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	<title>Il blog universitario di Campus</title>
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		<title>A spasso&#8230; per il mondo</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 23:26:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/sandra.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/sandra.jpg" alt="sandra" title="sandra" width="150" height="100" class="alignleft size-full wp-image-921" />Quando si dice sfruttare l&#8217;occasione. Come riporta <em>Repubblica.it</em> anche dalla perdita del lavoro si può imparare. Ed è quello che è capitato a <strong>Sandra Bozic</strong>, trentunenne della provincia di Varese, laureata in ingegneria ambientale al Politecnico di Milano. Dopo che l&#8217;azienda in cui lavorava l&#8217;ha lasciata a casa per via della crisi, Sandra ne ha approfittato per girare il mondo per un anno, dal 16 gennaio 2009 al 16 gennaio 2010. I primi sei mesi in Sudamerica e gli altri sei fra Oceania, India e Indonesia. La solita figlia di papà? Pare di no, visto che le spese sono state ridotte al minimo grazie al couchsurfing (letteralmente: saltare da un divano all&#8217;altro): da una parte chi mette a disposizione una stanza o il divano della sua casa o anche solo un angolo di giardino in cui poter piantare la tenda, dall’altra chi parte per nuovi Paesi e cerca un posto in cui poter sostare per qualche giorno. Sul sito varesenews.it la viaggiatrice ha pubblicato le foto del suo diario di viaggio, e delle amicizie sbocciate nel corso della nuova avventura. La domanda sorge spontanea: e ora, Sandra che fa?</p>
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		<title>Todos abogados Cepu</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 06:49:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/avvocatocepu.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-917" title="avvocatocepu" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/avvocatocepu.jpg" alt="avvocatocepu" width="172" height="56" /></p>
<p>Avvocati olè sulla prima pagina della <em>Repubblica</em>. Sì il giornale di Via Cristoforo Colombo (e già di Piazza Indipendenza)  s&#8217;è accorto di una vicenda che su questo blog era stata affrontata e lungamente dibattuta nel <a href="http://www.campus.it/blog/2009/07/11/cepu-ole-avvocati-facili/">luglio</a> dello scorso anno: quella della scorciatoia spagnola alla professione forense.</p>
<p>Abilitarsi in Spagna per poi vedersi riconosciuta l&#8217;iscrizione all&#8217;ordine italiano praticamene d&#8217;ufficio. Un metodo che consente di evitare i due anni di pratica legale italiana ma che costa circa 30mila euro.</p>
<p>Leader indiscusso nell&#8217;assistenza il solito <a href="http://www.campus.it/blog/2010/02/08/il-prof-di-pietro-al-cepu/">Cepu</a>.</p>
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		<title>Un forum per imprenditori giovani</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 21:54:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mtmelodia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/forum.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/forum.jpg" alt="forum" title="forum" width="100" height="120" class="alignleft size-full wp-image-912" />Ricerca e imprenditoria giovane sono ancora possibili nell&#8217;Italia dei laureati precari e sfruttati? Di questi temi si parla al terzo <strong>Forum su Ricerca, Innovazione, Imprenditorialità</strong>, ospitato dall’Università di Padova dal 12 al 17 marzo. Un evento internazionale, a detta degli organizzatori, per “coltivare nuove idee e progetti innovativi&#8221;. Il Forum si propone come luogo privilegiato dove imprenditori di successo, scovati in Italia dalla stessa Università monitorando settori come biotech, nanotech, Internet, media, elettronica e telecomunicazioni, intervengono per confrontarsi su “problematiche e prospettive di queste tipologie d’impresa”. L’idea è quella di stabilire un contatto “tra imprenditori di successo e gli studenti dell’università