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	<title>Il blog universitario di Campus</title>
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		<title>Previsioni Meteo Nord, Centro, Sud, Isole Settimanali</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 00:47:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nstianti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campus]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima vera settimana di tempo autunnale quella che si è aperta oggi.
Infatti sta arrivando una intensa perturbazione che dall&#8217;Atlantico porterà nuvole dense, estese e cariche di pioggia un po&#8217; dappertutto.
Le piogge ed i temporali più abbondanti si esauriranno entro giovedì, ma a seguire non sono previste molte schiarite, se non localmente.
Nota positiva: la temperatura risalirà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima vera settimana di tempo autunnale quella che si è aperta oggi.<br />
Infatti sta arrivando una intensa perturbazione che dall&#8217;Atlantico porterà nuvole dense, estese e cariche di pioggia un po&#8217; dappertutto.<br />
Le piogge ed i temporali più abbondanti si esauriranno entro giovedì, ma a seguire non sono previste molte schiarite, se non localmente.<br />
Nota positiva: la temperatura risalirà di qualche grado, grazie allo Scirocco.<br />
Diamo qualche indicazione in più per tutta la settimana:</p>
<p><strong>NORD</strong>: Piogge frequenti e Scirocco tra martedì e mercoledì, in spostamento da Piemonte e Liguria verso il Triveneto. Rischio di forti temporali sulla Riviera di Levante, e di piogge particolarmente abbondanti sulle Prealpi Venete e Friulane.<br />
A seguire timido miglioramento; poi da giovedì sera o venerdì torneranno tante nuvole, ma il rischio di pioggia rimarrà limitato alle zone prealpine e alle pianure più vicine alle montagne. La temperatura non scenderà.</p>
<p><strong>CENTRO</strong>: Fino a mercoledì tempo ventoso e piuttosto mite, grazie allo Scirocco. Temporali qua e là interesseranno dapprima Toscana e Lazio, per poi estendersi proprio mercoledì alle altre regioni.<br />
Giovedì pioverà ancora a tratti sul versante adriatico e l&#8217;Appennino, ma nel contempo lo Scirocco si attenuerà.<br />
Tra venerdì e domenica ritorno di qualche nuvolone di troppo, ma con rischio di pioggia piuttosto basso e limitato alle aree montane.<br />
Aria più mite dei giorni scorsi.</p>
<p><strong>SUD E ISOLE</strong>: Grande variabilità per tutta la settimana: le zone più fortunate saranno quelle della Puglia e delle vicine zone della Lucania, dove un mite Scirocco manterrà lontane le nuvole.<br />
Sul resto del territorio rapida alternanza tra nuvoloni e momenti di cielo più sereno; tuttavia, soprattutto tra mercoledì e giovedì la Sicilia, assieme a Campania e Calabria Ionica, potrebbero vedere piogge frequenti.<br />
In Sardegna pioggia martedì, poi temporaneo miglioramento; ma da venerdì potrebbero scatenarsi temporali locali di forte intensità.<br />
Aria piuttosto mite.</p>
<p>Per ulteriori dettagli sulle <a href="http://www.classmeteo.com" target="_&quot;blank&quot;">Previsioni del Tempo</a> vi rimandiamo al nostro sito, oppure alla nostra community &#8220;MeteoWarriors&#8221; su Facebook.</p>
<p><strong>Lorenzo Catania</strong><br />
<em>Classmeteo.com</em></p>
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		<title>Bilancio Cepu, chi l&#8217;ha visto?</title>
		<link>http://www.campus.it/blog/2011/08/02/bilancio-cepu-chi-lha-visto/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 22:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
				<category><![CDATA[StranoCampus]]></category>
		<category><![CDATA[Aris Espinosa]]></category>
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		<category><![CDATA[Vanity Fair]]></category>

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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/cepunew1.JPG]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-694" title="cepunew" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/cepunew1.JPG" alt="cepunew" width="91" height="91" />Non si è spenta l&#8217;eco dello scooppino di <em>Vanity Fair</em>, con l&#8217;ottimo <strong>Gianluca Beltrame</strong> sulle Olgettine studiosissime che si sono iscritte all&#8217;università tramite Cepu ottenendo, secondo quanto scrive il settimanale della Condé Nast, l&#8217;abbuono delle rette da <strong>Francesco Polidori </strong>in persona. Si tratterebbero di 21.600 euro all’anno per <strong>Ioana Visan</strong>, 23 anni rumena, iscritta a Legge (a eCampus?) mentre 21.300 euro sarebbero la cifra non richiesta a <strong>Iris Berardi, </strong>19 anni, di origine brasiliana e<strong> Aris Espinosa</strong>, 22 anni, dominicana, per fare due anni in uno presso una scuola superiore.</p>
<p>Non si è spenta, perché a breve migliaia di famiglie italiane si frugheranno in tasca per trovare, fra budget sempre più falcidiati da tagli e manovre, i soldi per le rette universitarie dei figli, con la prospettiva che le stesse aumentino quasi sicuramente &#8211; gli atenei sono alla fame &#8211; entro la fine dell&#8217;anno.</p>
<p>D&#8217;altra parte, il patron del Cepu, Francesco Polidori, è libero d&#8217;essere munifico con chi ritiene opportuno. A prescindere che viva in via Olgettina 65 a Milano2.</p>
