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Cortei in tutta Italia

di cgalleani

protesta30Ci siamo. Oggi il ddl Gelmini, fortemente contestato negli ultimi giorni, dovrebbe ricevere il voto definitivo alla Camera. Piazza Montecitorio è interdetta ai manifestanti, che si stanno tuttavia raccogliendo lì intorno. Intanto gruppi di studenti si stanno muovendo in cortei organizzati in molte città italiane. A Milano i manifestanti si sono raccolti in largo Cairoli e procedono in direzione Cadorna.  A Torino due cortei, provenienti da Palazzo Nuovo (sede delle facoltà umanistiche) e dal dipartimento di Fisica, hanno raggiunto rispettivamente il Rondò della Forca e Piazza Statuto, creando notevoli disagi per la circolazione. A Bari gli universitari si stanno muovendo da piazza Umberto e, percorrendo le vie del centro, sono diretti al fortino di Sant’Antonio. Cortei anche a Napoli, Bologna, Genova e Palermo.

Data: 30 novembre 2010

Notte “di veglia” nelle università

di cgalleani

prot.seraIn molte città italiane gli studenti si stanno organizzando per trascorrere una notte “di veglia” in attesa di domani, giorno per cui è previsto il voto finale della Camera sul ddl Gelmini. Cortei e manifestazioni sono partiti o partiranno a breve a Torino, Parma, Ancona, Bari,  Cagliari, L’Aquila, Catania (nella foto, tratta dal sito http://095.blogdo.net, gli studenti dell’ateneo catanese). Studenti e ricercatori manifestano “perchè questa non sia l’ultima notte dell’Università italiana”.

Data: 30 novembre 2010

All’Aquila proteste tra le macerie, a Roma vestiti da asini

di Claudia Cervini

asinoMentre all’Aquila manifestazioni e lezioni di protesta hanno varcato la zona rossa: quella cioè lesionata dal terremoto e ancora transennata e i più arditi si sono arrampicati su edifici pericolanti per appendere striscioni, a Pompei viene mostrato lo slogan “Governo della pubblica d-Istruzione” e a Pisa occupata la Normale, continuano i sit-in nella capitale.

Proprio oggi a Roma i manifestanti fermi davanti al ministero dell’Istruzione  hanno “regalato” un asino fatto di bottiglie di plastica, accompagnato dallo slogan: “Taglia, taglia che l’alunno raglia” al ministro Gelmini.

In questo caso però gli universitari centrano poco e niente. A manifestare, travestiti con orecchie d’asino, c’erano soprattutto docenti, genitori e bambini della scuola elementare Montessori S. Maria Goretti di Roma.

Data: 30 novembre 2010

Chi scende dal tetto… e chi sale

di cgalleani

AnconaSe a Torino i manifestanti hanno organizzato una serata “giù dai tetti” di Palazzo Nuovo, ad Ancona gli studenti di Ingegneria sono saliti nuovamente sulla sommità dell’edificio che è sede di facoltà per continuare a protestare contro il ddl Gelmini. Alla Sapienza di Roma sono previsti per questo pomeriggio lezioni e convegni sul tetto del dipartimento di Fisica e della facoltà di Architettura. A Parma non mostrano segni di cedimento gli studenti che da giorni manifestano sui tetti dell’università; in serata, anzi, dovrebbero essere raggiunti dal direttore de Il Fatto Quotidiano, Antonio Padellaro.

Data: 29 novembre 2010

5.701 studenti rispondono a Emilio Fede

di Claudia Cervini

Emilio fedeIn Facebook ci sono almeno dieci gruppi sorti contro Emilio Fede e questo già prima dello sfogo in diretta, durante l’edizione serale del Tg4 del 24 novembre.

Certo è che la frase, “un popolo civile quale noi siamo dovrebbe intervenire e menare questi studenti, perché questi capiscono solo di essere menati”, pronunciata a commento delle immagini sulla protesta e sull’irruzione di alcuni studenti in Senato, ha fatto imbufalire il popolo giovane su svariati social network: da Facebook a YouTube. Gli studenti non  vogliono sentir parlare di rettifica. Basti pensare che il video fatto circolare su YouTube due giorni fa’ ha totalizzato ben 5.701 commenti.

Il video è stato poi postato nelle pagine dei gruppi studenteschi e viene commentato a volte con ironia, a volte con rabbia. I primi evidenziano l’ossimoro tra Repubblica democratica, popolo civile e l’incitazione alla violenza sui manifestanti, i secondi ci vanno giù un po’ più pesante. Altri si limitano a liquidare la frase con una battuta che mantiene lo stesso tono: “Un popolo civile, quale noi siamo dovrebbe menare questi giornalisti”, oppure, riprendendo un’altra frase scappata a Fede durante la stessa emissione: “Sì, siamo tutti gentaglia! Tutti gli studenti italiani, tutti i ricercatori, tutti i professori sono gentaglia!”