di Padova che stanno pensando a creare un’impresa, nell’ottica di stimolare la voglia di imprenditorialità tra i giovani”. Il Forum si articola in tre parti: nella prima parte un panel d’imprenditori abbastanza giovani, impegnati in imprese, in settori fortemente dinamici e innovativi, parteciperà a una serie di incontri dove porteranno le loro testimonianze e condivideranno la loro esperienza. Nella seconda parte della manifestazione si svolgerà lo European Summit on Entrepreneurial Education, durante il quale educatori, docenti, professionisti e imprenditori saranno invitati a presentare e a discutere nuove idee, progetti ed esperienze relative all’educazione e alla diffusione della cultura imprenditoriale nella società. Infine, il 16 e 17 marzo si svolgerà il secondo Research Exchange Workshop on Technological Entrepreneurship and Innovation Management, meeting finalizzato a riunire una comunità di ricercatori che presentano i loro progetti di ricerca sulla nuova imprenditorialità e l’innovazione in settori emergenti.</p>
<p>Tutte le informazioni sono disponibili sul sito ufficiale www.rieforum.org</p>
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		<title>ECampus, l&#8217;ateneo di Mr. Cepu</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 09:45:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-903" title="polidori1" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/polidori11.jpg" alt="Francesco Polidori, presidente Cepu" width="148" height="183" /></p>
<p><em>Anticipiamo l&#8217;editoriale di <strong>Campus</strong> marzo, in edicola dopodomani</em></p>
<p>La nostra <em>Storia del Cepu</em> arriva, con questo numero, alla quarta puntata.<br />
L’inchiesta era iniziata dopo la scoperta della vendita di <strong>Cesd</strong>, la holding del gruppo, a una sconosciuta società milanese, <strong>Dama2 Srl</strong>, riconducibile a una fiduciaria lussemburghese.<br />
Ci pareva interessante rifare la storia di un grande gruppo (<strong>100 milioni</strong> di fatturato), le cui vicende si sono spesso intrecciate, nell’ultimo ventennio, a quelle dell’università italiana.<br />
Intreccio che raggiunge il suo apice proprio con il capitolo che affrontiamo in questo numero: la nascita dell’università telematica <strong>eCampu</strong>s, a opera della fondazione omonima che fa capo allo stesso fondatore di Cepu, <strong>Francesco Polidori </strong>(nella foto di Stefania Malapelle, <em>ndr</em>). Ateneo autorizzato con decreto nel gennaio 2006 dall’allora ministro <strong>Letizia Moratti</strong>.<br />
Di eCampus raccontiamo le singolarità del debutto: unico caso di università telematica autorizzata con il parere contrario del <strong>Consiglio universitario nazionale-Cun</strong> e del <strong>Comitato nazionale per la valutazione universitaria-Cnvsu</strong>.<br />
Ma la puntata offre anche un primo sguardo sul corpo docente che, dopo quel decreto, si è precipitata a occupare cattedre a <strong>Novedrat</strong>e, sede dell’ateneo, spesso con insegnamenti fuorisede autorizzati dalle facoltà di appartenenza.<br />
Un fatto che segna, di fatto, un tacito armistizio, se non uno sdoganamento del mondo Cepu da parte dell’accademia italiana.<br />
Ostracizzato e demonizzato a lungo (forse perché certificava le carenze del sistema universitario), Polidori si è preso la sua rivincita: in forza di legge può mettere a libro paga la categoria che più lo criticava. Ha vinto lui, per adesso.<br />
Anche se la sua creatura, eCampus, è chiamata a superare passaggi fondamentali: entro breve deve convertire l’offerta formativa ai requisiti minimi introdotti dalla legge<strong> 270/04</strong> ed, entro l’anno, ricevere la visita ufficiale dei valutatori del Cnvsu, a tre anni dall’attivazione dei corsi.<br />
E la quarta puntata della nostra Storia rivela un particolare curioso: nelle sedi Cepu si vendono corsi presso l’ateneo svizzero di <strong>Herisau</strong>: un’università, libera e privata, che «laurea» con estrema facilità, valutando l’esperienza professionale acquisita. È una delle università, per intendersi, che campeggia nella lista nera del <strong>Cimea</strong>, il centro accreditato dal ministero per il riconoscimento dei titoli esteri.<br />
