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Giovani & apprendistato: lascia o raddoppia

di Claudia Cervini

apprendistatoGi Day (giornata di orientamento, formazione e selezione dedicata ai giovani), un canale You Tube su come affrontare la ricerca del lavoro, una filiale aperta su Facebook dedicata a chi è in cerca del primo impiego. Per Gi Groupagenzia italiana per il lavoro con presenza capillare su tutto il territorio nazionale -  la parola d’ordine per il 2011 è: giovani.

All’interno del progetto Gi Group 2011 “L’anno dei giovani” che ha visto le iniziative citate, la fondazione Gi Group Academy, ha realizzato insieme a OD&M Consulting, un’indagine sulla diffusione e sulle modalità del contratto di apprendistato in Lombardia, discussa durante il convegno: L’apprendistato una complicazione o un’opportunità?

100 le aziende intervistate (in particolare nelle province di Milano, Bergamo e Brescia). Cos’è emerso? Il 51,3 per cento dei giovani inseriti negli ultimi tre anni con contratto di apprendistato professionalizzante è stato poi assunto a tempo indeterminato. Benché un terzo delle aziende dichiarino di non avere mai utilizzato l’apprendistato dal 2003 in poi, quelle che lo hanno fatto hanno evidenziato vantaggi economici, ma anche la possibilità di formare i lavoratori in base alle proprie esigenze (51 per cento) e farli crescere all’interno dell’azienda (47 per cento), anche in vista di un’assunzione a tempo indeterminato.

“L’apprendistato è chiaramente un’opportunità sia per l’azienda che per i giovani che hanno la possibilità di colmare il gap formativo ereditato dalla scuola e hanno importanti chanche di stabilizzazione, ma la gestione della formazione e degli aspetti amministrativi può rappresentare una complicazione e una barriera all’utilizzo – commenta Stefano Colli-Lanzi, amministratore delegato di Gi Group. Insieme a un’auspicabile semplificazione burocratica per agevolare la diffusione dello strumento come mezzo immediato di contrasto alla disoccupazione giovanile, in quanto agenzia per il lavoro possiamo svolgere un ruolo di supporto fondamentale e a riguardo ci renderemo anche fautori di una proposta per reintrodurre la possibilità di gestire l’apprendistato attraverso la somministrazione e per far sì che, laddove un’azienda decida di utilizzarlo, gli obblighi relativi al percorso formativo siano a carico dell’agenzia stessa”.

Il principale ostacolo alla diffusione di questa tipologia contrattuale è rappresentato infatti dalla gestione della formazione, svolta completamente all’interno dell’azienda nel 33 per cento dei casi.

L’industria è il settore in cui l’apprendistato è più diffuso (58,2 per cento): area tecnica, produzione, amministrazione e commerciale, gli indirizzi in testa.

Il 61 per cento dei giovani di età compresa tra i 21 e i 25 anni è inserita nelle aziende intervistate con questa tipologia contrattuale.

Data: 19 aprile 2011

PoliTo: gli studenti per il sociale

di gcavallaro

280111_Francesco-Profumo Studenti, università e città, legati da progetti di ricerca finanziati grazie ai fondi del 5 x 1000. Succede al Politecnico di Torino, dove fino al 30 agosto i cittadini potranno sottoporre all’ateneo piccoli o grandi problemi con particolare attenzione alle persone in condizioni di disagio (come persone diversamente abili, anziani, bambini, persone sole). Come interverranno gli studenti? Si ispireranno ai bisogni espressi per sviluppare progetti di ricerca che diventeranno realtà grazie ai fondi destinati al Politecnico. Ed i migliori potranno diventare impresa.
Non è una novità per l’ateneo del rettore Profumo che ha scelto di utilizzare tali risorse non per la gestione ordinaria dell’università, ma per finanziare progetti di ricerca per lo sviluppo e la coesione sociale, in ottica educativa per gli studenti e di servizio per il territorio e per i suoi abitanti.
Quest’anno l’ateneo propone qualcosa di più: il coinvolgimento diretto della collettività, che potrà non solo destinare il 5 x 1000 al Politecnico, ma anche proporre problemi da risolvere legati al vivere quotidiano o idee da sviluppare, che prevedano l’utilizzo di “nuove tecnologie per il sociale” . Sul sito d’ateneo è disponibile il modulo attraverso il quale descrivere le problematiche. I team di studenti, coordinati dai docenti, metteranno a disposizione della collettività creatività e nuove tecnologie e si ispireranno all’insieme delle richieste pervenute per trovare soluzioni ai problemi proposti. Progetti dunque a quattro mani, che nascono dal territorio e che saranno realizzati direttamente dagli studenti. I progetti selezionati e realizzati saranno proposti all’Incubatore di Impresa I3P perché possano diventare impresa e creare nuovi posti di lavoro .

