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Stop Riforma: Crui amara, Pd esulta

“Una oggettiva e grave battuta d’arresto, che verrà inevitabilmente utilizzata da quanti hanno osteggiato e tanto più osteggeranno il processo riformatore”. E’ amaro il commento della Conferenza dei rettori- Crui alla decisione, presa ieri dalla conferenza dei capigruppo alla Camera, di rinviare la discussione del ddl di riforma a dopo l’approvazione delle legge di bilancio.
“La Crui”, si legge in una nota, “esprime disappunto e vivo allarme per il rinvio a dopo la sessione di bilancio del voto in aula alla Camera del DDL di riforma dell’Università. Risulta in tutta evidenza come alla positiva conclusione del lavoro parlamentare sul provvedimento non abbia corrisposto, contrariamente a ogni impegno e alle richieste reiteratamente avanzate dalla Cruidecleva, l’effettiva e necessaria identificazione da parte del Governo delle risorse indispensabili a sostenere il provvedimento. Nulla”, si prosegue, “assicura, d’altra parte, visti i comportamenti registrati in questi giorni, che il rinvio serva effettivamente ad assicurare quelle indispensabili coperture finanziarie che, al momento, non sono garantite”.
Il rinvio, fa sapere il presidente Crui, Enrico Decleva, aggraverà “gli elementi di disagio e di diffuso malessere che già caratterizzano la vita degli atenei”.
Decleva non parla evidentemente a nome di Maria Chiara Carrozza, direttore-rettore della Scuola S.Anna di Pisa e membro della Crui.
In quanto, responsabile del Forum dell’università del Pd, la Carrozza dirama una dichiarazione che rivendica il merito del rinvio.
“Ora l’università è libera dal ricatto del governo che aveva imposto l’approvazione della legge come condizione di una vaga promessa di finanziamenti in futuro”, si può leggere nel comunicato.
Il Pd illustra la linea futura alla Camera: “Nella sessione di bilancio ci batteremo per eliminare i tagli e anzi per aumentare le risorse. Avanzeremo proposte precise chiedendo provvedimenti coraggiosi per finanziare l’università”. Secondo il Forum, “si può cominciare a intaccare le rendite finanziarie oppure vendere le frequenze che si liberano con la transizione al digitale, mettendo così a disposizione miliardi di euro nei prossimi anni. In ogni caso”, si continua, “Tremonti non potrà continuare a imbrogliare le carte, sa bene che è obbligato a mettere i soldi per garantire la sussistenza degli atenei”.
Per Carrozza e soci, il superministro “ha giocato una brutta partita a poker facendo intendere che erano pronti a chiudere le università italiane e la minaccia è apparsa credibile perché la destra riesce a intimidire la gente e perché la gente si aspetta le cose peggiori da questa destra. Ma neppure la Lega e il Pdl”, conclude il Forum Pd, “possono permettersi di arrivare a tanto e saranno costretti alla fine a stanziare i finanziamenti necessari”.

Data: 14 ottobre 2010

Cnsu, Gelmini cede e convoca

gelminiTanto tuonò che piovve: Mariastella Gelmini ha convocato il Consiglio nazionale degli studenti universitari-Cnsu per il 26 ottobre prossimo, praticamente a 5 mesi dall’elezione del parlamentino, il cui sito risulta desolatamente non aggiornato

Merito dei documenti di protesta, delle interrogazioni, dei riferimenti persino in Commissione Cultura della Camera durante le audizioni dei vecchi membri del Cnsu, come avevamo scritto su questo blog? Probabilmente.

Ma certo, ha pesato di più l’urgenza del decreto Programmazione, già annunciato una quindicina di giorni fa dalla Gelmini stessa e ancora in alto mare. Per questo decreto è infatti obbligatorio il parere reso dal Consiglio.

Nella prima seduta, il Cnsu proverà ad eleggere il presidente.  A quanto risulta a CampusPRO, che l’ha scritto nell’ultimo numero (consultabile online previa registrazione gratuita), la Gelmini fa il tifo per il pidiellino napoletano Pietro Smarrazzo, studente della Sun e recordman di preferenze con 10mila voti personali, anche se gli eletti di centrodestra non hanno i numeri per determinarne l’elezione.