Data: 29 novembre 2010

Un video messaggio per rispondere al ministro

di Claudia Cervini

toiletteLa protesta si sposta dalla piazza alla toilette. Dal bagno della facoltà di Ingegneria del Politecnico di Bari, sede occupata qualche giorno fa’, arriva un video girato dagli occupanti per rispondere al messaggio lasciato dal ministro Gelmini sul suo canale YouTube. Come se non bastasse la stravagante location designata, un’altra provocazione: sulla carta igienica tenuta in mano dallo studente cicerone c’è scritto “riforma Gelmini”.

Un universitario in veste di giornalista rivolge le domande ai colleghi, quesiti che hanno tutti lo stesso incipit: “il ministro dice che…” e la risposta è quasi scontata.

“Il ministro dice che vi state facendo strumentalizzare dai baroni e che non dovete avere paura del cambiamento” chiede lo pseudo giornalista e lo studente risponde: “Così il ministro insulta la nostra intelligenza”. Secondo l’intervistato, portavoce degli studenti di Ingegneria di Link, il Ddl abbatte la rappresentanza studentesca, concede potere illimitato ai rettori e ai direttori di dipartimento (che infatti non prendono parte alla protesta), elimina la figura del ricercatore a tempo indeterminato, considera parametri di merito fasulli. Giustamente procede contro il taglio agli sprechi, ma senza reinvestire e seguendo logiche non condivise di cui gli studenti pagano il contrappasso. Neanche a dirlo il video termina con la richiesta di dimissioni da parte del ministro.

Gli studenti di Bari non sono i soli a rispondere al ministro. A Roma, dal tetto della facoltà di Architettura arriva una videolettera di circa due minuti, secca e concisa che risponde evitando toni sarcastici ed enucleando i punti del Ddl che non funzionano. “Non ci interessano le rassicurazioni di un ministro commissariato”, esordisce il portavoce, “nel Ddl non si vede una lotta ai baroni; si fa l’interesse dei privati che entrano nei Cda, delle banche che garantiranno i prestiti d’onore, mentre le borse di studio statali non saranno più garantite e si inaspriranno le disuguaglianze tra gli studenti. Si patla di merito”, continua lo studente, “ma il merito si misura quando ci sono le pari opportunità e in questo momento nel diritto allo studio non ci sono. Noi siamo davvero disposti a parlare dell’università e dei suoi mali, ma prima il ministro ritiri questo Ddl”.

Dello stesso parere gli studenti di Scienze politiche Siena, anche loro autori di un videomessaggio di sei minuti inviato al ministro Gelmini, che parte da una riflessione sullo stato dell’ateneo senese. Lo studente infatti tiene in mano la prima pagina del “Corriere di Siena” che titola: Bancarotta per l’ateneo di Siena.

Data: 29 novembre 2010

La protesta in Europa

di cgalleani

protesta-erasmusLa preoccupazione per il futuro dell’università italiana sta raggiungendo anche gli  studenti e i ricercatori che hanno scelto di trascorrere un periodo di studio all’estero. Già da alcuni giorni gli studenti Erasmus fanno sentire la loro voce dalle principali città europee, temendo che al loro rientro in Italia il ddl Gelmini sia divenuto legge. Questa mattina, poi, la protesta ha raggiunto il Cern di Ginevra, dove si trova un buon numero di dottorandi e ricercatori italiani. Questi ultimi sono saliti sul tetto del più grande laboratorio di fisica al mondo per esprimere la loro solidarietà a chi manifesta nel nostro Paese e per chiedere che non vengano inflitti ulteriori tagli ai fondi per la ricerca.

Data: 29 novembre 2010

Tutti giù dal tetto

di gcavallaro

UniToScesi dai tetti di Palazzo Nuovo, studenti e ricercatori torinesi sceglieranno una via meno rumorosa ma altrettanto significativa per protestare contro il Ddl Gelmini. In un evento che si svolgerà quest’oggi, al Politecnico di Torino, in una serata aperta a tutti dove gli studenti, i ricercatori precari e strutturati e i docenti condivideranno alcuni momenti con importanti esponenti della cultura torinese e tutti coloro che hanno a cuore il destino dell’università pubblica. “La serata (con inizio previsto alle ore 17,30 presso l’Aula Magna) prevede diversi contributi musicali, teatrali e riflessioni culturali, per ribadire con forza la richiesta di ritiro del ddl, alla vigilia della votazione alla Camera di martedì 30, e per far sì che quella di lunedì non sia l’ultima notte dell’università pubblica” si legge sulla bacheca dell’evento postato su Facebook (http://www.facebook.com/home.php?#!/event.php?eid=136023963117657).
Dunque diversi contributi tra musica, teatro e riflessioni culturali, saranno di scena grazie anche alla presenza, tra gli altri, di Luciana Littizzetto, Gustavo Zagrebelsky e Max Casacci, chitarrista e fondatore dei Subsonica.

Data: 29 novembre 2010

Gelmini su YouTube: non abbiate paura della riforma

gelmini“Cari ragazzi, mi rivolgo direttamente a voi attraverso questo canale per chiedervi di non farvi strumentalizzare dai baroni e di non mescolare la vostra protesta con quella dei centri sociali”.