<p>Meno discrezionale, invece, è la presentazione dei bilanci. Quello del Cesd Srl, la holding che controlla i marchi Cepu e Grandi Scuole, le attività di recupero di cui beneficiano le giovani soubrette di cui sopra, non risulta ancora depositato presso il registro delle imprese alla Camera di Commercio di Roma. Com&#8217;è noto, l&#8217;approvazione e il successivo deposito devono avvenire entro 120 giorni dalla chiusura dell&#8217;esercizio, il termine sè prorogato a 180 giorni  (vale a dire entro giugno) per società tenute alla redazione del bilancio  consolidato (è il caso di Cesd) oppure &#8220;quando lo richiedano particolari esigenze relative  alla struttura ed all&#8217;oggetto della società stessa&#8221;, come stabilisce il comma 2, del D.Lgs. 6/2003.</p>
<p>In ogni caso, parrebbe esserci un certo ritardo. Forse un disguido. O forse alla Cesd che, ricordiamolo è una srl con socio unico (Jmd International Sa, che sta in Lussemburgo), non si sono fatti troppo spaventare dalle pene previste per gli amministratori che non convochino l&#8217;assemblea dei soci per l&#8217;approvazione entro i termini: da 1.032 a 6.197 euro.</p>
<p>Leggi <a href="http://www.vanityfair.it/news/ruby-gate/2011/07/12/olgettine-cepu-berlusconi-ruby-faggioli-aris-espinoza-iris-berardi">qui</a> l&#8217;articolo di Vanity</p>
<p>Leggi <a href="http://www.campus.it/blog/2010/12/16/cepu-ecampus-la-guida/">qui</a> la guida aggiornata su Cepu-eCampus</p>
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		<title>Stage uguale assunzione?</title>
		<link>http://www.campus.it/blog/2011/07/29/stage-uguale-assunzione/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 00:40:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcavallaro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[contratti a tempo]]></category>
		<category><![CDATA[lo stage significa assunzione?]]></category>
		<category><![CDATA[neolaureati & lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Sportello Stage ACTL]]></category>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/stage.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/stage.jpg" alt="stage" title="stage" width="160" height="150" class="alignleft size-full wp-image-3671" />A quanto pare, in buona parte,  sembrerebbe di sì. Almeno stando ai risultati che un’indagine  di <a href="http://www.sportellostage.it/index.htm ">Sportello Stage – ACTL</a>  (ente promotore di stage a livello nazionale) ha condotto su un campione di <strong>925</strong> stage attivati sul territorio nazionale nel 2010. Ebbene il <strong>46%</strong> degli stage contemplati dalla ricerca, si conclude con<strong> l’inserimento in azienda</strong> del tirocinante.<br />
La tanto chiacchierata formula della stage, dunque, si confermerebbe per i giovani una <strong>reale opportunità di formazione</strong>, di  orientamento alle scelte professionali  e  un’occasione per fare l’ingresso nel mondo del lavoro. Una sorta di “palestra” dove ci si prepara per il mondo del lavoro, dove si mettono in pratica le conoscenze apprese durante gli studi e si acquisiscono nuove competenze.<br />
Quali i fattori determinanti perché il tirocinio diventi un contratto a tutti gli effetti? Sempre in base a questa ricerca , spiccano la <strong>partecipazione attiva</strong>, l’entusiasmo del tirocinante, la sua capacità di integrarsi con i colleghi sono aspetti fondamentali per la buona riuscita dello stage.<br />
Lo stage sarebbe poi un’occasione per <strong>mettersi alla prova</strong> e per capire le proprie attitudini e far luce sulle proprie aspirazioni professionali. Infine, perché uno stage sia un’esperienza positiva è molto importante che il tirocinante valuti e scelga con attenzione il <strong>tipo</strong> di azienda dove fare lo stage e le attività previste dal tirocinio. </p>
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		<title>Il peso delle tasse</title>
		<link>http://www.campus.it/blog/2011/07/28/il-peso-delle-tasse-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 00:46:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcavallaro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[aumento tasse universitarie]]></category>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/tasse.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/tasse.jpg" alt="tasse" title="tasse" width="160" height="150" class="alignleft size-full wp-image-3667" />  E’ proprio il caso di definirlo così, almeno pensando alla battaglia che hanno intrapreso e per il momento perso, gli studenti della <strong>Federico II di Napoli</strong>. La protesta avanzata dai consiglieri di ateneo per non far aumentare le <strong>tasse </strong>è fallita per l&#8217;ennesima volta. Questo il responso che gli universitari partenopei hanno condiviso con una nota su <a href="http://www.facebook.com/notes/udu-napoli/bocciata-la-proposta-degli-studenti-denuncia-delludu-napoli-/224048207639237">Facebook</a>. <strong>Massimo Marrelli</strong>, rettore dell’ateneo napoletano ha rintuzzato le proteste.<br />
“<em>Ci eravamo resi conto che l&#8217;attuale distribuzione delle tasse non era equa  e addirittura a pagare di più erano coloro che rientravano nelle fasce più deboli (prima, seconda, terza e quarta, per la precisione). Inserendo la pressione fiscale uguale per tutte le fasce, veniva evitata questa distorsione e inoltre, con la proposta di aumentare il numero delle fasce (da 16 che sono attualmente, a venti) si dava l&#8217;opportunità di rendere più stabile tale pressione</em>” si legge nel comunicato dei rappresentanti<strong> Udu</strong>.<br />
