La Milano universitaria in cifre
Una popolazione della scienza pari a 210mila persone: 11 atenei, 175mila studenti, 22.500 docenti e 7mila tecnici e amministrativi. Sono queste le cifre della Milano universitaria presentate ieri alla Mediateca di Santa Teresa dall’Aim (Associazione interessi metropolitani).
Il rapporto, promosso dall’associazione e curato dal Politecnico di Milano, ha una forma innovativa in quanto si presenta come un atlante con una serie di schede grafiche e sintetiche per ogni università che riportano i dati e la storia di ogni ateneo: la composizione del corpo docenti, del personale e l’organizzazione della didattica, il numero delle facoltà, delle sedi, dei corsi post-laurea.
Sono 60 le facoltà presenti sul territorio (contendo anche Dipartimenti e Scuole), mentre 320 i master e i dottorati e 21 tra sedi e distaccamenti.
Alte le percentuali degli studenti provenienti dalla Lombardia e dal resto d’Italia che scelgono Milano come meta dello studio: 70 per cento alla Bocconi, 40 per cento alla Bicocca, 45 per cento in Statale, 47 in Cattolica. Gli Erasmus sono circa 2mila: al Polimi corrispondono all’11 per cento degli studenti, così come alla Bocconi, mentre gli studenti stranieri immatricolati al Politecnico per il nuovo anno accademico sono il 22 per cento.
Cosa si studia a Milano? Materie tecniche e professionalizzanti: Economia (con il 30 per cento) e Ingegneria sono le facoltà in testa.
Anche i servizi sono migliorati: le residenze universitarie sono 39 con 6.668 posti letto; ma rimangono insufficienti rispetto alla domanda.
Con questi numeri Milano, che ospita il 10 per cento di tutti gli studenti italiani, è la seconda città universitaria italiana, dopo la capitale.
Mamma e papà insieme all’università, al posto dei figli. Il Corriere della Sera di oggi riporta un fenomeno inedito: alle giornate di orientamento, in fila alle segreterie di facoltà, all’altro capo del ricevitore per richiesta di informazioni ormai ci sono sempre più genitori. Barbara Rosina, responsabile del Cosp, il centro per l’orientamento della Statale di Milano riferisce che il 50% delle telefonate sono di mamma e papà e in Bicocca 7 iscrizioni su 10 arrivano dai genitori. Le segreterie, come i centri orientamento sono bombardati dalle domande degli adulti: “Scusi, mio nipote vorrebbe iscriversi a Medicina, cosa dobbiamo fare?” oppure “Mio figlio vorrebbe iscriversi a Lettere, noi preferiamo Economia, cosa mi consiglia?”. E pensare che solo pochi anni fa al pensiero di farsi pescare in ateneo con mamma e papà si arrossiva di imbarazzo.