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Lavoro interinale, consigli per l’uso

agenzie_interinali01 Il mare magnum delle agenzie interinali vi spaventa e non sapete a chi rivolgere le domande giuste per risolvere i vostri quesiti? Certamente le risposte che state cercando, specie se siete lavoratori in somministrazione, possono arrivare dai sindacati. A confermarlo a Campus.it ci ha pensato Silvia Degli Innocenti, segretaria nazionale Felsa (Federazione Lavoratori Somministrati Autonomi Atipici) Cisl.

Quali dritte si possono dare, ad un neolaureato, che vuole rivolgersi ad un’agenzia interinale?

“Prima di tutto occorre sapere che in qualsiasi agenzia, il colloquio è gratuito. Laddove questa condizione non si verificasse, insospettitevi. Poi direi che bisogna sapere che l’agenzia, in caso di esito positivo del colloquio, vi assumerà con un contratto a tempo determinato o indeterminato, ma con tutti i crismi che il contratto di un lavoratore dipendente possiede. Nel momento in cui si comincia a lavorare in somministrazione, si avranno contributi regolarmente pagati presso l’Inps e tutti i diritti sanciti dai contratti nazionali. La legge italiana, infatti, sostiene che un lavoratore in somministrazione ha gli stessi diritti del lavoratore dipendente assunto allo stesso livello e alla stessa retribuzione.”

In poche parole, esistono le stesse tutele. Dunque sullo stipendio, il lavoratore interinale non ci perde nulla?

“Esatto. L’azienda utilizzatrice paga l’azienda interinale e la bilateralità del contratto. Il lavoratore non ci rimette niente al punto che consiglio di verificare che la retribuzione sia sempre la stessa. E considerare che, anche un interinale, laddove il contratto lo prevede, ha tra gli altri anche il diritto di usufruire del premio di produzione. Sempre secondo i parametri dell’anzianità in azienda.”

Il sindacato, anche per questa tipologia di lavoratori, può risultare un interlocutore valido?

“Direi proprio di sì. Anzi credo valga soprattutto per questa categoria rispetto ad altre, perché esiste un contratto nazionale che regolamenta precisi diritti sindacali che vanno dalla possibilità di eleggere i propri rappresentanti a quello di fare assemblee, tanto per fare due esempi. Diritti di cui spesso non si è a conoscenza. Poi per chi ha un contratto simile, spesse considerato l’anello debole del mercato del lavoro, è ancora più importante informarsi. E se le risposte non le fornisce l’agenzia, giusto rivolgersi ad uno specialista del lavoro.”

Quali campanelli d’allarme possono insospettire un lavoratore in somministrazione, per cui è giusto iniziare ad interrogarsi?

“Primo in assoluto è la retribuzione. Laddove la busta della paga base sia diversa, ad esempio, da quella di un collega a parità di livello, significa che qualcosa non funziona. La seconda riguarda le volte in cui viene reiterato un rapporto di lavoro in somministrazione. La legge assicura un massimo di sei volte per 36 mesi totali. Può accadere che un’azienda utilizzatrice, all’avvicinarsi di questo limite, chieda al lavoratore di cambiare agenzia interinale. Questo, qualora si presenti, è certamente un campanello d’allarme da tenere sotto controllo.”

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