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Il prof. Di Pietro al Cepu

DiPietro

Fu Antonio Di Pietro a tenere praticamente a battesimo la nascita del Cepu nel 1995. Lo ricorda la terza punta della storia del Gruppo Polidori proposta da Campus, in edicola mercoledì prossimo.

Fra l’allora ex-magistrato e il patron del Gruppo, Francesco Polidori, nacque una forte sintonia che portò Di Pietro a prestare la sua immagine al Cepu per le sue campagne pubblicitarie e a svolgere conferenze di Tecnica processuale nelle sue sedi.

Una sintonia che continuò anche quando, nel 1996,  l’ex-pm di Mani pulite divenne ministro per i Lavori pubblici del Governo Prodi e che gli valse alcune critiche da parte di esponenti della Rete, il movimento di Leoluca Orlando fondato proprio in quel periodo.

Un altro severo critico di Di Pietro per la sua frequentazione di Polidori e soci – culminata, nel marzo 1998,  nella fondazione di Italia dei Valori proprio nell’hotel di San Sepolcro appartenente al Gruppo – fu Beppe Grillo, i cui frammenti di spettacolo si trovano ancora su YouTube.

Nella terza punta dell’inchiesta anche un approfondimento su una vicenda del 2001 che vide i responsabili della sede Cepu di Urbino finire sotto processo per la vendita di tesi universitarie, vicenda da cui il Gruppo prese le distanze da subito, senza però costituirsi parte civile.

Campus ha scoperto che i protagonisti di quella storia, condannati nel giugno del 2007, lavorano ancora nel gruppo.

Leggi qui la prima puntata della Storia di Cepu, pubblicata da Campus Novembre 2009.
Clicca qui per leggere la seconda puntata, pubblicata sul numero  di Dicembre 2009

Data: 8 febbraio 2010

Mistero: Cepu venduta

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Si chiama Dama2 srl ed è una società milanese, fondata nel 2006, con poche migliaia di capitale sociale. Per la Camera di Commercio di Milano è inattiva. Ebbene, nel febbraio scorso, Dama2 s’è mangiata in un solo boccone il 99,86% di Cesd Srl, una società da quasi 6 milioni di capitale, 370 dipendenti e prossima ai 10 milioni di ricavi all’anno.

Cesd significa Cepu e Grandi Scuole, ovvero il gigante dell’assistenza universitaria e della ripetizione.

A rivelarlo è Campus di Novembre,  in edicola mercoledì 4, in un’inchiesta a puntate che cerca di far luce nel complesso intreccio societario del Gruppo fondato, quarant’anni fa, dall’imprenditore umbro Francesco Polidori (qui una sua rara intervista), oggi residente a San Marino.

Campus – che registra anche un imbarazzato “no comment” arrivare dal quartier generale del Gruppo, a San Sepolcro (Arezzo) – svela anche che dietro il nuovo “padrone” di Cepu c’è una società lussemburghese, cosa che infittisce il mistero.

Com’è noto, al gruppo Cepu è collegata anche l’università telematica eCampus, attivata dalla fondazione omonima, a sua volta costituita dallo stesso Polidori.

Data: 31 ottobre 2009

Incivili in ateneo

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Uso del cellulare durante la lezione, abbigliamento inappropriato, ascolto dell’iPod, lettura di giornali mentre il prof spiega, perfino le minacce: sono alcuni dei comportamenti più incivili degli studenti universitari inglesi secondo una ricerca condotta da Paula Rivas della Edge Hill University, che ha intervistato 57 docenti del corso di laurea in Infermieristica.

A darne notizia è il Times Higher Education di ieri.

Al top della maleducazione in aula ci sono l’uso del cellulare (94,8%), di poco sopravanzato dalle chiacchiere durante la lezione (97,1%). L’entrata in ritardo raccoglie il 91,4% delle segnalazioni, il messaggiare col telefonino il 90,9; l’essere impreparati il 90,3. Preparare i libri per l’uscita prima del tempo è censurato nel 85,2 dei casi e l’apparire annoiati o apatici raccoglie il fastidio dei docenti nel 82,4 e per cento dei casi.

Seguono, secondo le interviste ai docenti, l’addormentarsi durante le lezioni (63% delle risposte), la lettura dei giornali (40%) , mentre il linguaggio insolente ricorre nel 27 per cento delle testimonianze. Sei docenti su cento parlano di studenti che minacciano altri compagni di corso.

