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Il Blog

Ok stage: Firenze docet

di Claudia Cervini

OKDalla giunta  arrivano 30 milioni di euro per stage e tirocini, una Carta dei tirocini e degli stage di qualità e la proposta di una legge regionale. La Toscana è la prima regione d’Italia a disciplinare l’uso di questo strumento e a mettere un freno a un fenomeno di sfruttamento e precariato che pesa su un’intera generazione.

L’impegno rientra nel progetto Giovani sì, partito a gennaio e finalizzato all’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro: 300 milioni in tre anni per affitto, servizio civile, stage, imprenditoria giovanile e incentivi alle imprese per assumere under 35.

La Carta, che sarà operativa da giugno, definisce modalità e finalità del tirocinio, durata e trattamento economico. Tra i punti chiave ci sono i rimborsi spese che non dovranno essere inferiori a 400 euro mensili (abolendo così gli stage gratuiti), piani formativi individuali e tutor obbligatori e alcune restrizioni per le aziende che non potranno più servirsi di tirocinanti per sostituzioni maternità, per rimpiazzare contratti a termine o personale in malattia o in ferie.

La Regione mette inoltre a disposizione incentivi alle aziende (8mila euro) che decidono di assumere un giovane tra i 18 e i 30 anni.

Dal 2008 al 2010 i tirocini in Toscana sono passati da 10.478 a 14.757, quindi la politica ha pensato di disciplinare l’uso di uno strumento che dev’essere una misura di “accompagnamento al lavoro” e ha deciso di intervenire “per evitare che esso si traduca in forme mascherate di sfruttamento e precariato”, spiega Gianfranco Simoncini, assessore alle Attività produttive, lavoro e formazione.

Il protocollo d’intesa è stato firmato oggi con le parti sociali: Cgil, Cisl, Uil, Condindustria, Cia, Cna, Coldiretti, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confturismo, Lega Coop.

A quando le altre Regioni d’Italia?

Data: 30 aprile 2011

Google is better

di gcavallaro

Google Gli studenti italiani scelgono Google. E’ questo, in sintesi, il risultato finale della ricerca che anche quest’anno ha condotto Universum Group (http://www.universumglobal.com), gruppo mondiale leader nel campo dell’employer branding.
Sul target degli studenti universitari nelle facoltà di Economia, Ingegneria e Scienze Umanistiche e Giuridiche di più di 26 tra i principali atenei nostrani, l’indagine “Universum Student Survey” produce come risultato la graduatoria delle aziende preferite dalla popolazione studentesca.
Ebbene, l’indagine 2011 dice, tra l’altro per la prima volta dal 2008, che Ferrari non è più l’azienda ideale per gli universitari di ingegneria, IT e scienze naturali. A prendere il suo posto è Google, internet company ed azienda della conoscenza. Nella classifica degli studenti di Economia, UniCredit rimane saldamente al comando , come nel 2010. Seguono al secondo e terzo posto Intesa San Paolo e Google, anche per questo segmento in forte crescita.
“Il fatto che Google abbia battuto per la prima volta la Ferrari da sempre nei desideri degli studenti universitari italiani rappresenta un cambiamento non di poco conto. Le aziende della produzione industriale iniziano a perdere appealing come datori di lavoro” svela Davide Scialpi, senior employer branding advisor per l’Italia. “Quello che si nota, inoltre è che le aziende più attrattive e che stanno scalando i ranking sono quelle presenti nei luoghi dove i giovani studenti vivono gran parte del loro tempo, ovvero nei social network.

Data: 29 aprile 2011

Mr. Cepu, più atenei per tutti

polidoriFrancesco Polidori, 65enne, industriale della ripetizione con Cepu e Grandi scuole, fondatore di atenei con la telematica eCampus, è irrefrenabile.

Come scrive stamane ItaliaOggi, si è candidato a sindaco nella sua città natale, Città di Castello, mentre nella vicina Borgo S.Sepolcro (dove ha sede il gruppo Cepu), ha candidato il suo parente e strettissimo collaboratore, Gianluca Polidori.

Con loro, in lista figli, nipoti e dirigenti Cepu. Una sorta di opa politica sulla Valle Tiberina, malgrado un anno fa, la nascita del Federalismo democratico umbro-Fdu, rassemblement in salsa leghista (ma contestato dalla Lega), non fosse stata felicissima, tanto che non era riuscito a presentare le liste alle regionali.

