In edicola

Il Blog

Bari: la protesta non si arresta

di cgalleani

bari“La protesta non si arresta”: questo il motto che accompagna tutte le iniziative degli studenti baresi (nella foto alcuni manifestanti della facoltà di Agraria). L’ultima in ordine di tempo? Un sit-in in piazza Umberto, iniziato circa un’ora fa. Gli universitari del capoluogo pugliese si fanno sentire anche dalla loro pagina di Facebook: “quest’anno non vogliamo regali. Vogliamo riprenderci ciò che è nostro, ciò che ci stanno rubando: il futuro, il nostro futuro!”. Ieri sera, sempre in piazza Umberto, i giovani si erano incatenati per dimostrare a Governo e istituzioni che “le idee non si arrestano”. Gli studenti avevano poi dato vita a un corteo pacifico per le vie del centro.

Data: 23 dicembre 2010

A Napoli ci si riorganizza…

di Claudia Cervini

Udu NapoliSi è concluso alle 12.30 il corteo partito stamani alle 9.30 da Piazza del Gesù. Giuseppe dell’Udu di Napoli parla di 5mila studenti per le vie della città partenopea.

Alcune tensioni, ma niente scontri. “Il corteo è stato pacifico, solo qualche manifestante ha creato qualche disordine davanti al Palazzo della Regione, dove il corteo si è sciolto. Ma nulla di grave, tutto è rientrato”, spiega Giuseppe. “Ora aspettiamo il verdetto. Se non arriverà entro oggi”, continua lo studente del sindacato: “Organizzeremo rapidamente un’assemblea nella notte, per decidere cosa fare nella giornata di somani. Di certo”, conclude, “le proteste continueranno anche dopo Natale“.

Data: 22 dicembre 2010

A Palermo scontri davanti alla Regione

di Claudia Cervini

UduUn corteo che doveva essere pacifico, di circa 2mila persone (secondo Citarda dell’Udu Palermo), si è trasformato in scontro provocato da minoranza, sembra, di ragazzi provenienti dai  collettivi studenteschi.

Il corteo è iniziato stamani alle ore 10, davanti alla sede pricipale dell’Università di Palermo, per poi proseguire in via Tucoli e arrestarsi davanti al Palazzo della presidenza della Regione. Qui un gruppo di manifestanti ha cercato di entrare, ma sono stati subito bloccati dalle forze dell’ordine.

Lo scontro ha provocato otto feriti, dei quali cinque poliziotti, due studenti e un giornalista.

Data: 22 dicembre 2010

A Torino si approva l’Altrariforma

di cgalleani

torino22dicCirca quattrocento studenti hanno sfilato questa mattina per le vie di Torino. Da palazzo Campana, sede della facoltà di Matematica, si sono diretti a palazzo Carignano. Giunti nella piazza su cui si affaccia l’edificio si sono dapprima arrampicati su un ponteggio, intonando canti della Resistenza ed esponendo una bandiera italiana. I manifestanti si sono poi introdotti nel cortile di palazzo Carignano (edificio altamente simbolico: è stato la sede del primo Parlamento italiano) e  hanno dato vita a un’iniziativa decisamente originale: l’approvazione di quella che hanno chiamato “Altrariforma”. L’obiettivo? Dimostrare che loro non riconoscono la legittimità del ddl Gelmini. Ora il corteo è entrato nella Mole Antonelliana.

Data: 22 dicembre 2010

Senato: continua la discussione

di cgalleani

senatoRipresa stamattina, alle nove e mezza, la discussione del ddl Gelmini al Senato. Temporaneamente sospesa per una riunione dei capigruppo, la seduta è da poco ricominciata. Prima della sospensione i senatori stavano discutendo l’articolo 10 del ddl. Fuori da Palazzo Madama, intanto, gli studenti si stanno muovendo in corteo (che dovrebbe tagliare fuori la “zona rossa”), per dimostrare la loro volontà di muoversi “in direzione ostinata e contraria” alla linea del Governo sull’università.

Data: 22 dicembre 2010

In 8mila sfilano a Roma

di Claudia Cervini

giorgio paternaA Roma sono in 8mila a manifestare. Lo dice Giorgio Paterna, coordinatore nazionale dell’Udu. La stima è approssimativa, ce la confermerà Paterna in giornata, certo è “che il corteo ha superato le aspettative, non ci si attendeva un’affluenza così alta, specie in periodo di vacanze natalizie”.