“<em>Noi troviamo non equo e antidemocratico che chi ha un reddito di cento mila euro deve pagare una somma  uguale a chi guadagna solo 35 mila euro (la soglia massima stabilita per l&#8217;ultima fascia) con il risultato dell&#8217;evasione di molti nel non presentare il reddito Isee. Allora Di fronte a queste ingiustizie, abbiamo aperto una battaglia contro il Rettore. Alla fine sembrava che la battaglia era stata vinta  facendo sentire la nostra voce al rettorato e  strappando cosi,  un accordo, in favore della nostra proposta. Ma durante l&#8217;ultimo senato accademico e consiglio di amministrazione, il rettore non tiene conto degli accordi presi con i rappresentanti e presenta un&#8217;altra proposta ovvero aumento delle fasce si, ma con un corrispettivo aumento delle tasse del 4%</em>” dicono gli studenti.<br />
Per il momento la querelle si ferma qui, ma gli studenti promettono di tornare a settembre con la stessa voglia di difendere i propri <strong>diritti</strong>.  E i portafogli delle proprie famiglie. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Che borsa spaziale !</title>
		<link>http://www.campus.it/blog/2011/07/27/che-borsa-spaziale/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 04:08:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcavallaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/spazio-spaziali-space-28.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/spazio-spaziali-space-28.jpg" alt="spazio" title="spazio" width="160" height="150" class="alignleft size-full wp-image-3665" /> <strong>Quattordici mila e quattrocento euro</strong> all’anno, per due anni. E’ spaziale già di per sé l’entità delle borse che l’<strong>ASI</strong> (Agenzia Spaziale Italiana) ha deciso di conferire a <strong>tre</strong> laureati, in possesso di <strong>laurea specialistica in Biotecnologie, Medicina o Biologia</strong>.<br />
Le borse di studio sono conferite nell’ambito dell’area tematica generale “<em>Progetti di Microgravità</em>”, sui seguenti argomenti specifici: “<em>Studi di fattibilità per applicazioni in Telemedicina – Monitoraggio della circolazione sanguigna</em>” e “<em>Variazioni morfologiche e biochimiche correlate alla microgravità</em>”.<br />
Ogni borsa verrà fruita presso le strutture dell’ ASI di<strong> Roma</strong> nella Direzione Tecnica / Unità di Microgravità. Possono partecipare alla selezione i cittadini italiani o dei paesi dell’Unione Europea che dimostrino, oltre al titolo accademico conseguito da non più di <strong>tre anni</strong>, un’ottima conoscenza dei principali <strong>software applicativi</strong> (MS-Dos, Windows in particolare) e un&#8217; ottima conoscenza della <strong>lingua inglese</strong>. La domanda di partecipazione deve essere presentata all’<em>Agenzia Spaziale Italiana – Viale Liegi, 26 – 00198 Roma</em>, entro il <strong>1 agosto</strong> con allegati i documenti richiesti dal bando di concorso che si può consultare andando sul sito <a href="http://www.asi.it/">http://www.asi.it/</a></p>
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		<title>La sfida? Tornare a crescere</title>
		<link>http://www.campus.it/blog/2011/07/26/la-sfida-tornare-a-crescere/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 00:34:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcavallaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/neet.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/neet.jpg" alt="neet" title="neet" width="160" height="150" class="alignleft size-full wp-image-3660" /> <strong>Neet</strong> è una parola che, specie facendo riferimento all’universo giovanile odierno, torna in maniera preoccupante ad essere citata. Questa volta succede dopo la ricerca  che, il <a href="http://www.cnel.it/home ">CNEL</a> (<em>Consiglio Nazionale Economia e Lavoro</em>) ha presentato attraverso il “<strong>Rapporto sul Mercato del Lavoro 2010 – 2011</strong>”.<br />
Ebbene dal rapporto risulta che il nostro Paese sta uscendo molto lentamente dalla<strong> crisi </strong>e stenta a recuperare le perdite sia di prodotto sia di occupazione. Il quadro macroeconomico del 2011 inoltre non garantisce ancora una crescita tale da assecondare il <strong>recupero dei posti di lavoro persi</strong>.<br />
La <strong>condizione giovanile</strong>, soprattutto nella fase di transizione dallo studio al lavoro<strong> risulta peggiorata</strong> rispetto al periodo pre-crisi. Si è aggravato infatti lo scoraggiamento dei giovani, un dato dimostrato dall’aumento del numero dei “Neet”, coloro cioè che non risultano coinvolti né nel mercato del lavoro né nel segmento formativo. Prima della crisi il tasso di questa fetta di giovani si attestava intorno al <strong>16%</strong> nella fascia d’età tra i <strong>16 ed i 24 </strong>anni e intorno al <strong>24%</strong> per i giovani adulti tra i <strong>25 ed i 30</strong> anni, mentre nel 2010 entrambi i tassi sono <strong>rapidamente cresciuti</strong> (18.6% per la fascia di età 16-24 anni e 28.8% per quella 25-30 anni).<br />