Ma la cosa sorprendente è che, leggendo i  programmi elettorali dei Polidori’s, una delle primissime proposte è aprire una sede universitaria di eCampus, del cui indotto beneficerebbero le economie cittadine.

Chissà che cosa ne pensa il ministro Gelmini o  il neodirettore generale dell’Università, Daniele Livon.

E poi dove apriamo un altro eCampus: a Città di Castello o a Borgo San Sepolcro, che peraltro distano poche decine di chilometri?

Al Cepu non si fanno in genere problemi. Come ha rivelato il rapporto del Cnvsu – di cui parla diffusamente l’ultimo CampusPRO – le sedi di Roma e Massina sono state aperte con una semplice comunicazione a cui il Miur s’è guardato bene dal rispondere.

Leggi qui l’articolo di Italia Oggi

Data: 28 aprile 2011

sAs dottorato

di Claudia Cervini

miceliNon è più sos dottorato… almeno non a Camerino, università che, in periodo di magra tra assenza di fondi e instabilità legislativa, bandisce il concorso  Sas 2011 award (cofinanziato dalla Scuola di dottorato).

La School of advanced studies dell’Unicam mette in palio un premio di 1.500 euro (4.500 euro in totale) destinato ai tre migliori dottorandi iscritti al secondo e al terzo anno di corso, che presenteranno i migliori prodotti scientifici.

“Il premio”, spiega Anna Maria Eleuteri, referente Unicam per la Carta europea dei ricercatori e la valutazione e il riconoscimento delle nuove professioni, “rientra nelle azioni di implementazione dei principi della Carta europea dei ricercatori e nel Codice di condotta per il loro reclutamento”.

La selezione avverrà in due momenti e sarà condotta da due diverse commissioni: una interna, nominata all’interno del Consiglio della School of advaced studies e una formata da esperti esterni.

“La valutazione sarà effettuata sulla base del profilo scientifico dei candidati e di un prodotto di ricerca sviluppato durante il programma di dottorato“, racconta Cristina Miceli, direttore della School of sdvanced studies dell’Unicam. “Speriamo in un’ampia partecipazione e ci auguriamo che il premio  continui anche in futuro e sia fin d’ora uno stimolo verso una ricerca di qualità per i più giovani“.

Per partecipare è necessario compilare il modulo scaricabile dal portale d’ateneo  e inviarlo all’indirizzo postlaurea@unicam.it (disponibile anche a fornire informazioni più dettagliate sul concorso).

Data: 28 aprile 2011

Gelmini bacchettata sulle telematiche

Addio alla telematica normalizzata.

La Corte dei Conti, esercitando il controllo di legittimità sugli atti ministeriali, affibbia una sonora bacchettata alla Gelmini, “espungendo” dal Decreto programmazione 2010-2012, il celeberrimo articolo 6, quello che prevedeva appunto la trasformazione in università non statali tradizionali da parte di quegli atenei online che lo desiderassero.
Con un decreto dell’8 aprile scorso, la Sezione centrale presieduta dal giudice Pietro De Francisci ha ammesso al visto di legittimità tutto il provvedimento del Miur, a eccezione dell’articolo in questione.
Sgelmini1econdo la Corte, questo articolo “viola il principio della gerarchia delle fonti del diritto”, in quanto stabilisce criteri che, al contrario, devono essere introdotti da un apposito regolamento, quello previsto proprio dalle legge 286/2006, un milleproroghe, al comma 148.
Il ministero, presente alla precedente adunanza di merito, col suo direttore generale Marco Tomasi, aveva dovuto riconoscere subito la fondatezza del rilievo, manifestando la volontà di cassare l’articolo.
All’epoca dell’uscita del Decreto, l’ateneo principalmente indiziato della trasformazione era stato eCampus, università telematica legata al Cepu e che, pochi mesi prima, aveva inziato un programma residenziale, denominato Formula College. Da Novedrate avevano smentito, indignati. Ma le voci si erano ripetute quando un articolo della riforma universitaria aveva introdotto la possibilità di finanziamento ministeriale anche alle università a distanza, tanto che lo stesso Corriere della Sera aveva parlato “di aiutini agli amici del Cepu”.

