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Una borsa da tremila euro

di gcavallaro

paperon-de-paperoni C’è tempo ancora sino a fine mese (31 luglio). Poi terminerà definitivamente il tempo per partecipare al premio di laurea “Sergio Rossato”. Si tratta di una borsa di studio del valore di 3.000 euro, rivolto ai neolaureati di corsi di laurea magistrale in diverse discipline, in particolare architettura, economia, giurisprudenza, ingegneria e statistica, che abbiano discusso la tesi di laurea tra il 31 luglio 2008 e il 31 luglio 2011.
Le tesi di laurea proposte per il concorso dovranno avere come oggetto studi e ricerche sulla logistica e sul trasporto delle merci. Se il vostro lavoro di ricerca rientra nei parametri del concorso, potete iniziare a contattare la segreteria organizzativa del premio presso l’Interporto Padova Spa, Galleria Spagna 35 – 35127 Padova. L’indirizzo mail di riferimento è PremioRossato@interportopd.it mentre cliccando qui è possibile leggere attentamente il bando di concorso.

Data: 19 luglio 2011

La foto di AlmaLaurea

di Claudia Cervini

almalaurea_questionario1AlmaLaurea dà i suoi numeri su laureati e mondo del lavoro. Il XIII Rapporto del Consorzio pubblico che rappresenta 62 università e il 77 per cento dei laureati del Belpaese e che ha indagato una popolazione di 191.358 ex studenti usciti dall’università nel 2010 punta i riflettori sul contesto di riferimento: tra neododottori pari soltanto al 20 per cento della popolazione (percentuale ben lontana dalla media dei Paesi Oced che viaggiano sul 35 per cento e lontana anche dalla meta del 40 per cento stabilita dalla Commissione europea entro il 2020), immatricolazioni in calo del 13 per cento negli ultimi sette anni e un’occupazione che, nonostante tutto, non si decide a ripartire.

Alcuni segnali positivi ci sono: crescono gli studenti-lavoratori (dieci laureati su cento hanno lavorato stabilmente durante gli studi) e le esperienze di studio e lavoro all’estero durante il percorso universitario (20 per cento tra gli specioalistici) e si accorciano i tempi del conseguimento del titolo: 39 laureati su 100 concludono il percorso nei tempi previsti.

L’indagine occupazionale di AlmaLaurea, che ha coinvolto invece 400mila laureati, non ha rivelato belle sorprese: la disoccupazione tra i laureati triennali a un anno dal titolo è al 16 per cento (di un punto percentuale superiore all’anno precedente), mentre tra gli specialistici è al 18 per cento, divario dovuto soprattutto alle numerose attività di formazione retribuita (praticantati, tirocioni e dottorati) che coinvolgono soprattutto i laureati +2.

Il settore che paga di più è, neanche a dirlo, quello medico: a tre anni dal titolo il 97,2 per cento dei laureati in Medicina e Professioni sanitarie lavora, all’estremo opposto troviamo invece il gruppo geo-biologico con solo il 47 per cento degli occupati. Altro fanalino di coda il settore chimico-farmaceutico  con il 48,5 per cento degli occupati, mentre bene il gruppo economico-statistico (85,8 per cento) e architettura (85,8 per cento). Ingegneria si trova invece soltanto al quarto posto con l’84,7 per cento.

Data: 1 giugno 2011

PoliMi al…lavoro

di gcavallaro

SIMP9521Sono stati in tutto 5.500, fra studenti e laureati, i giovani che ieri hanno partecipato career day organizzato dal Politecnico di Milano presso il Campus Bovisa – Broggi di Via Lambruschini.
Alla presenza di 110 aziende, sempre più alla ricerca di neodottori specializzati, l’ateneo lombardo ha potuto snocciolare dati (abbastanza incoraggianti) circa l’occupazione dei propri studenti, una volta concluso il percorso di laurea. Per quanto riguarda i laureati magistrali, il 91% (94,5% degli ingegneri, 86,7% degli architetti e 82,7% dei designer) è impiegato ad un anno dal conseguimento del titolo. Degli occupati il 79,5% (79,5% degli ingegneri, 80,4% degli architetti e 78,4% dei designer) lavora a 4 mesi dal titolo. Il 4,2% dei laureati magistrali impiegati lavora all’estero (il 5,1% degli ingegneri, 2% degli architetti e il 3,7% dei designer).
Il 79,7% (80,7% degli ingegneri, 76,3% degli architetti e 81,1% dei designer) dei neodottori magistrali occupati si ritiene molto o abbastanza soddisfatto del proprio lavoro rispetto all’utilizzo delle conoscenze acquisite all’università. L’87,5% (94,6% degli ingegneri, 75,3% degli architetti e 74,2% dei designer) dichiara che il corso di laurea frequentato è utile per trovare lavoro.
L’89,7% (92,3% degli ingegneri, 85,6% degli architetti e 84,9% dei designer) dichiara che gli studi fatti possono concretizzarsi in un’occupazione coerente. Il 92,2% (94,2% degli ingegneri, 88,3% degli architetti e 89,6% dei designer) pensa che il proprio percorso universitario sia utile nel lavoro svolto.
Tra i laureati triennali, che non proseguiranno gli studi, l’83,2% (90,3% degli ingegneri, 81,8% degli architetti e 72% dei designer) è impiegato ad un anno dal conseguimento del titolo.
Degli occupati l’89,1% (89,9% degli ingegneri, 92,9% degli architetti e 83,6% dei designer) lavora a 6 mesi dal titolo. I proseguenti sono il 71,3% (74,9% degli ingegneri, 76,4% degli architetti e 48,3% dei designer) di cui il 66,8% (71,4% degli ingegneri, 70% degli architetti e 44,3% dei designer) si è iscritto ad una laurea specialistica.

