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Il Blog

Di Bocca buona

Nell’Espboccaresso in edicola, Riccardo Bocca, giornalista di spessore e solitamente autore di inchieste importanti, se la prende con l’Università del Molise, affibbiando due pagine di bacchettate al rettore Giovanni Cannata e a buona parte della sua macchina accademica. Sotto accusa la parentopoli che, cognomi alla mano, caratterizzerebbe l’ateneo molisano.

Peccato però che, a documentare l’asserita mediocrità dell’ateneo, ne citi più volte  il posizionamento stilato dall’Anvur, Agenzia di valutazione che non è ancora attiva, in quanto il ministro deve sceglierne il direttore in una rosa propostale da un comitato di saggi.

Più lieve l’errore che riguarda il giornalista Mario Prignano, citato come altri esterni di vari settori professionali che sono docenti a contratto a Campobasso e per i quali l’ateneo spende 848mila euro  (ma come si può polemizzare se non si sa quanti sono i prof a contratto?). Prignano, ottimo cronista parlamentare di Libero, viene presentato come giornalista Rai.

La sensazione è che Bocca si sia fidato un po’ troppo delle proprie fonti. Insomma, sia stato di Bocca buona.

Data: 31 dicembre 2010

Capodanno di coscienza

di gcavallaro

fuga-dei-cervelli1Si tratta di un capodanno assai particolare, quello che il gruppo di studenti “Cervelli in fuga da Madrid” ha in programma per questa notte davanti al palazzo del Quirinale. Il passaparola naturalmente è nato sulle pagine di Facebook e adesso, nonostante ormai la riforma Gelmini sia diventata legge, si tramuterà in un ennesimo atto di protesta. “Ci hanno combattuti con l’arroganza, l’ignoranza, con la calunnia, la forza. Siamo stati insultati, strumentalizzati. Ora riprovano a fermarci, con la semplice forza d’un dono di Babbo Natale, approfittando delle imminenti festività. Non ci riusciranno!” dicono gli studenti a capo dell’organizzazione del sit-in.
Si tratterà, si legge ancora, di un “capodanno di coscienza, sarà la conclusione e l’inizio della nostra lotta…riprendiamoci il futuro!
Quale l’obiettivo a monte dell’evento di fine anno? “Il gruppo dei cervelli italiani all’estero, tornato in patria, vuol dar seguito all’ondata di protesta che, seppur inascoltata, è dilagata negli ultimi mesi in Italia quanto in Europa, chiedendo a Napolitano di non firmare il decreto ammazza – cultura.

Data: 31 dicembre 2010

Gelmini: “Giovani non scappate”

di Maria Teresa Melodia

gelminiIl ministro dell’ Istruzione Mariastella Gelmini dice no all’esodo di giovani dall’Italia. “I giovani devono restare e lottare insieme a noi per combattere l’immobilismo e lo stato di conservazione che sembra impossibile da scalfire” ha dichiarato il Ministro in un’intervista al Giornale, elencando cinque motivi per cui gli studenti possono scegliere di non scappare all’estero.

In primis, gli accordi per Mirafiori e Pomigliano, “una rivoluzione che consentirà a Fiat di crescere cosicchè ci saranno nuovi posti di lavoro e stipendi più alti”. Oltre al fatto che “imprenditori e lavoratori non sono più categorie contrapposte ma hanno identici interessi”. “Poi il Mezzogiorno”, aggiunge Gelmini, spiegando che “il piano per il Sud del governo” darà risorse “non solo per le infrastrutture materiali” ma anche per quelle “immateriali. I talenti devono restare sul territorio”. A seguire ci sono la “ricerca e l’ innovazione” che hanno bisogno di puntare sul capitale umano. E la riforma dell’università, che “vieta le assunzioni di parenti fino al quarto grado, toglie potere ai baroni, aumenta la flessibilita, l’internazionalizzazione e il turn over, inverte la fuga di cervelli per attrarre dall’estero”. Un “grande segnale di cambiamento” insieme a “un governo di giovani, con ministri under 40 come la sottoscritta, la Carfagna, la Meloni, Fitto, Alfano“. Appello di fine d’anno concluso. Ora tocca ai giovani crederci o meno.

Data: 30 dicembre 2010

La colpe dei genitori

di Maria Teresa Melodia

sacconiIl ministro del Welfare Maurizio Sacconi dà “bacchettate” di fine d’anno evidenziando tra le cause della disoccupazione giovanile in Italia il ruolo dei cattivi maestri e dei cattivi genitori. “Cattivi genitori“, perché distratti e “cattivi maestri” perchè hanno condotto i ragazzi a competenze che non sono richieste dal mercato del lavoro, ha spiegato il Ministro, secondo cui è necessario rivalutare il “lavoro manuale, l’istruzione tecnica e professionale evitando che una scelta liceale sia fatta per sola convenzione sociale”.

