In edicola

Il Blog

Uk: volano le domande di iscrizione all’università

di cgalleani

OxfordUniversityUn’impennata nelle richieste di immatricolazione all’università. Accade in Uk, dove 600.000 ragazzi (il 5% in più rispetto all’anno scorso) hanno chiesto di essere ammessi a un corso di laurea. Lo segnala il Guardian del 1 febbraio scorso, ricordando che si tratta della cifra più alta dal 1964 (quando l’Ucas ha iniziato a registrare questi dati). Il motivo? I giovani starebbero correndo ai ripari in vista dell’aumento delle tasse: se ora un anno di studio in Gran Bretagna costa in media 3mila sterline, dal prossimo anno accademico la cifra potrà lievitare fino a 9mila sterline.

E pare proprio che i ragazzi ci abbiano visto giusto: è ancora il Guardian, sul numero del 9 febbraio, ad anticipare che atenei come Oxford e Cambridge sarebbero decisi a gonfiare le rette – già dal prossimo autunno – al massimo consentito (le famose 9mila sterline). Certo, per gli studenti meno abbienti le tasse non dovrebbero superare le 6mila sterline (queste le intenzioni di Cambrdge), ma si tratta comunque di cifre molto elevate.

Perché la decisione di reclamare subito il massimo dagli studenti? Secondo Anthony Monaco, assistente del Vice Rettore dell’Università di Oxford, chiedere a ciascun ragazzo meno di 8mila sterline l’anno farebbe perdere troppi soldi all’università, visti i tagli apportati dal governo.

Possibile che le “circostanze eccezionali” che avrebbero spinto gli atenei a richiedere il massimo (queste le “rassicurazioni” del ministro dell’università David Willets un paio di mesi fa) siano già arrivate?

Data: 25 febbraio 2011

Numero chiuso: precedenza ai lombardi

di Claudia Cervini

testingresso5Considerare la residenza e non il voto di maturità per l’accesso ai corsi a numero chiuso. Questo quello che chiede la Lega con due emendamenti presentati dal Carroccio e approvati dalla settima  commissione regionale Cultura e formazione professionale.

Stabilire quindi una corsia preferenziale per gli studenti lombardi (o residenti in regione da almeno cinque anni) e dedicare il 20% del programma ad argomenti legati al territorio.

“Oggi gli studenti lombardi partono svantaggiati” spiega il consigliere regionale leghista Massimiliano Orsetti a Repubblica “perché nei test di ammissione alle università a numero chiuso si tiene conto anche del voto preso all’esame di maturità, che in alcune regioni del Sud è notoriamente dato con generosità.”

Inoltre la Lega chiede di sostenere in via prioritaria gli studenti lombardi anche in tema di diritto allo studio: residenze universitarie, borse di studio ecc.

Come ricorda il consigliere regionale Pd Fabio Pizzul “potenzialmente saranno penalizzati anche gli studenti novaresi o piacentini, che abitano appena al di là dei confini della regione” e che, con riferimento a certi settori, non trovano alternative nelle loro città. Il rischio come ricorda Pizzul è di escludere studenti meritevoli privandoli della possibilità di frequentare il corso prescelto. Insomma, nuova lesione del diritto allo studio.

Data: 23 settembre 2010

Dall’Udu a Facebook: il no al numero chiuso

di Claudia Cervini

facebuduSe digitate su Facebook la frase “No al numero chiuso” appariranno una decina di gruppi studenteschi: No al numero chiuso! Sì al diritto allo studio, Il diritto allo studio è sacro, no al numero chiuso, No ai corsi ad accesso programmato e altri che recitano più o meno allo stesso modo. I primi due gruppi contano rispettivamente 1.500 e 700 membri, tanto per far capire le dimensioni della protesta.

Ieri, a Catania, il sindacato studentesco Udu (Unione degli universitari) ha organizzato un sit-in contro l’accesso programmato, segnalato sempre su Facebook tra gli eventi.

Proprio l’Udu quest’anno ha anche redatto l’opuscolo “test sicuro” per tutelare gli studenti dalle irregolarità riscontrate durante la prova d’ammissione e indicare le modalità per fare ricorso, come riporta La Repubblica del 1° settembre. Il testo, una sorta di vademecum, è stato distribuito davanti alle aule.

Innanzitutto le situazioni sospette durante lo svolgimento della prova devono essere segnalate, si legge sull’opuscolo, se nessuno interviene lo studente potrà rivolgersi alle forze dell’ordine. In caso di mancato superamento del test si può far ricorso al Tar del Lazio entro 60 giorni dalla pubblicazione delle graduatorie. L’Udu inoltre, come riporta la testata di Ezio Mauro, da diversi anni promuove ricorsi collettivi per studenti che non sono stati ammessi ai corsi, per dare loro la possibilità di entrare in “sovrannumero”. Questo perché l’Udu ritiene il sistema lesivo del diritto allo studio , oltre che privo di efficacia. “È una selezione che ha fallito sotto tutti i punti di vista. Ci sono molti modi per superarlo, ma per farlo dobbiamo guardare all’interesse collettivo e staccarci dagli interessi particolari degli ordini professionali, gli unici che hanno tratto vantaggio dal numero chiuso”.

Data: 2 settembre 2010
Campus
© 2012 Campus. Riproduzione riservata