Giovani & apprendistato: lascia o raddoppia
Gi Day (giornata di orientamento, formazione e selezione dedicata ai giovani), un canale You Tube su come affrontare la ricerca del lavoro, una filiale aperta su Facebook dedicata a chi è in cerca del primo impiego. Per Gi Group – agenzia italiana per il lavoro con presenza capillare su tutto il territorio nazionale - la parola d’ordine per il 2011 è: giovani.
All’interno del progetto Gi Group 2011 “L’anno dei giovani” che ha visto le iniziative citate, la fondazione Gi Group Academy, ha realizzato insieme a OD&M Consulting, un’indagine sulla diffusione e sulle modalità del contratto di apprendistato in Lombardia, discussa durante il convegno: L’apprendistato una complicazione o un’opportunità?
100 le aziende intervistate (in particolare nelle province di Milano, Bergamo e Brescia). Cos’è emerso? Il 51,3 per cento dei giovani inseriti negli ultimi tre anni con contratto di apprendistato professionalizzante è stato poi assunto a tempo indeterminato. Benché un terzo delle aziende dichiarino di non avere mai utilizzato l’apprendistato dal 2003 in poi, quelle che lo hanno fatto hanno evidenziato vantaggi economici, ma anche la possibilità di formare i lavoratori in base alle proprie esigenze (51 per cento) e farli crescere all’interno dell’azienda (47 per cento), anche in vista di un’assunzione a tempo indeterminato.
“L’apprendistato è chiaramente un’opportunità sia per l’azienda che per i giovani che hanno la possibilità di colmare il gap formativo ereditato dalla scuola e hanno importanti chanche di stabilizzazione, ma la gestione della formazione e degli aspetti amministrativi può rappresentare una complicazione e una barriera all’utilizzo – commenta Stefano Colli-Lanzi, amministratore delegato di Gi Group. Insieme a un’auspicabile semplificazione burocratica per agevolare la diffusione dello strumento come mezzo immediato di contrasto alla disoccupazione giovanile, in quanto agenzia per il lavoro possiamo svolgere un ruolo di supporto fondamentale e a riguardo ci renderemo anche fautori di una proposta per reintrodurre la possibilità di gestire l’apprendistato attraverso la somministrazione e per far sì che, laddove un’azienda decida di utilizzarlo, gli obblighi relativi al percorso formativo siano a carico dell’agenzia stessa”.
Il principale ostacolo alla diffusione di questa tipologia contrattuale è rappresentato infatti dalla gestione della formazione, svolta completamente all’interno dell’azienda nel 33 per cento dei casi.
L’industria è il settore in cui l’apprendistato è più diffuso (58,2 per cento): area tecnica, produzione, amministrazione e commerciale, gli indirizzi in testa.
Il 61 per cento dei giovani di età compresa tra i 21 e i 25 anni è inserita nelle aziende intervistate con questa tipologia contrattuale.
Studenti, università e città, legati da progetti di ricerca finanziati grazie ai fondi del 5 x 1000. Succede al Politecnico di Torino, dove fino al 30 agosto i cittadini potranno sottoporre all’ateneo piccoli o grandi problemi con particolare attenzione alle persone in condizioni di disagio (come persone diversamente abili, anziani, bambini, persone sole). Come interverranno gli studenti? Si ispireranno ai bisogni espressi per sviluppare progetti di ricerca che diventeranno realtà grazie ai fondi destinati al Politecnico. Ed i migliori potranno diventare impresa.
Dopo l’incontro che i rappresentanti di Adi e Cnvsu hanno avuto col ministro Gelmini e coi dirigenti del ministero dell’Istruzione – a proposito della soppressione di un comma 1b dell’articolo 19 che prevedeva un tetto al numero dei dottorati senza borsa (vedi
Dopo Cà Foscari, un altro ateneo italiano procede con le vele spiegate verso l’approvazione del proprio statuto d’ateneo (ve ne avevamo già dato conto in questo
I giovani viaggiatori della speranza li ha chiamati Gad Lerner nell’ultima puntata de L’Infedele (11 aprile) riferendosi sia ai tunisini che sbarcano in questi giorni sulle nostre coste sia ai precari italiani che si barcamenano tra stage (con rimborsi spese che permettono poco più di un gelato al giorno), contratti che definirli atipici è un complimento e varie forme di collaborazione quaquaraqua.
Tutta ancora da giocare la partita sugli statuti d’ateneo, che ancora prima del fischio di inizio aveva già suscitato parecchi cartellini gialli (dei quali abbiamo dato conto
Tempo di inaugurazioni di dottorati. La prossima, per salutare il nuovo ciclo accademico della Scuola in Scienze della natura e tecnologie innovative, sarà martedì 12 aprile all’Università di Torino. Al di là di cerimonie e presentazioni, l’importante sarebbe capire cosa ne sarà del dottorato e in quali forme, modi e condizioni proseguirà.