Il peggioramento della condizione occupazionale giovanile viene peraltro segnalato dalle minori possibilità di passaggio ad <strong>un’occupazione più stabile.</strong> Infatti, prima della crisi quasi il <strong>31%</strong> dei giovani con contratto temporaneo passava l’anno successivo ad un lavoro a tempo indeterminato, ora questa percentuale è scesa al 22%.  Nel rapporto vi è poi la conferma che un titolo di istruzione universitario garantisce una maggiore probabilità di ricoprire un posto migliore ma, nel nostro Paese, solo poco più di <strong>un terzo dei laureati tra i 25 ed i 34 anni </strong>ricopre una professione altamente qualificata.<br />
“<em>La sfida, cui il nostro Paese deve rispondere, è quella di tornare a crescere. Senza l’innovazione della produzione e dei processi, senza una espansione dei settori a maggior valore aggiunto per addetto, le condizioni dei lavoratori non miglioreranno e non si potrà nemmeno rispondere in maniera positiva alle aspirazioni dei giovan</em>i”, conclude il rapporto.  </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Traduttori in Europa</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 20:11:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcavallaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/traduzione.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/traduzione.jpg" alt="traduzione" title="traduzione" width="160" height="150" class="alignleft size-full wp-image-3658" />Prima di partire per le vacanze, se l’obiettivo a stretto giro di posta è quello della <strong>ricerca del lavoro</strong>, provate la strada dell’Europa. Sino al <strong>15 agosto</strong>, infatti, è possibile fare domanda per un periodo di <strong>tirocinio retribuito</strong> di tre mesi, rinnovabile eccezionalmente per altri tre, in funzione di traduttore al <strong>Parlamento Europeo</strong>. L’opportunità permetterà di arricchire le conoscenze acquisite e di venire a contatto con il funzionamento dell&#8217;Europarlamento.<br />
Il periodo di lavoro inizierà con il primo gennaio <strong>2012</strong>, sede del tirocinio sarà <strong>Lussemburgo</strong>. Potranno accedere alle selezioni neodottori che dimostrino una<strong> perfetta padronanza</strong> di una delle lingue ufficiali dell&#8217; Unione Europea o di uno dei paesi candidati o di cui è già decisa l&#8217;ammissione ed una conoscenza profonda di altre due lingue ufficiali dell&#8217; UE, oltre a studi di livello universitario o equiparati.<br />
La borsa di tirocinio si attesta sui <strong>1.200</strong> euro. L&#8217;assicurazione sanitaria e contro gli incidenti, obbligatoria, viene coperta per i due terzi dall&#8217;organizzazione. Prima di prenotare per il mare, volete provarci? Per maggiori informazioni cliccate su <a href="http://www.europarl.europa.eu/parliament/public/staticDisplay.do;jsessionid=CFB577CBF0C07C94DC0B1C014C11E569.node1?language=IT&#038;id=147&#038;pageRank=5">www.europarl.europa.eu</a></p>
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		<title>Lavoro interinale, parola ai manager</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 00:23:05 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/job.jpg" alt="job" title="job" width="160" height="150" class="alignleft size-full wp-image-3653" />Dopo il parere del <strong>sindacalista</strong> (nello scorso post) ecco come i <strong>manager</strong> di tre agenzie per il lavoro radicate sul nostro terriitorio raccontano la loro realta: quella del lavoro che i più chiamano &#8220;interinale&#8221;. L’anno spartiacque è stato il <strong>1997</strong>: con la legge <strong>196</strong> del cosiddetto “<em>pacchetto Treu</em>” si iniziava a parlare timidamente di lavoro interinale, anche se l’Italia è stato il penultimo Paese Europeo ad istituzionalizzare questa tipologia di contratto. Seguita solo dalla <strong>Grecia</strong>. Poi nel 2003 la <strong>legge 30</strong> o legge <strong>Biagi </strong>ha sdoganato in maniera definitiva il lavoro somministrato, ratificando l’intermediazione di manodopera e ampliando il raggio d’azione delle agenzie per il lavoro. Arrivando a far sì che, oggi, si tratti di una tipologia di contratto con pari dignità rispetto ad altri strumenti come, ad esempio, il contratto a termine, liberalizzato in Italia con il <em>dl 368 </em>del 2001, ma che non ha avuto il boom sperato. Proprio perché il lavoro in somministrazione a termine dava gli stessi risultati con maggiori garanzie sia per le aziende che per i lavoratori. </p>
<p>“S<em>econdo dati interni all’azienda, il 16% dei neolaureati italiani non trova un’occupazione ad un anno dalla laurea. Quindi, salvo rare eccezioni, ovvero i neodottori che provengono da corsi a numero chiuso come Ingegneria o Medicina, l’inserimento nel mondo del lavoro è particolarmente complicato. Rivolgersi ad un’agenzia interinale significa entrare in contatto con un operatore qualificato che ha un osservatorio esteso e privilegiato rispetto a tutto il territorio nazionale e non solo, per entrare in contatto con le richieste di un mercato che si evolve velocemente. Anche e soprattutto perché fare numerose esperienze professionali, accresce la consapevolezza di quale sia realmente il proprio settore d’impiego</em>” sostiene <strong>Stefano Agarossi</strong>, Field Operation Director di <strong>Manpower</strong>, che nel 2010 ha impiegato con contratti di somministrazione il 22% dei neolaureati, tra i candidati totali, la maggior parte (il 31%) con mansioni impiegatizie in ruoli del settore amministrazione e contabilità. I numeri poi parlano chiaro. “N<em>on bisogna dimenticare</em>” racconta <strong>Fabio Roberto Imperadore</strong>, responsabile commerciale della filiale Milano – Filzi di <strong>OpenJob</strong>, “<em>che sottoponendo il proprio cv ad un’agenzia per il lavoro, si ha modo di far pervenire la propria candidatura ad un parco di 500/600 aziende, condizione difficilmente raggiungibile con la sola iniziativa personale.</em>”</p>
