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Se Ruby è ospite in discoteca

di Claudia Cervini

ruby-largeVa bene Gieffini, starlette e perfetti sconosciuti, sempre più spesso ospiti in discoteca per cifre da capogiro, ai quali ormai siamo abituati, ma ora la rosa di comparsate in discoteca si amplia fino ad annoverare la nipote di Mubarak: quella vera? Ovviamente no, si tratta di Karima el Mahroug, in arte Ruby.

Tanta attesa per una serata che si è rivelata, se non un vero flop, almeno sotto tono rispetto ai “normali” sabato sera della discoteca Paradiso” di Rimini che ha ospitato la giovane marocchina e che per l’occasione aveva ospitato anche una schiera di giornalisti di testate nazionali e locali. Più stampa che pubblico? Non proprio ma quasi: poco più di 1.200 le persone in lista contro una media di 2mila clienti a sera.

Nei giorni scorsi si parlava di possibili azioni dimostrative, come il classico lancio di pomodori, invece niente di tutto ciò è avvenuto, soltanto fuori dal locale si è animata una simbolica protesta da parte di alcuni giovani.

Chissà se in futuro essere inquisiti dalla Procura milanese diventerà un requisito per essere invitati come ospiti d’onore nelle discoteche del Belpaese e ricevere lauti compensi, come quello di Ruby che dovrebbe aggirarsi intorno ai 5mila euro.

Data: 31 gennaio 2011

Almawinteraction in piazza a Bologna

di Claudia Cervini

almawinteractionAncora manifestazioni studentesche in piazza, ma stavolta le associazioni saranno tutte sotto lo stesso tetto per creare e discutere, grazie all’evento invernale promosso da Almamater e dal Comune di Bologna, previsto per il 15 gennaio, che animerà Piazza Verdi sino a fine febbraio.

150 metri quadrati dotati di impianti audio, video, collegamenti wifi a disposizione delle associazioni per ospitare manifestazioni, iniziative culturali, forum di discussione,  sfide sportive, tornei, laboratori, incontri dedicati alle tecnologie e alla promozione del software libero.

“È la prima volta”, commenta il proretorre Roberto Nicoletti, “che associazioni studentesche si mettono letteralmente sotto lo stesso tetto, per dare vita a manifestazioni dedicate ai giovani e ai cittadini. Mi auguro”, continua il prorettore, “che la formula inaugurataprosegua anche in futuro”.

I protagonisti di Almawinteraction saranno tra gli altri: UniversiBo, Sinistra universitaria, il Sism (Segretariato italiano studenti di Medicina), Terzo millennio, L’altra babele, Associazione studenti cinesi e la Svqfo (Sacer venerabilisque fictonis ordo).

Il calendario provvisorio dell’evento è scaricabile dal portale d’ateneo.

Data: 28 gennaio 2011

CampusTv: stage, borse e lavoro


Cercate lavoro? Siete a caccia di borse di studio per finanziare i vostri progetti? Allora leggete e ascoltate le news del mese selezionate per voi e raccontate in questo spazio dalla redazione di Campus.

All’estero vi proponiamo ben 600 tirocini in giro per l’Europa e migliaia di posizioni di lavoro Oltralpe: dalla Banca alla multinazionale.

Per chi invece preferisce restare nel Belpaese ecco le proposte di Nestlé Italia e Pricewaterhousecoopers: marketing, comunicazione, finanza e risorse umane i settori di inserimento.

Anche borse di studio tra le opportunità selezionate da Campus: se siete appassionate di Corporate governance tentate il concorso di laurea indetto dall’associazione italiana Internal auditors. In palio tre premi da mille euro.

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Data: 26 gennaio 2011

UniurbPost: tutto ateneo

di Claudia Cervini

uniurbpost-draft-copia-590x400Alla Carlo Bo nasce UniurbPost, testata online dell’ateneo che racconta la vita dell’università marchigiana soffermandosi su iniziative e manifestazioni nazionali e internazionali, sulle news riguardanti facoltà, dipartimenti e corsi, sulle decisioni degli organi istituzionali.

Il megazione online è una vera e propria testata registrata, diretta da Lella Mazzoli, delegato per il rettore alla comunicazione d’ateneo,  dotata di una redazione di professionisti dell’università e una rosa di collaboratori esterni fatta di giornalisti, docenti ed esperti del settore. Chissà se in futuro il magazine accetterà i contributi e i punti di vista degli studenti, in relazione a vita studentesca e non solo.

