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Stage uguale assunzione?

di gcavallaro

stageA quanto pare, in buona parte, sembrerebbe di sì. Almeno stando ai risultati che un’indagine di Sportello Stage – ACTL (ente promotore di stage a livello nazionale) ha condotto su un campione di 925 stage attivati sul territorio nazionale nel 2010. Ebbene il 46% degli stage contemplati dalla ricerca, si conclude con l’inserimento in azienda del tirocinante.
La tanto chiacchierata formula della stage, dunque, si confermerebbe per i giovani una reale opportunità di formazione, di orientamento alle scelte professionali e un’occasione per fare l’ingresso nel mondo del lavoro. Una sorta di “palestra” dove ci si prepara per il mondo del lavoro, dove si mettono in pratica le conoscenze apprese durante gli studi e si acquisiscono nuove competenze.
Quali i fattori determinanti perché il tirocinio diventi un contratto a tutti gli effetti? Sempre in base a questa ricerca , spiccano la partecipazione attiva, l’entusiasmo del tirocinante, la sua capacità di integrarsi con i colleghi sono aspetti fondamentali per la buona riuscita dello stage.
Lo stage sarebbe poi un’occasione per mettersi alla prova e per capire le proprie attitudini e far luce sulle proprie aspirazioni professionali. Infine, perché uno stage sia un’esperienza positiva è molto importante che il tirocinante valuti e scelga con attenzione il tipo di azienda dove fare lo stage e le attività previste dal tirocinio.

Data: 29 luglio 2011

Il peso delle tasse

di gcavallaro

tasse E’ proprio il caso di definirlo così, almeno pensando alla battaglia che hanno intrapreso e per il momento perso, gli studenti della Federico II di Napoli. La protesta avanzata dai consiglieri di ateneo per non far aumentare le tasse è fallita per l’ennesima volta. Questo il responso che gli universitari partenopei hanno condiviso con una nota su Facebook. Massimo Marrelli, rettore dell’ateneo napoletano ha rintuzzato le proteste.
Ci eravamo resi conto che l’attuale distribuzione delle tasse non era equa e addirittura a pagare di più erano coloro che rientravano nelle fasce più deboli (prima, seconda, terza e quarta, per la precisione). Inserendo la pressione fiscale uguale per tutte le fasce, veniva evitata questa distorsione e inoltre, con la proposta di aumentare il numero delle fasce (da 16 che sono attualmente, a venti) si dava l’opportunità di rendere più stabile tale pressione” si legge nel comunicato dei rappresentanti Udu.
Noi troviamo non equo e antidemocratico che chi ha un reddito di cento mila euro deve pagare una somma uguale a chi guadagna solo 35 mila euro (la soglia massima stabilita per l’ultima fascia) con il risultato dell’evasione di molti nel non presentare il reddito Isee. Allora Di fronte a queste ingiustizie, abbiamo aperto una battaglia contro il Rettore. Alla fine sembrava che la battaglia era stata vinta facendo sentire la nostra voce al rettorato e strappando cosi, un accordo, in favore della nostra proposta. Ma durante l’ultimo senato accademico e consiglio di amministrazione, il rettore non tiene conto degli accordi presi con i rappresentanti e presenta un’altra proposta ovvero aumento delle fasce si, ma con un corrispettivo aumento delle tasse del 4%” dicono gli studenti.
Per il momento la querelle si ferma qui, ma gli studenti promettono di tornare a settembre con la stessa voglia di difendere i propri diritti. E i portafogli delle proprie famiglie.