<p><strong>PRO E CONTRO</strong></p>
<p>Partendo dal presupposto che il lavoro in somministrazione, seppur preso in considerazione tardi rispetto alle tempistiche europee “<em>ha portato una indispensabile dose di flessibilità al lavoro, concedendo al candidato di avere molte più opportunità quanto meno per entrare a far parte di un’azienda</em>” come dice <strong>Anna Bogatto</strong>, Candidate Management Director di <strong>Adecco</strong>, è giusto valutare quali siano gli aspetti positivi e quelli negativi di questa tipologia contrattuale. “<em>In maniera veloce si ha un colloquio, una valutazione ed una certificazione delle proprie competenze di fronte ad un vero e proprio agente personale che propone il curriculum alle aziende in maniera proattiva ed efficace</em>” aggiunge la manager di Adecco, per cui nel 2010 sono stati gli ingegneri (gestionali, ambientali e informatici tra gli altri) con il 36% i neolaureati più richiesti sul mercato. I contro, invece, hanno più natura culturale. “<em>Una parte del nostro mondo d’impresa e di chi seleziona il personale pensava fino a qualche tempo fa che un cv che riportasse tante e diverse esperienze lavorative fosse da considerare una criticità. Oggi, per fortuna, c’è una forte evoluzione in atto che sta soppiantando questo modo di considerare i lavoratori</em>” aggiunge Agarossi. </p>
<p><strong>IL TREND DEL FUTURO</strong></p>
<p>“<em>Certamente negli ultimi anni il mondo della somministrazione si è guadagnato una fetta sempre più grande nel mercato del lavoro</em>” rivela Imperadore, la cui filiale su Milano ha impiegato solo nel 2010 il 71% dei neodottori sottoposti a colloquio. “L<em>a crisi ha avuto l’effetto di far aprire gli occhi a quelle aziende che erano dubbiose ma che hanno saputo reagire con determinazione, affrontando gli alti e bassi del mercato e della produttività. Le agenzie del lavoro, in tutto questo, diventeranno sempre più un attore primario che può coniugare la professionalità e la rapidità di riuscire a coprire i bisogni delle aziende che si trovano sempre più spesso ad esternalizzare sia la fase di selezione sia le pratiche amministrative connesse alla gestione del personale</em>” conclude. Anche se si può fare di più. “<em>La Francia ha una percentuale di interinali sul totale degli occupati che è più del triplo della nostra. Ma la maturazione del comparto, nel giro dei prossimi anni, sarà completa e molto più vicine a quelle che sono le medie europee</em>”, chiosa Agarossi.</p>
<p><strong>FOCUS NEOLAUREATI</strong></p>
<p>Ma come, queste agenzie, si focalizzano sui neodottori? “<em>Adecco ha un fitto calendario di attività di orientamento negli atenei, con workshop anche tecnici, ultimamente incentrati sull’utilizzo dei social network, di gran voga fra i giovani ma se valutati nel modo giusto, anche uno strumento importante per collegarsi al mondo del lavoro</em>” rivela Bogatto. “<em>Il link con il mondo accademico è molto forte per OpenJob</em>” dice Imperadore. “<em>Partecipiamo attivamente ai career day organizzati dalle università, relazionandoci in maniera continua con gli uffici, interni alle sedi accademiche, preposti ai servizi di collocazione professionale. Non tralasciando di utilizzare al meglio i fondi del Forma.temp, stanziati per proporre corsi di formazione organizzati ad hoc per i neolaureati</em>.” E Manpower? “<em>L’azienda ha l’ambizione forte di volersi imporre come provider per i lavoratori, partendo proprio dai neolaureati, accompagnandoli nel corso del proprio percorso professionale a tutti i livelli. Lo facciamo, ad esempio, attraverso Junior Achievement, una organizzazione internazionale che si propone di avvicinare gli studenti al mondo professionale, ingaggiandoli su progetti e business plan in dinamiche molto simili a quelle che si andranno ad affrontare davvero nelle aziende.  Insomma fornendo spunti pratici e concreti, a tutti quei giovani che arrivano impreparati ad affrontare le sfide del lavoro e possono così incrementare la propria spendibilità sul mercato</em>”, conclude Agarossi.</p>
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		<title>Lavoro interinale, consigli per l&#8217;uso</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 01:26:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcavallaro</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/agenzie_interinali01.jpg" alt="agenzie_interinali01" title="agenzie_interinali01" width="160" height="150" class="alignleft size-full wp-image-3650" /> Il mare magnum delle agenzie interinali vi spaventa e non sapete a chi rivolgere le domande giuste per risolvere i vostri quesiti? Certamente le risposte che state cercando, specie se siete <strong>lavoratori in somministrazione</strong>, possono arrivare dai sindacati. A confermarlo a <em>Campus.it</em> ci ha pensato <strong>Silvia Degli Innocenti</strong>, segretaria nazionale <strong>Felsa</strong> (Federazione Lavoratori Somministrati Autonomi Atipici) <strong>Cisl</strong>.</p>