L’obiettivo è quello di raccontare la  vita universitaria dell’Uniurb e tenere aggiornati i ragazzi, ma anche quello di dialogare con i media, che avranno a disposizione una mole di news e materiali scaricabili direttamente online.

Uno stile scorrevole, scattante, da post appunto della dimensione agile del blog, un giornale che integra i social network, dalla pagina di Facebook a Twitter, passando per media e canali di comunicazione d’ateneo.

L’iniziativa coincide con il centenario della nascita di Carlo Bo, letterato che è stato rettore dell’ateneo urbinate per più di 50 anni e al quale è stata successivamente intitolata l’università. Il primo numero del magazine sarà infatti dedicato al ricordo del critico e conterrà un’anticipazione delle manifestazioni a lui dedicate.

Data: 25 gennaio 2011

Unina: l’antimafia in cattedra con Grasso

di Claudia Cervini

pietro-grasso1Dopo Caligiuri all’Unical, arriva Pietro Grasso alla Federico II di Napoli, il Procuratore nazionale anti-mafia, mostro sacro della lotta alla criminalità organizzata, in ateneo per raccontare le dinamiche e i principi del contrasto alla crminalità nell’ambito della politica giudiziaria e della sicurezza . Una lectio magistralis in occasione dell’apertura del master in Criminologia e diritto penale. Analisi criminale e politiche della sicurezza, grande conquista della Federico II e regalo che l’ateneo fa al territorio.

È la prima volta che all’Unina si apre un master in Criminologia ed è la prima volta che il procuratore sale in cattedra per portare esperienza, conoscenza, know-how e motivazione agli studenti del corso.

Il master di secondo livello, realizzato in collaborazione con la facoltà di Lettere, è pensato per chi già opera nei settori della giustizia e dell’investigazione o per chi, interessato a queste tematiche, intende prepararsi per migliorare le politiche di sicurezza urbana; il corso è della durata di un anno, aperto a 45 studenti e costa 2.500 euro annui.

L’appuntamento con la Lezione di giustizia è per domani, alle ore 11 presso la facoltà di Giurisprudenza.

Data: 24 gennaio 2011

“Noi Italia”, un Paese di Neet

di Claudia Cervini

noiitalia2011Not in education, employment or training. L’acronimo Neet, coniato da alcuni enti governativi anglosassoni per definire i giovani che non studiano, non lavorano e non si aggiornano, putroppo è sempre più utilizzato ed efficace. Anche alla luce degli ultimi dati Istat raccolti nel dossier Noi Italia dove emerge che un giovane su cinque non ha un lavoro e non crede di trovarlo,  risultato: quasi il 20 per cento dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni non lavora e non studia. Questi dati, drammatici anche per quanto riguarda il lavoro femminile (una donna su due non lavora e nemmeno cerca un impiego), posizionano l’Italia ai piedi della “classifica” UE: il Belpaese – eterno fanalino di coda – si posiziona al penultimo posto, seguito solo da Malta.

I Neet di età compresa tra i 15 e i 29 anni sono invece più di 2milioni (il 21,2 per cento).

Oltre ai Neet ci sono anche i disoccupati: il tasso di disoccupazione tra i giovani che hanno un’età compresa tra i 15 e i 24 è del 25,4 per cento, mentre la media europea è pari al 19,8 per cento (dato comunque elevatissimo).

Data: 20 gennaio 2011

Un pezzo di Cina in Bicocca

di Claudia Cervini

china-students-Chris-Moore-01Se alla Casa Bianca vantano la presenza di Hu Jintao, in Bicocca si attende l’arrivo del console cinese e di ben cento studenti dell’Impero di mezzo.

Grazie agli accordi che l’ateneo milanese ha stipulato con la ChongQing University, gli studenti cinesi si fermeranno in Bicocca per due settimane, dal 22 gennaio al 4 febbraio. Già fissato il calendario di impegni tra lezioni, workshop e visite guidate a Milano, Firenze e Modena, per far conoscere all’esercito di studenti in arrivo le eccellenze dell’università e del panorama italiano: dal design all’architettura, dall’arte alla moda.

