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Tremonti, San Marino, Cepu

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La tempesta tributaria, che minaccia di abbattersi sugli italiani residenti a San Marino, potrebbe creare qualche fastidio al patron di Cepu, Francesco Polidori (di cui potete seguire qui una rara intervista).

Come ha annunciato al Meeting di Rimini nei giorni scorsi, il ministro del Tesoro, Giulio Tremonti vuol vederci più chiaro sui quei 4.080 residenti italiani (che secondo l’Agenzia delle entrate potrebbero essere 6mila). Il sospetto è che le residenze siano fittizie, per il solo scopo di beneficiare del regime fiscale della piccola repubblica.

Della cosa il ministro Tremonti ha parlato con il segretario di Stato alla finanze di San Marino, Gabriele Gatti, in occasione della presenza di entrambi al Meeting di Rimini.

Uno degli italosanmarinesi più noti è appunto il patron di Cepu, Francesco Polidori, classe 1948.

In questi giorni alla ribalta delle cronache per una campagna pubblicitaria a molti zeri in favore dell’ateneo online eCampus, Polidori è infatti nato a Città di Castello (Perugia), ha il centro dei propri affari a San Sepolcro (Arezzo) sede principale del gruppo ma, a quanto risulta a Campus, risiede a Borgo Maggiore, alle pendici del Monte Titano, insieme alla consorte, la signora Marinella.

Mister Cepu non è solo, con lui vivono anche il fratello minore, Maurizio, 55 anni con la moglie, Antonietta. Maurizio è una figura importante in Cepu, presente in molti consigli di amministrazione ma, come negli affari, anche nella vita Francesco, il maggiore, comanda: all’anagrafe è infatti iscritto come capofamiglia dei quattro.

E a San Marino, Polidori non è un residente qualunque, fa parte anche del corpo diplomatico di quel Paese, con il titolo di “console a disposizione”.

Chissà che il presidente del Cepu, come gli altri italiani in quel Paese, non debba subire accertamenti dal fisco italiano. Il Testo unico sui redditi prevede che debba essere considerato contribuente italiano il cittadino che soggiorni almeno 183 giorni nel nostro Paese. Un termine che, in passato, ha messo nei guai Valentino Rossi il quale, pur avendo residenza a Londra, trascorreva gran parte dell’anno nel Bel Paese, e che sta impegnando in questi giorni i legali di Tiziano Ferro.

Polidori, probabilmente, avrà a questo riguardo meno problemi di altri vip. San Marino dista solo 77 chilometri da San Sepolcro è una strada un po’ tortuosa, via Pennabilli e Novafeltria, che Google Maps dà per 1 ora e 26 minuti, ma che può essere coperta quotidianamente.

Data: 31 agosto 2009

Giù le mani dall’Università della California

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Non ci sono solo i mega tagli al bilancio della California a mettere in crisi Berkeley, Ucla, San Diego e i vari atenei di quello Stato.

Il mega piano, che Arnolod Schwarzenneger ha fatto approvare a fine luglio, e che ha determinato ferie forzate (e non pagate), licenziamenti, mancati rinnovi e chiusure di corsi in tutte le università californiane, si accompagna a due provvedimenti dell’assemblea legislativa  tali da mettere in discussione l’intero sistema formativo dell’University of California.

Si tratta dei provvedimenti noti con le sigle “SCA 21” e “ACA 24“, contro i quali sale in queste ore la protesta dei campus sul Pacifico. I due emendamenti presentati alla California Legislature, vale a dire Camera e Senato californiani, puntano a ridurre l’autonomia degli atenei e del loro sistema di autogoverno rappresentato dal Board of Regents, il Consiglio dei Reggenti, prevedendo un diretto controllo dei campus da parte del potere legislativo.

La petizione, lanciata dal presidente dell’associazione alumni Alan Mendelson, sta facendo il giro del mondo.Vi si ricordano i 140 anni del sistema pubblico californiano che ha laureato più di 1,6 milioni di studenti e dato, con la sua ricerca, 55 premi Nobel agli Stati Uniti, “garantendo immensi benefici accademici, di salute, scientifici ed economici alla California”.

La petizione, intitolata Hands off UC, vale a dire “Giù le mani dall’UC” è stata rilanciata in Italia da studiosi come il sociologo Guido Martinotti (Milano Bicocca), può essere sottoscritta qui.

Data: 28 agosto 2009

Matematica, chiacchiere e amnesie

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Il grande ritorno dei numeri. Stamane il Corriere della Sera celebra il +70% degli iscritti a Matematica, rispetto al 2004-2005 e il piccolo boom delle facoltà scientifiche.

Lo fa dedicando ai primi dati sulle immatricolazioni l’apertura dell’inserto culturale e un richiamo in prima pagina.

Perché dunque gli studenti riscoprono i numeri? Si chiedono a Via Solferino.

Obbligo morale interrogare sul punto l’onnipresente Piergiorgio Odifreddi che, anche da (pre)pensionato dell’università, presidia il fronte culturale e organizza il Festival della Matematica (ma non l’avevano licenziato un anno fa?).

Il matematico impertinente regala al lettore una risposta veramente scientifica su questo ritorno ai numeri:  “La matematica oggi attrae perché risponde a una domanda di verità”, spiega. “Perché nel Medioevo la chiave di interpretazione del mondo era la teologia e oggi la teologia non risponde più a quelle domande”.