<p><strong>Quali dritte si possono dare, ad un neolaureato, che vuole rivolgersi ad un’agenzia interinale?</strong></p>
<p>“Prima di tutto occorre sapere che in qualsiasi agenzia, il colloquio è gratuito. Laddove questa condizione non si verificasse, insospettitevi. Poi direi che bisogna sapere che l’agenzia, in caso di esito positivo del colloquio, vi assumerà con un contratto a tempo determinato o indeterminato, ma con tutti i crismi che il contratto di un lavoratore dipendente possiede. Nel momento in cui si comincia a lavorare in somministrazione, si avranno contributi regolarmente pagati presso l’Inps e tutti i diritti sanciti dai contratti nazionali. La legge italiana, infatti, sostiene che un lavoratore in somministrazione ha gli stessi diritti del lavoratore dipendente assunto allo stesso livello e alla stessa retribuzione.”</p>
<p><strong>In poche parole, esistono le stesse tutele. Dunque sullo stipendio, il lavoratore interinale non ci perde nulla?</strong></p>
<p>“Esatto. L’azienda utilizzatrice paga l’azienda interinale e la bilateralità del contratto. Il lavoratore non ci rimette niente al punto che consiglio di verificare che la retribuzione sia sempre la stessa. E considerare che, anche un interinale, laddove il contratto lo prevede, ha tra gli altri anche il diritto di usufruire del premio di produzione. Sempre secondo i parametri dell’anzianità in azienda.”</p>
<p><strong>Il sindacato, anche per questa tipologia di lavoratori, può risultare un interlocutore valido?</strong></p>
<p>“Direi proprio di sì. Anzi credo valga soprattutto per questa categoria rispetto ad altre, perché esiste un contratto nazionale che regolamenta precisi diritti sindacali che vanno dalla possibilità di eleggere i propri rappresentanti a quello di fare assemblee, tanto per fare due esempi. Diritti di cui spesso non si è a conoscenza. Poi per chi ha un contratto simile, spesse considerato l’anello debole del mercato del lavoro, è ancora più importante informarsi. E se le risposte non le fornisce l’agenzia, giusto rivolgersi ad uno specialista del lavoro.”</p>
<p><strong>Quali campanelli d’allarme possono insospettire un lavoratore in somministrazione, per cui è giusto iniziare ad interrogarsi?</strong></p>
<p>“Primo in assoluto è la retribuzione. Laddove la busta della paga base sia diversa, ad esempio, da quella di un collega a parità di livello, significa che qualcosa non funziona. La seconda riguarda le volte in cui viene reiterato un rapporto di lavoro in somministrazione. La legge assicura un massimo di sei volte per 36 mesi totali. Può accadere che un’azienda utilizzatrice, all’avvicinarsi di questo limite, chieda al lavoratore di cambiare agenzia interinale. Questo, qualora si presenti, è certamente un campanello d’allarme da tenere sotto controllo.”</p>
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		<title>L&#8217;università condivisa</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2011 01:27:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcavallaro</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/Coccinella.png" alt="Coccinella" title="Coccinella" width="160" height="150" class="alignleft size-full wp-image-3647" />Oltre <strong>50 mila</strong> universitari già iscritti, più di <strong>15 mila</strong> documenti, appunti, dispense o riassunti caricati: in poche parole una piattaforma di formazione 2.0 vista dal punto di vista degli studenti universitari. E dedicata agli studenti stessi. E’ questa l’idea alla base di <strong>Docsity</strong> (<a href="http://www.docsity.com/">http://www.docsity.com/</a>) , una sorta di <strong>ateneo globale sul web</strong> che può permettere ad uno studente di <strong>Bolzano</strong> di condividere e scambiare con un proprio collega di <strong>Reggio Calabria</strong>, appunti di lezioni e temi  per preparare al meglio il prossimo esame in programma.<br />
Tra i principali fautori di questa innovativa proposta c’è <strong>Riccardo Ocleppo</strong>, 25 anni, una laurea specialistica in Ingegneria Elettronica al Politecnico di Torino e un master in Management a Londra.<br />
“<em>Docsity è nato circa due anni fa con l’intento di mettere in pratica un’esigenza che ho sentito sulla mia pelle durante il periodo di studi. Ovvero quella di poter usufruire di una piattaforma di riferimento su cui condividere, scaricare o ricevere informazioni utili alla… sopravvivenza accademica!</em>”, racconta Riccardo, il cui progetto è già diventato case study per gli studenti di <strong>Business Planning </strong>dell’ultimo anno di Ingegneria gestionale al <strong>PoliTo</strong>. La scintilla che ha reso possibile questo progetto? “<em>Mi ricordo quando preparavo gli esami di matematica. Spesso mi trovavo a risolvere tutti i tema d’esame proposti dal mio professore e in fase di preparazione, sentivo che non fosse abbastanza.</em>”<br />
Ecco quindi che la community, prende vita. “<em>La piattaforma è completamente gratuita, bastano un login con user e password per entrare a far parte della comunità virtuale e condividere o visualizzare documenti, porre domande e dare risposte agli altri utenti o pubblicare notizie per raccontare esperienze, raccogliere riflessioni o fatti curiosi che riguardano la vita d’ateneo.</em>”  Naturalmente non possono mancare i link con i <strong>social network</strong>. “<em>Presto gli utenti di Docsity usufruiranno di un wall stile Facebook per rendere ancora più accattivante e divertente la fruibilità della navigazione. Insomma ci sono grandi progetti legati a questa piattaforma per rendere sempre più accessibile l’interazione.</em>”<br />
