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Il cane nero

di gcavallaro

depre Rebecca Hunt, nel suo romanzo d’esordio (“Il cane nero” – ed. Ponte alle Grazie) la dipinge paragonandola ad una mastodontica creatura dal folto pelo nero, sempre presente e dispettosa. Specie nei momenti meno opportuni. Si tratta della depressione, un male oscuro, trasversale, che non ha età. Possibile che “il cane nero” o Black Pat come lo chiama l’autrice sia passato da Padova, magari in zona studi. Perché un altro giovane studente universitario si è fatto sopraffare, cedendo. E’ successo dopo un esame universitario andato male, come riporta il corrieredellasera.it, forse (ma non solo) la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Così uno studente 22enne di Santa Cristina di Quinto (Treviso), ieri pomeriggio si è tolto la vita nella sua camera. Il giovane, iscritto alla facoltà di Scienze dell’alimentazione proprio nel capoluogo patavino, ha aspettato di essere solo per compiere il tragico gesto. A ritrovarlo ormai privo di vita è stata una zia. E lo spettacolo dev’essere stato davvero straziante, dato che il futuro dottore si è impiccato con una cintura alla maniglia dell’armadio della sua stanza da letto.
La fragilità di un giovane lasciato solo, forse, ha vinto ancora una volta. Solitudine e fragilità che il ragazzo ha espresso in un messaggio indirizzato ai familiari, una lettera in cui, con poche parole, ha chiesto perdono ai genitori e alla sorella e si è scusato per il dolore che avrebbe loro provocato.
Tra l’altro, riporta sempre il Corriere della Sera in versione web e come analizzato approfonditamente anche da Campus, il suicidio del 22enne è solo l’ultimo di una serie di episodi analoghi , proprio nella zona del Trevigiano, con protagonisti giovani o giovanissimi. Non necessariamente universitari. Ma tremendamente soli. Accompagnati però da quel cane nero , peloso e dispettoso.

Data: 24 giugno 2011

Bruschi: “L’università non è un parcheggio”

di Claudia Cervini

Max Bruschi“L’università non è un parcheggio, per lo più costoso…”, ha affermato Max Bruschi, consigliere del ministro Gelmini, raccontando a Campus la sua idea di istruzione e formazione.

“Bisognerebbe sostanziare il titolo di studio, distinguendo tra chi studia seriamente e chi, diciamo,  sta in università.  Se noi estirpassimo l’anomalia tutta italiana dei fuori corso le università funzionerebbero meglio e ci sarebbero più opportunità di lavoro per i neolaureati.  Naturalmente non mi riferisco agli studenti-lavoratori, ma a chi si iscrive in ateneo quasi per ritardare l’ingresso nel mondo del lavoro. Inoltre il fuori corso è un grosso costo per la comunità“.

Difficile però distinguere tra chi è in ritardo sul piano di studi perché lavora, ha problemi di salute, perché ha difficoltà a superare alcuni esami complessi e chi invece sta sui banchi universitari senza un reale obiettivo. Parole forti, dunque, quelle del consigliere, che tocca un altro nodo del sistema: il mismatch tra la domanda specializzata di lavoro e l’offerta.

“La prepareazione al mondo del lavoro, oggi  più che mai, è fornita dal sistema scuola-fondazioni-università. Manca in toto una formazione professionalizzante; fatto che incrementa la disoccupazione. Stiamo cercando di lavorare in questa direzione”.

Data: 23 maggio 2011

Piano borse 2011: vince il merito

di Claudia Cervini

borse di studio60 + 20 opportunità di studiare. Sono i numeri del diritto allo studio dell’Istituto Toniolo , ente fondatore dell’Università Cattolica, che per questo 2011 mette a disposizione 80 borse di studio per studiare all’Unicatt.

Il piano borse di studio 2011, attivato anche grazie ai fondi raccolti durante la Giornata universitaria, è ai nastri di partenza: per accedere a una delle 80 borse previste bisogna partecipare a un concorso nazionale (che avrà sede in sei città italiane da Bari a Cagliari, da Milano a Palermo, da Roma a Verona) iscrivendosi entro il 20 maggio.

60 borse da 2.500 euro sono destinate alle matricole per frequentare un corso di laurea triennale o magistrale, mentre per i laureati di primo livello, sono previste 20 borse, del valore di 3.500 euro, per proseguire nella specialistica.