Data: 6 maggio 2011

Restyling dei test: più logica e meno cultura

di Claudia Cervini

MI150604INT_0001Sempre più probabile la rivoluzione dei test d’ingresso a Medicina. Non una loro abolizione, ma una revisione delle prove. Alcune proposte sono state formulate dal ministro Gelmini che ha costituito un tavolo tecnico per varare le modifiche agli esami.

Quali? Si parla di un test di natura logico-deduttiva, che faccia emergere con forza le capacità di ragionamento e il profilo analitico dei candidati, di conseguenza verranno ridotte le domande di cultura generale.

Si pensa anche alla stesura di graduatorie su base regionale, ovvero graduatorie che comprendano i risultati di più università. In ultimo al vaglio la possibilità di attivare un unico test d’ingresso per Medicina e Odontoiatria. Spesso infatti gli studenti tentano più strade e, se passano entrambe le prove e sono indecisi sulla strada da intraprendere possono contribuire a creare ritardi nella stesura delle graduatorie definitive. Un unico test semplificherebbe le procedure di ammissione.

Su questi temi sta lavorando un tavolo tecnico composto dai presidenti delle conferenze dei presidi dei corsi di Medicina e chirurgia, Veterinaria, Odontoiatria, Architettura, Scienze della formazione e Professioni sanitarie. Naturalmente al tavolo anche i rappresentanti della conferenza dei rettori (Crui), del Consiglio universitario nazionale (Cun) e del Consiglio nazionale studenti universitari (Cnsu).

Una modifica quindi, non una soppressione del test d’ingresso tanto temuto dai maturandi, perché, come ha ribadito recentemente il ministro Gelmini: “la prova è l’unico modo per poter garantire che lo studente abbia di fronte un percorso universitario davvero di qualità” e un accesso regolato alla professione.

Data: 10 marzo 2011

L’università la sceglie mamma

di Claudia Cervini

ragazzi_homeIl fenomeno (non solo italiano) dei genitori onnipresenti nella vita e nelle scelte del figlio persiste anche nella scelta del corso di studi.

Questa volta però non si tratta di genitori ingombranti che fanno le file in segreteria al posto del “bimbo”, né di mamme che non si allontanano dal collegio in cui andrà a vivere il pargolo. Si tratta dell’influenza che la figura genitoriale ha nei processi decisionali del figlio.

Dall’indagine, presentata ieri in Bicocca, Come e quando i diplomati scelgono l’università, svolta su un campione di 871 studenti lombardi, è emerso che sei ragazzi su dieci scelgono il corso di studi fidandosi del parere dei genitori. Soltanto il 15 per cento delle future matricole considera gli insegnanti in grado di orientare nella decisione. Inoltre in pochi mettono in discussione la decisione presa, soltanto 4 su 10.

Solo il 45 per cento degli intervistati è disposto a proseguire gli studi e il 49 ha una capacità media di raccogliere informazioni sulla rosa di opzioni. Frequentatissimi gli open day, che ottengono con il 74 per cento la maggioranza assoluta.

I corsi preferiti sono quelli del gruppo medico, (22 per cento)  seguiti dal settore economico (12%), e infine letterario (11%) e giuridico (8 per cento). Soltanto il 6 per cento ha scelto ingegneria, mentre il 5 architettura.

Data: 29 ottobre 2010

Se col test gli atenei fanno Bingo

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Test, test ancora test. Oltre quelli nazionali – Medicina, Odontoiatria, Architettura, Scienze della formazione primaria – spuntano come funghi, localmente, in ogni ateneo. Sempre più obbligatori, anche se non selettivi. Si dice che servano ad orientare lo studente, a evidenziarne i gap nella preparazione, specialmente in Matematica e nelle Lingue, consentendo agli interessati di avere informazioni utili su come attrezzarsi per riparare e all’ateneo di sapere se, per esempio, sia il caso di organizzare pre-corsi o lezioni di recupero.