Data: 24 aprile 2011

Università & ranking mondiali: veri o falsi?

di Claudia Cervini

pelizzettiEzio Pelizzetti, rettore dell’Università di Torino, non ci sta a vedere le università italiane come fanalini di coda dei ranking mondiali e già tempo fa, scrisse una lettera su come leggere queste classifiche basate spesso su parametri di confronto disomogenei e quindi non attendibili. La lettera alberga ancora sull’hompage dell’Unito (nella sezione “Dal rettore“) forse come monito o per rispondere a tutti i  ranking globali da qui a venire…Chissà se tra questi si trova anche la recente classifica partorita dal Qs world university ranking (di cui abbiamo dato notizia qui).

Nella lettura delle classifiche globali bisogna “tener conto dell’handicap con cui l’Italia si presenta al confronto”: il rapporto tra studenti e docenti e l’ammontare delle risorse disponibili non possono non essere considerati da chi stila questi ranking.

Infatti il Belpaese avrebbe un rapporto docenti-studenti (1-38) che è doppio rispetto alla media Ocse e un’allocazione di risorse pubbliche ridicola rispetto a quanto destinato a Università e ricerca da Usa e da molti Paesi europei. Dunque? Dunque “tale situazione accresce la necessità/urgenza che operi a livello nazionale un’agenzia come l’Anvur, in grado di valutare gli atenei con parametri condivisi e trasparenti”.

Il rettore continua citando un’altra classifica mondiale, questa volta virtuosa, “concepita utilizzando il sistema bibliometrico messo a punto nel prestigioso Karolinska Institute di Stoccolma“. In essa si valutano i prodotti della ricerca di circa 5mila atenei di 87 Paesi e: sorpresa…fra questi ci sono ben 15 università italiane (tra cui l’Unito…) che “hanno superato il livello alto di 5mila prodotti di ricerca tra il 2003 e il 2007.” E mettendo in relazione questo numero di pubblicazioni con la quota del Pil che i singoli Paesi destinano a Università e ricerca, queste scalerebbero la classifica portandosi in pole position.

Il rettore conclude con un’altro riconoscimento all’intelligenza made in Italy: “è già di per sé straordinario”, scrive il magnifico, “che i ricercatori universitari italiani siano in Europa al terzo posto per produttività scientifica”.

“Alimentare”, quindi, “un gioco al massacro contro l’università italiana”, basato oltretutto su dati fasulli, “si traduce in un gravissimo danno economico e di immagine per il nostro Paese”, senza considerare che riduce notevolmente l’attrattività degli atenei, penalizzando sia l’università che gli studenti. Parola di rettore…

Data: 23 aprile 2011

Uni Salento: “Aggiornamento ancora in corso”

di Lucrezia Pacilecce_universita_tasse_protesta

A nessuno piacciono le situazioni in sospeso, tanto meno quelle amministrative. E lo sanno bene gli studenti salentini.

Li avevamo già recentemente seguiti con i nostri due post sul tax gate:

http://www.campus.it/blog/2011/03/15/tax-gate-alluniversita-del-salento/

http://www.campus.it/blog/2011/03/28/lecce-presidio-al-rettorato/

E ora li ritroviamo così: ad aspettare ancora di pagare l’importo della loro seconda e della terza rata universitaria. Il motivo del blocco? Problemi di aggiornamento del portale di ateneo, dove non compaiono ancora le distinte da stampare per le rate né la proroga del pagamento fino al 31 maggio.

“Naturalmente il mal funzionamento del portale non è esclusivamente attribuibile al sistema informatico dell’università, da sempre carente, ma anche all’amministrazione”, hanno commentato i ragazzi dell’Udu (Unione degli universitari).

Blocco, quello del pagamento delle tasse, che ha generato un clima di caos e confusione. La stessa comunicazione interna dell’ateneo sembra trovarsi in difficoltà. In risposta ai reclami studenteschi, le segreterie hanno infatti sostenuto che nulla è cambiato riguardo alle tasse: dichiarazione opposta a quella fatta dal Cda il 28 marzo scorso, quando era stata preannunciata la decisione di destinare 756mila euro, per ridurre la pressione fiscale sugli iscritti. Inoltre, dopo 22 giorni, deve ancora essere calcolato l’extra gettito reale, che si prevede intorno ai 1.600 euro, sulla base del merito.