Abbiamo immaginato un processo in cui tutti i cittadini possano contribuire a stabilire le priorità della ‘social innovation agenda’, che guiderà la direzione della nostra ricerca del prossimo futuro. In questo processo, devono avere un ruolo chiave i giovani, e per questo abbiamo pensato al coinvolgimento diretto degli studenti nello sviluppo dei progetti. Si tratta, credo, di una modalità innovativa di coinvolgimento della comunità, che ci auguriamo di poter ulteriormente potenziare nel futuro”. Così, sull’iniziativa, il rettore Profumo.

Data: 18 aprile 2011

A Padova la voce dei dottorandi in numeri

di Claudia Cervini

zaccaria_giuseppe_21-150x133Dopo l’incontro che i rappresentanti di Adi e Cnvsu hanno avuto col ministro Gelmini e coi dirigenti del ministero dell’Istruzione – a proposito della soppressione di un comma 1b dell’articolo 19 che prevedeva un tetto al numero dei dottorati senza borsa (vedi qui) – dopo la manifestazione del 9 aprile Il nostro tempo è adesso. La vita non aspetta, dove i dottorandi sono scesi in piazza da Bari a Pavia, con presidi, flash mob e cortei, alcune università iniziano ad approfondire la questione “dottorato” e ad ascoltare i loro iscritti in merito.

Lo fa Padova, per esempio che lunedì 18 aprile alle 10 ospiterà l’incontro Valutazione e monitoraggio delle Scuole di dottorato. Una giornata di lavori a Palazzo Bo dove si analizzeranno i dati emersi dall’indagine relativa alle opinioni dei dottorandi nel 2010 sui cicli XXII e XXIII delle Scuole.

Presenti  il rettore Giuseppe  Zaccaria, Franco Mantero, coordinatore dell’incontro, Francesca Simion, che presenterà l’indagine, Maurizio Casarin che parlerà dei dati relativi alle valutazioni dei comitati scientifici, Luca Illetterati, che illustrerà la relazione dei Nuclei di valutazione sui criteri utilizzati per l’accreditamento e valutazione delle Scuole di dottorato.

Iniziativa apprezzatissima dai dottorandi che si augurano funzioni da apripista in altri atenei e sia l’inizio di una riflessione profonda che l’università italiana fa sul titolo di dottorato e sulle garanzie-prospettive che offre dentro e fuori all’accademia.

Per seguire la vicenda dottorato borse, fondi e concorsi registrarsi a CampusPRO, il nostro quindicinale telematico che approfondisce temi di attualità accademica.

Data: 15 aprile 2011

Parma, arriva lo statuto

di gcavallaro

unipr Dopo Cà Foscari, un altro ateneo italiano procede con le vele spiegate verso l’approvazione del proprio statuto d’ateneo (ve ne avevamo già dato conto in questo post nel blog di Campus). Si tratta dell’università di Parma che, con deliberazione presa all’unanimità da parte del Senato Accademico, giovedì 14 aprile, ha ufficialmente adottato lo Statuto dell’ateneo nella nuova conformazione che lo ha adeguato alle disposizione della Legge Gelmini. Questo è avvenuto dopo la dovuta valutazione positiva resa dalla maggioranza del consiglio di amministrazione sulle proposte della commissione istituita per tale scopo. Lo Statuto, così modificato, verrà come prossimo step previsto, inviato al Ministero per essere approvato e successivamente emanato da parte del rettore. Tempistiche previste per il definitivo iter delle pratiche? Probabilmente dopo l’estate.