Data: 12 ottobre 2010

Italians in fuga. Anche il Time si chiede il perché

di Maria Teresa Melodia

somewherePerchè i giovani italiani se ne vanno all’estero? La domanda è arrivata Oltremanica. Sul Time, infatti, gli inglesi si interrogano sulla “questione italiana”, partendo dalla ormai famosa lettera di Pier Luigi Celli all’amato figliolo. Il magazine punta il dito contro il Paese dei sogni, dove la vita dovrebbe essere bella, eredità di luoghi comuni e antichi sul Belpaese.

In verità, l’Italia, agli occhi di una generazione di giovani espatriati, appare come una nazione dove i padri stanno meglio dei figli, dove una laurea non basta più ad aprire tutte le porte, e rimane quindi la scappatoia d’emergenza della fuga all’estero. Un fenomeno in aumento, anche se numeri ufficiali variano. Secondo il Censis, 11.700 laureati hanno trovato lavoro all’estero nel 2006, pari a uno ogni 25 italiani che hanno concluso gli studi in quell’anno e secondo un sondaggio di Bachelor, agenzia milanese di reclutamento, il 33,6% dei neodiplomati sentono il bisogno di lasciare il paese e un anno dopo averlo fatto il 61,5% considera la scelta azzeccata.

“In Italia non c’è vento. Tutto è bloccato”, sono le parole di Luca Vigliero, architetto 31enne che ha trovato fortuna prima a Rotterdam e poi a Dubai e che si aggiunge alla lista dei “testimonial” italiani fuggiti, enumerati dal magazine inglese. C’è anche Silvia, 31 anni, che dopo aver trascorso 4 anni in Cina, è tornata a Treviso e dopo un anno di ricerche non ha trovato nulla di buono ed è tornata in Cina. Poi Francesco, Giovanni, Giulia e molti altri. Il quadro che emerge è quello di un paese nel quale vanno avanti “gli amici o i figli di“, dove quelli di talento hanno vita più difficile e dove si è considerati giovani fino a 40 anni, con relativa scarsa considerazione.

In questo contesto, chi è coraggioso? Chi resta o chi va?

Data: 11 ottobre 2010

Punizione in arrivo

di Claudia Cervini

foto_MOFFA_uniteA seguito della “lezione” negazionista di Claudio Moffa, ordinario alla facoltà di Scienze politiche dell’Università di Teramo, che in classe ha contestato l’esistenza di una delle pagine più buie della storia dell’uomo, la Shoah e lo sterminio operato dai nazisti, arriva la presa di distanza di Rita Tranquilli Leali, rettore dell’ateneo abruzzese.

“Come rappresentante dell’ateneo” afferma Tranquilli Leali, “e come docente, insieme ai presidi, esprimo con fermezza il più totale distacco dalle affermazioni del professor Moffa. Sento il dovere di sottolineare” continua il rettore “che […] il Senato accademico, martedì prossimo, valuterà il comportamento del professore e assumerà le opportune determinazioni” ha concluso il Magnifico.

Insomma sono in arrivo provvedimenti, sia in relazione al master “Enrico Mattei in Vicino e Medio Oriente” di cui Moffa è coordinatore, sia in relazione allo stesso professore.

Infatti per il rettore le affermazioni di Moffa non possono trovare giustificazione nel principio costituzionale della libertà di insegnamento.

Data: 8 ottobre 2010

Cnsu bloccato: giovani Pd, nostra la protesta

runGli studenti del Pd rivendicano giustamente d’essere intervenuti per tempo sulla questione della mancata convocazione del Consiglio nazionale degli studenti universitari.

E’ infatti la Rete degli studenti democratici -  e non l’Udu (anche se la famiglia “politica” è la stessa) – ad aver ispirato un’interrogazione della deputata piddina Manuela Ghizzoni.