Gli universitari parteciperanno alla cerimonia di apertura della winter school Discovering the old continent, che si terrà il 24 gennaio alle ore 10.00 nell’ateneo milanese (edificio U6, aula4).

Data: 19 gennaio 2011

Alla Liuc si gioca a fare impresa

di Claudia Cervini

BusinessGamePremiazione011È tempo di business game universitari e non. Pochi giorni fa abbiamo dato notizia sul nostro portale dell’attesissimo game di Procter & Gamble, per scovare i giovani talentuosi da inserire nell’organico aziendale. In Italia i business game non sono ancora molto diffusi, soprattutto in ambito accademico, mentre all’estero e soprattutto negli Usa sono considerati parte integrante dei corsi e vengono comunemente utilizzati nei processi di addestramento nelle aziende.

La Liuc esce dal coro e dà il via al primo gioco didattico orientato all’impresa. Si chiama Gioca oggi per vincere domani, il progetto, sviluppato dal centro di ricerca d’areneo Ceii Trentino, per sostenere le nuove iniziative imprenditoriali e avvicinare gli studenti alla realtà aziendale. La novità di questo game è l’attenzione all’azienda artigiana, piuttosto che alla multinazionale, infatti il progetto è tarato sul tessuto italiano fatto per lo più da imprese medio-piccole.

Saranno attivati quattro modelli che rispecchiano le caratteristiche di un’impresa artigiana nel settore del legno, in quello alimentare, nel campo della comunicazione e della grafica e nel sociale durante i primi tre anni di vita: dalla fase di start up, all’avviamento fino al completo sviluppo.

I giocatori saranno supportati nelle varie fasi da un pool di esperti che orienteranno le azioni degli imprenditori in erba. Il bando non è ancora uscito, sarà online prossimamente sul portale d’ateneo.

Non solo business game ma anche orientation day. Gli atenei italiani hanno rinnovato le modalità di orientamento in entrata e in uscita: il Politecnico di Milano, per esempio, ha importato il gioco orientamento per conoscere gli spazi del campus e le aree di ricerca, per saperne di più clicca il nostro portale.

Data: 19 gennaio 2011

400 studenti inventano l’energia del futuro

di Claudia Cervini

T4TQual è l’energia che muoverà la nostra vita tra dieci anni? Saranno gli universitari milanesi di tutti gli atenei, giunti al secondo anno di corso, a rispondere grazie al progetto Twenty for Twenty (T4T) – le idee dei ventenni di oggi per i prossimi vent’anni – della Fondazione EnergyLab.

Ieri in mattinata, all’Urban center di Milano è stata presentata la seconda edizione di T4T, che anche quest’anno si articola in un percorso formativo fatto di workshop, lezioni con focus su temi energetici e lavori di gruppo. La telecomunicazione, la mobilità, la casa, l’edificio, la moda e la salute: queste le tematiche attorno alle quali gli studenti si misureranno prefigurando gli scenari energetici possibili del 2020.

Venti team formati da venti ventenni, che alla fine del percorso presenteranno altrettante idee-progetto, premiate nel giugno prossimo.

Alla scorsa edizione hanno partecipato 3mila universitari, 400 sono poi stati selezionati dalla Fondazione no-profit per partecipare al concorso. Driving in a better future, il progetto che ha avuto la meglio l’anno scorso: uno studio sulla mobilità urbana e l’utilizzo dell’auto elettrica per abbattere le emissioni di Co2. Il gruppo di lavoro si è concentrato sulle aree di battery sharing immaginando, dal punto di vista tecnologico e finanziario, una stazione di ricarica delle auto elettriche situata in una città del nord d’Italia ad alta industrializzazione.

Ieri ha avuto inizio il reclutamento presso i cinque atenei milanesi (Statale, Politecnico, Bicocca, Bocconi e Cattolica), che si concluderà a maggio quando inizieranno i cinque seminari formativi sulle tematiche cruciali dell’energia, dove professori e studenti disegneranno ipotetici scenari futuri.