Insomma, tutto resta in sospeso: portale, segreterie, comunicati e tasse incluse.  Gli unici che non accennano a voler stare fermi sono gli studenti, che aumentano le proteste, nella speranza che qualcosa si sblocchi.

Data: 22 aprile 2011

L’UniTe corre da sola

di gcavallaro

tranquilliNessuna, possibile aggregazione ad altri atenei. Questo il concetto che ha voluto ribadire in una note Rita Tranquilli Leali, rettore dell’ateneo di Teramo.
“Ho appreso che, da talune parti, è stata nuovamente affacciata l’idea di un’aggregazione dell’ateneo di Teramo a quello aquilano. Ribadisco fermamente la volontà dell’ateneo di non voler attuare alcuna fusione con altre università della Regione.”
La professoressa, ha poi voluto sottolineare la particolarità, anche territoriale, dell’ateneo che dirige. “Desidero ricordare che, nell’ambito dell’università di Teramo, sono presenti cinque facoltà che costituiscono ognuna un unicum nel territorio regionale e che, quindi, rappresentano e garantiscono un patrimonio culturale indispensabile per la crescita della nostra Regione. L’ateneo di Teramo, d’altro canto, si è sempre battuto per una razionalizzazione dell’offerta formativa regionale, anticipando così la recente disciplina introdotta dalla legge n. 240 del 2010. Conseguentemente, il nostro ateneo non deve ora preoccuparsi di attuare alcuna modificazione, che non deve essere tanto meno imposta, come taluni vorrebbero. Nella questione in esame, non incide alcun presunto “campanilismo”, bensì assume esclusivo rilievo il senso di responsabilità dell’ateneo di Teramo di voler adempiere pienamente alla propria missione di formazione dei giovani in base alle loro propensioni e libere scelte, nonché in base alle esigenze di sviluppo ai più alti livelli della Regione, anche attraverso la propria attività di ricerca di eccellenza nei settori più vitali per la collettività.”

Data: 21 aprile 2011

Carraro dà (parte dei) numeri sul dottorato a Venezia

di Claudia Cervini

cattaneo2Nel blog del rettore Carlo Carraro (Ca’ Foscari) si parla di ottime notizie per i dottorati: snellimento della burocrazia, un nuovo calendario dei bandi e una valutazione interna che ha consentito di premiare i dottorandi migliori con l’assegnazione di nuove risorse. Nel post non è esplicitato alcun dato relativo all’entità delle risorse allocate, e al numero di borse di studio, al contrario è stata riservata particolare attenzione statistica  alle domande di dottorato – in forte crescita -  giunte quest’anno all’ateneo cafoscarino (in parte effetto in parte della crisi?)

368 quelle pervenute l’anno scorso contro le 456 giunte per quest’anno accademico. Sono cresciuti gli stranieri che vogliono fare ricerca a Venezia: 130 domande attuali contro le 57 della stagione precedente: e questa è una buona notizia.

Il post prosegue spiegando che l’università potrà fare in questo modo una maggior selezione e incrementare la qualità. E conclude con una celebrazione del merito dell’ateneo e del suo corpo docenti.

Tutto chiaro. Ma in tempo di dottorato magro, penuria di risorse, rischi di dottorati low cost (leggi qui), causa abolizione del tetto massimo del numero di posti banditi senza borsa e con l’Adi sul piede di guerra (vedi CampusPRO) qualche buona notizia, quantificabile in tema di risorse e borse di studio non sarebbe guastata.

