Università: il libretto come fedina
Una circolare dell’Università di Genova porta alla ribalta un tema dibattuto in passato senza risultati rilevanti: l’uso del libretto universitario dello studente. I voti riportati nei singoli esami vanno trascritti sul libretto o questa pratica finisce per penalizzare ingiustamente gli studenti che hanno una media bassina e per aiutare quelli con voti stellari, indipendentemente dal valore della prova sostenuta?
Della questione si è occupato anche il blog Anvur.it, il sito dedicato alla valutazione universitaria e solo omonimo della nascente agenzia, che ha dato conto del dibattito in corso nell’articolo Un’esecuzione come da libretto (universitario).
A dar risalto al tema è stata l’emanazione da parte dell’ateneo genovese di una circolare “per il normale uso del libretto” predisposta da Giovanni Battista Varnier, preside della facoltà di Scienze politiche. Il documento stabilisce che i docenti sono tenuti a chiedere e visionare il libretto universitario solo dopo aver comunicato allo studente il voto d’esame.
C’è un precedente: l’Università di Chieti-Pescara tempo fa decise di eliminare la trascrizione dei voti sul libretto, per evitare che i professori fossero condizionati nel valutare la prova d’esame. E fu la Conferenza dei rettori, l’anno scorso a richiamare l’attenzione sulla valutazione delle prove, facendo riferimento a una norma contenuta nello Statuto dei diritti e dei doveri degli studenti universitari che proibisce “alla commissione d’esame di visionare il libretto universitario prima di esprimere la valutazione finale”.
Anche Il Giornale si è recentemente occupato della questione e ha intervistato due docenti che la pensano diversamente: Luigi Mascheroni, giornalista e docente di Teorie e tecniche del linguaggio giornalistico in Università Cattolica e Stefano Zecchi, ordinario di Estetica alla Statale di Milano, il quale ritiene utile sbirciare il libretto in fase pre-voto.
Noi invece intervistiamo gli studenti e chiediamo :
Quanto secondo voi il vostro libretto influisce sulla valutazione delle prove? Sareste d’accordo ad abolire la trascrizione dei voti sulla vostra “fedina universitaria”? Diteci la vostra sul forum creato sulla pagina Facebook di Campus per dibattere il tema e partecipate al nostro sondaggio!
La protesta degli studenti contro il ddl Gelmini, in discussione in questi giorni alla Camera, sembra non arrestarsi più: se a Catania gli studenti hanno preso possesso della facoltà di Scienze Politiche, a Teramo i ricercatori hanno occupato la radio d’Ateneo, Radio Frequenza, provocando l’interruzione delle normali trasmissioni. Hanno poi dato vita a un dibattito tra ricercatori favorevoli e contrari alla riforma, cercando di coinvolgere anche le persone all’ascolto. Intanto si è saputo che il rettore dell’Università Federico II di Napoli, il professor Marelli, ha firmato insieme a studenti e ricercatori un documento in cui si chiede di sospendere la discussione del ddl in Parlamento.
Dall’osservatorio astronomico alla redazione, dalla biblioteca alla palestra, dall’aula studio alla clinica veterinaria. Queste alcune delle realtà dove poter svolgere il servizio civile restando in università. Tante strutture collegate agli atenei, dove poter lavorare come volontario per un anno a 433 euro mensili.