Nel caso il vincitore venisse ammesso nel sistema dei Collegi in Campus dell’Università Cattolica, la borsa garantirebbe il rimborso completo delle tasse universitarie e l’opportunità di rinnovo per gli anni successivi.

Il concorso, svolto a livello nazionale, si terrà in ciascuna sede sabato 28 maggio alle ore 14.00. Per tutte le info cliccare il portale o scrivere a borsedistudio@istitutotoniolo.it

È il caso di dirlo: onore al merito.

Data: 18 maggio 2011

Campus Tv: lavoro, stage e formazione

Torna l’appuntamento con le dieci opportunità del mese di Campus. Ecco le chances da cogliere al volo per formarsi, lavorare e fare esperienza

Per gli appassionati di giornalismo e comunicazione c’è una borsa di studio a copertura totale per frequentare un tirocinio all‘Harvard medical school di Boston.

Se invece preferite le energie rinnovabili partecipate al concorso green di General Electric per progettare la casa del futuro. In palio ci sono 500mila dollari.

Per i designer è partito invece un concorso tutto italiano, targato Adi (Associazione italiana per l’illuminazione) che vale 3mila euro.

Tanti premi di laurea a partire da quello attribuito alla miglior tesi giuridico-economica (10mila euro) con focus sui rapporti di lavoro nel settore del credito.

32mila euro è la somma destinata alla ricerca del Premio Lauro Ferrarini, alla prima edizione, per giovani studiosi del settore agro-alimentare.

Le offerte più interessanti di stage e lavoro sono invece quelle pubblicate da Geox, PricewaterhouseCoopers, Royal Philips Elecronic. Il rimborso spese parte da un minimo di 750 euro e può superare i mille. Tanti i profili ricercati dai gruppi.

Nuovi bandi di tirocinio sono stati erogati dalla Commissione europea, con destinazione Corte di giustizia e dall’Agenzia spaziale italiana.

Per approfondire cliccate il video e i link che trovate in questo post. Altre news di lavoro e formazione le trovate sul mensile Campus in edicola dalla prossima settimana!

Testata campusx1 tele

Data: 9 marzo 2011

Parentopoli eCampus per l’Aprea

Aprea“Università, l’Aprea tiene famiglia”, questo il titolo con cui ItaliaOggi di stamane presenta un’anticipazione di CampusPRO, in uscita il prossimo 11 gennaio (registrandosi qui, prova gratuita per un mese, ndr).

Come spiega l’occhiello: “La presidente della commissione Istruzione dice no a parentopoli ma a parole”, perché come avverte il sommario, “il marito insegna a eCampus, ateneo ora equiparato ai privati”.

Proprio così, CampusPRO ha scoperto che l’ingegner Carlo Spennati, consorte di Valentina ‘Aprea, insegna da due anni a Ingegneria nell’università di Mister Cepu, dopo un passato di dirigente nel settore della logistica.

“Non è data sapere la remunerazione dell’ingegner Spennati”, si può leggere, “se il suo sia un contratto poco più che onorifico, come accade in molte università, o se preveda uno stipendio più importante. Conoscere quella somma potrebbe far capire se il conflitto di interessi è in sedicesimo o è più rilevante”.  Ma conflitto rimane, “perché Valentina Aprea ha avuto un ruolo attivo nell’accesa discussione dell’articolo 12 della riforma, quello che alcuni deputati dell’opposizione intravedevano come cavallo di Troia per finanziare l’università del Cepu”.

A corredo dell’anticipazione, anche un box su Stefano Spennati, giovanissimo laureato in Scienze politiche della Cattolica, assistente parlamentare a Bruxelles dell’eurodeputata pidiellina Laura Comi, consulente del Miur “per gli Affari esteri”, dopo uno stage presso la segreteria del commissiario europeo Antonio Tajani e un contratto presso la segreteria dell’allora vicepresidente del Parlamento europeo, Mario Mauro.

Leggi l’articolo su ItaliaOggi

Leggi la raccolta di articoli su Cepu-eCampus

Data: 5 gennaio 2011

Campus universitari in arrivo

di Claudia Cervini

camplus1Si chiamano Expo college, i cinque campus che ospiteranno centinaia di universitari che studieranno e lavoreranno in Italia su progetti legati all’attesissimo evento del 2015.

