Atenei, le riforme di Via Solferino

Non bastava Francesco Giavazzi a dettare la linea della politica universitaria dalle colonne del Corriere – praticamente su tutto, dal reclutamento alla governance fino alla necessità di aumentare le tasse.
Via Solferino ora schiera Pierluigi Panza, caposervizio in cultura, apprezzato autore di numerosi romanzi per Bompiani.
Panza, plurilaureato e dottorato, è comparso ieri nella pagina Idee&opinioni del giornale per proporre la riforma di un settore universitario: il suo. E’ infatti professore a contratto in Beni culturali e, dopo aver ricordato la sperequazione, di impegno e salariale, con i “colleghi” di ruolo e lanciato una poderosa invettiva – la docenza a contratto come “espressione di un filantropico volontariato, nei casi migliori, parcheggio per portaborse e parenti, nei casi peggiori” – distilla, anche lui, la sua ricetta.
Vale a dire introdurre un “concorso nazionale per titoli che identifichi tutti gli idonei tra i quali le università possano chiamare, sia per contratti che per assunzioni”. Ciò, secondo Panza, consentirebbe “certezza qualitativa, costringerebbe i docenti di ruolo a lavorare in università e i Cda degli atenei ad assumersi la responsabilità di chi chiamano”.
Oltre allo slancio innovatore, parrebbe che Panza abbia voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Che abbia problemi con qualche esponente del “baronismo” ai cui ricatti, come scrive, sono sottoposti i docenti a contratto?
Già ma proprio qui sta il punto: aldilà delle idee, anche in parte condivisibili, non stride a nessuno – Panza per primo - il fatto che un giornalista del Corriere usi il suo giornale per un problema che lo riguarda direttamente?
La vicenda ricorda Aldo Grasso (un altro accademico) che, qualche anno fa, tuonava dalle colonne dello stesso quotidiano, contro i bonghisti che, dalle Colonne di San Lorenzo a Milano e sulle quali si affacciavano le sue finestre, gli facevano passare le notti in bianco.
Ma tornando all’ansia (furia?) riformatrice di Via Solferino, qualche pagina prima del commento di Panza, in una galleria di opinioni sulla proposta giavazziana di aumento delle tasse universitarie, le parole più giuste le diceva proprio Tremonti che ricordava: “Scrivere un fondo sul Corriere è più facile che fare una riforma”.