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Università: il giro del mondo delle proteste

UPR_4Le proteste universitarie fanno il giro del mondo: dai Balcani ai Caraibi. Dopo lo sciopero della fame degli studenti serbi che, accampati con tende e picchetti davanti al Palazzo del Governo, hanno ottenuto 500mila euro di fondi pubblici per lo storico ateneo di Belgrado (78mila studenti iscritti), è la volta di Porto Rico.

Gli studenti dell’isola caraibica hanno intensificato le proteste contro il taglio dei sussidi (borse di studio per merito e borse per reddito agli umanisti e agli sportivi) che proseguono da oltre un mese tra manifestazioni dimostrative e occupazioni. Ieri la polizia è entrata nel campus della Universidad de Puerto Rico (UPR) per arrestare l’occupazione e far uscire gli studenti dal campus. Erano vent’anni che le forze dell’ordine non facevano irruzione nell’università, per l’esattezza dal lontano 1981. Gli studenti intanto davanti all’ateneo, non potranno rientrare fino all’uscita della polizia.
Gli universitari portoricani sono attivissimi sui principali social network, dove hanno aperto pagine Facebook e Twitter per denunciare la loro condizione e continuano a far sentire la loro voce antigovernativa nel web aprendo blog e forum di discussione.

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