Insomma, Cepu che è legato da una convezione con l’ateneo <strong>eCampus</strong>, oltre al fatto che fa capo alla stessa proprietà, vende lauree tarocche assieme a lauree legali, quelle della telematica di Novedrate.<br />
A Polidori non fa specie. Chissà se sarà così anche al ministero.</p>
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		<title>Vezzi accademici</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 11:36:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-893" title="00120620" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/whitebread.jpg" alt="00120620" width="74" height="99" /></p>
<p><em><strong>Sette</strong></em>, il bel magazine del <em>Corriere della Sera</em>, spesso si occupa di università. Anche perché fra le proprie firme annovera docenti come <strong>Ernesto Galli della Loggia</strong>, <strong>Aldo Grasso</strong> e <strong>Angelo Panebianco</strong>.</p>
<p>Gli stessi talvolta utilizzano le loro rubriche senza tenere in grande considerazione i possibili conflitti di interesse legati al loro status accademico.</p>
<p>Si ricordano gli strali di Galli Della Loggia contro Scienze della Comunicazione, essendo lui docente a Scienze politiche;  o le bacchettate di <a href="http://www.campus.it/blog/2009/10/23/dite-al-corriere-che-grasso-e-un-prof/">Aldo Grasso</a> sui titoli dei corsi di marketing e comunicazione <strong>Iulm</strong>, pur essendo al libro paga (come docente) della <strong>Cattolica</strong>, ateneo competitor.</p>
<p>Anche Panebianco non è uno che, in genere, si fa scrupolo della propria appartenenza accademica. Eppure, nel numero del magazine diffuso ieri con il<em> Corriere</em>, dedica la sua rubrica, <em>Tono su tono</em>, alla proposta sul reclutamento del prof. <strong>Fulvio Cammarano</strong>, docente a Bologna.</p>
<p>&#8220;Una proposta originale&#8221;, scrive Panebianco, &#8220;è stata avanzato dal prof. Cammarano sul <em>Corriere Adriatico</em>&#8220;.</p>
<p>Per la cronaca Cammarano è direttore del <strong>Dipartimento di Politica, Istituzioni e Storia</strong> dell&#8217;<strong>Alma Mater</strong>, lo stesso dell&#8217;editorialista. Con tutta probabilità sono vicini di stanza e  forse si incrociano la mattina al bar della facoltà,  essendo entrambi docenti a Scienze politiche.</p>
<p>La domanda che sorge spontanea è questa: non avrebbe fatto meglio, l&#8217;illustre politologo a scrivere una cosa del tipo: &#8220;Il collega Cammarano&#8221; oppure,  &#8220;il direttore del mio dipartimento avanza una proposta interessante&#8221;?</p>
<p>Inficiava la bontà della proposta? La rilevanza dell&#8217;idea?</p>
<p>Quale prurito impedisce che al lettore sia celato questo dettaglio? O è solo un vezzo accademico?</p>
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		<title>Dov’è il futuro dei giovani meridionali?</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 00:05:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mtmelodia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/Studenti.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/Studenti.jpg" alt="Studenti" title="Studenti" width="100" height="100" class="alignleft size-full wp-image-883" />L’articolo di Giovanni Marinetti, pubblicato ieri dal magazine della <em>Fondazione FareFuturo</em>, propone un’interrogativo che, tristemente, si ripete da anni &#8211; <strong>Ma perché al Sud la politica non pensa ai giovani?</strong> Nel meridione c’è il boom dei giovani “NEET”(not in education, employment on training), ovvero circa 500.000 anime, che non studiano, non fanno training professionale, non lavorano. Quale futuro per i giovani meridionali? Secondo Francesco Delzìo, autore del libro <em>La Scossa. Sei proposte shock per la rinascita del Sud,</em> siamo di fronte a una “generazione bruciata, uno spreco inaccettabile di capitale umano e di vite individuali”.E i politici? Indifferenti. Stanno a guardare, fino a quando non arriva la campagna elettorale e parlare di giovani e lavoro porta voti. </p>