Parole che si ricollegano ai dati emersi da uno studio della Confartigianato (ne avevamo scritto qui) che ha elaborato i dati del Rapporto 2010 Excelsior-Unioncamere secondo cui sono molti i lavori evitati dai ragazzi: dall’installatore di infissi al panettiere passando per il falegname e il cuoco. Insomma, tutti mestieri per i quali c’è domanda, ma scarsa offerta. Una situazione che si ascrive a una mentalità maturata negli ultimi cinquant’anni per cui “è meglio essere laureato che fare un lavoro manuale”. Convinzione che ha portato molti artigiani a mandare i figli all’università certi che con il pezzo di carta avrebbero riscattato origini “umili” e avuto un futuro migliore. E invece, man mano che il lavoro manuale perdeva di considerazione e gli impieghi “intellettuali” prendevano quota, si è creato un grande squilibrio.

Per questo, come sottolinea Sacconi, occorre recuperare concretezza: oltre a offerte formative universitarie più mirate al mondo delle professioni (che la Riforma Gelmini promette), è importante cambiare mentalità. In pratica, ridare valore, sociale ed economico, ai mestieri artigianali e uscire dall’illusione che la laurea garantisca un impiego bello e sicuro. I più giovani ci stanno già sbattendo il muso. Non è così. Meno laureati disoccupati e più artigiani qualificati: è l’augurio per il 2011 che arriva.

Data: 29 dicembre 2010

La Crui perde pezzi

Enrico Decleva

“Cosa resta della Crui”  è il titolo della copertina dell’ultimo CampusPRO, consultabile online previa registrazione gratuita. Davamo conto delle profonde divisioni che il ddl di riforma ha prodotto nella Conferenza dei magnifici. Dopo la frattura con Aquis, il raggruppamento degli atenei virtuosi (per ricerca e bilanci), il tortuoso iter della riforma Gelmini ha aperto un nuovo fronte interno: quello dei favorevoli e dei contrari.  Questi ultimi avevano preso forza soprattutto nella fase di dibattito alla Camera del disegno di legge, quando anche la sorte del governo era piuttosto incerta.

Ora, arriva la notizia della prima defezione. La Statale di Torino, come annuncia la Stampa, non rinnoverà l’iscrizione per il 2011. Il rettore Pellizzetti, che non partecipa da quasi un anno ai lavori in disaccordo con la linea filoriformista del numero uno di Piazza Rondanini Enrico Decleva, ha annunciato che il suo ateneo non verserà i 18mila euro di quota associativa.

Nel merito della riforma, Pellizzetti dice che “l’impianto del ddl penalizza gli atenei virtuosi, li incatena e li lascia privi di risorse”.

Data: 27 dicembre 2010

Manager di se stessi per reagire

di Maria Teresa Melodia

ragazziSono stati etichettati con l’odioso termine Bamboccioni seguito dalla generalizzazione dell’epiteto Neet (Not in education, employment or training). Sono i giovani di una generazione che il Presidente Napolitano ha definito “inascoltata” e in attesa di risposte.
Dopo un 2010 negativo, tra picchi di disoccupazione, proteste e sfiducia crescente, un segnale positivo per captare le opportunità arriva da una capacità auto imprenditoriale, almeno secondo Irene Tinagli che su La Stampa titola: “Gli studenti saranno manager di se stessi”. Il punto di ri-partenza? Quello degli studi. L’importante è che siamo quelli giusti. “La vera sfida sarà soprattutto rafforzare la loro capacità economico-imprenditoriale, da affiancare a qualsiasi tipo di specializzazione, scientifica o umanistica, tecnica o artistica”, sottolinea Tinagli. Insomma, un modo per tirarsi fuori da una situazione di stallo con le proprie braccia, grazie a doti organizzative e gestionali supportate dallo sviluppo di nuove idee. E ad affiancare una base solida di intuizioni e competenze di altissimo livello, un aiuto economico arriva dai talent scout finanziari, i cosiddetti “venture capital“. Una tendenza emersa negli ultimi anni nei quali si sono moltiplicate iniziative volte a promuovere l’imprenditorialità a 360 gradi. Quindi, se il posto fisso rimane una chimera, il rischio e l’investimento su se stessi sembra essere la via da intraprendere. Che tra privati e innovazione si ricrei addirittura una nuova Italia?

