Russel University  all’Ateneo Formass, il polo formativo televisivo, una volta ubicato a Cinisello Balsamo.
Il fatto nuovo è che a Novedrate, ad ascoltare l’introduzione del rettore, Lanfranco Rosati, e la lectio magistralis del prof. Giuseppe Benedetto Portale, ordinario di diritto commerciale presso l’Università Cattolica, c’era Valentina Aprea, presidente della VII  commissione “cultura, scienza e istruzione”, e a lungo in predicato di fare il ministro forzista dell’Istruzione prima, e il sottosegretario della Gelmini poi, dovendosi accontentare poi del solo incarico parlamentare.
Se una quasi ministro va ad inaugurare l’anno del Cepu, è segno che le cose per il patron del gruppo, il poliedrico e instancabile Francesco Polidori,  si mettono bene.

Resta da capire se si mettono bene per l’università italiana tout-court.

Data: 26 settembre 2009

I furbetti della laurea

Furbetti della laureaBucarest, Madrid e Parma: cosa lega queste tre realtà geografiche? A prima vista nulla, scavando un poco troviamo la cara vecchia università, nelle vesti di filo conduttore. Quest’ultima si è evoluta giungendo talvolta a prestare al pubblico la sua faccia distorta, dove spesso si arriva al massimo risultato (il titolo) con il minimo sforzo. La variante impazzita che scombussola il sistema è ancora una volta il denaro, pubblicizzando l’equazione: “Pago – minimizzo i miei sforzi – ottengo ciò che voglio con la strada più semplice”. La qualità che ne pensa?

Da Leggo del 2 settembre arriva la notizia che la facoltà di Medicina e chirurgia “Carol Devila” di Bucarest è aperta a qualsiasi studente europeo, dato che le lezioni sono in inglese. Qui interviene la Nextmed Office (www.nextmedoffice.com) che offre corsi di lingua per gli italiani, aiuto logistico e per l’iter burocratico per l’iscrizione. Insomma, l’intervento di tale società offre un supporto totale durante gli anni dell’università. Piccoli particolari: si frequenta in Romania e si paga il servizio. Quanto? Il sito dice che le cifre saranno concordate dopo l’analisi di ciascun caso.

Il secondo fenomeno è quello che ci riconduce in Spagna: è il più famoso, il più pubblicizzato e per certi versi il più astuto. Campus Blog ne aveva parlato l’11 luglio scorso (http://www.campus.it/blog/2009/07/11/cepu-ole-avvocati-facili/): Cepu interviene nell’abilitazione professionale d’avvocato. Troppo complicato l’iter italiano, vi vendiamo l’alternativa meno faticosa. Con l’aiuto del tutor ci si iscrive all’albo degli avvocati spagnoli. Tre anni di attività ed è fatta, esame di Stato italiano aggirato. Dei costi non è dato saper nulla, per quello serve contattare Polidori and company. In seguito è emerso che la brillante intuizione non è solo figlia di San Sepolcro, ma esiste un florido mercato: www.omologazionetitoli.it, www.titolispagna.com, www.avvocatoinspagna.com, www.e-assistenzalegale.com e www.eurolaurea.com sono alcune delle associazioni che sfruttano il medesimo trucchetto.

In ultimo, dalla cronaca parmense, rimbalza la notizia a riguardo dell’Associazione studentesca San Tommaso D’Aquino della provincia di Parma, che si ricollega agli altri due episodi (http://www.campus.it/blog/2009/01/21/parma-perquisite-sedi-di-unassociazione-universitaria/): quattordici indagati per associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Il gruppo parmense, sotto cospicuo pagamento, svolgeva attività tecnica, legale, logistica e burocratica per gli studenti, desiderosi di studiare presso corsi di laurea italiani ed esteri, come ad esempio l’Università Tito Maiorescu, ateneo rumeno. L’ultima notizia in rete è datata 7 marzo: l’inchiesta non è giunta ad una conclusione, il preside della “San Tommaso D’Aquino” ha dato le dimissioni e il sito dell’associazione (www.unitommaso.it) non è più funzionante.

Data: 2 settembre 2009

Tremonti, San Marino, Cepu

cepunew.JPG

La tempesta tributaria, che minaccia di abbattersi sugli italiani residenti a San Marino, potrebbe creare qualche fastidio al patron di Cepu, Francesco Polidori (di cui potete seguire qui una rara intervista).