Alcune curiosità relative a Docsity? Il <strong>20 % </strong>degli utenti è appartenente ad un ateneo romano, Milano, Napoli e Torino nell’ordine sono le altre comunità di studenti che maggiormente affollano la community. E le facoltà più rappresentate? <strong>Giurisprudenza, economia ed ingegneria</strong> si aggiudicano i primi tre gradini del podio, seguono a ruota scienze politiche, medicina, informatica e architettura. </p>
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		<title>Una borsa da tremila euro</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 02:43:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcavallaro</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/paperon-de-paperoni.jpg" alt="paperon-de-paperoni" title="paperon-de-paperoni" width="160" height="150" class="alignleft size-full wp-image-3640" /> C’è tempo ancora sino a fine mese (<strong>31 luglio</strong>). Poi terminerà definitivamente il tempo per partecipare al premio di laurea “<em>Sergio Rossato</em>”. Si tratta di una borsa di studio del valore di <strong>3.000</strong> euro, rivolto ai neolaureati di corsi di laurea <strong>magistrale</strong> in diverse discipline, in particolare <strong>architettura, economia, giurisprudenza, ingegneria e statistica</strong>, che abbiano discusso la tesi di laurea tra il 31 luglio 2008 e il 31 luglio 2011.<br />
Le tesi di laurea proposte per il concorso dovranno avere come oggetto studi e ricerche sulla<strong> logistica</strong> e sul <strong>trasporto delle merci</strong>. Se il vostro lavoro di ricerca rientra nei parametri del concorso, potete iniziare a contattare la segreteria organizzativa del premio presso l’<em>Interporto Padova Spa, Galleria Spagna 35 &#8211; 35127 Padova</em>. L’indirizzo mail di riferimento è <em>PremioRossato@interportopd.it</em> mentre cliccando <a href="http://www.unive.it/media/borse_concorsi/Premio_sergio_rossato.pdf ">qui</a> è possibile leggere attentamente il <strong>bando</strong> di concorso. </p>
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		<title>The start-up of you</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 04:27:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Cervini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/startup-sign.png]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3636" title="startup-sign" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/startup-sign.png" alt="startup-sign" width="200" height="150" />Fare la <strong>start-up di se stessi</strong>, o almeno uno spin-off, in altre parole essere<strong> imprenditori</strong> del proprio io. Di questi tempi spesso si sente questo invito rivolto ai giovani e ai meno giovani alle prese con gli inizi della carriera professionale. Tradotto significa: <strong>inventare il proprio lavoro</strong>, perché se ci si limita a cercarne uno, ormai si rischia di restare a bocca asciutta. Mai però, quest&#8217;invito, è stato sistematizzato in un set di regole chiave da seguire per avere successo nell&#8217;impresa come è stato fatto da <strong>Reid Garrett Hoffman</strong> (co-fondatore di LinkedIn e board member, tra le altre, di Mozilla e Zynga) nel suo ultimo libro <em>The start-up of you</em> e da <strong>Thomas Friedman</strong> sul <em>New York Times</em> nell&#8217;omonimo editoriale.</p>
<p><strong>Capacità di produrre valore, spirito di adattamento, intuizione imprenditoriale e propensione all&#8217;innovazione</strong> sono le qualità che il giovane start-upper di oggi deve avere. E sono anche le qualità che cercherà in voi chi vi farà un colloquio Oltreoceano, ma anche nelle più vitali realtà italiane. Questo perché, come si sente dire da un po&#8217; di tempo a questa parte e come si legge nell&#8217;editoriale citato: &#8220;I percorsi tradizionali di carriera non ci sono più, il posto fisso e la crescita per passaggi progressivi pure&#8221;, dunque bisogna inventarsi nuove soluzioni e ritagliarsi nuovi spazi.</p>
<p>Non sono i grandi numeri a creare valore, <strong>non servono capitali stellari</strong>, ci dice Friedman, servono invece <strong>competenze tecniche</strong> e fiuto imprenditoriale (che vuol dire anche assumersi una piccola dose di rischio). Infatti le  società più interessanti sul panorama high-tech: <strong>Facebook, Groupon, Zynga , Twitter e LinkedIn</strong> hanno un valore complessivo di quasi <strong>200 miliardi</strong>, ma un numero di dipendenti molto ridotto che non arriva a <strong>20mila</strong> in totale.</p>
<p>&#8220;<strong>Differentiate or die</strong>&#8221; è il monito conclusivo di Friedman: differenziarsi o morire. Senza essere così catastrofici possiamo dire che lo spirito imprenditoriale se non è totalmente innato, può essere allenato e soprattutto coltivato in <strong>network</strong> stimolanti che potrebbero divenire utilissimi un giorno: quello dei compagni di corso, per esempio. L&#8217;<strong>università</strong> è ancora un ottimo modo per sviluppare <strong>sinergie, idee e progetti</strong>, con occhi ben puntati sul mondo produttivo.</p>
