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Siena si mobilita

di cgalleani

protesta_sienaContinua l’occupazione dei luoghi del sapere da parte degli universitari senesi: dopo la facoltà di Lettere, quella di Medicina, il polo Mattioli e  l’Università per Stranieri si mobilita anche la facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali. Al termine di un’affollatissima assemblea generale studenti, ricercatori e professori hanno deciso di occupare gli spazi della facoltà. Obiettivo, come si legge sul comunicato stampa divulgato da coloro che partecipano alla protesta (http://www.facebook.com/#!/notes/link-siena/comunicato-stampa-smfn-occupata/469242289521),  è quello di “liberare un luogo di confronto e dibattito, in netta contrapposizione con il criminale omicidio dell’Università pubblica che si sta perpetrando in questi giorni attraverso il ddl Gelmini”. Gli studenti promettono un fine settimana di lotta ed elaborazione, in preparazione di un lunedì 29 di mobilitazione generalizzata”. Per lunedì è prevista infatti l’assemblea generale della facoltà di Economia, al termine della quale gli studenti pensano di confluire in uno spazio condiviso di lotta.

Data: 26 novembre 2010

Diretta radio dai cieli universitari

di Claudia Cervini

on airUltimo aggiornamento dai cieli parmensi. Gli studenti hanno montato lo studio di RadiorEvolution, la radio d’ateneo, sul tetto della facoltà di Matematica. “Seguiteci, vi racconteremo la protesta in diretta!” scrivono gli studenti isctitti all’Udu (Unione degli universitari) sulla pagina Facebook.

La protesta è comunicata e seguita in tempo reale non solo a Parma. Foto della manifestazione vengono caricate direttamente dal cellulare, sui tetti oltre agli iPhone ci sono netbook per documentare le giornate di agitazione. Anche se le vecchie tecniche non vengono dimenticate, soprattutto al Sud dove si continua con volantinaggio e passa parola, non solo in rete.

Data: 26 novembre 2010

Unical: volantini e tam-tam in rete

di Claudia Cervini

unical protestaE all’Unical ad essere occupato è niente meno che il luogo più solenne dell’ateneo:  l’aula magna. Notizia di qualche minuto fa come si evince dal tam-tam che gli studenti più “agguerriti” stanno organizzando su tutti i principali social network e in particolare sulla loro pagina Facebook Ateneo controverso. L’obiettivo? Pianificare l’assemblea delle 15.30 e attirare nuovio adepti. Gli studenti calabresi sono tra i più organizzati: il loro è un vero e proprio piano di comunicazione che prevede anche un sistematico volantinaggio non solo attorno al campus di Arcavacata ma per tutta la città di Rende e persino a Cosenza. Ma gli studenti non sono soli. I docenti della facoltà di Scienze politiche si dichiarano pronti a dimettersi.

Data: 26 novembre 2010

Cagliari: la protesta continua

di cgalleani

protesta_cagliariSono saliti ieri sul tetto del Palazzo delle Scienze per gridare il loro NO alla riforma Gelmini, e da lì i giovani universitari cagliaritani continuano a far sentire la loro voce. Su Facebook le foto e i video della protesta e la promessa degli studenti di non abbandonare il loro presidio fino a quando non sarà terminata alla Camera la discussione del ddl Gelmini.

Data: 26 novembre 2010

E a Bari autogestione…

di Claudia Cervini

catena2--190x130Al Poliba una ventina di studenti hanno occupato la facoltà d’ingegneria e aperto le porte ad altri giovani per poi sbarrarle nuovamente. I servizi però sono garantiti si legge nel forum del Politecnico barese: “La biblioteca sarà aperta e gestita dagli occupanti, così come le altre attività. Anche il test per l’azzeramento del debito d’inglese si svolgerà come previsto. Non vogliamo interrompere le attività didattiche, ma garantirle”. Intanto sempre al Poliba i ricercatori “abbracciano” simbolicamente l’ateneo in un girotondo senza precedenti.