In questo momento il corteo è a San Lorenzo, il quartiere universitario romano, tra il centro e la periferia.

Non ci sono stati scontri, per il momento la manifestazione è tranquilla. “Crediamo che il ddl verrà approvato oggi. Sfileremo fino alla fine”.

Data: 22 dicembre 2010

Lettera aperta a Napolitano

di gcavallaro

letter_to_presidentProprio nel giorno del previsto voto finale sul ddl Gelmini e mentre da Milano a Palermo continuano le manifestazioni studentesche, con il sit-in di Roma tra i più attesi, proprio gli studenti del collettivo ‘Sapienza in mobilitazione‘ hanno deciso di scrivere una lettera. Indirizzandola al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Se il presidente firmerà il ddl Gelmini “sancirà la cancellazione del diritto allo studio, uno dei diritti fondamentali della costituzione intesa come patto fondante della nostra società, che garantisce equità e democrazia. Noi non siamo disposti a renderci complici del processo di restaurazione di uno stato autoritario, corrotto e autoreferenziale, che garantisce diritti e privilegi a pochi potenti a danno del resto della società. Si renda anche lei indisponibile a questo disegno eversivo: non firmi, sarà così in piazza anche lei al nostro fianco”. E si legge ancora: “In questi ultimi mesi sono stati occupati quasi tutti gli atenei, abbiamo occupato i monumenti, ci siamo riuniti nelle assemblee, siamo saliti sui tetti, abbiamo invaso le strade e bloccato le città, tutto per far sentire la nostra voce al paese e bloccare la riforma. Nella giornata di oggi assistiamo al passaggio finale dell’attacco al mondo dell’istruzione pubblica da parte di questo governo, inserito in 20 anni di politiche di privatizzazione che tentano di smantellare il diritto allo studio. Abbiamo dimostrato al paese come le istituzioni democratiche siano sorde alle richieste e alle istanze che provengono dai conflitti e dalle lotte sociali che nei territori si stanno producendo.”

Data: 22 dicembre 2010

A Milano tra pentole e vuvuzelas

di Claudia Cervini

uni stataleA Milano il corteo di protesta anti-riforma è già cominciato: il ritrovo era previsto per le 9 davanti alla sede della Statale in Festa del perdono.

Il programma della giornata di proteste milanese è sul blog del collettivo Città studi, ma le tappe del corteo non sono esplicitate: anche a Milano si sfrutta l’effetto sorpresa.

Tra l’occorrente da portare con sé si legge: pentole, fischietti, bidoni, strumenti musicali, tamburi, vuvuzelas… per fare ritmo e rumore. “Si prega di venire in bici“, si legge anche, “perché alle 12.30 partirà una critical mass“.

I collettivi hanno reddato un documento (il volantone , lo chiamano), dove spiegano le ragioni della protesta: quattro pagine intitolate Out of time: cosa succede in università, dove gli studenti esprimono valutazioni e rivendicazioni.

La pagina si chiude con questo slogan: “siamo in cerca del nostro futuro e ce ne stiamo occupando!”.

Data: 22 dicembre 2010

Fondi bloccati, scandalo silenziato

Alla fine un consiglio d’amministrazione è sbottato: “Igelminin data odierna  non è stata ancora ricevuta alcuna comunicazione relativa all’entià dello stanziamento del Fondo di finanziamento ordinario per l’anno 2010″, scrive in una nota stampa quello dell’Università di Parma.

Nello stesso comunicato, l’organismo d’ateneo ricorda che, approssimandosi la fine d’anno, si dovrebbe approvare il bilancio previsione 2011 mentre non si riesca a chiudere quello consuntivo dell’anno in corso. E dà mandato al rettore di farsi portavoce nelle sedi competenti.

Proprio così, il ministero dell’Università non è riuscito ancora a comunicare alle amministrazioni su quali risorse potranno effettivamente contare.  Il decreto con le assegnazioni per il 2009 era arrivato a settembre dello stesso anno ma nessuno poteva pensare a questo record (negativo) per il 2010.

Inizialmente, secondo i bene informati, l’intoppo era derivato dal fondo per il merito. La quota incentivante – lo scorso anno pari al 7%, vincolata alle performance di didattica e ricerca – doveva nell’anno in corso raggiungere quota 10 per cento. A settembre in Piazza Kennedy, qualcuno si sarebbe accorto che i conti non tornavano, richiamando indietro lo schema di decreto già pronto.

