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eCampus-Cepu, nuovo rettore e non solo

BartoliniUn nuovo rettore, o meglio un nuovo presidente del Comitato tecnico ordinatore, e un grande ritorno: eCampus, l’ateneo di Mr. Cepu è in continuo movimento. Poco prima di imbarcarsi nell’avventura elettorale di Città di Castello (e di San Sepolcro), con cui doveva testare la sua macchina di propaganda, Francesco Polidori aveva ridisegnato gli assetti dell’ateneo telematico: via dalla tolda accademica il vecchio e buon Lanfranco Rosati, che rimane a coordinare la facoltà di Pedagogia, dentro Carlo Maria Bartolini, già preside-coordinatore di Ingegneria e assurto alle cronache per la sua querelle con un studente siciliano, quel Pippo Tomarchio che, imbufalito, aveva aperto un sito di protesta: www.liberibelli.it.

Contemporaneamente, dinnanzi alle dimissioni della ministeriale Assunta Cioffi dal Nucleo di valutazione, Mr.Cepu ha richiamato un amico di famiglia: Antonio Giovannoni, già presidente Cepu e membro di decine di consigli d’amministrazione nel Gruppo.

Da rilevare anche l’affidamento a Fiorella D’Angeli, coordinatore di Giurisprudenza, dell’ufficio di supporto al Nucleo. La D’Angeli, ordinario da poco in pensione, avvocato cassazionista e a lungo membro Cun, figura autorevole, potrebbe essere stata scelta per mandare un messaggio rassicurante al mondo accademico.

Sul numero di CampusPRO da poco pubblicato online (prova gratuita, previa registrazione qui), un approfondimento sulla vicenda.

Data: 17 giugno 2011

Ora Mr.Cepu regala cattedre

polidori1“Dichiaro aperto l’anno accademico 2010/2011″, frase risuonata spesso, nelle scorse settimane, nelle aule magne di tutt’Italia, per il succedersi di cerimonie di inaugurazione, quelle rinviate, nel dicembre scorso, per la forte tensione generate dall’iter della riforma.
La stessa frase che ha pronunciato, il 25 febbraio scorso, il presidente del Comitato tecnico ordinatore-Cto dell’ateneo eCampus a Novedrate, Lanfranco Rosati. Rosati, professore in pensione dell’università di Perugia, dove è stato a lungo preside di Scienze della formazione, pur guidando un’università a distanza, è attaccato alla tradizione accademica e infatti veste l’ermellino e si presenta come “magnifico rettore”.
Illustrando  le “magnifiche sorti e progressive”, il pedagogista ha ricordato come l’ateneo novedratese abbia provveduto a dotarsi di personale docente nell’ultimo anno. Il presidente del cto ha spiegato che sono stati inseriti 52 ricercatori (a termine, ndr) e “professori ordinari che, concluso il loro periodo di attività, hanno dato la disponibilità per alcuni anni a contribuire al sostegno scientifico e didattico d un un corpo docente in crescita”, formula aulica per dire che a eCampus sono arrivati altri pensionati, come lui.

Con questo organico, ha assicurato il “rettore”, si copre con “personale strutturato”, il 70% dei nove corsi offerti ai sensi della legge 270/04. “Il programma”, prosegue Rosati, “è ovviamente di giungere al 100%, anche con professori di prima e seconda fascia, non appena gli iter concorsuali riprenderanno il via”.

Peccato, come dimostra l’ultimo numero di CampusPRO (scaricabile gratuitamente previa registrazione qui) che in più di un’occasione, l’università di Mr. Cepu si sia dimostrata curiosamente distratta in fase di reclutamento. In sei concorsi, a Economia, a Giurisprudenza (due volte), a Ingegneria,  le facoltà in questione si sono dimenticate di chiamare i vincitori, facendo trascorrere i 60 giorni di tempo necessari per deliberare la chiamata.

In altri quattro casi, a Lettere, Ingegneria, Psicologia  e Giurisprudenza, la chiamata non è avvenuta gli idonei non rispondevano “pienamente alle attuali esigenze della facoltà”. Argomento, quest’ultimo, quasi surreale in un ateneo di 8mila studenti a distanza. Nemmeno si trattasse dell’Mit.