Dei veri e propri college dove gli universitari italiani e stranieri alloggeranno mentre faranno ricerca e cercheranno lavoro. Finalmente la cultura della residenza pubblica, radicata in tutta Europa e negli Usa, sbarca a Milano, carente dal punto di vista degli alloggi studenteschi.

Lo riporta il Corriere della Sera Milano di oggi che spiega che il primo edificio è già pronto. È stato costruito a Baggio e verrà presto inaugurato dal sindaco Letizia Moratti. Il 14 dicembre sarà invece la volta del college in zona Bisceglie.

L’iniziativa è stata finanziata in gran parte dal Collegio delle università milanesi (di cui fanno parte Comune, Provincia, Regione, Camera di commercio, Aspen institute, Assolombarda, i sette atenei milanesi e alcune imprese private) e sarà gestita dal Collegio di Milano.

Un centinaio di posti a residenza e prezzi che partono da 350 euro fino a un massimo di 500 al mese.

Una serrata selezione basata su esame del cv e sull’attinenza degli studi alle tematiche Expo regolamenterà l’accesso.

Data: 24 novembre 2010

Da oggi nelle sale la storia di Facebook

di Claudia Cervini

mark-zuckerberg-facebook

Oggi sui nostri schermi arriva The social network, il film diretto da David Fincher, che racconta la storia di un mondo (virtuale e non solo) e di Mark Zuckerberg, genio solitario oggi diventato il miliardario più giovane del pianeta.

Un aspetto del plot ci interessa particolarmente: la creatività, il coraggio, l’iniziativa, la capacità imprenditoriale, la sregolatezza di giovani studenti universitari, e come sottolinea Beppe Severgnini sul Corriere di oggi, lo sfondo del college, che fa reagire queste qualità.

Una vicenda che va oltre il capitalismo americano, ma che ricorda come altri giganti dell’informatica siano nati proprio tra le stanze del campus e tra le aule universitarie: Bill Gates e Steve Ballamer si conobbero a Harvard e misero il primo tassello di Microsoft, Google è stato “concepito” a Standford; per citare solo due delle imprese che hanno cambiato il nostro modo di fare ricerca, di approcciare il  mondo e la professione.

Un film che racconta anche il campus americano: quel luogo dove insegnano a pensare sopra le righe, dove le idee si incontrano, dove vige la sregolatezza che caratterizza gli anni universitari. In Italia all’università manca per definizione (e non solo) questo contesto. Gli universitari studiano divisi: in appartamento, i collegi sono pochi e condividere è più difficile. Ma soprattutto manca qualcuno che insegni a “creare”, a mettersi in gioco. Qualcuno che convinca gli studenti che fare una start up, avere un’idea, un progetto, vale di più che fare il “compitino” regolare, senza disturbare nessuno o rompere le scatole. Manca una cultura imprenditoriale giovane. Ma i giovani e le idee non mancano, per fortuna. E qualcuno trova comunque il modo di farle reagire.

Data: 12 novembre 2010

Processo a Esse3

di Claudia Cervini

esse3_bolgEsse3. Perché non funziona, è l’inchiesta (che troverete nel nuovo numero di CampusPRO e nel prossimo di Campus, in edicola da mercoledì a Milano e da giovedì nel resto d’Italia) sul software di gestione dei dati delle segreterie universitarie che ha fatto imbufalire gli studenti di mezza Italia.

Voti non registrati, difficoltà a iscriversi agli appelli d’esame e a modificare il piano di studi, assenza di informazioni su lezioni e prove, queste le maggiori inefficienze del prodotto firmato Kion-Cineca. Disagi che hanno tormentato gli studenti di quasi 50 università dal 2006 in avanti.

La recente introduzione del servizio di verbalizzazione degli esami con firma digitale, ha riaperto il caso e risvegliato le ire degli universitari che, dopo aver sostenuto una prova, non trovano la registrazione e devono sostenerla nuovamente. E pensare che non tutte le università hanno attivato questo servizio, la maggior parte provvederanno entro la fine dell’anno accademico.

Non solo. Una bacchettata per Kion, la società produttrice, e per il Cineca, è arrivata, non solo dagli studenti, ma anche dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Il Garante ha infatti inviato una segnalazione al Miur rilevando problemi di natura concorrenziale e di statuto.