Data: 28 luglio 2011

Che borsa spaziale !

di gcavallaro

spazio Quattordici mila e quattrocento euro all’anno, per due anni. E’ spaziale già di per sé l’entità delle borse che l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) ha deciso di conferire a tre laureati, in possesso di laurea specialistica in Biotecnologie, Medicina o Biologia.
Le borse di studio sono conferite nell’ambito dell’area tematica generale “Progetti di Microgravità”, sui seguenti argomenti specifici: “Studi di fattibilità per applicazioni in Telemedicina – Monitoraggio della circolazione sanguigna” e “Variazioni morfologiche e biochimiche correlate alla microgravità”.
Ogni borsa verrà fruita presso le strutture dell’ ASI di Roma nella Direzione Tecnica / Unità di Microgravità. Possono partecipare alla selezione i cittadini italiani o dei paesi dell’Unione Europea che dimostrino, oltre al titolo accademico conseguito da non più di tre anni, un’ottima conoscenza dei principali software applicativi (MS-Dos, Windows in particolare) e un’ ottima conoscenza della lingua inglese. La domanda di partecipazione deve essere presentata all’Agenzia Spaziale Italiana – Viale Liegi, 26 – 00198 Roma, entro il 1 agosto con allegati i documenti richiesti dal bando di concorso che si può consultare andando sul sito http://www.asi.it/

Data: 27 luglio 2011

Traduttori in Europa

di gcavallaro

traduzionePrima di partire per le vacanze, se l’obiettivo a stretto giro di posta è quello della ricerca del lavoro, provate la strada dell’Europa. Sino al 15 agosto, infatti, è possibile fare domanda per un periodo di tirocinio retribuito di tre mesi, rinnovabile eccezionalmente per altri tre, in funzione di traduttore al Parlamento Europeo. L’opportunità permetterà di arricchire le conoscenze acquisite e di venire a contatto con il funzionamento dell’Europarlamento.
Il periodo di lavoro inizierà con il primo gennaio 2012, sede del tirocinio sarà Lussemburgo. Potranno accedere alle selezioni neodottori che dimostrino una perfetta padronanza di una delle lingue ufficiali dell’ Unione Europea o di uno dei paesi candidati o di cui è già decisa l’ammissione ed una conoscenza profonda di altre due lingue ufficiali dell’ UE, oltre a studi di livello universitario o equiparati.
La borsa di tirocinio si attesta sui 1.200 euro. L’assicurazione sanitaria e contro gli incidenti, obbligatoria, viene coperta per i due terzi dall’organizzazione. Prima di prenotare per il mare, volete provarci? Per maggiori informazioni cliccate su www.europarl.europa.eu

Data: 22 luglio 2011

Lavoro interinale, parola ai manager

di gcavallaro

jobDopo il parere del sindacalista (nello scorso post) ecco come i manager di tre agenzie per il lavoro radicate sul nostro terriitorio raccontano la loro realta: quella del lavoro che i più chiamano “interinale”. L’anno spartiacque è stato il 1997: con la legge 196 del cosiddetto “pacchetto Treu” si iniziava a parlare timidamente di lavoro interinale, anche se l’Italia è stato il penultimo Paese Europeo ad istituzionalizzare questa tipologia di contratto. Seguita solo dalla Grecia. Poi nel 2003 la legge 30 o legge Biagi ha sdoganato in maniera definitiva il lavoro somministrato, ratificando l’intermediazione di manodopera e ampliando il raggio d’azione delle agenzie per il lavoro. Arrivando a far sì che, oggi, si tratti di una tipologia di contratto con pari dignità rispetto ad altri strumenti come, ad esempio, il contratto a termine, liberalizzato in Italia con il dl 368 del 2001, ma che non ha avuto il boom sperato. Proprio perché il lavoro in somministrazione a termine dava gli stessi risultati con maggiori garanzie sia per le aziende che per i lavoratori.