Ma il primo post di commento, sul sito del giornale, rovescia la questione, soprattutto riguardo all’uso del telefono:  “Faccio workshops per alcuni docenti”, spiega Jonhatan Baldwin, “e posso dire che hanno lo stesso comportamento”. E suggerisce un comportamento “incivile” da aggiungere alla lista studentesca: “Uscire per una pausa e non tornare”.

Se anche gli inglesi fanno i maleducati in aula, quali risultati potrebbe dare un’analoga inchiesta in Italia? A Campus di ottobre la risposta.

Data: 18 settembre 2009

I furbetti della laurea

Furbetti della laureaBucarest, Madrid e Parma: cosa lega queste tre realtà geografiche? A prima vista nulla, scavando un poco troviamo la cara vecchia università, nelle vesti di filo conduttore. Quest’ultima si è evoluta giungendo talvolta a prestare al pubblico la sua faccia distorta, dove spesso si arriva al massimo risultato (il titolo) con il minimo sforzo. La variante impazzita che scombussola il sistema è ancora una volta il denaro, pubblicizzando l’equazione: “Pago – minimizzo i miei sforzi – ottengo ciò che voglio con la strada più semplice”. La qualità che ne pensa?

Da Leggo del 2 settembre arriva la notizia che la facoltà di Medicina e chirurgia “Carol Devila” di Bucarest è aperta a qualsiasi studente europeo, dato che le lezioni sono in inglese. Qui interviene la Nextmed Office (www.nextmedoffice.com) che offre corsi di lingua per gli italiani, aiuto logistico e per l’iter burocratico per l’iscrizione. Insomma, l’intervento di tale società offre un supporto totale durante gli anni dell’università. Piccoli particolari: si frequenta in Romania e si paga il servizio. Quanto? Il sito dice che le cifre saranno concordate dopo l’analisi di ciascun caso.

Il secondo fenomeno è quello che ci riconduce in Spagna: è il più famoso, il più pubblicizzato e per certi versi il più astuto. Campus Blog ne aveva parlato l’11 luglio scorso (http://www.campus.it/blog/2009/07/11/cepu-ole-avvocati-facili/): Cepu interviene nell’abilitazione professionale d’avvocato. Troppo complicato l’iter italiano, vi vendiamo l’alternativa meno faticosa. Con l’aiuto del tutor ci si iscrive all’albo degli avvocati spagnoli. Tre anni di attività ed è fatta, esame di Stato italiano aggirato. Dei costi non è dato saper nulla, per quello serve contattare Polidori and company. In seguito è emerso che la brillante intuizione non è solo figlia di San Sepolcro, ma esiste un florido mercato: www.omologazionetitoli.it, www.titolispagna.com, www.avvocatoinspagna.com, www.e-assistenzalegale.com e www.eurolaurea.com sono alcune delle associazioni che sfruttano il medesimo trucchetto.

In ultimo, dalla cronaca parmense, rimbalza la notizia a riguardo dell’Associazione studentesca San Tommaso D’Aquino della provincia di Parma, che si ricollega agli altri due episodi (http://www.campus.it/blog/2009/01/21/parma-perquisite-sedi-di-unassociazione-universitaria/): quattordici indagati per associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Il gruppo parmense, sotto cospicuo pagamento, svolgeva attività tecnica, legale, logistica e burocratica per gli studenti, desiderosi di studiare presso corsi di laurea italiani ed esteri, come ad esempio l’Università Tito Maiorescu, ateneo rumeno. L’ultima notizia in rete è datata 7 marzo: l’inchiesta non è giunta ad una conclusione, il preside della “San Tommaso D’Aquino” ha dato le dimissioni e il sito dell’associazione (www.unitommaso.it) non è più funzionante.

Data: 2 settembre 2009

L’estate? tempo di precorsi

TestDopo la calma vacanziera d’agosto, le forze rigenerate di molti giovani si riverseranno nei test d’accesso ai corsi di laurea programmata, di cui si è già avuta notizia nei precedenti post di questo blog. Questo è il momento in cui università, associazioni studentesche e aspiranti matricole, oltre a godersi un meritato riposo, si preparano per il grande appuntamento d’inizio settembre.

