Per sempre giovani?

“Per sempre giovani”, cantava in un vecchissimo disco (Ullalla, 1976) l’intramontabile Antonello Venditti.
Potrebbe essere la colonna sonora di Young Blood, l’iniziativa di Next Exit, sponsorizzata dal ministro della Gioventù, Giorgia Meloni.
Young blood ha realizzato un annuario dei giovani talenti della moda e del design che si sono fatti valere nel mondo. Con un piccolo neo:un terzo dei creativi premiati, come avvertono le cronache, ha più di 35 anni. Nelle foto pubblicate si vede pure un fotografo di 39.
Ora, siamo i primi, a Campus, a dire che l’Italia non è un paese per giovani, che l’ascensore sociale s’è rotto e tutto quello che ne consegue, però se consideriamo giovani gli over 35 non ne usciamo più…
Anche la Meloni – di cui siamo fan personali, per quanto di buono sta costruendo – sbaglia quando avalla questa idea o, almeno, non ne sottolinea il limite.
Siamo il Paese dove, seguendo il tg, si può sentire dare del “giovane” o, peggio, del “ragazzo” – come scrisse l’Unità della Serracchiani, avvocato 39nne – a chi vede da vicino i quaranta.
E la fine del dinamismo sociale nel nostro Paese, il pregiudizio “bamboccioni”, è figlia anche di questa mentalità.
Per la cronaca, il nostro ministero del Lavoro considera giovane “la persona di età compresa fra i 19 e i 25 anni, oppure fino a 29 se laureata”.