“Secondo dati interni all’azienda, il 16% dei neolaureati italiani non trova un’occupazione ad un anno dalla laurea. Quindi, salvo rare eccezioni, ovvero i neodottori che provengono da corsi a numero chiuso come Ingegneria o Medicina, l’inserimento nel mondo del lavoro è particolarmente complicato. Rivolgersi ad un’agenzia interinale significa entrare in contatto con un operatore qualificato che ha un osservatorio esteso e privilegiato rispetto a tutto il territorio nazionale e non solo, per entrare in contatto con le richieste di un mercato che si evolve velocemente. Anche e soprattutto perché fare numerose esperienze professionali, accresce la consapevolezza di quale sia realmente il proprio settore d’impiego” sostiene Stefano Agarossi, Field Operation Director di Manpower, che nel 2010 ha impiegato con contratti di somministrazione il 22% dei neolaureati, tra i candidati totali, la maggior parte (il 31%) con mansioni impiegatizie in ruoli del settore amministrazione e contabilità. I numeri poi parlano chiaro. “Non bisogna dimenticare” racconta Fabio Roberto Imperadore, responsabile commerciale della filiale Milano – Filzi di OpenJob, “che sottoponendo il proprio cv ad un’agenzia per il lavoro, si ha modo di far pervenire la propria candidatura ad un parco di 500/600 aziende, condizione difficilmente raggiungibile con la sola iniziativa personale.

PRO E CONTRO

Partendo dal presupposto che il lavoro in somministrazione, seppur preso in considerazione tardi rispetto alle tempistiche europee “ha portato una indispensabile dose di flessibilità al lavoro, concedendo al candidato di avere molte più opportunità quanto meno per entrare a far parte di un’azienda” come dice Anna Bogatto, Candidate Management Director di Adecco, è giusto valutare quali siano gli aspetti positivi e quelli negativi di questa tipologia contrattuale. “In maniera veloce si ha un colloquio, una valutazione ed una certificazione delle proprie competenze di fronte ad un vero e proprio agente personale che propone il curriculum alle aziende in maniera proattiva ed efficace” aggiunge la manager di Adecco, per cui nel 2010 sono stati gli ingegneri (gestionali, ambientali e informatici tra gli altri) con il 36% i neolaureati più richiesti sul mercato. I contro, invece, hanno più natura culturale. “Una parte del nostro mondo d’impresa e di chi seleziona il personale pensava fino a qualche tempo fa che un cv che riportasse tante e diverse esperienze lavorative fosse da considerare una criticità. Oggi, per fortuna, c’è una forte evoluzione in atto che sta soppiantando questo modo di considerare i lavoratori” aggiunge Agarossi.

IL TREND DEL FUTURO

Certamente negli ultimi anni il mondo della somministrazione si è guadagnato una fetta sempre più grande nel mercato del lavoro” rivela Imperadore, la cui filiale su Milano ha impiegato solo nel 2010 il 71% dei neodottori sottoposti a colloquio. “La crisi ha avuto l’effetto di far aprire gli occhi a quelle aziende che erano dubbiose ma che hanno saputo reagire con determinazione, affrontando gli alti e bassi del mercato e della produttività. Le agenzie del lavoro, in tutto questo, diventeranno sempre più un attore primario che può coniugare la professionalità e la rapidità di riuscire a coprire i bisogni delle aziende che si trovano sempre più spesso ad esternalizzare sia la fase di selezione sia le pratiche amministrative connesse alla gestione del personale” conclude. Anche se si può fare di più. “La Francia ha una percentuale di interinali sul totale degli occupati che è più del triplo della nostra. Ma la maturazione del comparto, nel giro dei prossimi anni, sarà completa e molto più vicine a quelle che sono le medie europee”, chiosa Agarossi.