Fioriscono dunque decine di precorsi, con l’obiettivo preciso di «allenare» gli studenti in vista dell’esame d’ammissione o di prepararli per un più comodo inizio della carriera universitaria. In primis i corsi svolgono una sorta di risintonizzazione mentale: in parole povere un ripasso delle nozioni apprese, utile anche per chi non s’iscriverà a corsi di laurea ad accesso libero (è importante non partire con un handicap all’inizio delle lezioni). In secondo luogo i precorsi sono un utile strumento per familiarizzare con l’ambiente universitario, con i docenti e con il futuro corso di laurea. La partecipazione è gratuita e l’accesso è libero. Naturalmente i precorsi organizzati per le lauree ad accesso libero prenderanno il via da settembre. La priorità spetta a chi si prepara per i test, previsti nella prima settimana di settembre.
A Bologna gli studenti sono nelle mani di Student Office, che in collaborazione con la Facoltà di Medicina veterinaria organizza gli attesi precorsi, previsti dal 24 al 28 agosto (info su: www.vet.unibo.it). Per Medicina e chirurgia si cambiano date: dal 17 al 21 agosto: mattinata di lezioni e pomeriggio di test guidati con il supporto di studenti che hanno sostenuto il test in passato.
A Firenze si fa un passo avanti: dal 20 agosto al 1 settembre sono organizzati i precorsi per Medicina, con una particolarità. Si tratta di «Precorso online», lezioni in live streaming, ulteriore ausilio per la prova d’ammissione, utile a chi non può essere fisicamente presente (www.med.unifi.it).
La facoltà di economia di Roma organizza precorsi sia per le lauree triennali che per le magistrali, con l’intento di garantire l’acquisizione di conoscenze su argomenti fondamentali per il futuro corso di laurea: di scena dal 14 al 26 settembre, articolati in 9 ore settimanali.
Milano che fa? La Cattolica non si tira indietro e dal 14 settembre si parlerà di matematica generale, percorso che proseguirà anche in concomitanza del primo semestre accademico. Sul sito www.pretest.it, troverete una grossa mano: aspiranti ingegneri e architetti milanesi è il posto per voi. Dal 25 al 28 agosto, per entrambe le facoltà del PoliMi, si svolgeranno tre giorni di lezioni con i docenti, che si chiuderanno il quarto giorno con la simulazione del test e relativa correzione, il tutto organizzato dagli studenti di Lista Aperta.

Tornare un paio di giorni prima dalle vacanze potrebbe rivelarsi fruttuoso come non mai.

Data: 5 agosto 2009

Test per tutti, accessi limitati

Test

Continua il conto alla rovescia verso la spartiacque decisivo per molti giovani aspiranti universitari. La mattina dedicata al test d’accesso risulta essere un crocevia per la carriera di ogni studente: corso che farò o corso che avrei voluto fare? Questo è il dilemma, che si risolverà dopo una serie di domande a risposta multipla. In ogni caso le possibilità di riuscita possono essere calcolate con precisione grazie all’accuratezza del Ministero dell’università e della ricerca. Con il decreto ministeriale targato 3 luglio (firmato Mariastella Gelmini) è stato diffuso il numero esatto dei posti disponibili per ciascun corso ad accesso programmato.

Così siamo a conoscenza che il prossimo anno accademico avremo 8.518 matricole di medicina e chirurgia, 755 di odontoiatria e protesi dentaria, 1.160 di medicina veterinaria e 10.498 aspiranti architetti. Risultato 20.931 nuovi studenti, ma quanti non saranno ammessi?
Un dato interessante: sul sito www.accessoprogrammato.miur.it, voce ufficiale del ministero sui corsi a numero chiuso, potrete trovare i dati dei posti disponibili in ogni singola università. Per esempio significa che a Cagliari troveremo 195 matricole in architettura, 97 a Pisa e così via. Il giochetto vale anche per medicina e chirurgia, veterinaria e odontoiatria, ma ricordatevi che l’equazione più posti disponibili uguale maggiori chance di successo non sempre funziona.
Per saperne di più è utile consultare la speciale sezione dedicati ai test d’accesso della Guida dello studente edita da Campus.

Data: 14 luglio 2009

Test: ecco il calendario

Finalmente le date. Il decreto ministeriale del 18 giugno 2009 è on line, sul sito del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Sono così disponibili in rete orari, programmi e informazioni attese da tutti gli studenti che si cimenteranno con i test dei corsi ad accesso programmato. Oltre a tutto ciò il sito del ministero (www.accessoprogrammato.miur.it) offre il servizio «Esercitatore prove d’ammissione», dove è possibile sin da ora sostenere delle simulazioni di test d’esame. Basterà? Non crediamo proprio, ma può servire durante la vostra preparazione. Per avere una chiara panoramica sui test d’ammissione basta consultare l’apposita sezione della Guida dello Studente di Campus (leggi: Test d’ingresso? No panic), disponibile in edicola.
I primi a scendere in campo saranno gli aspiranti studenti di medicina e chirurgia: in aula il 3 settembre, seguiti a ruota da odontoiatria e protesi dentaria (4 settembre) e in medicina veterinaria (7 settembre). Si tratta di prove della durata di due ore, con inizio alle ore 11, che vertono su quesiti a risposta multipla di cultura generale, ragionamento logico, biologia, chimica, fisica e matematica.
L’8 settembre sarà la volta degli architetti, contemporaneamente in aula da Milano a Palermo, dove si scervelleranno tra matematica, storia, fisica, disegno, logica e l’immancabile cultura generale.
Il tour de force tra gli atenei continua con i test per l’accesso alle professioni sanitarie: le prove, predisposte da ciascuna università, si terranno il 9 settembre. Chiude il quadro scienze della formazione primaria: si tenterà l’accesso giovedì 10 settembre, rispondendo a quesiti di cultura linguistica, logica, cultura pedagogico didattica, letteraria, storico-sociale, geografica e anche matematico-scientifica. È opportuno pensarci fin da ora.