Data: 18 gennaio 2011

Studenti stranieri d’Italia

di gcavallaro

images“Poche residenze, pochissime borse di studio” . Così, in sintesi, giustifica il proprio rapporto la Fondazione Migrantes, presentando la Giornata Mondiale delle Migrazioni in programma a Genova. Ed è un altro primato poco invidiabile, per le università del Belpaese: gli studenti stranieri che hanno frequentato nell’anno accademico 2008-2009 le aule degli atenei italiani sono stati 54.707 su un totale di 1.759.000 studenti. In pratica solo il 3,1% degli iscritti, un dato preoccupante se confrontato con quello dei Paesi Ocse (10%) e lontanissimo dai numeri che riguardano Regno Unito (17,9%), Germania (11,4%) e Francia (11,2%).
Sono dunque da ricercare in motivazioni di ordine pratico, come sottolinea il direttore generale della Fondazione Migrantes, monsignor Giancarlo Perego, le risposte per valutare questo fenomeno. “In primo luogo le poche residenze universitarie presenti, a disposizione soltanto del 2% degli studenti stranieri, contro il 17% della Svezia, il 10% della Germania e il 7% della Francia; poi le pochissime borse di studio erogate quasi esclusivamente da enti privati“. Senza dimenticare, poi, la difficoltà creata dagli scambi linguistici: i corsi in lingua inglese, fondamentali per l’internazionalizzazione degli studi, sarebbero ancora troppo pochi e addirittura non presenti in tutti gli atenei.
Ma tornando ai numeri, ecco altre statistiche emerse dal rapporto. La comunità di studenti stranieri più numerosa? Quella degli universitari albanesi (11.380 giovani), segue poi la comunità cinese e quella greca (oltre 5.000 studenti), infine rumeni (4.000) e camerunensi (3.000). L’ateneo con il maggior numero complessivo di iscritti stranieri risulta La Sapienza di Roma (6.500 studenti, circa il 5% del totale), le facoltà più scelte in assoluto dagli studenti stranieri in Italia, invece, sono Economia (17,6%), Medicina e Chirurgia (14,7%), Ingegneria (13,2%) e Lettere e Filosofia (10,4%).

Data: 17 gennaio 2011

Serve o non serve?

di gcavallaro

gelmini Studenti di Scienze della Comunicazione al centro della polemica. Il ministro Gelmini, ospite nella trasmissione di RaiTre “Ballarò” ha detto: “Riteniamo che piuttosto di tanti corsi di laurea inutili in Scienze della comunicazione o in altre amenità, servano profili tecnici competenti che incontrino l’interesse del mercato del lavoro.” Al di là dei modi, forse il concetto serve davvero ad aprire una questione. I laureati in questo settore o comunque quelli che provengono dai corsi di laurea umanistici, hanno fatto una buona scelta? L’interrogativo è apertissimo a molteplici risposte. Qui potrete leggere alcune reazioni dal mondo del web. Dunque serve o non serve oggi, una laurea in Scienze della Comunicazione ?

Data: 14 gennaio 2011

Medicina, il Giornale scopre i test

Sallusti“Mio figlio bocciato a quei test iniqui di medicina”, che “non servono a stabilire sei i ragazzi hanno attitudine a diventare bravi dottori”. Parola di Alberto Zangrillo, cardiochirurgo del San Raffaele intervistato da Ok  Salute e ripreso ieri dal Giornale.

Zangrillo, ricorda il quotidiano orbato di Feltri e ora sallustiano 100%, è “medico personale di Silvio Berlusconi“. Forse per questo ne raccoglie l’amaro sfogo: “Il mio primogenito non è riuscito a sostenere con esito positivo gli ormai famigerati test di ingresso della facoltà di Medicina”.

Incredibile/1. Non che uno stimato chirurgo (e professore ordinario di Medicina) dica che i test non funzionino: su questo c’è da anni un dibattito ormai stanco ma che citi, come esemplificazione di tale malfunzionamento, la bocciatura del figlio. Che significa? Garantisce lui, da padre, sull’attitudine della progenie? In quanto figlio di chirurgo, Zangrillo jr, è evidentemente più versato per la Medicina?

Incredibile/2 Una testata che ha fatto della parentopoli universitaria un genere giornalistico – memorabili le inchiestissime che accompagnarono il decreto 133  tremontiano – non eccepisca niente, in questo senso, allo sfogo paterno. Per un altro accademico, probabilmente la chiosa sarebbe stata – c’è da scommetterci -  sul barone di Medicina che pretende  il figlio dottore.

Data: 13 gennaio 2011
Campus
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