Come ha annunciato al Meeting di Rimini nei giorni scorsi, il ministro del Tesoro, Giulio Tremonti vuol vederci più chiaro sui quei 4.080 residenti italiani (che secondo l’Agenzia delle entrate potrebbero essere 6mila). Il sospetto è che le residenze siano fittizie, per il solo scopo di beneficiare del regime fiscale della piccola repubblica.

Della cosa il ministro Tremonti ha parlato con il segretario di Stato alla finanze di San Marino, Gabriele Gatti, in occasione della presenza di entrambi al Meeting di Rimini.

Uno degli italosanmarinesi più noti è appunto il patron di Cepu, Francesco Polidori, classe 1948.

In questi giorni alla ribalta delle cronache per una campagna pubblicitaria a molti zeri in favore dell’ateneo online eCampus, Polidori è infatti nato a Città di Castello (Perugia), ha il centro dei propri affari a San Sepolcro (Arezzo) sede principale del gruppo ma, a quanto risulta a Campus, risiede a Borgo Maggiore, alle pendici del Monte Titano, insieme alla consorte, la signora Marinella.

Mister Cepu non è solo, con lui vivono anche il fratello minore, Maurizio, 55 anni con la moglie, Antonietta. Maurizio è una figura importante in Cepu, presente in molti consigli di amministrazione ma, come negli affari, anche nella vita Francesco, il maggiore, comanda: all’anagrafe è infatti iscritto come capofamiglia dei quattro.

E a San Marino, Polidori non è un residente qualunque, fa parte anche del corpo diplomatico di quel Paese, con il titolo di “console a disposizione”.

Chissà che il presidente del Cepu, come gli altri italiani in quel Paese, non debba subire accertamenti dal fisco italiano. Il Testo unico sui redditi prevede che debba essere considerato contribuente italiano il cittadino che soggiorni almeno 183 giorni nel nostro Paese. Un termine che, in passato, ha messo nei guai Valentino Rossi il quale, pur avendo residenza a Londra, trascorreva gran parte dell’anno nel Bel Paese, e che sta impegnando in questi giorni i legali di Tiziano Ferro.

Polidori, probabilmente, avrà a questo riguardo meno problemi di altri vip. San Marino dista solo 77 chilometri da San Sepolcro è una strada un po’ tortuosa, via Pennabilli e Novafeltria, che Google Maps dà per 1 ora e 26 minuti, ma che può essere coperta quotidianamente.

Data: 31 agosto 2009

Cepu olé, avvocati facili

avvocatocepu.jpg

Diavolo d’un Cepu. Se c’è una scorciatoia, un strada in discesa, un bypass nel mondo formativo e universitario, quelli di Cepu la conoscono. E te la vendono.

L’ultimo arrivato, nell’articolata offerta del gruppo di San Sepolcro fondato da Francesco Polidori,  riguarda l’abilitazione alla professione di avvocato.

In Italia, ogni anno, migliaia di laureati, dopo un duro praticantato legale, spesso neppure pagato, negli studi professionali, si sottopongo alle forche caudine dell’esame professionale, spesso ultraselettivo perché gli ordini locali, in mano agli avvocati, hanno tutto l’interesse a bloccare l’ingresso ai concorrenti di domani.

Una prova così difficile che molti neodottori in legge hanno scoperto il “turismo dell’accesso professionale”, andando a sostenere la prova (ed esercitare il relativo praticantato) in collegi remoti, dove la concorrenza è basse e gli ordini di manica larga.

Fenomeno tornato alla ribalta anche di recente, quando si seppe che anche l’avvocato Mariastella Gelmini, da poco designato come ministro dell’Università, dalla natia Brescia era andata ad abilitarsi a Reggio Calabria.

E Cepu? Il diplomificio (Grandi Scuole)-esamificio(Cepu)-laureificio(eCampus) ha messo a fuoco una scorciatoia spagnola.

Basta essere un laurendo o laureato in legge: utilizzando le sedi Cepu in Italia o la sede madrilena del gruppo (che ospita anche l’Accademia della Moda, la branca fashion della conglomerata), si potrà studiare “spagnolo forense”, per poi sostenere (seguiti da un tutor) l’esame integrativo previsto dalla legge iberica, superato il quale il Cepu vi iscriverà all’albo degli avvocati spagnoli come “stabilito”.

Tre anni di esercizio e sarete avvocati a tutti gli effetti. Olè. Una legge italiana (il D.L. n° 96/2001) vi garantisce infatti la piena equiparazione agli avvocati del Bel Paese.