Data: 6 luglio 2009

Stamane, su ItaliaOggi, i voti agli atenei

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Una classifica “dalla parte dello studente”, che misura le performance degli atenei in fatto di didattica, ricerca, internazionalizzazione ma che valuta anche aspetti della vita studentesca molto importanti, come la trasparenza e l’occupabilità dei titoli di laurea.

E’ il rating della Guida all’Università 2010 di Campus, in edicola il prossimo 8 luglio, che oggi, 30 giugno,  verrà anticipato in esclusiva dal quotidiano economico ItaliaOggi.

Gli atenei italiani sono stati suddivisi da Campus fra generalisti e specialisti. I primi sono stati classificati, a loro volta,  in base alla popolazione studentesca (oltre 50mila iscritti, fra 10 e 50mila, fino a 10mila),  fornendo così una possibilità di comparazione altrimenti molto forzata.

Data: 29 giugno 2009

Decleva promette valutazione e omette trasparenza

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Obbligo di trasparenza e attenzione ai giudizi sull’offerta didattica: intervistato (anche) su questi temi dal Sole 24 Ore di ieri, il professore Enrico Decleva, rettore della Statale di Milano ma soprattutto presidente Crui, ha dichiarato che “la prima tappa è stata rappresentata dai questionari consegnati agli studenti per registrare le loro valutazioni sui corsi, ma ora bisogna fare di più”.

Citando il proprio ateneo, ha raccontato che a Milano queste pratiche sono state estese “anche ai laureandi e ai dottorandi, per superare un limite grave, legato al fatto che, con i questionari tradizionali si interpellano solo gli studenti frequentanti e solo in un dato periodo dell’anno”.

Nessun riferimento alla prima parte della domanda, quella relativa, appunto alla trasparenza.

Il presidente della Crui fa bene a glissare. Sull’attuazione dell’articolo 2 del D.M. 31 ottobre 2007, n.544, incentrato sui requisiti di trasparenza delle università italiane riguardo alla didattica, molti atenei sono infatti inadempienti.

Fra le molte informazioni che le amministrazioni avrebbero dovuto rendere disponibili agli studenti sul sito d’ateneo, anche i risultati della valutazione della didattica. E proprio questi, come aveva svelato Campus alcuni mesi fa, lanciando anche su Facebook, la campagna “Dillo alla Gelmini, anche NOI valutiamo”, sono praticamente introvabili. Pochissime le università che li inseriscono e solo un paio lo fanno in maniera nominativa, potendo cioè risalire al nome del docente.

“Ora bisogna fare di più”, dice Decleva. 

Detto dal numero uno dei magnifici d’Italia, un impegno da registrare. Chissà che il presidente non lo voglia ricordare ai propri colleghi rettori, in occasione della prossima assemblea.

Data: 9 giugno 2009

Lo strano caso Cepu

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Apre e chiude le società con grande facilità, talvolta le mette in liquidazione e le tiene in questo stato per anni. Possiede un ateneo vero e proprio o meglio, lo controlla attraverso una fondazione.

Stiamo parlando del Cepu, Centro europeo per la preparazione universitaria o anche di Grandi Scuole, di Cesd, di eCampus, di inCampus, di Local Campus, di Ateneo Formas, di Bertrand Russell University, di Accademia del Lusso. Il complesso sistema societario messo in piedi da Francesco Polidori, patron del Gruppo, è ramificato in varie attività formative.

Si va dal recupero degli anni scolastici alle superiori, con il marchio Grandi Scuole, al sostegno nella preparazione degli esami universitari, con l’immarcescibile brand Cepu, alla frequenza universitaria vera e propria, con l’ateneo telamatico eCampus di Novedrate (Como), sul cui sito sventola ancora il decreto ministeriale di attuazione.