Sorge il dubbio, però che il ricorso forsennato al test d’ingresso non celi anche il desiderio di fare cassetta di qualche università. Sì perché la prova richiede sempre una tassa. Le amministrazioni  dicono, genericamente, che le spese sono ingenti ma, con questi numeri, i ricavi volano.
Al Politecnico di Milano, si affacciano alle prove qualcosa come 13.649, con un incremento del 13% rispetto al 2008 (+ 19 % del 2007).

“Un Jackpot vincente per l’Ateneo, che sarà però incassato dalle future matricole in cerca di un posto di lavoro sicuro e soddisfacente”, aveva commento, trionfante, una nota stampa dell’università, nei giorni del tormentone del Superenalotto.

Ma forse il jackpot il rettore Ballio l’ha vinto davvero: a 50 euro cadauna (sarebbero stati 30, se svolti online fra marzo e luglio, ma non per i numeri chiusi nazionali come Archittura), le migliaia di aspiranti matricole hanno versato nelle casse della sua amministrazione migliaia di euro: 682.450 euro, se tutti avranno sostenuto le prove, in presenza o online a settembre, un po’ meno se qualche studente più diligente ha voluto portarsi anticipare fra primavera e luglio scorso.

Comunque una cifra iperbolica, superiore a qualsiasi ipotesi di copertura costi.

Quanti saranno realmente i danari in sovrappiù e come verranno utilizzati?

C’è da augurarsi a favore degli studenti magari, perché no, per offrire corsi di preparazione al numero chiuso, in genere affidati alle associazioni studente più diligenti.

Data: 3 settembre 2009

Test per tutti, accessi limitati

Test

Continua il conto alla rovescia verso la spartiacque decisivo per molti giovani aspiranti universitari. La mattina dedicata al test d’accesso risulta essere un crocevia per la carriera di ogni studente: corso che farò o corso che avrei voluto fare? Questo è il dilemma, che si risolverà dopo una serie di domande a risposta multipla. In ogni caso le possibilità di riuscita possono essere calcolate con precisione grazie all’accuratezza del Ministero dell’università e della ricerca. Con il decreto ministeriale targato 3 luglio (firmato Mariastella Gelmini) è stato diffuso il numero esatto dei posti disponibili per ciascun corso ad accesso programmato.

Così siamo a conoscenza che il prossimo anno accademico avremo 8.518 matricole di medicina e chirurgia, 755 di odontoiatria e protesi dentaria, 1.160 di medicina veterinaria e 10.498 aspiranti architetti. Risultato 20.931 nuovi studenti, ma quanti non saranno ammessi?
Un dato interessante: sul sito www.accessoprogrammato.miur.it, voce ufficiale del ministero sui corsi a numero chiuso, potrete trovare i dati dei posti disponibili in ogni singola università. Per esempio significa che a Cagliari troveremo 195 matricole in architettura, 97 a Pisa e così via. Il giochetto vale anche per medicina e chirurgia, veterinaria e odontoiatria, ma ricordatevi che l’equazione più posti disponibili uguale maggiori chance di successo non sempre funziona.
Per saperne di più è utile consultare la speciale sezione dedicati ai test d’accesso della Guida dello studente edita da Campus.

Data: 14 luglio 2009

Test: ecco il calendario

Finalmente le date. Il decreto ministeriale del 18 giugno 2009 è on line, sul sito del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Sono così disponibili in rete orari, programmi e informazioni attese da tutti gli studenti che si cimenteranno con i test dei corsi ad accesso programmato. Oltre a tutto ciò il sito del ministero (www.accessoprogrammato.miur.it) offre il servizio «Esercitatore prove d’ammissione», dove è possibile sin da ora sostenere delle simulazioni di test d’esame. Basterà? Non crediamo proprio, ma può servire durante la vostra preparazione. Per avere una chiara panoramica sui test d’ammissione basta consultare l’apposita sezione della Guida dello Studente di Campus (leggi: Test d’ingresso? No panic), disponibile in edicola.
I primi a scendere in campo saranno gli aspiranti studenti di medicina e chirurgia: in aula il 3 settembre, seguiti a ruota da odontoiatria e protesi dentaria (4 settembre) e in medicina veterinaria (7 settembre). Si tratta di prove della durata di due ore, con inizio alle ore 11, che vertono su quesiti a risposta multipla di cultura generale, ragionamento logico, biologia, chimica, fisica e matematica.
L’8 settembre sarà la volta degli architetti, contemporaneamente in aula da Milano a Palermo, dove si scervelleranno tra matematica, storia, fisica, disegno, logica e l’immancabile cultura generale.
Il tour de force tra gli atenei continua con i test per l’accesso alle professioni sanitarie: le prove, predisposte da ciascuna università, si terranno il 9 settembre. Chiude il quadro scienze della formazione primaria: si tenterà l’accesso giovedì 10 settembre, rispondendo a quesiti di cultura linguistica, logica, cultura pedagogico didattica, letteraria, storico-sociale, geografica e anche matematico-scientifica. È opportuno pensarci fin da ora.

Data: 6 luglio 2009
Campus
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