Istruzione: qualità vs disciplina
“Preoccupiamoci della qualità della scuola, è più urgente della disciplina”, ammonisce Roger Abravanel in un’intervista pubblicata da Il Messaggero il 9 marzo. L’ autore di “Meritocrazia, quattro proposte concrete per valorizzare il talento e rendere il nostro Paese più ricco e più giusto” (Garzanti) interviene nella querelle del cinque in condotta. “Querelle che è emblematica del disinteresse per la scuola pubblica italiana, sia da parte della maggioranza che dell’opposizione”, sottolinea, insistendo: “Dovremmo utilizzare i test per misurare la capacità di comprensione dei nostri ragazzi dal momento che le verifiche Ocse-Pisa hanno dimostrato che la nostra scuola va malissimo, soprattutto al Sud”. Osservazioni centrali anche per l’ Università, dove la qualità dell’insegnamento ha una valenza strategica nell’ottica del futuro lavorativo dei giovani laureati.
Perché allora tante resistenze? “Il rendimento degli alunni permette di misurare la qualità degli insegnanti, ecco perché i sindacati si schierano contro, temono i licenziamenti- spiega Abravanel – però sbagliano, valutare i ragazzi, e quindi i loro insegnanti, può servire a formare meglio i docenti”.
Ora c’è da chiedersi: la Gelmini seguirà i passi della meritocrazia o della severità a tutti i costi?