Data: 15 aprile 2011

Tiraboschi su precari e lavoro

di Claudia Cervini

tiraboschi--400x300I giovani viaggiatori della speranza li ha chiamati Gad Lerner nell’ultima puntata de L’Infedele (11 aprile) riferendosi sia ai tunisini che sbarcano in questi giorni sulle nostre coste sia ai precari italiani che si barcamenano tra stage (con rimborsi spese che permettono poco più di un gelato al giorno), contratti che definirli atipici è un complimento e varie forme di collaborazione quaquaraqua.

Non condivide la metafora del conduttore di La7 Michele Tiraboschi, ordinario di Diritto del Lavoro all’Unimore e consulente per il welfare del ministro Sacconi che, durante la puntata, afferma: “Se offri ai nostri laureati un lavoro a 50 minuti da casa lo rifiutano“, e aggiunge che bisogna approfondire il tema del mercato del lavoro guardando alle competenze che i giovani possono offrire alle aziende. “Quei ragazzi che lavorano nei call center e alle casse (dei supermercati ndr) che lauree hanno fatto? Lauree che, già dieci anni fa sapevamo, che non portano a un’occupazione“…

L’ultima riflessione del giuslavorista in proposito riguarda la distinzione tra il settore pubblico e quello privato. “Quale imprenditore vero non stabilizza un giovane che vale?” Secondo il professore tutti i veri imprenditori stabilizzano e pagano i giovani capaci perché ne hanno tutto l’interesse. Ma una domanda sorge alla scrittrice Michela Murgia (anche lei ospite in studio): “Quale imprenditore se può pagare meno contributi e meno stipendio a una persona per svolgere lo stesso lavoro non lo fa?”

Data: 13 aprile 2011

Problemi di statuto

di Claudia Cervini

frontespizio regolamento minTutta ancora da giocare la partita sugli statuti d’ateneo, che ancora prima del fischio di inizio aveva già suscitato parecchi cartellini gialli (dei quali abbiamo dato conto qui).

Se Ca’ Foscari, prima tra le prime, ha già concluso l’iter legislativo interno e approvato il nuovo statuto, le altre realtà accademiche sembrano in alto mare.

Alla Federico II di Napoli la commissione statuto, designata dal Senato accademico e dal Consiglio di amministrazione, si è insediata due giorni fa ed è già stata raggiunta da una lettera dei rappresenti dei Ricercatori che insiste su un punto preciso: la rappresentanza negli organi collegiali e la composizione dell’elettorato attivo per l’elezione del Rettore.

La questione della rappresentanza, nell’ateneo partenopeo, è nata inseguito al gran numero di ricercatori presenti nell’università napoletana, che sono il 45 per cento dei docenti dell’ateneo.  “Si è detto che a causa del numero elevato di ricercatori, essi avrebbero un peso eccessivo nelle elezioni delle diverse rappresentanze istituzionali”, si legge nella lettera, “in risposta a queste affermazioni, ribadiamo con forza che non è possibile discriminare
i ricercatori rispetto alla loro presenza negli elettorati attivi e passivi solo perché sono troppi”, e proseguono: “La discriminazione sulla base dell’eccessivo numero sarebbe un criterio che viola elementari e irrinunciabili principi di democrazia”.

Questa non è la sola lettera che ha raggiunto la Commissione statuto, i ricercatori hanno infatti scritto in tema di “elettorato attivo”. Insomma staremo a vedere le evoluzioni. Fatto sta che la stesura degli statuti rischia di andare per le lunghe in tanti atenei italiani.

Per seguire l’iter della Federico II cliccate il blog Notizie dalla commissione statuto, portale aperto dal rappresentante dei ricercatori in Commissione statuto Bruno Catalanotti. Un’operazione di trasparenza…

Data: 7 aprile 2011

Clamoroso, telematiche ed eCampus fanno notizia

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Non siamo più soli a occuparci di eCampus-Cepu o di telematiche in genere. Come fioriture primaverili sbocciano due articoli, sui siti dei più autorevoli quotidiani nazionali, Corriere e Repubblica.