<p>Serve, come invoca Marinetti, che la politica inizi a parlare a quei giovani di progetti seri e convincenti. Serve che la politica arrivi prima delle mafie, proprio perché un bacino di ragazzi-zombie è la più grande vittoria delle mafie, è la dimostrazione che lo Stato ha fallito. Per questo, urgono dalla politica risposte concrete, che si chiamano opportunità, per quei ragazzi che decidono di non abbandonare il proprio territorio, per offrire a chi resta l’occasione di un cambiamento, non solo economico.<br />
Proprio sul divario culturale tra nord e sud, sono usciti, recentemente, su La Stampa, i dati della Fondazione Giovanni Agnelli, dai quali emerge un’Italia spaccata in due sul tema dell’istruzione: i giovani meridionali hanno un anno e mezzo di ritardo nella preparazione rispetto a quelli del Nord e sanno quello che sa uno studente immigrato. Oggi è un dato di fatto: nascere al Sud punisce gli studenti. Ed è una vergogna, perchè in una società democratica, il diritto a una buona istruzione è la condizione primaria per la libertà.</p>
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		<title>Cepu: tutor arrabbiati su Lo Spacco</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 10:57:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/spacco.JPG]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiama <em>Lo Spacco</em> e si presenta come &#8220;foglio di info/utility a poliuscita rete &amp; carta sulle condizioni di lavoro precario&amp;sfruttato nel gruppo Cesd&#8221;.</p>
<p>Sei pagine formato A4 spillate, con un&#8217;icona nera su cui si stagliano, seduti di spalle come la pubblicità della Robe di Kappa, un angelo e un diavoletto.</p>
<p><em>Lo Spacco</em>, arrivato per posta, in busta anonima, anche alla redazione di <em>Campus</em>, è di fatto una rassegna stampa cartacea e online di articoli (fra cui anche la nostra inchiesta), post di blog (fra cui questo) e di forum.</p>
<p>Il leitmotiv della pubblicazione sembrerebbero essere le dure condizioni dei tutor Cepu e spesso si polemizza con i vari gradi di responsabilità del gruppo: governatori, responsabili e referenti.</p>
<p>Non manca neppure una vignetta, sullo stile di <em>B.C.</em> (<em>Before Christ</em>) la striscia che appare su <em>Linus</em>, in cui due cavernicoli <img class="alignleft size-full wp-image-875" title="spacco" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/spacco.JPG" alt="spacco" width="169" height="136" />(un gestore didattico e un tutor leader) dialogano sulle economie da farsi. &#8220;Oggi che fai?&#8221;, chiede il primo al secondo. &#8220;Risparmio sui tutor&#8221;, risponde l&#8217;altro. &#8220;Non lo stavi, facendo anche ieri?&#8221;, fa l&#8217;altro di rimando e il primo conclude: &#8220;Non avevo finito&#8221;.</p>
<p><em>La poesia Tutor da San Precario</em> (Arezzo) &#8211; chiaro riferimento a San Sepolcro, quartier generale Cepu &#8211; è invece una <em>pasquinata</em> contro la catena di comando del Gruppo, rea di vessare il popolo dei tutor.</p>
<p>Un pamphlet di cui non si conosce il numero di copie diffuse, né la destinazione delle stesse ma che testimonia, evidentemente, forti tensioni interne alla conglomerata della ripetizione e dell&#8217;assitenza universitaria, di cui aveva dato conto anche <em>Campus</em> nelle <a href="http://www.campus.it/blog/2010/02/08/il-prof-di-pietro-al-cepu/">prime puntate</a> dell&#8217;inchiesta.</p>
<p>Potrebbe trattarsi di una ripresa di conflittualità interna come quella che, nel giugno del 2008, portò a una improvvisa sindacalizzazione dei tutor in alcune sedi italiana,<em> in primis</em> Bologna. Vicenda che appariva rientrata con la concilizione di un <a href="http://www.campus.it/blog/2009/12/21/cepu-indennizza-i-tutor-licenziati/">indennizzo da 140mila euro</a> da parte di una decina di collaboratori bolognesi, protagonisti della protesta, e ai quali il gruppo non aveva rinnovato i contratti.</p>