In almeno due casi, chi ha vinto il concorso a Novedrate è stato poi chiamato da altre facoltà (Ferrara e Parma). Negli altri casi ci si è limitati a fabbricare nuovi ordinari e ad associati.

In pratica, Francesco Polidori, mr. Cepu, di cui si può dire tutto ma certo che non abbia il senso degli affari, parrebbe essersi trasformato in munifico benefattore.

Data: 29 marzo 2011

Quell’odio freddo sugli umanisti

odifreddiPubblichiamo qui l’editoriale che troverete sul nuovo numero di CampusPRO (consultabile a questo indirizzo), a proposito delle varie polemiche sorte sugli e contro gli umanisti e i rispettivi titoli. Polveroni sollevati prima dal ministro Gelmini, che ha evitato di inserire gli studiosi delle scienze umane nell’Agenzia nazionale per la valutazione del sistema dell’Università e della Ricerca, e poi da Odifreddi,  paladino delle scienze pure, che ha lanciato un post infuocato sul blog di Repubblica cavalcando l’onda di questa esclusione.

Gli umanisti sono giustamente in allarme. Non solo il ministro Gelmini ha reiterato i suoi dubbi sull’utilità o l’efficacia stessa di corsi come Scienze della comunicazione (con toni così polemici da suscitare la levata di scudi di cui diamo conto a pagina 6 e 7 del nostro quindicinale CampusPRO) ma ha evitato di inserire studiosi di queste aree disciplinari fra i commissari dell’Anvur.
Un errore di prospettiva piuttosto grave. Se può essere legittimo, da parte di chi governa, indicare delle priorità formative – lo fece la Moratti con le lauree scientifiche e Prodi con l’area ingegneristica – è davvero miope farlo a detrimento di altre discipline. Oltretutto, questa strisciante polemica verso le materie “inutili” ai processi economici e di sviluppo, questo continuo ironizzare sui titoli ultraspecialistici di questo o quel corso, rivela un pensiero culturale di debolezza sconcertante: non c’è storicamente stagione di sviluppo e di ricchezza che non si accompagni alla ricerca del bello nell’arte e nelle lettere in generale. Da sempre, la crescita dei commerci e delle imprese si accompagna a una fioritura del talento umanistico. Per questo, dire che studiare la filologia romanza o i mistici del 1100 italiano non serva è una bestialità bella buona. O che un matematico valga più di un grecista, una stupidaggine. Solo provocatore come Odifreddi, prepensionato dell’Università di Torino cui non spiace essere presentato come docente attivo nei comunicati stampa che lo riguardano, poteva attizzare la polemica scienze pure contro scienze umane (come abbiamo raccontato nel servizio a p. 13). Come ricorda sempre l’astrofisico Nicola Vittorio, coordinatore del Progetto lauree scientifiche, rifiutando questo schematismo, “la cultura è una sola”. E infatti lui ama l’opera e suona il piano. Odifreddi predilige la grancassa.

Data: 8 febbraio 2011

Parentopoli eCampus per l’Aprea

Aprea“Università, l’Aprea tiene famiglia”, questo il titolo con cui ItaliaOggi di stamane presenta un’anticipazione di CampusPRO, in uscita il prossimo 11 gennaio (registrandosi qui, prova gratuita per un mese, ndr).

Come spiega l’occhiello: “La presidente della commissione Istruzione dice no a parentopoli ma a parole”, perché come avverte il sommario, “il marito insegna a eCampus, ateneo ora equiparato ai privati”.

Proprio così, CampusPRO ha scoperto che l’ingegner Carlo Spennati, consorte di Valentina ‘Aprea, insegna da due anni a Ingegneria nell’università di Mister Cepu, dopo un passato di dirigente nel settore della logistica.

“Non è data sapere la remunerazione dell’ingegner Spennati”, si può leggere, “se il suo sia un contratto poco più che onorifico, come accade in molte università, o se preveda uno stipendio più importante. Conoscere quella somma potrebbe far capire se il conflitto di interessi è in sedicesimo o è più rilevante”.  Ma conflitto rimane, “perché Valentina Aprea ha avuto un ruolo attivo nell’accesa discussione dell’articolo 12 della riforma, quello che alcuni deputati dell’opposizione intravedevano come cavallo di Troia per finanziare l’università del Cepu”.