Su Corriere.it Antonio Crispino firma una pregevole video-inchiesta sui miracoli degli atenei online, dal titolo eloquente: Come laurearsi in otto mesi: tutto (o quasi) regolare.

Il giornalista, con una videocamera nascosta, ha fatto un’incursione in alcuni centri di preparazione universitaria e in alcuni atenei online, documentando anche situazioni di chiara illegalità.

Peccato però che volti e marchi siano del tutto oscurati, rendendo difficile il riconoscimento di persone e luoghi. Perché? Non sia mai che il giornalismo-verità arretra di fronte alla minaccia di querele?

Sempre nella giornata di ieri,  repubblica.it ha reso noto il rapporto del Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario-Cnsvu, dopo la visita novembrina a Novedrate.

Manuel Massimo, autore dell’articolo, percorre in lungo e in largo il rapporto senza però cogliere un aspetto fondamentale. Gli ispettori del Comitato hanno infatti scritto che “il contratto con lo studente va rivisto con la formulazione dell’articolato mancante delle modalità di risoluzione del contratto”. Sembrano bagattelle ma questo elemento potrebbe risultare utile a ex-studenti eCampus, come il pugnace Filippo Tomarchio, un professionista siciliano che, dopo poche settimane di “prova” del sistema novedratese se ne fuggì scandalizzato, rivolgendosi a un legale per riavere indietro i soldi dell’iscrizione  e raccontando la sua storia su un bel sito: www.liberibelli.it.  Per i Tomarchio d’Italia – se ci siano e quanti siano, non è dato sapere ma certo la storia del Gruppo Cepu, Cesd e Scil insegnano, è ricca di contenzioso legale -  per questi eventuali scontenti, che in un rapporto ministeriale sia sottolineata una simile carenza procedurale, potrebbe non essere cosa da poco.

Soprattutto Repubblica.it non documenta,  perché non reso pubblico,il contenuto della lettera con cui il Comitato ha trasmesso al ministro Gelmini il rapporto. Di questo e di altri aspetti relativi al rapporto, si occuperà infatti il prossimo numero di CampusPRO, online all’inizio della prossima settimana (per registrarsi a una prova gratuita cliccare qui).

Gli articoli di Corriere.it e di Repubblica.it

Data: 5 aprile 2011

Se il dottorato diventa low cost

di Claudia Cervini

Foto Valentina MaistoTempo di inaugurazioni di dottorati. La prossima, per salutare il nuovo ciclo accademico della Scuola in Scienze della natura e tecnologie innovative, sarà martedì 12 aprile all’Università di Torino. Al di là di cerimonie e presentazioni, l’importante sarebbe capire cosa ne sarà del dottorato e in quali forme, modi e condizioni proseguirà.

L’ultimo incontro che il ministro Gelmini e i dirigenti del ministero dell’Istruzione hanno avuto con una delegazione del Cnsu – tra i quali c’era anche Valentina Maisto (nella foto) dell’Associazione dottorandi italiani – lascia alcune perplessità.

Lo scambio ha chiarito un punto controverso dell’articolo 19 (comma 1, lettera b) riguardo alla soppressione del vincolo previsto dalla legge 210/1998 sul limite dei posti fissati senza borsa (che era stabilito al 50 per cento). Oggi non esiste più alcun limite: il rapporto tra i dottorandi con e senza borsa di studio sarà a discrezione del singolo ateneo.

Le preoccupazioni espresse dall’Adi per questa interpretazione dell’articolo 19 sono forti e legettime: “In un quadro di sottofinanziamento degli atenei, il rischio è la proliferazione incontrollata dello strumento del dottorato senza borsa da parte dei dipartimenti”.

Insomma c’è la possibilità che venga fatto un uso sproporzionato del dottorato low cost. Anche se una buona notizia c’è: il ministro ha precisato che non sarà toccato lo stanziamento nazionale per le borse di dottorato. Evviva!

Data: 5 aprile 2011
Campus
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