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		<title>Una finestra per il talento giovane</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 00:31:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mtmelodia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/youthtalent.jpg" alt="youthtalent" title="youthtalent" width="100" height="100" class="alignleft size-full wp-image-866" />“Non è il solito progetto per individuare giovani ai quali promettere tutto e poi non offrire nulla in cambio. Il nostro non è né un reality, né qualcosa di simile. Vogliamo mettere a disposizione il nostro network, per far emergere e ‘mostrare&#8217; i talenti italiani in tutti i settori: arte, cinema, danza, fotografia, grafica, musica, scrittura e teatro”. Con queste parole si presenta il nuovo progetto YouthTalent, promosso dal Forum Nazionale dei Giovani, per valorizzare i tanti giovani che vogliono trovare la loro strada nel panorama della cultura e dello spettacolo.  L&#8217;iniziativa, che ha ottenuto il patrocinio del Ministro della Gioventù Giorgia Meloni, prende il via con la pubblicazione on line del sito www.youthtalent.it, attraverso il quale i ragazzi avranno la possibilità di mettersi in contatto con il Forum, che si impegna a stringere rapporti di collaborazione con produttori, case discografiche, editori e quanti gravitano nel mondo dell’arte inteso nel significato più ampio del termine.<br />
Nel dubbio che possa essere un progetto più di belle parole, che di fatti, cari creativi fatevi sotto, provate per crederci.</p>
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		<title>Calo di matricole, ma solo al centro-sud</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 23:51:42 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/universita.jpg" alt="universita" title="universita" width="100" height="100" class="alignleft size-full wp-image-857" />Università italiane sempre più vuote, ma non al nord. E&#8217; questo il quadro che emerge da un&#8217;analisi di <em>Repubblica.it</em> sui dati, provvisori ma ufficiali, relativi alle immatricolazioni dell’anno accademico 2009/2010, che conta infatti circa <strong>304.600</strong> matricole contro le oltre <strong>312 mila </strong>dell’anno accademico precedente. Cifre che raddoppiano se si considerano gli ultimi due anni, arrivando al <strong>5 per cento</strong>. Il calo, pari al <strong>2,3 per cento</strong>, è circoscritto al centro e al sud, mentre nel settentrione c&#8217;è stato un aumento di un punto e mezzo percentuale, anche se la media non è perfettamente ripartita (i neoiscritti negli atenei del Sud sono diminuiti del <strong>7 per cento</strong>, nelle regioni centrali il calo si attesta sul <strong>2,4 per cento</strong>). Quindi, sulla base di questi dati, l&#8217;Italia appare spaccata in due. E inoltre, sembra anche che l&#8217;università sia sempre di più un privilegio per soli ricchi. La causa? Il continuo aumento delle tasse universitarie e di tutte le altre spese connesse allo studio e, dall&#8217;altra, la spendibilità del titolo finale sempre minore. </p>
<p>Constatazioni che richiamano alla mente il concetto di meritocrazia, trascurato dal sistema universitario italiano, nel quale, i giovani del sud, rispetto a quelli del nord, hanno a disposizione un’offerta formativa qualitativamente inferiore. Come dichiarato da Roger Abravanel a <em>Campus </em>“l’Università è la prima piattaforma per la meritocrazia, perché è un modo per azzerare i privilegi della nascita”. I primi passi da compiere dunque? Creare un sistema di testing nazionale standard per misurare la qualità degli atenei e parallelamente formare dei fondi del merito in modo che gli studenti più meritevoli ricevano delle borse di studio molto ricche da spendere nelle Università, che inevitabilmente saranno quelle di eccellenza.</p>
