Milleuristi sì, bamboccioni no grazie
Si torna a parlare di bamboccioni, termine come si ricorderà coniato dall’ex-ministro Tommaso Padoa Schioppa, per indicare i giovani non più tanto giovani che vivevano ancora con mamma e papà. Il neologismo, con connotazione negativa era, già allora, ingeneroso nei confronti di tanti under 30 che, già alle prese con stage, tirocini, contrattini e magri rimborsi non riuscivano proprio a uscire dal nido familiare.
Oggi i “bamboccioni” d’Italia sono più di 7 milioni, secondo una stima Cgil-Sunia (sindacato degli inquilini) che indaga le ragioni della condizione, ormai non più transitoria (il 40 per cento ha più di 25 anni e il 50 per cento ha un lavoro, anche se precario) – e scagiona una volta per tutte i giovani del Belpaese impossibilitati ad andare a vivere da soli, a costruirsi una vita e un’indipendenza economica visti i contratti e gli stipendi che percepiscono.
Meno di mille euro al mese il reddito percepito dal 60 per cento dei giovani fino a 35 anni, non sufficiente per pagare un affitto che, sempre secondo il sindacato, supera di poco i mille euro per quanto riguarda i nuovi contratti nelle grandi città.
Interessanti sono le voci del migliaio di giovani intervistati dai sindacati: l’ 83% dichiara che vorrebbe vivere fuori dalla casa dei genitori, per avere “indipendenza economica” (47%), “sposarsi” (18%), “misurarsi da soli con la vita” (15%). Una percentuale altina che sfata lo stereotipo dell’italiano mammone e sfaticato.
Anche l’Università Cattolica di Milano, come ricordato nel rapporto, ha svolto uno studio sulla generazione dei “milleuristi” affermando che “nei prossimi anni ci saranno in Italia 13-15 milioni di famiglie con un reddito mensile intorno ai 1.500 euro al mese” composte da pensionati, ma soprattutto da giovani. Quale generazione mille euro, dunque? Bisognerà forse coniare un nuovo termine rbassato di qualche centinaio di euro…


La risposta all’articolo pubblicato un paio di giorni fa dal New York Magazine che parla di “generazione boomerang” (sinonimo, più o meno, del nostro “bamboccione”) e di ragazzi che tornano a casa dai genitori dopo l’università perché non riescono a mantenersi, conservatori avversi al rischio, invece che idealisti alla ricerca di se stessi come i loro predecessori, arriva con Denis Trivellato, lo studente risparmiatore intervistato ieri dal Corriere della Sera.
Corriere.it. Una generazione “che ha contribuito a lasciarci in eredità un’Italia dove i diritti dei lavoratori si sono affievoliti, il bagaglio culturale è disperso e il potere è concentrato nelle mani di pochi”.

Brunetta zuzzerellone. Una battuta via l’altra, il ministro s’aggiudica una ribalta non sua, punzecchia Tremonti e lancia una lunghissima campagna elettorale per Venezia.