Data: 26 novembre 2010

Udu: in diretta dal tetto

di Claudia Cervini

Udu parma“In diretta dal tetto, dal tramonto all’alba! A breve anche i video…La pioggia non ci ferma, portateci tutti i teli di plastica che avete ” posta l’Udu di Parma  (Unione degli universitari) su Facebook. Continua la protesta studentesca nei cieli e ha raggiunto anche l’ateneo parmense. L’Udu (Unione degli universitari) vive da due giorni sul tetto della facoltà di matematica e da lì scrive comunicati, carica video e foto sui principali social network. Una redazioneen plain air” per raccontare una protesta che è partita in sordina, ma coinvolge ormai tutti gli atenei italiani, da Bari a Torino e non si sa quali dimensioni potrebbe assumere. “Nonostante il freddo e la pioggia siamo qui”, postano i manifestanti sulla pagina Faccebook: “Vai ragazzi! Siamo tutti coinvolti”.

Data: 26 novembre 2010

e Campus: non useremo la “riforma Cepu”

polidoriForse la decisione è stata presa dopo che in una accalorata puntata di Ballarò, Rosi Bindi l’aveva sparata grossa: “Stiamo votando una riforma dell’università che toglie risorse all’università ed equipara il Cepu di Berlusconi all’Università Cattolica”. Sta di fatto che eCampus ha inviato, come accade raramente, una smentita agli organi di stampa.

L’esponente del Pd, che forse ha ancora il dente avvelenato per le “belle laureate non come la Bindi” che il Premier dichiarò di aver incontrato all’eCampus di Novedrate nella sua visita privata di luglio, in effetti ha fatto confusione: nel ddl di riforma in discussione alla Camera (e su cui anche oggi il Governo è andato in minoranza) non c’è traccia di tutto questo. E’ però invece vero che nel suo Docreto di programmazione 2010-2012, come ha scritto ItaliaOggi riprendendo un’anticipazione di CampusPRO (qui, registrandosi, si può scaricarne una copia), l’aveva chiamata la “riforma Cepu”.

Un errore nella forma ma non nella sostanza, visto che il Decreto è un documento politico nel quale il ministro dell’Università chiarisce gli obiettivi di un triennio.

Ma Polidori è notoriamente uomo di sostanza e per lui ce n’era abbastanza per rompere la proverbiale riservatezza.

“Non abbiamo alcuna intenzione di trasformare la nostra università on line in un’università tradizionale”, esordisce  la nota stampa che prosegue: “Ci teniamo a dirlo per rispondere agli articoli e ai servizi che parlano di un articolo a nostro favore contenuto nel decreto di programmazione 2010-2012″.

Da eCampus chiariscono “la volontà che ci ha spinti a istituire un’università on line, anziché un’università tradizionale: la nostra scelta è frutto della convinzione, maturata per esperienza diretta, che il modello organizzativo delle università on line sia vincente per qualità ed efficienza”.

Segue la rivendicazione della bontà del modello telematico: “Le più grandi università del mondo sono on line”, recita il comunicato e, attenzione,  “hanno sedi locali che gli permettono di assicurare l’assistenza amministrativa, logistica e tutoriale necessaria ad ogni studente (corsivo nostro, ndr)“.

È per questo, conclude il comunicato, ” che abbiamo deciso di realizzare questo modello in Italia, istituendo un’Università on line e ottenendo ottimi risultati“.

Oltre alla novità di eCampus che comunica – era successo solo nel pomeriggio della trionfale visita privata di Berlusconi – che annuncia di non volersi avvalere della possibilità di conversione che verrà offerta dal Decreto, è proprio il passaggio sulle sedi locali quello di maggior interesse.

eCampus ha una sede principale e due sedi distaccate a Roma e a Messina (che peraltro non risultano dal sito del ministero ma questa è un’altra storia).  Altre sedi, non esistono. A meno che, non ci si voglia riferire alle 120 sedi Cepu convenzionate, dove viene commercialmente proposta l’iscrizione a eCampus.

Passi per l’assistenza tutoriale; passi pure quella logistica. Ma è l’assistenza amministrativa che dà da pensare:  non sarà che nelle agenzie Cepu si sbrigano pratiche amministrative dell’ateneo eCampus? Sembra difficile, visto che a Novedrate, Polidori ha chiamato un “capitano di lungo corso” dell’amministrazione universitaria, Silvio Colombo,  già dirigente di Liuc e Cattolica: difficilmente un dirigente navigato accetterebbe che si espletassero altrove pratiche di stretta pertinenza accademica.  Che invece non si parli di un modello che si vuol costruire?