Data: 20 aprile 2011

L’UniFi fa impresa sociale

di gcavallaro

yunusCome realizzare un’impresa sociale? E’ una domanda che molti giovani, dopo la laurea, possono porsi. Per rispondere adeguatamente, non bisogna andare troppo lontani. A sostegno di giovani imprenditori interessati ad un tipo di impresa che produca profitto, ma svolga anche un’attività di utilità sociale, dall’università degli studi di Firenze arriva la notizia della nascita dello Yunus Social Business Centre University of Florence.
Si tratta di una novità nel panorama italiano, (è il primo accreditato nel nostro Paese dallo Yunus Centre di Dhaka in Bangladesh). Quali gli obiettivi? Il centro avrà lo scopo di diffondere, ma soprattutto di mettere in pratica, le idee dell’economista bengalese Muhammad Yunus. Il Premio Nobel per la pace 2006 è noto, infatti, per essere il fondatore della Grameen Bank, la prima creata per offrire microcredito a chi è privo di mezzi e, di conseguenza, delle garanzie richieste per accedere ai prestiti delle banche tradizionali.
Il centro avrà sede presso il polo universitario “Città di Prato“, nasce grazie all’accordo firmato tra il PIN S.c.r.l. Servizi Didattici e Scientifici per l’università di Firenze e l’omonimo centro bengalese. Il tutto all’insegna del nuovo che avanza: la direzione e gestione del centro infatti sarà affidata a due giovani appena trentenni: Enrico Testi e Marco Tognetti. Il comitato etico e scientifico è invece composto da quattro docenti dell’università di Firenze: Luca Bagnoli del Dipartimento di Scienze aziendali, Nicolò Bellanca, Mario Biggeri e Mauro Lombardi del Dipartimento di Scienze economiche.
E i lavori partiranno prestissimo. Prima iniziativa formativa in programma per sabato 7 maggio prossimo: nell’ambito della “Fiera del lavoro” (dal 6 al 7 maggio a Prato), si svolgerà un workshop, aperto al pubblico, dedicato a “Social business, diventare imprenditori sociali“.

Data: 20 aprile 2011

Studenti (evasori e non) c’è posta per voi…

di Claudia Cervini

evasione-fiscale-150x102Massimo Marrelli, magnifico della Federico II scrive agli studenti in termini di tasse e dichiarazione dei redditi. Li informa che l’ateneo ha stipulato una convenzione con la guardia di Finanza, per controllare a campione un certo numero di dichiarazioni Isee, e li invita a essere più diligenti nel dichiarare i propri averi.

“Poiché non è intenzione mia nè del nostro ateneo quella di ricorrere a pratiche vessatorie ma, anzi”, continua il rettore,”sarebbe un motivo di orgoglio nostro e della nostra città, poter mostrare che nessuno dei nostri ragazzi è un evasore fiscale, chiedo a coloro che avessero per errore o trascuratezza presentato un Isee, in qualche modo non veritiero, di voler procedere alla eventuale correzione

Per la “correzione” c’è tempo fino al 30 aprile, si legge nella lettera. La versione definitiva e ufficiale dovrà pervenire alla segreteria studenti. Dopodiché caccia agli evasori: studente avvisato, mezzo salvato.

Data: 20 aprile 2011

IBicocca e atenei a prova di “touch”

di Claudia Cervini

IBicoccaTwitter, Facebook, You tube, Second life, le università sbarcano su internet. Da un lato sono sempre più attive in termini di produzione di contenuti sui new media: dal blog del rettore, alla nascita di vere e proprie testate, dalle web tv d’ateneo alle radio (a fine maggio ci sarà la quinta edizione del Festival delle radio universitarie d’ateneo  in Calabria). E dall’altro presentissime in rete sui vari social network che offre il world wide web.

Da qualche giorno l’Unimib è sbarcata anche su iPhone e iPad. Orari delle segreterie e informazioni logistiche e di contatto, info sui corsi, appuntamenti culturari, news sulla ricerca e una mappa del campus per orientarsi in ogni momento. Da alcuni giorni è infatti disponibile la App universal iBicocca con la guida universitaria a portata di touch, scaricabile gratuitamente dall’App store della Apple e istallata sul proprio smartphone iOS. A breve sarà disponibile anche una guida in inglese (viva l’internazionalizzazione!)

La future App è stata sviluppata interamente dal centro multimediale dell’ateneo: “Le nuove tecnologie” – ha commentato Marcello Fontanesi, rettore dell’ateneo milanese  – sono fondamentali per moltiplicare i canali di informazione e per raggiungere i nostri studenti. Siamo molto sensibili”, continua il magnifico, “all’impiego di nuove tecnologie di comunicazione e alla sperimentazione di tutti quei canali, come i social network, che permettono di essere raggiunti in modo semplice e di stabilire un contatto diretto. Bisogna saper parlare il linguaggio dei tempi“.

Data: 20 aprile 2011
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