Così Mariastella Gelmini, ieri aveva risposto alla protesta studentesca, in un video diffuso attraverso YouTube.

Nel canale che il ministro aveva aperto nel maggio del 2008, la Gelmini ha “postato” un video di otto minuti. “Non dovete avere paura della riforma dell’Università”, dice il ministro che parla dalla scrivania del suo studio, “è’ un provvedimento indispensabile per migliorare la vostra condizione all’interno degli Atenei, un disegno di legge che mette al centro i vostri interessi, a partire dal diritto allo studio”.

Guarda il video.
Mariastella Gelmini: studenti, non fatevi strumentalizzare

Data: 27 novembre 2010

La protesta non si arresta

di cgalleani

protesta-cataniaLa protesta degli studenti contro il ddl Gelmini, in discussione in questi giorni alla Camera, sembra non arrestarsi più: se a Catania gli studenti hanno preso possesso della facoltà di Scienze Politiche, a Teramo i ricercatori hanno occupato la radio d’Ateneo, Radio Frequenza, provocando l’interruzione delle normali trasmissioni. Hanno poi dato vita a un dibattito tra ricercatori favorevoli e contrari alla riforma, cercando di coinvolgere anche le persone all’ascolto. Intanto si è saputo che il rettore dell’Università Federico II di Napoli, il professor Marelli, ha firmato insieme a studenti e ricercatori un documento in cui si chiede di sospendere la discussione del ddl in Parlamento.

Data: 26 novembre 2010

Protesta: a Lecce fanno network

di Claudia Cervini

gruppo-facebookI gruppi creati sui social network contro il Ddl università, contro il ministro Gelmini e contro la riforma dell’università non si contano. Ma quello sorto oggi ad opera degli studenti di Lecce è qualcosa di diverso. Una pagina nata appositamente per coordinare la protesta universitaria cittadina che titola Ateneo salentino occupato.

Gruppo che più esattamente serve a coordinare gli occupanti dell’Università di Lecce, che prima si sono appropriati del rettorato e poi dell’intera università. Sulla pagina si legge che per introdursi nell’ateneo bisogna munirsi di libretto universitario oltre alle sollecitazioni a tenersi pronti per partecipare alla seconda assemblea plenaria dell’occupazione.

Un’organizzazione degna della generazione digitale. Forse questa mobilitazione nazionale cambierà le modalità e la concezione stessa di protesta. Un fenomeno da studiare nelle aule di comunicazione.

Data: 26 novembre 2010

Erasmus solidale

di gcavallaro

erasmus“Nel Nord Europa, le università investono il 70% dei loro finanziamenti in cultura, in ricerca. Noi siamo quegli studenti che alla domanda “a cosa serve ancora l’Italia ai Paesi sviluppati?”, vogliamo continuare a rispondere che serve a fare cultura, innovazione, a creare pensiero e a diffonderlo in tutto il mondo. Noi siamo quegli studenti che hanno deciso di partire per tornare. Noi siamo quegli studenti partiti per noi stessi, per metterci alla prova una prima volta, col sogno di essere cittadini del mondo.”

E’ questo solo uno dei segnali di protesta che arrivano dalla rete, in particolar modo dai blog (http://spaghettibcn.com/). Lo strumento ideale, specie per gli studenti in Erasmus, per essere solidali con i colleghi che in queste ore calde stanno facendo sentire la propria voce contro il Ddl Gelmini.

Da Madrid, a Dublino, da Oporto a Trondheim, passando per Parigi, Cardiff, Berlino, Granada, Coimbra, Lisbona e ancora Nottingham e Anversa. Sono queste solo alcune delle città teatro degli eventi di protesta che gli studenti stanno mettendo in atto.

Una delle comunità di studenti italiani più attivi è a Barcellona, ad esempio, dove gli studenti hanno deciso senza esitazioni “di farsi sentire, al fine di lanciare un segnale concreto del sostegno ai coetanei che in questi momenti si stanno battendo in Italia per i diritti di tutti, aderendo all’iniziativa che l’UdU – Unione degli Universitari sta portando avanti anche in altri Atenei europei, “Gli Erasmus si mobilitano: Fermate il DDL e la fuga dei cervelli”. “La nostra idea è quella di incontrarci domenica pomeriggio (28 novembre), indicativamente intorno alle 16.30 al Parc Güell” dicono gli studenti della città catalana.

E naturalmente, il passa parola per cercare di coinvolgere quanti più studenti possibile, anche all’estero, passa dalle bacheche di Facebook. A Madrid (http://www.facebook.com/event.php?eid=148113458569919) sono già quasi un centinaio gli studenti che si ritroveranno alla Puerta del Sol. In attesa di sviluppi, anche dalle principali capitali accademiche europee è in arrivo una valanga di foto. Tutte di protesta.

Data: 26 novembre 2010
Campus
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