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		<title>3 milioni di euro per una giovane idea</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 23:58:27 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/giovani-ue1.jpg" alt="giovani-ue1" title="giovani-ue1" width="150" height="100" class="alignleft size-full wp-image-846" />Il Ministro della Gioventù e Upi, Unione delle Province Italiane, uniti in nome delle politiche per le nuove generazioni. Il progetto, denominato &#8211; per mille e una giovane idea &#8211; è stato discusso venerdì 12 febbraio, a Roma. &#8220;E&#8217; il terzo anno, ha spiegato il ministro, che Ministero e Upi collaborano all’iniziativa “Azione Province Giovani” alla quale sono stati destinati 3 milioni di euro del Fondo per le politiche giovanili al fine di valorizzare strategie e politiche coordinate a favore dei giovani. “Non ha senso disperdere risorse su troppo obiettivi &#8211; ha spiegato Meloni – così quest’anno ci siamo concentrati su tre: ambiente, occupabilità,  e infine sicurezza e salute, con particolare attenzione alla sicurezza stradale e alla valorizzazione di stili di vita positivi”. Il bando del progetto “Azione Province Giovani” verrà pubblicato a marzo e coinvolgerà direttamente le Province, che nelle due edizioni passate hanno presentato oltre 50 propri progetti. Largo alle vere idee per valorizzare i giovani.</p>
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		<title>Il prof. Di Pietro al Cepu</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 11:28:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-836" title="DiPietro" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/DiPietro.jpg" alt="DiPietro" width="107" height="114" /></p>
<p>Fu <strong>Antonio Di Pietro</strong> a tenere praticamente a battesimo la nascita del Cepu nel 1995. Lo ricorda la terza punta della storia del Gruppo Polidori proposta da <em>Campus</em>, in edicola mercoledì prossimo.</p>
<p>Fra l&#8217;allora ex-magistrato e il patron del Gruppo, <strong>Francesco Polidori</strong>, nacque una forte sintonia che portò Di Pietro a prestare la sua immagine al Cepu per le sue campagne pubblicitarie e a svolgere <a href="http://www.radioradicale.it/scheda/172205/di-pietro-lezione-al-cepu-di-bologna-su-le-indagini-difensive">conferenze</a> di Tecnica processuale nelle sue sedi.</p>
<p>Una sintonia che continuò anche quando, nel 1996,  l&#8217;ex-pm di <em>Mani pulite</em> divenne ministro per i Lavori pubblici del Governo <strong>Prodi</strong> e che gli valse alcune critiche da parte di esponenti della Rete, il movimento di <strong>Leoluca Orlando</strong> fondato proprio in quel periodo.</p>
<p>Un altro severo critico di Di Pietro per la sua frequentazione di Polidori e soci &#8211; culminata, nel marzo 1998,  nella fondazione di <strong><em>Italia dei Valori </em></strong>proprio nell&#8217;hotel di San Sepolcro appartenente al Gruppo &#8211; fu <strong>Beppe Grillo</strong>, i cui <a href="http://www.youtube.com/watch?v=lm3V0R28eAw">frammenti</a> di spettacolo si trovano ancora su YouTube.</p>
<p>Nella terza punta dell&#8217;inchiesta anche un approfondimento su una vicenda del 2001 che vide i responsabili della sede Cepu di Urbino finire sotto processo per la vendita di tesi universitarie, vicenda da cui il Gruppo prese le distanze da subito, senza però costituirsi parte civile.</p>
<p><em>Campus</em> ha scoperto che i protagonisti di quella storia, condannati nel giugno del 2007, lavorano ancora nel gruppo.</p>
<p>Leggi <a href="http://www.campus.it/news/152935-affari-a-ripetizione-2.html">qui</a> la prima puntata della <strong><em>Storia di Cepu</em></strong>, pubblicata da <em>Campus </em>Novembre 2009.<br />
Clicca <a href="http://www.campus.it/news/136939-i-compagni-della-val-tiberina-2.html">qui</a> per leggere la seconda puntata, pubblicata sul numero  di Dicembre 2009</p>