FOCUS NEOLAUREATI

Ma come, queste agenzie, si focalizzano sui neodottori? “Adecco ha un fitto calendario di attività di orientamento negli atenei, con workshop anche tecnici, ultimamente incentrati sull’utilizzo dei social network, di gran voga fra i giovani ma se valutati nel modo giusto, anche uno strumento importante per collegarsi al mondo del lavoro” rivela Bogatto. “Il link con il mondo accademico è molto forte per OpenJob” dice Imperadore. “Partecipiamo attivamente ai career day organizzati dalle università, relazionandoci in maniera continua con gli uffici, interni alle sedi accademiche, preposti ai servizi di collocazione professionale. Non tralasciando di utilizzare al meglio i fondi del Forma.temp, stanziati per proporre corsi di formazione organizzati ad hoc per i neolaureati.” E Manpower? “L’azienda ha l’ambizione forte di volersi imporre come provider per i lavoratori, partendo proprio dai neolaureati, accompagnandoli nel corso del proprio percorso professionale a tutti i livelli. Lo facciamo, ad esempio, attraverso Junior Achievement, una organizzazione internazionale che si propone di avvicinare gli studenti al mondo professionale, ingaggiandoli su progetti e business plan in dinamiche molto simili a quelle che si andranno ad affrontare davvero nelle aziende. Insomma fornendo spunti pratici e concreti, a tutti quei giovani che arrivano impreparati ad affrontare le sfide del lavoro e possono così incrementare la propria spendibilità sul mercato”, conclude Agarossi.

Data: 22 luglio 2011

Lavoro interinale, consigli per l’uso

di gcavallaro

agenzie_interinali01 Il mare magnum delle agenzie interinali vi spaventa e non sapete a chi rivolgere le domande giuste per risolvere i vostri quesiti? Certamente le risposte che state cercando, specie se siete lavoratori in somministrazione, possono arrivare dai sindacati. A confermarlo a Campus.it ci ha pensato Silvia Degli Innocenti, segretaria nazionale Felsa (Federazione Lavoratori Somministrati Autonomi Atipici) Cisl.

Quali dritte si possono dare, ad un neolaureato, che vuole rivolgersi ad un’agenzia interinale?

“Prima di tutto occorre sapere che in qualsiasi agenzia, il colloquio è gratuito. Laddove questa condizione non si verificasse, insospettitevi. Poi direi che bisogna sapere che l’agenzia, in caso di esito positivo del colloquio, vi assumerà con un contratto a tempo determinato o indeterminato, ma con tutti i crismi che il contratto di un lavoratore dipendente possiede. Nel momento in cui si comincia a lavorare in somministrazione, si avranno contributi regolarmente pagati presso l’Inps e tutti i diritti sanciti dai contratti nazionali. La legge italiana, infatti, sostiene che un lavoratore in somministrazione ha gli stessi diritti del lavoratore dipendente assunto allo stesso livello e alla stessa retribuzione.”

In poche parole, esistono le stesse tutele. Dunque sullo stipendio, il lavoratore interinale non ci perde nulla?

“Esatto. L’azienda utilizzatrice paga l’azienda interinale e la bilateralità del contratto. Il lavoratore non ci rimette niente al punto che consiglio di verificare che la retribuzione sia sempre la stessa. E considerare che, anche un interinale, laddove il contratto lo prevede, ha tra gli altri anche il diritto di usufruire del premio di produzione. Sempre secondo i parametri dell’anzianità in azienda.”

Il sindacato, anche per questa tipologia di lavoratori, può risultare un interlocutore valido?

“Direi proprio di sì. Anzi credo valga soprattutto per questa categoria rispetto ad altre, perché esiste un contratto nazionale che regolamenta precisi diritti sindacali che vanno dalla possibilità di eleggere i propri rappresentanti a quello di fare assemblee, tanto per fare due esempi. Diritti di cui spesso non si è a conoscenza. Poi per chi ha un contratto simile, spesse considerato l’anello debole del mercato del lavoro, è ancora più importante informarsi. E se le risposte non le fornisce l’agenzia, giusto rivolgersi ad uno specialista del lavoro.”

Quali campanelli d’allarme possono insospettire un lavoratore in somministrazione, per cui è giusto iniziare ad interrogarsi?

“Primo in assoluto è la retribuzione. Laddove la busta della paga base sia diversa, ad esempio, da quella di un collega a parità di livello, significa che qualcosa non funziona. La seconda riguarda le volte in cui viene reiterato un rapporto di lavoro in somministrazione. La legge assicura un massimo di sei volte per 36 mesi totali. Può accadere che un’azienda utilizzatrice, all’avvicinarsi di questo limite, chieda al lavoratore di cambiare agenzia interinale. Questo, qualora si presenti, è certamente un campanello d’allarme da tenere sotto controllo.”