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		<title>Lo slogan? Agli studenti</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 00:53:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcavallaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/lettere.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/lettere.jpg" alt="lettere" title="lettere" width="150" height="130" class="alignleft size-full wp-image-3632" /> Parola agli <strong>studenti</strong>. Non è un assemblea d’ateneo, ma una <strong>campagna di comunicazione</strong>. Succede all’università di <strong>Macerata</strong> dove, la campagna pubblicitaria  è firmata in tutto e per tutto dalla<strong> creatività</strong> di chi l’ateneo lo vive tutti i giorni. E può raccontarlo senza filtri.<br />
I giovani  selezionati  hanno ideato immagini e slogan: &#8220;<em>Collega la mente</em>&#8220;, &#8220;<em>Connetti le idee</em>&#8220;, &#8220;<em>Accendi il pensiero</em>&#8221; dove il tramite sono &#8220;<em>innovazione, forma mentis, messaggio, motivazione</em>&#8220;, perché l&#8217;umanesimo innova tanto quanto la tecnologia.<br />
&#8220;<strong>Umanesimo che innova</strong>&#8221; è stato proprio il brief di partenza intorno al quale è stata impostata l&#8217;intera campagna pubblicitaria. Ed in concomitanza con la campagna pubblicitaria estiva, l’ateneo approda,come ormai tutti i “concorrenti” del resto, sui <strong>social network</strong>. Per comunicare e informare, ma anche per ricevere feedback, commenti e proposte, l’UniMc sarà presente sui più popolari strumenti sociali della Rete, aprendo propri canali ufficiali su Facebook, Twitter e YouTube. </p>
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		<title>Usa: test di comunicazione per futuri medici</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 01:17:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Cervini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/11/101029_postimedicina.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2280" title="101029_postimedicina" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/11/101029_postimedicina.jpg" alt="101029_postimedicina" width="139" height="139" />I futuri medici a stelle e strisce dovranno essere soprattutto dei buoni comunicatori. &#8220;Vogliamo precludere l&#8217;accesso a medicina a quegli studenti che magari fanno bene l&#8217;esasme, ma non sanno comunicare&#8221;, ha detto <strong>Stephen Workman</strong>, rettore della <strong>Tech Carillion University</strong> (<strong>Virginia</strong>).</p>
<p>Infatti per essere un buon medico non basta avere delle buone basi di anatomia oppure sapere operare a regola d&#8217;arte, ma bisogna anche avere un buon <strong>approccio psicologico al paziente</strong>, saperlo ascoltare, capire le sue esigenze, parlargli con tatto.  E bisogna anche essere in grado di <strong>relazionarsi coi colleghi </strong>di altre discipline, con gli infermieri, con medici di altri ospedali. Per questo in Virginia si sono inventati il <strong>test di comunicazione</strong>, corredato da lunghe interviste  che portano a inquadrare la <strong>personalità del candidato</strong> prima delle sue conoscenze teoriche.</p>
<p>Un approccio che in Italia, nonostante le ripetute litanìe che invitano, giustamente, a una maggiore formazione &#8220;psicologica&#8221; dei medici, è ancora lontano da venire.</p>
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		<title>Università brevi</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 19:14:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Cervini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giurisprudenza]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3072" title="gelmini1" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/gelmini1.jpg" alt="gelmini1" width="156" height="144" />L&#8217;università si accorcia. Non per tutti, ma per quei corsi di laurea che, anche dopo il conseguimento del titolo, hanno un percorso di accesso molto lungo alla professione; in primis <strong>Medicina</strong> e<strong> Giurisprudenza</strong>.</p>
<p>Come ha dichiarato a <em>Il Giornale</em>, il ministro Mariastella <strong>Gelmini </strong>ha  &#8221;aperto un tavolo con il ministro della Salute Ferruccio Fazio, proprio allo scopo di valutare una <strong>abbreviazione degli anni di studio</strong> della facoltà di Medicina. Ora sono sei anni per la laurea, poi quattro o cinque di specializzazione, poi il dottorato. Non si finisce mai. L&#8217;obiettivo sarebbe quello di accorciare almeno di un anno&#8221;. Lo stesso vale per Giurisprudenza, dove il<strong> primo anno di praticantato</strong> potrebbe essere anticipato all&#8217;ultimo anno &#8220;prima della laurea in modo che dopo il diploma occorra soltanto un anno di pratica&#8221;, ha aggiunto il ministro.</p>
<p>In effetti in Europa i nostri studenti sono quelli che studiano più a lungo e non solo durante il percorso universitario, ma anche durante il liceo. La questione vera sarà trovare la modalità giusta per riformare i piani di studio che saranno spalmati su quattro anni anziché cinque e su cinque anni anziché sei (per Medicina).</p>
<p>Il ministro torna anche a parlare di abolizione del valore legale dei titolo di studio, idea che il ministro ha intenzione di trasformare in realtà. Chissà se questi proclami diverranno infine operativi.</p>
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