A corredo dell’anticipazione, anche un box su Stefano Spennati, giovanissimo laureato in Scienze politiche della Cattolica, assistente parlamentare a Bruxelles dell’eurodeputata pidiellina Laura Comi, consulente del Miur “per gli Affari esteri”, dopo uno stage presso la segreteria del commissiario europeo Antonio Tajani e un contratto presso la segreteria dell’allora vicepresidente del Parlamento europeo, Mario Mauro.

Leggi l’articolo su ItaliaOggi

Leggi la raccolta di articoli su Cepu-eCampus

Data: 5 gennaio 2011

La Crui perde pezzi

Enrico Decleva

“Cosa resta della Crui”  è il titolo della copertina dell’ultimo CampusPRO, consultabile online previa registrazione gratuita. Davamo conto delle profonde divisioni che il ddl di riforma ha prodotto nella Conferenza dei magnifici. Dopo la frattura con Aquis, il raggruppamento degli atenei virtuosi (per ricerca e bilanci), il tortuoso iter della riforma Gelmini ha aperto un nuovo fronte interno: quello dei favorevoli e dei contrari.  Questi ultimi avevano preso forza soprattutto nella fase di dibattito alla Camera del disegno di legge, quando anche la sorte del governo era piuttosto incerta.

Ora, arriva la notizia della prima defezione. La Statale di Torino, come annuncia la Stampa, non rinnoverà l’iscrizione per il 2011. Il rettore Pellizzetti, che non partecipa da quasi un anno ai lavori in disaccordo con la linea filoriformista del numero uno di Piazza Rondanini Enrico Decleva, ha annunciato che il suo ateneo non verserà i 18mila euro di quota associativa.

Nel merito della riforma, Pellizzetti dice che “l’impianto del ddl penalizza gli atenei virtuosi, li incatena e li lascia privi di risorse”.

Data: 27 dicembre 2010

Se e Campus studia Cepu

polidoriIl convegno è fissato per domani, 17 novembre, nella sede messinese dell’ateneo e Campus, l’università telematica di Mr. Cepu, alias Francesco Polidori.

Fra i relatori, il presidente del locale ordine degli avvocati, quello dei commercialisti e la preside della facoltà di Economia, la professoressa Elisabetta Bertacchini, fresca vincitrice di concorso da ordinario, proprio nell’ateneo di Novedrate.

Titolo del workshop: Perdite di bilancio e tecniche di ripianamento. Un credito formativo agli studenti che partecipano (ma trattandosi di ateneo online, è prevista lo streming?).

In precedenza, nella sede principale di Novedrate, ci si era occupati de Le soluzioni della crisi dell’impresa diverse dal fallimento, anche qui con un confronto fra accademici – anche in quel caso Bertacchini – e ordini professionali.

D’altra parte, nel gruppo Cepu sono esperti della materia, come testimonia la storia, resa nota da Milano Finanza e da CampusPRO, della Scil Srl, già holding operativa in liquidazione dal 2007, e gravata di svariati milioni di debiti con l’Erario e di contenzioso con gli ex-clienti.

Anzi, considerando il collocamento della quota di controllo della nuova holding del gruppo, la Cesd Srl, nella cassaforte lussemburghese della Jmd International Sa, creata all’uopo, chissà che prossimamente, a Novedrate, non si possa proporre anche un seminario su Le fiduciarie nei paradisi fiscali. La case history da studiare sarebbe, anche in tal caso,  il gruppo del fondatore stesso.

Data: 16 novembre 2010

Test: l’Udu vince il maxi ricorso

di Claudia Cervini

testingresso5Esclusi dalle prove d’ammissione, riammessi dopo il ricorso. È quanto è successo a Firenze, ai numerosi aspiranti medici che non sono rientrati nelle graduatorie della Facoltà di Medicina dell’ateneo fiorentino. Una parte degli studenti che hanno partecipato al maxi ricorso collettivo verrà ora riammessa con riserva.

Lo ha dichiarato a Repubblica Michele Bonetti, legale dell’Udu, Unione degli universitari (intervistato da CampusPRO a proposito delle polemiche sui ricorsi ai test d’ingresso apparse sullo scorso numero).

Prova falsata a causa della presenza delle tavole periodiche degli elementi, che indisturbate erano appese ai muri di due aule, teatro della prova di ammissione. Fatto discriminante, in quanto alcuni quesiti potevano trovare risposta dalla semplice osservazione delle tavole.