Data: 21 luglio 2011

L’università condivisa

di gcavallaro

CoccinellaOltre 50 mila universitari già iscritti, più di 15 mila documenti, appunti, dispense o riassunti caricati: in poche parole una piattaforma di formazione 2.0 vista dal punto di vista degli studenti universitari. E dedicata agli studenti stessi. E’ questa l’idea alla base di Docsity (http://www.docsity.com/) , una sorta di ateneo globale sul web che può permettere ad uno studente di Bolzano di condividere e scambiare con un proprio collega di Reggio Calabria, appunti di lezioni e temi per preparare al meglio il prossimo esame in programma.
Tra i principali fautori di questa innovativa proposta c’è Riccardo Ocleppo, 25 anni, una laurea specialistica in Ingegneria Elettronica al Politecnico di Torino e un master in Management a Londra.
Docsity è nato circa due anni fa con l’intento di mettere in pratica un’esigenza che ho sentito sulla mia pelle durante il periodo di studi. Ovvero quella di poter usufruire di una piattaforma di riferimento su cui condividere, scaricare o ricevere informazioni utili alla… sopravvivenza accademica!”, racconta Riccardo, il cui progetto è già diventato case study per gli studenti di Business Planning dell’ultimo anno di Ingegneria gestionale al PoliTo. La scintilla che ha reso possibile questo progetto? “Mi ricordo quando preparavo gli esami di matematica. Spesso mi trovavo a risolvere tutti i tema d’esame proposti dal mio professore e in fase di preparazione, sentivo che non fosse abbastanza.
Ecco quindi che la community, prende vita. “La piattaforma è completamente gratuita, bastano un login con user e password per entrare a far parte della comunità virtuale e condividere o visualizzare documenti, porre domande e dare risposte agli altri utenti o pubblicare notizie per raccontare esperienze, raccogliere riflessioni o fatti curiosi che riguardano la vita d’ateneo.” Naturalmente non possono mancare i link con i social network. “Presto gli utenti di Docsity usufruiranno di un wall stile Facebook per rendere ancora più accattivante e divertente la fruibilità della navigazione. Insomma ci sono grandi progetti legati a questa piattaforma per rendere sempre più accessibile l’interazione.
Alcune curiosità relative a Docsity? Il 20 % degli utenti è appartenente ad un ateneo romano, Milano, Napoli e Torino nell’ordine sono le altre comunità di studenti che maggiormente affollano la community. E le facoltà più rappresentate? Giurisprudenza, economia ed ingegneria si aggiudicano i primi tre gradini del podio, seguono a ruota scienze politiche, medicina, informatica e architettura.

Data: 20 luglio 2011

Una borsa da tremila euro

di gcavallaro

paperon-de-paperoni C’è tempo ancora sino a fine mese (31 luglio). Poi terminerà definitivamente il tempo per partecipare al premio di laurea “Sergio Rossato”. Si tratta di una borsa di studio del valore di 3.000 euro, rivolto ai neolaureati di corsi di laurea magistrale in diverse discipline, in particolare architettura, economia, giurisprudenza, ingegneria e statistica, che abbiano discusso la tesi di laurea tra il 31 luglio 2008 e il 31 luglio 2011.
Le tesi di laurea proposte per il concorso dovranno avere come oggetto studi e ricerche sulla logistica e sul trasporto delle merci. Se il vostro lavoro di ricerca rientra nei parametri del concorso, potete iniziare a contattare la segreteria organizzativa del premio presso l’Interporto Padova Spa, Galleria Spagna 35 – 35127 Padova. L’indirizzo mail di riferimento è PremioRossato@interportopd.it mentre cliccando qui è possibile leggere attentamente il bando di concorso.