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		<title>Avanti i giovani a Ischia</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 19:44:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mtmelodia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/montanelli.jpg" alt="montanelli" title="montanelli" width="100" height="184" class="alignleft size-full wp-image-829" />Occasioni per aspiranti giovani giornalisti e comunicatori dalla XXXI edizione del <strong>Premio Ischia Internazionale di Giornalismo</strong>, che si svolgerà dal 2 al 3 luglio 2010 a Ischia e sarà presentata ufficialmente il prossimo martedì 2 febbraio, alle 11,al Circolo della Stampa di Milano. Grazie alla partnership con Coca Cola HBC Italia un futuro giornalista e un futuro comunicatore d&#8217;impresa saranno selezionati da una doppia giuria di 15 professionisti dell&#8217; informazione e delle relazioni pubbliche d&#8217;impresa. Il premio? Stage e borse di studio. <strong>Per i giornalisti</strong>: Coca-Cola bandirà un concorso per i 30 allievi della Scuola di Giornalismo “Suor Orsola Benincasa”, ai quali sarà richiesto di redigere un’inchiesta sulla responsabilità sociale d’impresa. Il vincitore avrà uno stage di 6 mesi retribuito presso l’Agenzia di Stampa AdnKronos e una borsa di studio del valore di 5.000 €, oltre l&#8217;incarico di inviato speciale a Ischia per “InWave”, house organ di Coca-Cola HBC Italia. <strong>Per i comunicatori</strong>: la multinazionale chiederà agli allievi di due classi del Master in Marketing e Comunicazione della Business School del Sole-24 Ore della sede di Roma di strutturare un progetto di comunicazione di impresa per la sostenibilità ambientale. Ai migliori verrà riconosciuto un periodo di stage retribuito di 6 mesi presso la Direzione General Affairs di Coca Cola HBC Italia, le Direzioni Relazioni Esterne di altre Imprese e presso Agenzie di Relazioni Pubbliche a Servizio Completo, anche con il supporto della Fondazione Coca-Cola HBC Italia. E non è finita qui, accanto alle tradizionali sezioni del Premio, c&#8217;è anche un concorso giornalistico, riservato ai giovani studenti delle università italiane, denominato &#8216;Robert F. Kennedy Europe High School and University Journalism Award&#8217; con l&#8217;obiettivo di sensibilizzare i futuri operatori dell&#8217;informazione sulla questione dei diritti umani nel mondo.</p>
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		<title>Brunetta II meglio del primo</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 09:04:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-813" title="ministroBrunetta" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/ministroBrunetta1.jpg" alt="ministroBrunetta" width="133" height="90" /><strong>Brunetta</strong> zuzzerellone. Una battuta via l&#8217;altra, il ministro s&#8217;aggiudica una ribalta non sua, punzecchia Tremonti e lancia una lunghissima campagna elettorale per Venezia.</p>
<p>Sullo sfondo, i giovani. Dopo averli bacchettati domenica scorsa, riesumando l&#8217;epiteto bamboccionico di <strong>Padoa Schioppa</strong>, ora Brunetta propone un assegno per l&#8217;autonomia, <strong>500 euro</strong> al mese come sostegno a chi lascia la casa paterna. E i soldi? Semplice per Brunetta: li prendiamo dalle pensioni. Cosa che ha fatto gridare leopposizioni allo scandalo della guerra fra poveri.</p>
<p>Lo scandalo vero è procedere per boutade su un terreno di mese in mese più drammatico, con l&#8217;ingrossarsi delle schiere dei neolaureati disoccupati.</p>
<p>E se il <strong>Brunetta I</strong> è davvero irricevibile dai giovani italiani, sul secondo forse una riflessione va fatta. Perché siamo l&#8217;Italia delle laute pensioni dei padri (come ha ricordato di recente <a href="http://www.campus.it/blog/2010/01/18/per-una-previdenza-previdente/">Boeri</a>) e il vuoto di futuro dei figli, e non solo in senso previdenziale.</p>
<p>L&#8217;idea del bonus non è peregrina né del tutto originale: <strong>Massimo Livi Bacci</strong>, nel suo <a href="http://www.campus.it/blog/2008/10/10/non-e-un-paese-per-giovani/"><em>Avanti giovani alla riscossa</em></a>, propone una dote statale alla nascita di ogni bambino, da spendere in formazione/autonomia dopo i 20 anni.</p>