Data: 27 dicembre 2010

Talenti welcome back

di Maria Teresa Melodia

ricercatoreUna mano ai talenti emigrati all’estero. Lo stabilisce un provvedimento bipartisan a favore dei cervelli in fuga approvato in via definitiva dal Senato, con il solo voto contrario di Fli e l’astensione dei Radicali. In pratica:tutti gli under 40, cittadini Ue, laureati e con almeno due anni di residenza nel nostro Paese e andati fuori dall’Italia per lavoro o studio avranno uno sconto sulle tasse: dell’80% se lavoratrici e del 70% se lavoratori. La condizione: avviare un’attività di impresa o di lavoro autonomo, oppure essere assunti. I benefici decadranno se il lavoratore non resterà in Italia almeno cinque anni. In questo caso, lo Stato provvederà al recupero dei benefici già fruiti, con applicazione delle relative sanzioni ed interessi.

La proposta è stata promossa dalle associazioni Trecentosessanta e Intergruppo sussidiarietà. Un piccolo passo, ma comunque un segnale ai ricercatori espatriati. Ora il ministro dell’Economia avrà 60 giorni di tempo per emanare il decreto attuativo, poi sarà possibile beneficiare degli incentivi previsti fino al 2013.

Data: 27 dicembre 2010

Arriva Cliclavoro, il portale social

di Maria Teresa Melodia

1518Duecento milioni di euro per diffondere l’utilizzo del contratto di apprendistato, orientare e accompagnare in percorsi di inserimento lavorativo gli studenti delle scuole superiori e dell’università, e per istituire nelle scuole una giornata della ‘cultura previdenziale’, con l’obiettivo di informare i giovani ed educarli alla costruzione della pensione. Queste alcune delle azioni individuate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, attraverso l’Unità operativa per l’occupazione giovanile composta dalle direzioni competenti, da Isfol, Italia Lavoro e Inps.
Un supporto nella ricerca del lavoro è offerto dalla piattaforma ‘clic lavoro’ (www.cliclavoro.gov.it) che raccoglie opportunità di lavoro e curricula con lo scopo di far incontrare domanda e offerta in Italia e in Europa. Attivo anche il profilo Twitter, la pagina Facebook e il gruppo su Linkedin.

Data: 27 dicembre 2010

Riforma, via libera

di gcavallaro

gelmini- Approvata la riforma dell’università. La votazione al Senato ha visto 161 voti favorevoli 98 contrari e 6 astenuti. I voti a favore sono arrivati da Pdl, Lega e Fli, quelli contro da Pd e Idv. Astenuti invece Udc, Api, Svp e Union Valdotaine. Ora per il testo di legge l’iter prevede il passaggio dal presidente della Repubblica e quindi la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale prima di entrare effettivamente in vigore.
Soddisfazione nelle dichiarazioni del ministro Gelmini per cui “la riforma verrà attuata a partire dal prossimo anno accademico” sottolineando anche che entro i prossimi sei mesi tutti gli adempimenti e i decreti attuativi saranno approvati.
Dall’altra parte, anche dopo l’approvazione, i collettivi studenteschi non mollano la presa. “Sapevamo che non c’erano più margini” sono le prime parole degli studenti di Link-Coordinamento Universitario, “ma la battaglia non è finita. In questi mesi è successo un fatto storico: un’intera generazione di studenti e lavoratori ha deciso di prendere in mano il proprio destino, è intervenuta con una forza e una determinazione senza precedenti sullo scenario politico, è riuscita a bloccare l’Italia per porre i temi dell’università pubblica, della precarietà del lavoro, del futuro rubato al centro del dibattito pubblico. ” E dalle pagine di Facebook lancia la foto petizione “Io non mi fido della riforma Gelmini”
Sulla stessa lunghezza d’onda l’opinione a caldo dell’Udu: “L’approvazione della riforma rappresenta il segno del continuo isolamento a cui il governo sta portando il Parlamento. Dopo la straordinaria giornata di mobilitazione studentesca di ieri, che ha mostrato tutta la responsabilità di un movimento maturo e capace di isolare il governo, dopo l’apertura all’ascolto e al dialogo fatta dal presidente Napolitano, che ha aperto le porte del Quirinale ad una protesta che il Parlamento non ha ascoltato fin dall’inizio, il governo si accanisce nel suo isolamento dal Paese“.