Questo e altro nell’inchiesta di Campus, dove parlerà anche Alessandro Furlati, direttore marketing di Kion, che difende il “suo” prodotto e soprattutto parleranno i dirigenti dei sistemi informativi degli atenei e gli studenti che, anche su Facebook, si scagliano contro il software e postano “Esse3 quanto schifo fa”.

Data: 18 ottobre 2010

Il caro-affitti stende gli studenti

di Claudia Cervini

affittasiSulle difficoltà che gli studenti fuorisede incontrano nella ricerca della casa, Campus ha insistito parecchio. Tra contratti in nero, proprietari esosi e imprevisti di varia natura, trovare un posto-letto a costi ragionevoli e in condizioni accettabili è un’impresa quasi titanica per le matricole.

Sul mensile di luglio abbiamo pubblicato una Guida casa con notizie sugli aiuti concessi dagli atenei, sulle possibilità offerte dalle aziende regionali per il diritto allo studio, con alcuni consigli e avvertimenti. Siamo poi tornati a parlare di casa sul nostro portale.

Oggi il Corriere della Sera Milano affronta l’argomento con un eloquente titolo Stangata per gli universitari. «Boom degli affitti». La testata riporta che gli studenti non residenti a Milano sono almeno 80mila, molti si sono mossi in anticipo e si sono già assicurati una stanza. Il problema è il caro-affitti: un posto-letto arriva a costare anche 650 euro mensili, le camere singole in zone limitrofi agli atenei fino a 800 euro. Secondo il sindacato Sunia c’è stato un aumento del 10 per cento dei canoni e molti studenti e famiglie davanti alle bacheche alloggi degli atenei si lamentano del costo esorbitante dello studio in Italia. Chi vuole pagare intorno ai 350 euro (fortunato se incappa in questa soluzione) deve accettare un elenco di condizioni: condividere la camera con due o più ragazzi o ragazze, fare la settimana corta (da lunedì a venerdì), essere non fumatore, pagare le spese (acqua, luce e gas) a parte e via discorrendo.

In questo momento gli appartamenti più convenienti sono già stati presi e cresce il pericolo delle irregolarità e dei contratti in nero. Il consiglio è di non accettare queste soluzioni, farsi registrare il contratto e prima di pagare chiedere una lista degli inquilini precedenti per conoscere il loro parere sulla sistemazione. Altro monito: in questo momento i proprietari stanno sparando cifre stellare, meglio declinare e aspettare che i prezzi scendano, spiega Dario Casati prorettore della Statale. Casati sottolinea l’attenzione che gli atenei stanno rivolgendo al problema: quest’anno gli alloggi messi a disposizione dall’ateneo di via Festa del Perdono sono 1.500, 400 in più rispetto all’anno scorso e in gennaio 200 sono in arrivo.

Data: 26 agosto 2010

Classifiche, da Enna la prima bufala

bufala “E’ la Kore di Enna il migliore Ateneo della Sicilia secondo la classifica annuale redatta dalla Guida dell’Universita’ 2010 di Campus”. L’anteprima del Rating di Campus,  proposta oggi dai nostri colleghi di ItaliaOggi, complice forse il caldo, ha dato alla testa a qualcuno. L’università voluta in maniera bipartisan dalla politica locale – il pds-pd Mirello Crisafulli insieme all’ex-socialista , Salvo Andò, che ne è l’attuale rettore -  risulta la migliore dell’Isola, non è chiaro se per autoproclamazione o per distrazione di qualche collega giornalista o per entrambe le cause.

“In sei dei nove indicatori considerati”, scrivono Adn-Kronos e Repubblica Palermo, riprendendo probabilmente una nota stampa dell’ateneo, “infatti, Enna si piazza al primo posto. La Kore supera gli altri tre atenei siciliani, in qualche caso di gran lunga, per quanto riguarda i punteggi relativi agli studenti, ai docenti, alle strutture, alla internazionalizzazione, e alla valutazione da parte degli iscritti”.