Data: 19 luglio 2011

The start-up of you

di Claudia Cervini

startup-signFare la start-up di se stessi, o almeno uno spin-off, in altre parole essere imprenditori del proprio io. Di questi tempi spesso si sente questo invito rivolto ai giovani e ai meno giovani alle prese con gli inizi della carriera professionale. Tradotto significa: inventare il proprio lavoro, perché se ci si limita a cercarne uno, ormai si rischia di restare a bocca asciutta. Mai però, quest’invito, è stato sistematizzato in un set di regole chiave da seguire per avere successo nell’impresa come è stato fatto da Reid Garrett Hoffman (co-fondatore di LinkedIn e board member, tra le altre, di Mozilla e Zynga) nel suo ultimo libro The start-up of you e da Thomas Friedman sul New York Times nell’omonimo editoriale.

Capacità di produrre valore, spirito di adattamento, intuizione imprenditoriale e propensione all’innovazione sono le qualità che il giovane start-upper di oggi deve avere. E sono anche le qualità che cercherà in voi chi vi farà un colloquio Oltreoceano, ma anche nelle più vitali realtà italiane. Questo perché, come si sente dire da un po’ di tempo a questa parte e come si legge nell’editoriale citato: “I percorsi tradizionali di carriera non ci sono più, il posto fisso e la crescita per passaggi progressivi pure”, dunque bisogna inventarsi nuove soluzioni e ritagliarsi nuovi spazi.

Non sono i grandi numeri a creare valore, non servono capitali stellari, ci dice Friedman, servono invece competenze tecniche e fiuto imprenditoriale (che vuol dire anche assumersi una piccola dose di rischio). Infatti le  società più interessanti sul panorama high-tech: Facebook, Groupon, Zynga , Twitter e LinkedIn hanno un valore complessivo di quasi 200 miliardi, ma un numero di dipendenti molto ridotto che non arriva a 20mila in totale.

Differentiate or die” è il monito conclusivo di Friedman: differenziarsi o morire. Senza essere così catastrofici possiamo dire che lo spirito imprenditoriale se non è totalmente innato, può essere allenato e soprattutto coltivato in network stimolanti che potrebbero divenire utilissimi un giorno: quello dei compagni di corso, per esempio. L’università è ancora un ottimo modo per sviluppare sinergie, idee e progetti, con occhi ben puntati sul mondo produttivo.

Data: 15 luglio 2011

Lo slogan? Agli studenti

di gcavallaro

lettere Parola agli studenti. Non è un assemblea d’ateneo, ma una campagna di comunicazione. Succede all’università di Macerata dove, la campagna pubblicitaria è firmata in tutto e per tutto dalla creatività di chi l’ateneo lo vive tutti i giorni. E può raccontarlo senza filtri.
I giovani selezionati hanno ideato immagini e slogan: “Collega la mente“, “Connetti le idee“, “Accendi il pensiero” dove il tramite sono “innovazione, forma mentis, messaggio, motivazione“, perché l’umanesimo innova tanto quanto la tecnologia.
Umanesimo che innova” è stato proprio il brief di partenza intorno al quale è stata impostata l’intera campagna pubblicitaria. Ed in concomitanza con la campagna pubblicitaria estiva, l’ateneo approda,come ormai tutti i “concorrenti” del resto, sui social network. Per comunicare e informare, ma anche per ricevere feedback, commenti e proposte, l’UniMc sarà presente sui più popolari strumenti sociali della Rete, aprendo propri canali ufficiali su Facebook, Twitter e YouTube.