I legali dell’Udu si dicono soddisfatti perché, benché la sentenza riguardi soltanto 10 candidati, rappresenterà un precedente per quelle successive. 1 a 0 per il sindacato studentesco.

Data: 21 ottobre 2010

Processo a Esse3

di Claudia Cervini

esse3_bolgEsse3. Perché non funziona, è l’inchiesta (che troverete nel nuovo numero di CampusPRO e nel prossimo di Campus, in edicola da mercoledì a Milano e da giovedì nel resto d’Italia) sul software di gestione dei dati delle segreterie universitarie che ha fatto imbufalire gli studenti di mezza Italia.

Voti non registrati, difficoltà a iscriversi agli appelli d’esame e a modificare il piano di studi, assenza di informazioni su lezioni e prove, queste le maggiori inefficienze del prodotto firmato Kion-Cineca. Disagi che hanno tormentato gli studenti di quasi 50 università dal 2006 in avanti.

La recente introduzione del servizio di verbalizzazione degli esami con firma digitale, ha riaperto il caso e risvegliato le ire degli universitari che, dopo aver sostenuto una prova, non trovano la registrazione e devono sostenerla nuovamente. E pensare che non tutte le università hanno attivato questo servizio, la maggior parte provvederanno entro la fine dell’anno accademico.

Non solo. Una bacchettata per Kion, la società produttrice, e per il Cineca, è arrivata, non solo dagli studenti, ma anche dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Il Garante ha infatti inviato una segnalazione al Miur rilevando problemi di natura concorrenziale e di statuto.

Questo e altro nell’inchiesta di Campus, dove parlerà anche Alessandro Furlati, direttore marketing di Kion, che difende il “suo” prodotto e soprattutto parleranno i dirigenti dei sistemi informativi degli atenei e gli studenti che, anche su Facebook, si scagliano contro il software e postano “Esse3 quanto schifo fa”.

Data: 18 ottobre 2010

Pubblicità sessista? Mara vada al Polimi

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E’  di pochi giorni fa la notizia che il ministro per le Pari opportunitò, la piddiellina Mara Carfagna, ha chiesto e ottenuto dall’Istituto per l’autodisciplina pubblicitaria la rimozione di una campagna di affissioni in Sicilia dal messaggio fortemente sessista. “Montami a costo zero”, diceva una signorina riferendosi a dei pannelli a costo zero.

E che ne dice, l’onorevole ministro, della campagna del Politecnico di Milano che reclamizzava (fino a pochi mesi fa) i corsi della Mip, la scuola di master dell’ateneo?Nei manifesti, affissi in abbondanza in giro per Milano, compariva una figura femminile, inguainata in tailleur alla moda e associata al claim: “Abbiamo programmini niente male”.

Certo non così greve come quella dell’affiche siciliano ma certo non scherza, trattandosi di una delle più rinomate università italiane.

Ne ha parlato diffusamente CampusPRO prima delle vacanze.

Data: 17 settembre 2010

Test d’ingresso? Una lotteria

di Giulia Cimpanelli

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Dallo stato alla lotteria: è questa l’immagine che Beppe Severgnini, nell’editoriale del Corriere di oggi, utilizza per inquadrare il cambiamento di modalità nell’accesso accademico tra ieri e oggi. “Un tempo i ragazzi italiani lottavano per entrare in aule affollate; oggi affrontano quiz esoterici”, commenta.

Tre, secondo il giornalista, le problematiche che affliggono il fatidico “numero chiuso”: non si tiene conto dei risultati delle superiori, i test non affiancano colloqui attitudinali ma li sostituiscono (e come cita l’editoriale “…ogni professione richiede predisposizione e passione – e con i quiz non si vedono.”), terzo, il sistema non tiene conto delle necessità che cambiano, se trent’anni fa venivano “sfornati” troppi medici, oggi ce ne sono troppo pochi.

La soluzione proposta nell’editoriale? Un sistema che preveda accesso libero con barriera al secondo anno. Ma qui subentrano le ben note difficoltà relative alla carenza di spazi che contengano grandi folle sia all’interno delle strutture universitarie che in collegi e residenze.