<p>Soluzioni che però continuano a dimenticare l&#8217;aspetto de lavoro:  se si continua a prospettare a un laureato 2/3 anno di stage non remunerati e poi, dai 30 anni, una infinita gavetta a  <strong>1000 euro</strong>, non c&#8217;è bonus che possa tenere.</p>
<p>E perché nessuno parla più di imprenditoria giovanile? Una <strong><em>no tax area</em></strong> di 3 anni, per le startup di neolaureati potrebbe essere un sostegno intelligente alla creatività e al bisogno di autonomia.</p>
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		<title>Pensioni, i giovani rischiano il 30%</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 12:23:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/pensioni.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-786" title="pensioni" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/pensioni.jpg" alt="pensioni" width="190" height="105" />C&#8217;è urgenza di riforme a detta dei politici italiani. Si parta allora dalla riforma del mercato del lavoro, come suggerisce l&#8217;economista <strong>Tito Boeri </strong>in un articolo pubblicato su <em>La Voce.info</em>. In un&#8217;analisi spietata Boeri denuncia che<strong> non riformare il mercato del lavoro costa e anche tanto, soprattutto ai giovani  che in futuro dovranno fare i conti con il sistema contributivo.</strong> E c&#8217;è anche bisogno di  maggiore informazione , dal momento che la maggioranza non ha coscienza del problema: &#8220;l’Inps, suggerisce Boeri, dovrebbe mandare a tutti i contribuenti proiezioni sull&#8217;ammontare delle prestazioni che potrebbero ricevere a seconda di quando andranno in pensione e di come andrà l&#8217;economia. Servirebbe anche a incoraggiare investimenti in previdenza integrativa e la scelta di lavorare più a lungo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Le mancate riforme del percorso di ingresso nel mercato del lavoro possono costare ai giovani fino al <strong>30%</strong> della loro pensione futura&#8221;, puntualizza l&#8217;economista della Voce, sottolineando un conflitto generazionale sempre più acuto e il preannunciarsi di pensioni più magre per le generazioni che stanno oggi pagando le quiescenze ai pensionati e che andranno in pensione molto più tardi di chi li ha preceduti.</p>
<p>Il succo della proposta di Boeri è questo: &#8220;Le condizioni in cui i giovani entrano nel mercato del lavoro vanno riviste&#8221;, per una previdenza veramente previdente per tutti.</p>
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		<title>Un welfare &#8220;giovane&#8221; s&#8217;ha da fare</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 13:17:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/fini-1.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/fini-1.jpg" alt="fini (1)" title="fini (1)" width="100" height="115" class="alignleft size-full wp-image-774" />&#8220;E&#8217; necessario ripensare il nostro sistema di Welfare, per offrire maggiori opportunità ai giovani che oggi sono invece penalizzati&#8221;. Lo ha affermato il presidente della Camera, <strong>Gianfranco Fini</strong>, intervenendo oggi a Roma ad un convegno organizzato dall&#8217;Istat, dall&#8217;Ocse e dall&#8217;Aspen Institute sul tema &#8220;oltre il pil: quantità e qualità della crescita&#8221;.  La terza carica dello Stato ha osservato: &#8220;Pensiamo al livello di opportunità che veniva dato ai giovani venti o quaranta anni fa e quello attuale. C&#8217;è un gap che penalizza i giovani, che sono coloro su cui si deve puntare per il futuro&#8221;. &#8220;Se la sfida del futuro &#8211; ha ragionato Fini &#8211; si giocherà sull&#8217;innovazione, l&#8217;eccellenza e la  tecnologia, sulla scienza e sull&#8217;istruzione più diffusa, sarà solo puntando sui giovani e rendendoli più competitivi che si potrà salvaguardare lo sviluppo&#8221;.</p>
<p>Un primo passo per una sfida volta a ridurre l&#8217;enorme divario tra un&#8217; Italia garantita e un&#8217; Italia che rischia moltissimo, in primis, il proprio futuro.</p>
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