Data: 15 luglio 2011

Università a nudo

di gcavallaro

pirati Continua a tenere banco, specie sul terreno della “contesa”, ovvero il web, il caso hacker – università. Come vi abbiamo anticipato (se ne può leggere qui) le banche dati di numerosi atenei sarebbero state attaccate da un misterioso gruppo di hacker. I diciotto sotto l’occhio dell’attacco informatico sarebbero stati, secondo la Polizia Postale, Bologna, Cagliari, Milano (Politecnico, Bocconi e Bicocca), Bari, Foggia, Lecce, Messina, Modena, Napoli, Pavia, Roma, Salerno, Siena, Torino e Urbino.
Ebbene, in un primo momento molti organi di comunicazione degli atenei citati si sono limitati a smorzare l’effetto delle polemiche. “Nulla è compromesso” si diceva da più parti. Tra queste, agli organi d’informazione, è giunta per esempio la precisazione dell’università di Salerno. “In riferimento alla notizia riportata dagli organi di informazione relativamente all’attacco di hacker ai portali di 18 atenei italiani, si precisa che non si è compiuta nessuna intrusione nei dati sensibili di docenti, studenti e personale tecnico amministrativo registrati nei sistemi informativi e nei database centrali dell’Università degli Studi di Salerno. Le informazioni rese pubbliche dagli hacker sono state tratte da un sistema periferico contenente dati relativi a studenti laureati e laureandi, gestito localmente. In nessun modo è stata compromessa l’integrità dei dati presenti nelle banche date centrali d’ateneo.
Nessun danno quindi? Il mistero s’infittisce, tanto che però lo stesso ateneo campano, nello scusarsi per gli eventuali disagi procurati “invita gli utenti registrati nella procedura di placement a modificare le proprie password, anche nelle altre procedure informatiche d’ateneo se coincidenti.
Se però avete davvero il sospetto che qualcosa non vi torni, l’ Unione degli Studenti ha istituito un indirizzo mail (attaccomail@unionedegliuniversitari.it) per aiutare e dare informazioni a chi, eventualmente, si renda conto che la propria identità informatica sui siti d’ateneo sia stata violata.

Data: 12 luglio 2011

La carica dei 64 mila

di gcavallaro

lavoroBuone nuove per quanto riguarda giovani e lavoro. Arrivano direttamente da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro che hanno reso noti numeri che possono far sperare per il meglio. I dati sono quelli del “Programma occupazionale delle imprese” relativo al terzo trimestre del 2011.
Ebbene,stando a quanto dicono i risultati (consultabili qui), tra luglio e settembre, verranno assunte dalle aziende 162.600 persone, 23 mila in più rispetto allo stesso periodo del 2010. Di questi, i giovani neoassunti con meno di 29 anni dovrebbero essere addirittura 64 mila. Quota che corrisponde al 39,3% del totale: in pratica 1 su 4 potrà collocarsi con ottime prospettive.
Sul totale delle nuove assunzioni, gli stagionali saranno il 34,3% e si concluderanno alla fine dell’estate (in maggioranza giovani under 30), mentre spiccano le percentuali dei contratti non stagionali (65,7%), con 106.750 assunzioni in tutto. Tra i settori che assorbiranno più giovani, ci sono quello dei servizi (65%), specie nell’ambito della ristorazione e del turismo e l’industria (53%), specie in imprese di piccole dimensioni, nella maggior parte dei casi con assunzioni previste da un contratto a tempo determinato e solo nel 26% dei casi a tempo indeterminato. L’11% invece sottoscriverà un contratto di apprendistato.
Unioncamere fa un quadro, nella sua indagine, di quali siano i titoli accademici maggiormente fruttuosi in questo ambito. Economia, Ingegneria elettronica e informatica, Ingegneria industriale e le lauree del settore socio-sanitario e paramedico, continuano a svettare sulle altre. Sul totale dei giovani assunti si prevede che sarà laureato 14,9% del totale.
Ma allora dove orientarsi, anche solo per l’estate, nella ricerca del lavoro? Tra le professioni più richieste in questo trimestre, oltre alle figure del settore turistico, del commercio e della ristorazione (38,1%) ovvero le professionalità stagionali per eccellenza, , ci sono i tecnici (13,8%, specie nel marketing , nelle le professioni medico- sanitarie, gli amministrativi) e gli operai specializzati (12,5%), mentre i profili impiegatizi si attestano su un incoraggiante 8,7%.

Data: 8 luglio 2011
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