Coinvolto in passato in vicende giudiziare burrascose – un’inchiesta su esami comprati ad Urbino che si risolse con la condanna dei responsabili dell’agenzia locale mentre i vertici nazionali rimasero fuori – colpito dalla damnatio accademica (ma oggi professori di ruolo di università statali tengono in piedi eCampus), Cepu pare ormai essere sdoganato o forse non interessa più a nessuno.

Neppure ai tanti politici-editorialisti (spesso universitari)-giornalisti che continuamente puntano il dito contro i laureifici nostrani.

Malgrado, fra il giugno e il settembre dell’anno scorso, i precari di Grandi Scuole abbiano dato filo da torcere sul piano sindacale, aprendo una vertenza durissima col supporto della Cgil: accompagnata inzialmente da alcune cronache, se ne è perso l’esito.

Il business parrebbe florido, a giudicare dai cospicui investimenti pubblicitari, soprattutto via web, dove Polidori e i suoi risultano grandi clienti di Google Advertising. Basta provare ad andare sul motore di ricerca e digitare parole come ‘università’, ‘laurea’, ‘campus’: fra i link sponsorizzati, in alto, compare subito un rimando al Cepu. E così se siete utenti Gmail e siete usi a parlare di università: i link di Polidori vi accompagneranno ossessivamente.

Del resto a massicci investimenti pubblicitari – con testimonial di rango: Del Piero, Vieri, Di Pietro, Sgarbi, la Koestner è l’ultima – corrispondono talvolta anche singolari modifiche nella linea editoriale di chi tratta Cepu: è il caso, già documentato da questo blog, di Studenti.it, il portale che una volta era spietato accusatore del gruppo di San Sepolcro (Arezzo) e che da un po’ di tempo ha fatto sparire dalla propria homepage la sezione ad esso dedicata. Operazione che coincide, a livello temporale, con una pianificazione pubblicitaria importante del marchio Grandi Scuole, sullo stesso portale.

Insomma, Cepu non scandalizza più nessuno – e questo potrebbe essere un bene – ma di Cepu non parla più nessuno. E questo va meno bene.

Nei prossimi numeri di Campus e CampusPRO e su questo sito, colmeremo questa lacuna. Almeno per quanto ci riguarda.

Data: 27 maggio 2009

La laurea malgrado il terremoto

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La laurea malgrado il terremoto. Nel numero di aprile di Campus, da domani in edicola, le storie degli studenti de L’Aquila che vogliono ricominciare.

Ne anticipiamo una,  raccolta da Damiano Fedeli che ha anche scattato la foto di copertina.

“Avevo già tre esami pronti. Il martedì, il giorno dopo il terremoto, avrei avuto Microeconomia”. Matteo Massari è un ragazzone alto e biondo. Ha 20 anni, è uno studente al secondo anno di Economia all’Aquila e abita anche lui a Castelnuovo di San Pio delle Camere. “La nostra sede universitaria a Poggio Roio è quasi del tutto distrutta”.

Adesso abita con la famiglia nella tendopoli degli sfollati.

Ogni tanto va dal nonno Antonio, che sta seduto a lungo su una panchina davanti alla tenda, un polso ingessato e un volto solcato dagli anni e dalla dura prova di questi giorni. Il sole picchia, di giorno quasi ci si scotta. La notte la temperatura va giù impietosa – siamo quasi a 900 metri – “ma le tende – racconta Matteo – sono ben riscaldate”. La casa dove abita con i suoi familiari “non è caduta, ma ha diverse crepe. Sto solo aspettando di poter rientrare e prendere i miei libri. Questi tre esami li avevo già preparati e non mi voglio dimenticare tutto. Speriamo che sia vera la voce che ci è arrivata che, poco dopo le vacanze si Pasqua, in qualche modo, si potrà ripartire”.

Data: 22 aprile 2009

La Cina a Torino con il campus della Xi’an Jiaotong

Università Xi'an JiaotongL’Università Xi’an Jiaotong di Sian (Cina) ha avviato da tre anni una collaborazione con il Politecnico di Torino che adesso si concretizzerà anche nella realizzazione di un campus.

Il rettore Francesco Profumo ha detto ieri che il campus rappresenta un ulteriore passo nel rafforzamento del rapporto di amicizia tra le due università e che sarà una vera e propria seconda casa per tutti gli studenti dell’università cinese che studiano in Italia. Gli studenti italiani potranno realizzare periodi di formazione in Cina.

Data: 19 febbraio 2009
Campus
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