E, come abbiamo accennato nell’apertura dell’ultimo numero di  CampusPRO, sorge il dubbio che il fenomeno test sia anche un’ottima occasione per gli atenei di “far cassa” e per agevolare società e consorzi specializzati del settore. Il fatto che intorno al sistema si muova ogni anno un indotto di circa 50 milioni di euro potrebbe levare ogni dubbio sul perché, per esempio, dei test valutativi non selettivi.

La conclusione di Severgnini sull’argomento riassume in maniera esemplare quello che tutti si augurerebbero ma che l’Italia non accenna neanche lontanamente: “La Repubblica fondata sullo stage ai suoi figli dovrebbe almeno offrire un’università serena e una speranza vera”.

Data: 2 settembre 2010

Test d’ingresso: costi bollenti ma iscrizioni in crescita

di Claudia Cervini

testingressoÈ iniziato il conto alla rovescia per gli studenti che, terminata la maturità, si sono rimessi a studiare per i test d’ingresso universitari. Non solo i futuri medici e gli ingegneri, ma anche economisti, letterati, comunicatori, linguisti, psicologi, insomma oggi i test d’ingresso sono disseminati a macchia di leopardo nelle facoltà delle università italiane e regolano l’accesso ai più diversi corsi di studio.

Ci siamo già occupati su CampusPRO (http://www.mfiu.it/campuspro/ basta registrarsi gratuitamente per sfogliarlo) del fenomeno dilagante dei test selettivi e valutativi che da settembre piovono sui banchi universitari, un business che vale circa 50 milioni che finiscono nelle casse degli atenei e in quelle di società specializzate per la preparazione dei test, nei libri di testo, nella creazione dei servizi agli studenti.

Anche se di dubbia utilità (c’è chi sostiene la necessità di tali prove per ragioni di razionalizzazione e c’è chi le ritiene una lesione al diritto allo studio) e rigorosamente a pagamento, le iscrizioni alle prove continuano ad aumentare, come riporta oggi il Corriere della Sera.

Ci sono già i primi numeri: 10.194 gli iscritti ai test d’ingresso della Statale di Milano, ben 2mila in più rispetto al 2009. La prova bollente è quella del San Raffaele, 150 euro il costo della tassa d’iscrizione alla prova di medicina. Di seguito troviamo la Bocconi con 100 euro, la Cattolica con 60 e infine Politecnico e Statale con 50 euro.

Oltre alla tassa gli studenti devono mettere in conto altre spese, come quella dei libri di testo (che arriva a superare i 100 euro) e la trasferta per gli studenti “fuori-sede” (pernottamenti, pasti ecc.) Senza contare che c’è chi, nel dubbio, ne prova più di uno e tutto ciò senza garanzie di successo, perché dopo tanto studio, sudore e soldi si può essere esclusi. Allora rimangono due possibilità: iscriversi a un’altra facoltà che non prevede il numero chiuso o apettare l’anno successivo.

Ottime dunque le idee del Politecnico che da quest’anno ha deciso di alleggerire studenti e genitori caricando on-line 10mila copie di libri di testo con gli esercizi preparatori e di consentire a chi ha le idee chiare di effettuare le prove già al termine del quarto anno di liceo. Il vantaggio? Non rimettersi a studiare subito dopo la maturità e avere la certezza di entrare.

Data: 23 agosto 2010

Anvur, chi c’è in lizza?

Vittadini

L’Agenzia nazionale per la valutazione-Anvur scalda i motori.

Sul sito del Miur vengono riportati in evidenza il bando di selezione del nuovo presidente e del Collegio direttivo.

Si tratta di un numero che può variare fra 10 e 15 nominativi, tutti scelti dalla Gelmini, dopo che il comitato di saggi, costituito a fine giugno, avrà scremato le candidature, che dovranno pervenire solo per via telematica dal sito ministeriale, entro il 20 settembre.

CampusPRO, online da una decina di giorni (consultabile online previa registrazione), in un articolo di Lucio Lavrans, aveva pubblicato in anteprima i nomi dei saggi e dato conto delle prime indiscrezioni sul possibile presidente, con il presidente Cun, Andrea Lenzi, e l’ex-presidente della Compagnia delle Opere, Giorgio Vittadini, in pole position.

Scarica qui l’ultimo CampusPRO

Data: 3 agosto 2010
Campus
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