P.s. potenza dell’algoritmo di Google e dei grandi investimenti di Mr. Cepu, al secolo Francesco Polidori, può accadere che cliccando su YouTube il video sul passaggio di Bindi a Ballarò, compaia a fianco una bella pubblicità dell’ateneo di Novedrate.

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Data: 25 novembre 2010

Università: gli studenti irrompono in Senato

di Claudia Cervini

proteste romaDalla Camera al Senato. Non parliamo della riforma universitaria, che è ancora in esame a Montecitorio, ma delle manifestazioni studentesche che, dal sit-in di fronte alla camera dei deputati, si sono spostate a Palazzo Madama. Il tranquillo corteo si è trasformato in una sorta di assedio, alcuni studenti sono riusciti a entrare a Palazzo Madama, la protesta ha assunto le dimensioni di quella inglese, quando gli universitari britannici hanno assalito la sede dei Tory a Londra.

Lanci di uova, spintoni, urla e le forze dell’ordine scattano a respingere gli studenti che, a volto coperto, si sono introdotti nel Palazzo. Nulla di grave, i manifestanti vengono immediatamente respinti, ma il capo della polizia ha un malore e viene chiamato un medico.

Dal Senato il corteo si sposta verso il Lungotevere seguito dalle camionette della polizia, blocca il traffico e soprattutto cerca di entrare nella sede del Pdl. Non ci riesce. La polizia li allontana con i manganelli e gli studenti rispondono tirando caschi. Sette feriti tra le forze dell’ordine, manifestanti arrestati e 27 denunciati.

Arriva la condanna da parte del ministro Gelmini: “Così facendo gli studenti difendono gli interessi dei baroni”, seguita dalla risposta dell’Andu (Associazione nazionale docenti universitari): “Gli studenti, al contrario, sono in prima linea per difendere l’università dal potere baronale, dalle oligarchie accademiche ed economico-politiche”.

Intanto continuano le proteste pacifiche dei ricercatori. Sui tetti romani  ha camminato anche il capo dell’opposizione Bersani in segno di solidarietà.

Data: 25 novembre 2010

Campus universitari in arrivo

di Claudia Cervini

camplus1Si chiamano Expo college, i cinque campus che ospiteranno centinaia di universitari che studieranno e lavoreranno in Italia su progetti legati all’attesissimo evento del 2015.

Dei veri e propri college dove gli universitari italiani e stranieri alloggeranno mentre faranno ricerca e cercheranno lavoro. Finalmente la cultura della residenza pubblica, radicata in tutta Europa e negli Usa, sbarca a Milano, carente dal punto di vista degli alloggi studenteschi.

Lo riporta il Corriere della Sera Milano di oggi che spiega che il primo edificio è già pronto. È stato costruito a Baggio e verrà presto inaugurato dal sindaco Letizia Moratti. Il 14 dicembre sarà invece la volta del college in zona Bisceglie.

L’iniziativa è stata finanziata in gran parte dal Collegio delle università milanesi (di cui fanno parte Comune, Provincia, Regione, Camera di commercio, Aspen institute, Assolombarda, i sette atenei milanesi e alcune imprese private) e sarà gestita dal Collegio di Milano.

Un centinaio di posti a residenza e prezzi che partono da 350 euro fino a un massimo di 500 al mese.

Una serrata selezione basata su esame del cv e sull’attinenza degli studi alle tematiche Expo regolamenterà l’accesso.

Data: 24 novembre 2010

E la Gelmini vara la riforma Cepu

gelmini“Arriva la riforma Cepu”, titola stamane ItaliaOggi, pubblicando un’anticipazione di CampusPRO online lunedì prossimo (previa registrazione gratuita).

Ebbene sì: il Decreto di programmazione 2010-2012 – (scaricabile qui), da poco inviato a Crui, Cnsvu e Cnsu per il parere – prevede nientemeno che la possibilità di convertire le telematiche in “Non statali non telematiche”, ovvero tradizionali.

Sul trampolino di lancio, a quanto risulta a CampusPRO, c’è e Campus, protagonista di un intenso lavoro di lobbing nell’ultimo periodo (sarà per questo che il decreto, dato per pronto a fine settembre, è stato inviato il 27 ottobre?).

