Sei stato candidato
Alzi la mano chi, almeno una volta, non si è imbattuto in domande folli a un colloquio di lavoro. Finalmente è arrivata l’occasione per condividere i quesiti più strani o le situazioni più insolite affrontate. E dove, se non sul web? Infatti, sul sito www.seistatocandidato.it, creato dal team di InfoJobs, è possibile raccontare la propria storia ai colloqui di lavoro, inserire le domande più strane che si sono ricevute, scrivere i consigli utili per superare brillantemente un colloquio. Basta entrare nel portale e pubblicare il proprio contributo. L’obiettivo del progetto è quello di dare vita alla prima user generated guide del mondo del lavoro, la prima guida scritta dagli utenti. Scadenza per partecipare: 15 aprile 2010.
Finora le testimonianze sono davvero molte ed esilaranti. Ecco qualche esempio:
“Ah quindi lei ha 30 anni e vive ancora con i suoi..allora è una bambocciona vero?”
“Ha paura del buio?”
“Ma lei è così sicura di voler lavorare??è cosi giovane!!(candidata di 26 anni)
“Se fosse un personaggio di fantasia quale sarebbe?”
“Ha in progetto, anche se mi ha detto che è single, di fidanzarsi, sposarsi e avere figli?”
E ora? Tocca a voi. Spazio a gioie e dolori dei candidati web 2.0
Quando si dice sfruttare l’occasione. Come riporta Repubblica.it anche dalla perdita del lavoro si può imparare. Ed è quello che è capitato a Sandra Bozic, trentunenne della provincia di Varese, laureata in ingegneria ambientale al Politecnico di Milano. Dopo che l’azienda in cui lavorava l’ha lasciata a casa per via della crisi, Sandra ne ha approfittato per girare il mondo per un anno, dal 16 gennaio 2009 al 16 gennaio 2010. I primi sei mesi in Sudamerica e gli altri sei fra Oceania, India e Indonesia. La solita figlia di papà? Pare di no, visto che le spese sono state ridotte al minimo grazie al couchsurfing (letteralmente: saltare da un divano all’altro): da una parte chi mette a disposizione una stanza o il divano della sua casa o anche solo un angolo di giardino in cui poter piantare la tenda, dall’altra chi parte per nuovi Paesi e cerca un posto in cui poter sostare per qualche giorno. Sul sito varesenews.it la viaggiatrice ha pubblicato le foto del suo diario di viaggio, e delle amicizie sbocciate nel corso della nuova avventura. La domanda sorge spontanea: e ora, Sandra che fa?
Ricerca e imprenditoria giovane sono ancora possibili nell’Italia dei laureati precari e sfruttati? Di questi temi si parla al terzo Forum su Ricerca, Innovazione, Imprenditorialità, ospitato dall’Università di Padova dal 12 al 17 marzo. Un evento internazionale, a detta degli organizzatori, per “coltivare nuove idee e progetti innovativi”. Il Forum si propone come luogo privilegiato dove imprenditori di successo, scovati in Italia dalla stessa Università monitorando settori come biotech, nanotech, Internet, media, elettronica e telecomunicazioni, intervengono per confrontarsi su “problematiche e prospettive di queste tipologie d’impresa”. L’idea è quella di stabilire un contatto “tra imprenditori di successo e gli studenti dell’università di Padova che stanno pensando a creare un’impresa, nell’ottica di stimolare la voglia di imprenditorialità tra i giovani”. Il Forum si articola in tre parti: nella prima parte un panel d’imprenditori abbastanza giovani, impegnati in imprese, in settori fortemente dinamici e innovativi, parteciperà a una serie di incontri dove porteranno le loro testimonianze e condivideranno la loro esperienza. Nella seconda parte della manifestazione si svolgerà lo European Summit on Entrepreneurial Education, durante il quale educatori, docenti, professionisti e imprenditori saranno invitati a presentare e a discutere nuove idee, progetti ed esperienze relative all’educazione e alla diffusione della cultura imprenditoriale nella società. Infine, il 16 e 17 marzo si svolgerà il secondo Research Exchange Workshop on Technological Entrepreneurship and Innovation Management, meeting finalizzato a riunire una comunità di ricercatori che presentano i loro progetti di ricerca sulla nuova imprenditorialità e l’innovazione in settori emergenti.

L’articolo di Giovanni Marinetti, pubblicato ieri dal magazine della Fondazione FareFuturo, propone un’interrogativo che, tristemente, si ripete da anni – Ma perché al Sud la politica non pensa ai giovani? Nel meridione c’è il boom dei giovani “NEET”(not in education, employment on training), ovvero circa 500.000 anime, che non studiano, non fanno training professionale, non lavorano. Quale futuro per i giovani meridionali? Secondo Francesco Delzìo, autore del libro La Scossa. Sei proposte shock per la rinascita del Sud, siamo di fronte a una “generazione bruciata, uno spreco inaccettabile di capitale umano e di vite individuali”.E i politici? Indifferenti. Stanno a guardare, fino a quando non arriva la campagna elettorale e parlare di giovani e lavoro porta voti.