Università brevi
L’università si accorcia. Non per tutti, ma per quei corsi di laurea che, anche dopo il conseguimento del titolo, hanno un percorso di accesso molto lungo alla professione; in primis Medicina e Giurisprudenza.
Come ha dichiarato a Il Giornale, il ministro Mariastella Gelmini ha ”aperto un tavolo con il ministro della Salute Ferruccio Fazio, proprio allo scopo di valutare una abbreviazione degli anni di studio della facoltà di Medicina. Ora sono sei anni per la laurea, poi quattro o cinque di specializzazione, poi il dottorato. Non si finisce mai. L’obiettivo sarebbe quello di accorciare almeno di un anno”. Lo stesso vale per Giurisprudenza, dove il primo anno di praticantato potrebbe essere anticipato all’ultimo anno “prima della laurea in modo che dopo il diploma occorra soltanto un anno di pratica”, ha aggiunto il ministro.
In effetti in Europa i nostri studenti sono quelli che studiano più a lungo e non solo durante il percorso universitario, ma anche durante il liceo. La questione vera sarà trovare la modalità giusta per riformare i piani di studio che saranno spalmati su quattro anni anziché cinque e su cinque anni anziché sei (per Medicina).
Il ministro torna anche a parlare di abolizione del valore legale dei titolo di studio, idea che il ministro ha intenzione di trasformare in realtà. Chissà se questi proclami diverranno infine operativi.
500 giovani si sono espressi sulle loro condizioni di lavoro e sulle relative ambizioni. Ciò che è emerso? Il 60 per cento ha dichiarato di preferire svolgere il lavoro dei sogni pur con contratto di lavoro precario piuttosto che svolgere un lavoro sicuro, ma lontano dalle aspirazioni. Lo spaccato emerge dal sondaggio realizzato da Rena (Rete per l’eccellenza nazionale), associazione di giovani prevalentemente tra i 25 e i 37 anni nata per confrontarsi sui problemi del lavoro, dello sviluppo del territorio e per la valorizzazione dei talenti, che ha interpellato un campione di 500 giovani provenienti da tutta Italia di età compresa tra i 25 e i 35 anni.
Continua a tenere banco, specie sul terreno della “contesa”, ovvero il web, il caso hacker – università. Come vi abbiamo anticipato (se ne può leggere
Buone nuove per quanto riguarda giovani e lavoro. Arrivano direttamente da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro che hanno reso noti numeri che possono far sperare per il meglio. I dati sono quelli del “Programma occupazionale delle imprese” relativo al terzo trimestre del 2011.
Dedicato a studenti universitari o neolaureati, con un pensiero fisso alle nuove tecnologie che possano migliorare la vita delle persone. Questo il profilo creativo di under 31 in cerca di nuove opportunità. Chi le offre? Un concorso di idee che arriva direttamente dall’Alma Mater di Bologna e che si chiama “Inventare Il Futuro”.
Un’altra iniziativa, dopo quella che vi abbiamo segnalato qualche post fa circa gli studenti di
L’obiettivo è quello di non disperdere l’esperienza dei laureati ma di favorire la condivisione della stessa permettendo la collaborazione su progetti, eventi e lavoro e moltiplicando le opportunità di crescita, di reciproca utilità e di collaborazione professionale. Ecco perché è nata una community sul web che, dopo la laurea, permetterà ai cosiddetti “alumni” di mantenere i contatti anche dopo aver discusso la tesi. Succede al Politecnico di Milano grazie a cui, all’indirizzo