E ai primi di settembre, ancora i Gd avevano diramato questa nota:

Il governo Berlusconi continua a confondere il ‘fare’ con l’ ‘annunciare’. Dopo le roboanti dichiarazioni di ministri e deputati del Pdl che gioivano per la presunta vittoria delle forze del centrodestra alle elezioni per il rinnovo del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari risultano dispersi sia il ministro Gelmini che le sue note stampa”. A dichiararlo sono Fausto Raciti, segretario nazionale dei Giovani democratici, e Michele Grimaldi, responsabile nazionale universita’ dei Giovani del Pd. “E’ un atto gravissimo, lesivo della funzione degli organi studenteschi e della dignita’ delle decine di migliaia di studenti che hanno espresso democraticamente il proprio voto, che il Cnsu a quattro mesi dal voto non sia ancora stato convocato” spiegano i due esponenti degli under 30 Pd. “La verita’ e’ che il governo e la Gelmini vogliono privare gli studenti della possibilita’ di esprimere il proprio giudizio, negativo, sul tentativo di pseudo riforma del sistema universitario. La verita’ – concludono Raciti e Grimaldi – e’ che il Pdl non ha in seno a tale organo la maggioranza per eleggere un proprio presidente. La verita’ e’ che le destre hanno perso le elezioni universitarie e tentano in tutti i modi di negarlo

Data: 6 ottobre 2010

Ecco perché Gelmini blocca il Cnsu

gelmini

Svelato l’arcano del ritardo nella convocazione del Consiglio nazionale degli studenti universitari-Cnsu, il parlamentino studentesco, eletto a maggio.

Un retroscena di CampusPRO, il nostro quindicinale di politica universitaria (scaricabile gratuitamente registrandosi qui), svela come il ministro non sia disposta ad accettare che la presidenza finisca a un eletto delle Liste Aperte (vicine a Cl),  preferendo, per i vertici dell’organismo, un giovane pidiellino napoletano eletto nelle fila degli Studenti per la libertà.

Ma Pietro Smarrazzo – 27enne napoletano, studente della Sum e recordman di preferenze con oltre 10mila voti – può contare solo sugli otto consiglieri eletti sotto le bandiere pidielline,  a cui si oppongono gli altrattenti delle Liste aperte e i sette consiglieri della Sinistra che, al contrario, potrebbero votare a favore (o astenersi) di una candidature dei cattolici.

Di qui, secondo CampusPRO,  l’impuntatura della Gelmini che,  a distanza di mesi, evita di convocare il Consiglio, per quanto la Corte dei Conti abbia registrato da tempo il decreto di elezione dei suoi membri.

Una ritardo che ha già fatto protestare i dottorandi dell’Adi, presentare interrogazioni parlamentari da parte del Pd (su proposta Udu) e segnalare l’anomalia nel corso dell’audizione in Commissione cultura, alla Camera, da parte di esponenti del vecchio Consiglio.

Il ministro però, spiega CampusPRO, non potrà tardare troppo: il parere del Cnsu – che è organo consultivo del suo ministero – è infatti obbligatorio per il decreto sulla programmazione (61 milioni agli atenei), atteso entro i primi di novembre.

Data: 1 ottobre 2010

In ateneo per fare servizio civile

di Claudia Cervini

Servizio_Civile2Dall’osservatorio astronomico alla redazione, dalla biblioteca alla palestra, dall’aula studio alla clinica veterinaria. Queste alcune delle realtà dove poter svolgere il servizio civile restando in università. Tante strutture collegate agli atenei, dove poter lavorare come volontario per un anno a 433 euro mensili.

E per chi vuole fare un’esperienza completamente immersa nel sociale, può scegliere di prestare assistenza ai disabili o di garantire il diritto allo studio nelle carceri.

Tutti i principali atenei italiani offrono questa possibilità, che può rivelarsi utile anche in materia di crediti formativi o tirocinio curriculare. Se siete interessati e non vi siete ancora iscritti, fatelo in fretta perché il bando scade il 4 ottobre. Troverete il materiale sui siti d’ateneo o sul portale del servizio civile nazionale: www.serviziocivile.it. Per altre informazioni cliccate il nostro portale e non perdetevi il  servizio in uscita sul prossimo numero di Campus PRO, dove approfondiremo l’argomento.

Data: 1 ottobre 2010
Campus
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