Sempre secondo la notizia “Enna ‘perde’ (con tanto di virgolette, sic)  invece negli indicatori per la ricerca (troppo giovane per avere ancora una solida attivita’ scientifica) e, naturalmente, in quelli delle tasse”. ”E’ un risultato straordinario che però mi aspettavo”,  chiosa addirittura dichiara Cataldo Salerno, presidente della Kore, “perché la qualità delle nostre realizzazioni, della didattica e dei docenti è di livello altissimo nella nostra università, e giustamente gli studenti l’apprezzano”. Sfugge all’anonimo estensore – ma anche ai colleghi di Adn e Repubblica Palermo che non si sono presi la briga di leggersi l’anticipazione – che Kore perde nella categoria ‘Lavoro’, che da sola, vale quasi un terzo dell’intera classifica. Motivo? Kore non dà alcun dato di placement e neppure partecipa ai rapporti AlmaLaurea e Stella, come fanno invece gli atenei storici isolani: Palermo, Catania e Messina. Per questa omissione, Kore risulta senza voto – non classificata- nel Rating di Campus che dà, per l’appunto un voto complessivo e finale. E quindi è falso definirla il migliore ateneo della Sicilia. Una piccola o grande bufala, casereccia, costruita grazie alla distrazione di qualche collega. Secondo il Rating di Campus, Kore sta per l’appunto in fondo alla classifica nazionale e quindi anche a quella siciliana.

Data: 5 luglio 2010

Il prof. Di Pietro al Cepu

DiPietro

Fu Antonio Di Pietro a tenere praticamente a battesimo la nascita del Cepu nel 1995. Lo ricorda la terza punta della storia del Gruppo Polidori proposta da Campus, in edicola mercoledì prossimo.

Fra l’allora ex-magistrato e il patron del Gruppo, Francesco Polidori, nacque una forte sintonia che portò Di Pietro a prestare la sua immagine al Cepu per le sue campagne pubblicitarie e a svolgere conferenze di Tecnica processuale nelle sue sedi.

Una sintonia che continuò anche quando, nel 1996,  l’ex-pm di Mani pulite divenne ministro per i Lavori pubblici del Governo Prodi e che gli valse alcune critiche da parte di esponenti della Rete, il movimento di Leoluca Orlando fondato proprio in quel periodo.

Un altro severo critico di Di Pietro per la sua frequentazione di Polidori e soci – culminata, nel marzo 1998,  nella fondazione di Italia dei Valori proprio nell’hotel di San Sepolcro appartenente al Gruppo – fu Beppe Grillo, i cui frammenti di spettacolo si trovano ancora su YouTube.

Nella terza punta dell’inchiesta anche un approfondimento su una vicenda del 2001 che vide i responsabili della sede Cepu di Urbino finire sotto processo per la vendita di tesi universitarie, vicenda da cui il Gruppo prese le distanze da subito, senza però costituirsi parte civile.

Campus ha scoperto che i protagonisti di quella storia, condannati nel giugno del 2007, lavorano ancora nel gruppo.

Leggi qui la prima puntata della Storia di Cepu, pubblicata da Campus Novembre 2009.
Clicca qui per leggere la seconda puntata, pubblicata sul numero  di Dicembre 2009

Data: 8 febbraio 2010

Mistero: Cepu venduta

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Si chiama Dama2 srl ed è una società milanese, fondata nel 2006, con poche migliaia di capitale sociale. Per la Camera di Commercio di Milano è inattiva. Ebbene, nel febbraio scorso, Dama2 s’è mangiata in un solo boccone il 99,86% di Cesd Srl, una società da quasi 6 milioni di capitale, 370 dipendenti e prossima ai 10 milioni di ricavi all’anno.

Cesd significa Cepu e Grandi Scuole, ovvero il gigante dell’assistenza universitaria e della ripetizione.

A rivelarlo è Campus di Novembre,  in edicola mercoledì 4, in un’inchiesta a puntate che cerca di far luce nel complesso intreccio societario del Gruppo fondato, quarant’anni fa, dall’imprenditore umbro Francesco Polidori (qui una sua rara intervista), oggi residente a San Marino.

Campus – che registra anche un imbarazzato “no comment” arrivare dal quartier generale del Gruppo, a San Sepolcro (Arezzo) – svela anche che dietro il nuovo “padrone” di Cepu c’è una società lussemburghese, cosa che infittisce il mistero.

Com’è noto, al gruppo Cepu è collegata anche l’università telematica eCampus, attivata dalla fondazione omonima, a sua volta costituita dallo stesso Polidori.

Data: 31 ottobre 2009
Campus
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