Successivamente, ministro e ministero sono entrati in fibrillazione per la riforma e per licenziare il Decreto programmazione mentre l’Ffo sembra essersi arenato.

Fatto sta che rettori e direttori amministrativi non sanno letteralmente come far quadrare i conti. Un piccolo scandalo che nessun giornale pare intenzionato a registrare.

E pochi osano alzare la voce: in un momento politico così delicato, sembrerebbe una levata di scudi antigovernativa.

I convinti supporter della riforma, che spesso sbandierano l’apertura dei cda a membri esterni dotati di particolari abilità manageriali come indice di modernità della stessa, dovrebbero riflettere:  di questo passo, più che competenti, i nuovi consiglieri dovranno essere dei taumaturghi. O dei prestigiatori.

Neppure Enrico Bondi, esperto di crack societari, accetterebbe probabilmente di amministrare un’azienda i cui ricavi, alla fine di un esercizio, siano ancora nella mente di Dio.

Data: 22 dicembre 2010

“Siamo tutti in-daspo-nibili”

di Claudia Cervini

udu dicembrejpgMentre la discussione in parlamento è momentaneamente sospesa (cliccare http://webtv.senato.it/ per credere), gli studenti si riorganizzano per le manifestazioni di domani.

L’Unione degli universitari annuncia cortei,  flash mob itineranti e presidi sotto lo slogan “siamo in-daspo-nibili”, con riferimento alla frase del capogruppo Pdl Gasparri, che in questi giorni ha evocato una nuova misura anti-manifestazione, come quella introdotta nell’ 89 per arginare la violenza negli stadi.

Intanto gli studenti annunciano manifestazioni a sorpresa, due sicure a Roma, dichiarando di non aver chiesto autorizzazioni, ma rassicurando sul fatto di non voler varcare la zona rossa.

Ma le prime performance sono già iniziate: a Trieste alcuni studenti si sono arrampicati su una vecchia gru del porto per appendere lo striscione “Neanche l’ursus si fida più” e gridare al mare la loro sfiducia in questo provvedimento.

Data: 22 dicembre 2010

Riforma, si accelera

di Claudia Cervini

SenatoPer timori di scontri in piazza, in parlamento si accelera sulla riforma nel tentativo di licenziarla in giornata.  Già ieri al Senato si era verificata un’accelerazione, nella speranza di anticipare la votazione; tentativo arrestatosi per la mancanza del numero legale. La discussione sulla riforma è ormai una corsa all’approvazione dettata da “misure eccezionali di polizia“.

Mentre in aula si tenta di spiazzare la protesta bruciandola sui tempi, fuori dall’aula il capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri invita i genitori a “tenere a casa i figli perché le manifestazioni sono abitate da violenti e  potenziali assassini”.

La risposta dei manifestanti non si fa attendere e l’Udu, i collettivi, la Rete 29 Aprile, l’Adu, l’Andu e Cisl-Università redigono insieme comunicati e rispondono così: “Si vuole criminalizzare e reprimere un movimento di protesta che vuole impedire lo smantellamento dell’università pubblica”, e continuano: “vige una lettura semplicistica e tradizionale del movimento degli studenti; e anche coloro che concedono al movimento di avere alcune buone ragioni, non riconoscono quella della critica al ddl che sarebbe un mero pretesto per manifestare disagio”, e concludono: “Certamente c’è anche altro nel movimento studenti, ma principale è il disagio per un’università ridotta in macerie”.

Data: 21 dicembre 2010

Studenti “in lutto” per la riforma Gelmini

di cgalleani

torinoIn Senato va avanti la discussione del ddl Gelmini. Intanto, gli universitari si stanno organizzando per continuare a esprimere il loro dissenso. A Torino è ripartita l’occupazione di Palazzo Campana, sede della facoltà di Matematica, che proseguirà anche domani. A Bari, nel tardo pomeriggio, è prevista una fiaccolata con partenza da piazza Umberto: i giovani, incatenati, percorreranno le strade del centro per dimostrare a Governo e istituzioni che «le idee non si arrestano». Da Facebook invece parte l’iniziativa di alcuni studenti, che invitano i loro colleghi a portare il lutto al braccio mentre a Palazzo Madama si discute «la condanna a morte dell’università pubblica».

Data: 21 dicembre 2010
Campus
© 2012 Campus. Riproduzione riservata