Data: 24 dicembre 2010

Proteste: ancora numeri

di Claudia Cervini

proteste roma10mila in corteo a Roma, 5mila a Napoli, 2mila a Palermo, 1.500 a Bologna. Questi alcuni dei numeri della protesta che ha attraversato lo stivale da Cagliari a Torino.

A Bologna il tutto è iniziato alle 16 alla Biblioteca civica Salaborsa, con un’assemblea che ha riunito studenti universitari e delle scuole superiori, ricercatori e bibliotecari. A fine assemblea un corteo che ha attraversato via Dipendenza, la stazione e si è diretto verso i viali, dove il traffico è rimasto bloccato per una ventina di minuti.

La manifestazione è stata pacifica e, come promesso, all’insegna della creatività: “Gli studenti hanno sfilato vestiti da clown per le vie della città. Una risposta ai tafferugli e agli scontri del 14 dicembre, per dimostrare che vogliamo solo dire la nostra e vogliamo farlo pacificamente”, spiega Antonio della Run di Bologna.

Nel frattempo, molti studenti stanno stanno seguendo la votazione al Senato in diretta video, ma le proteste subiscono uno stop, almeno fino al termine delle festività.

“Anche le ultime due facoltà occupate verranno sgomberate oggi, in modo assolutamente spontaneo. Questi erano gli accordi. Al massimo gli studenti rimarranno in facoltà fino a stasera, fino al termine della votazione”, continua Antonio.

A Milano i collettivi universitari invece continuano a protestare per le vie della città, ma la protesta anche nel capoluogo lombardo viene ridimensionata rispetto ai giorni precedenti: iniziative a spot, auto-organizzate e dimostrazioni spontanee caratterizzeranno la giornata di oggi.

Data: 23 dicembre 2010

Proteste: the day after

di Claudia Cervini

NASTASINon è ancora tempo di bilanci, il ddl è ancora al Senato, dove sta avvenendo l’attesissima e altrettanto contestata votazione.

Le associazioni studentesche però iniziano a fare riflessioni sul movimento studentesco e, in particolare, sulla giornata di ieri, che ha visto secondo Federico Nastasi, coordinatore nazionale della Run, importanti traguardi: “Ieri è stata una giornata importante almeno per due motivi: innanzitutto ha vinto il carattere pacifico delle manifestazioni. In tutta Italia cortei democratici, senza nessun episodio di rilievo. Solo A Palermo”, continua Nastasi, “si è verificato uno scontro con le forze dell’ordine davanti al Palazzo della presidenza della Regione, provocato da una sessantina di esagitati fuoriusciti dal corteo. Il tutto”, spiega il coordinatore, “si è concluso in una quindicina di minuti. Quindi è stata una vittoria degli studenti. Il secondo grande traguardo“, racconta Federico, “è stato l’incontro con il presidente della Repubblica. Non era assolutamente scontato che Giorgio Napolitano ricevesse una delegazione di studenti e ricercatori. Per noi è stato un grande momento: un’apertura del presidente verso il nostro disagio, le nostre richieste e la necessità di essere ascoltati“. Nastasi continua affermando che gli studenti non si aspettavano nulla di più: “Conosciamo le regole e non siamo visionari. Sappiamo benissimo che il presidente può rifiutarsi di firmare una riforma soltanto in caso di incostituzionalità, non era questo il nostro obiettivo”.

Nastasi conclude affermando che le manifestazioni di dissenso non si fermeranno di certo con l’approvazione della riforma. A gennaio riprenderanno iniziative di pacifica protesta. Intanto sono in corso nella giornata di oggi manifestazioni a Milano.

Data: 23 dicembre 2010

Ultime da Milano

di Claudia Cervini

Filippo Barberis Run MiI collettivi avevano annunciato nella città tanto rumore per nulla. Nel senso che il corteo, assolutamente pacifico, doveva essere accompagnato da tamburi, vuvuzelas, pentole, trombette e via discorrendo. Il percorso? In linea con la decisione di Roma: lontano dall’università e dai luoghi caldi.

La tensione però è salita un po’ troppo e si sono regiatrati alcuni scontri all’altezza di Piazza Tricolore e viale Bianca Maria. La causa? Il blocco del traffico creato dal corteo che non è stato gradito dagli automobilisti. Alcuni tafferugli tra manifestanti e forze dell’ordine, durati solo pochi istanti e nessun ferito.

Intanto, racconta Filippo Barberis della Run Milano, gli studenti si stanno riorganizzando decidendo se andare a manifestare davanti al Provveditorato o tornare in sede, dove indire una nuova assemblea.

Data: 23 dicembre 2010
Campus
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