Ecco svelati i misteri della Formula College, su cui c’eravamo già soffermati: non era teatro dell’assurdo (studenti “telemataci”, a tempo pieno, addirittura a convitto, in un ateneo a distanza) ma prove tecniche di università tradizionale.

Così Mariastella Gelmini, che forse non riuscirà a fare la sua riforma dell’università, rischia di passare alla storia come il ministro che ha fatto la riforma Cepu: convertendo le telematiche in tradizionali. Proprio lei che aveva fatto della proliferazione delle sedi e degli atenei un vero mantra politico.

Come nel 2006, quando eCampus fu istituita da Letizia Moratti contro il parere di Cnsvu e Cun, Francesco Polidori continua a prediligere i fine legislatura: oggi come allora, le camere erano quasi sciolte.

Data: 18 novembre 2010

Se e Campus studia Cepu

polidoriIl convegno è fissato per domani, 17 novembre, nella sede messinese dell’ateneo e Campus, l’università telematica di Mr. Cepu, alias Francesco Polidori.

Fra i relatori, il presidente del locale ordine degli avvocati, quello dei commercialisti e la preside della facoltà di Economia, la professoressa Elisabetta Bertacchini, fresca vincitrice di concorso da ordinario, proprio nell’ateneo di Novedrate.

Titolo del workshop: Perdite di bilancio e tecniche di ripianamento. Un credito formativo agli studenti che partecipano (ma trattandosi di ateneo online, è prevista lo streming?).

In precedenza, nella sede principale di Novedrate, ci si era occupati de Le soluzioni della crisi dell’impresa diverse dal fallimento, anche qui con un confronto fra accademici – anche in quel caso Bertacchini – e ordini professionali.

D’altra parte, nel gruppo Cepu sono esperti della materia, come testimonia la storia, resa nota da Milano Finanza e da CampusPRO, della Scil Srl, già holding operativa in liquidazione dal 2007, e gravata di svariati milioni di debiti con l’Erario e di contenzioso con gli ex-clienti.

Anzi, considerando il collocamento della quota di controllo della nuova holding del gruppo, la Cesd Srl, nella cassaforte lussemburghese della Jmd International Sa, creata all’uopo, chissà che prossimamente, a Novedrate, non si possa proporre anche un seminario su Le fiduciarie nei paradisi fiscali. La case history da studiare sarebbe, anche in tal caso,  il gruppo del fondatore stesso.

Data: 16 novembre 2010

Da oggi nelle sale la storia di Facebook

di Claudia Cervini

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Oggi sui nostri schermi arriva The social network, il film diretto da David Fincher, che racconta la storia di un mondo (virtuale e non solo) e di Mark Zuckerberg, genio solitario oggi diventato il miliardario più giovane del pianeta.

Un aspetto del plot ci interessa particolarmente: la creatività, il coraggio, l’iniziativa, la capacità imprenditoriale, la sregolatezza di giovani studenti universitari, e come sottolinea Beppe Severgnini sul Corriere di oggi, lo sfondo del college, che fa reagire queste qualità.

Una vicenda che va oltre il capitalismo americano, ma che ricorda come altri giganti dell’informatica siano nati proprio tra le stanze del campus e tra le aule universitarie: Bill Gates e Steve Ballamer si conobbero a Harvard e misero il primo tassello di Microsoft, Google è stato “concepito” a Standford; per citare solo due delle imprese che hanno cambiato il nostro modo di fare ricerca, di approcciare il  mondo e la professione.

Un film che racconta anche il campus americano: quel luogo dove insegnano a pensare sopra le righe, dove le idee si incontrano, dove vige la sregolatezza che caratterizza gli anni universitari. In Italia all’università manca per definizione (e non solo) questo contesto. Gli universitari studiano divisi: in appartamento, i collegi sono pochi e condividere è più difficile. Ma soprattutto manca qualcuno che insegni a “creare”, a mettersi in gioco. Qualcuno che convinca gli studenti che fare una start up, avere un’idea, un progetto, vale di più che fare il “compitino” regolare, senza disturbare nessuno o rompere le scatole. Manca una cultura imprenditoriale giovane. Ma i giovani e le idee non mancano, per fortuna. E qualcuno trova comunque il modo di farle reagire.

Data: 12 novembre 2010
Campus
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