Il tutto perché nel paese di Zapatero non esiste l’esame di abilitazione. Ancora per poco. Come avverte lo stesso Cepu nel suo sito, “affrettatevi perché dal 2011 verrà introdotto l’esame d’accesso, in base alla legge 34/2006″.

Il costo? Per conoscerlo bisogna mettersi in contatto con il Cepu stesso, compilando l’apposito format.

Prezzo a parte, resta da capire come si svolgano i tre anni di esercizio forense in Spagna. Perché se fosse necessario stabilirsi all’estero per un periodo così lungo, la scorciatoia non sembrerebbe essere davvero tale. A meno che, l’esercizio della professione da parte di un avvocato “stabilito” possa essere del tutto figurativo. Ed espletato anche comodamente dall’Italia, assumendo semplicemente un domicilio professionale presso uno studio iberico compiacente. Ri-olé.

Dopo qualche progetto abortito o quasi, come Ateneo Formas (formazione tv) e Bertrand Russell University (laurea in università gallese), un’intuizione che promette bene. Almeno fino al 2011.

Data: 11 luglio 2009

Lo strano caso Cepu

cepunew.JPG

Apre e chiude le società con grande facilità, talvolta le mette in liquidazione e le tiene in questo stato per anni. Possiede un ateneo vero e proprio o meglio, lo controlla attraverso una fondazione.

Stiamo parlando del Cepu, Centro europeo per la preparazione universitaria o anche di Grandi Scuole, di Cesd, di eCampus, di inCampus, di Local Campus, di Ateneo Formas, di Bertrand Russell University, di Accademia del Lusso. Il complesso sistema societario messo in piedi da Francesco Polidori, patron del Gruppo, è ramificato in varie attività formative.

Si va dal recupero degli anni scolastici alle superiori, con il marchio Grandi Scuole, al sostegno nella preparazione degli esami universitari, con l’immarcescibile brand Cepu, alla frequenza universitaria vera e propria, con l’ateneo telamatico eCampus di Novedrate (Como), sul cui sito sventola ancora il decreto ministeriale di attuazione.

Coinvolto in passato in vicende giudiziare burrascose – un’inchiesta su esami comprati ad Urbino che si risolse con la condanna dei responsabili dell’agenzia locale mentre i vertici nazionali rimasero fuori – colpito dalla damnatio accademica (ma oggi professori di ruolo di università statali tengono in piedi eCampus), Cepu pare ormai essere sdoganato o forse non interessa più a nessuno.

Neppure ai tanti politici-editorialisti (spesso universitari)-giornalisti che continuamente puntano il dito contro i laureifici nostrani.

Malgrado, fra il giugno e il settembre dell’anno scorso, i precari di Grandi Scuole abbiano dato filo da torcere sul piano sindacale, aprendo una vertenza durissima col supporto della Cgil: accompagnata inzialmente da alcune cronache, se ne è perso l’esito.

Il business parrebbe florido, a giudicare dai cospicui investimenti pubblicitari, soprattutto via web, dove Polidori e i suoi risultano grandi clienti di Google Advertising. Basta provare ad andare sul motore di ricerca e digitare parole come ‘università’, ‘laurea’, ‘campus’: fra i link sponsorizzati, in alto, compare subito un rimando al Cepu. E così se siete utenti Gmail e siete usi a parlare di università: i link di Polidori vi accompagneranno ossessivamente.

Del resto a massicci investimenti pubblicitari – con testimonial di rango: Del Piero, Vieri, Di Pietro, Sgarbi, la Koestner è l’ultima – corrispondono talvolta anche singolari modifiche nella linea editoriale di chi tratta Cepu: è il caso, già documentato da questo blog, di Studenti.it, il portale che una volta era spietato accusatore del gruppo di San Sepolcro (Arezzo) e che da un po’ di tempo ha fatto sparire dalla propria homepage la sezione ad esso dedicata. Operazione che coincide, a livello temporale, con una pianificazione pubblicitaria importante del marchio Grandi Scuole, sullo stesso portale.

Insomma, Cepu non scandalizza più nessuno – e questo potrebbe essere un bene – ma di Cepu non parla più nessuno. E questo va meno bene.

Nei prossimi numeri di Campus e CampusPRO e su questo sito, colmeremo questa lacuna. Almeno per quanto ci riguarda.

Data: 27 maggio 2009
Campus
© 2010 Campus. Riproduzione riservata