Fortunatamente, il Corriere si ricorda che esiste, da qualche anno, un Progetto lauree scientifiche, intervistandone il coordinatore, professor Nicola Vittorio, astrofisico e già preside di Scienze a Tor Vergata.

Vittorio ha raccontano cosa si è fatto, in questi anni, in molte scuole superiori e cioè orientato gli studenti, facendo loro capire che oggi le possibilità occupazionali di un laureato in Matematica (ma anche in Fisica o in Scienze dei materiali) sono maggiori che nel passato, e aggiornato il modo di insegnare dei docenti, privilegiando il laboratorio ecc ecc.

Insomma, non con le chiacchiere (in libertà) ma con il lavoro si producono risultati.

Peccato che il giornale dimentichi di ricordare chi volle e finanziò il Progetto: Letizia Moratti.

Data: 27 agosto 2009

Il ceo e i dottorandi

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Il suo gruppo, presente in 140 Paesi, ha fatturato lo scorso anno qualcosa come 41,5 miliardi di dollari (circa 28 miliardi di euro), realizzando utili netti per oltre 8.
Daniel “Dan” Vasella, chairman e ceo di Novartis, il gigante svizzero nato nel 1996 dalla fusione di Ciba Geigy e Sandoz, è certamente uno dei manager più noti al mondo.

Uno che deve interessarsi della riforma sanitaria americana di Obama, dell’arrivo dell’influenza suina in autunno col dubbio che i suoi laboratori (e quelli dei competitors) non siano in grado di produrre abbastanza scorte di vaccino, che deve fare i conti con gli animalisti di Alf i quali, accusandolo di essere il capo di una banda di vivisezionatori, gli hanno bruciato casa e profanato la tomba di famiglia.
Un uomo che sta in cima a un impero industriale di 99mila persone, fra dipendenti e collaboratori.
Insomma uno dall’agenda impossibile, zeppa di consigli di amministrazione, riunioni di staff, voli, meeting internazionali.
Eppure, l’altro ieri, mr. Vasella nel quartier generale di Basilea, dove ha sede il Campus Novartis – una grande aree ex-chimica riconvertita in un bel quartiere dove i palazzi in cementovetro si alternano agli spazi verdi e ai bar – ha trovato 60-minuti-60 da dedicare a un gruppo di giovani neolaureati e dottori di ricerca proveniente da tutta Europa.
Proprio così, un’allegra brigata di ragazzotti promettenti (fra cui cinque italiani), selezionati da Novartis per una tre giorni sulle biotecnologie, BioCamp, hanno potuto ascoltare da uno dei manager più potenti del mondo, una brillante lezione sulle sorti del biotech e della farmaceutica, in relazione alle sfide dei prossimi anni: invecchiamento della popolazione, esplosione della spesa sanitaria, nuovi virus, malattie rare. Un’overview esclusiva lunga 45 minuti su temi strategici per ogni stato moderno. Il restante quarto d’ora, Vasella l’ha dedicato alle domande dei giovani ospiti. Tutt’altro che riverenti: effetti collaterali dei farmaci, investimento in medicinali orfani ecc ecc.
Eppure la finalità di quel raduno non era immediatamente quella di reclutare: ogni anno Novartis riunisce ai quattro angoli del mondo un po’ di giovani con i BioCamp e capita che ne metta sotto contratto alcuni. Insomma, il ceo non parlava a un plotoncino di giovani neoassunti, fatto che sarebbe stato comunque rilevante. Semplicemente, in Novartis avere un ottimo curriculum accademico, essere giovani e motivati è un valore e il fatto che ceo ma anche molti top manager dedichino tempo e attenzione a iniziative del genere lo testimonia.
Una situazione inimmaginabile in Italia, dove la spocchia comincia ad albergare nelle fabbrichette da 10 operai in su e dove le politiche sulle risorse umane sono ormai raramente basate sulla ricerca del talento e sulla valorizzazione dei giovani.
Per questo l’Italia è un paese ingrigito e corporativo, nel quale essere giovani e bravi è spesso un problema.

Data: 26 agosto 2009

L’estate? tempo di precorsi

TestDopo la calma vacanziera d’agosto, le forze rigenerate di molti giovani si riverseranno nei test d’accesso ai corsi di laurea programmata, di cui si è già avuta notizia nei precedenti post di questo blog. Questo è il momento in cui università, associazioni studentesche e aspiranti matricole, oltre a godersi un meritato riposo, si preparano per il grande appuntamento d’inizio settembre.

Fioriscono dunque decine di precorsi, con l’obiettivo preciso di «allenare» gli studenti in vista dell’esame d’ammissione o di prepararli per un più comodo inizio della carriera universitaria. In primis i corsi svolgono una sorta di risintonizzazione mentale: in parole povere un ripasso delle nozioni apprese, utile anche per chi non s’iscriverà a corsi di laurea ad accesso libero (è importante non partire con un handicap all’inizio delle lezioni). In secondo luogo i precorsi sono un utile strumento per familiarizzare con l’ambiente universitario, con i docenti e con il futuro corso di laurea. La partecipazione è gratuita e l’accesso è libero. Naturalmente i precorsi organizzati per le lauree ad accesso libero prenderanno il via da settembre. La priorità spetta a chi si prepara per i test, previsti nella prima settimana di settembre.
A Bologna gli studenti sono nelle mani di Student Office, che in collaborazione con la Facoltà di Medicina veterinaria organizza gli attesi precorsi, previsti dal 24 al 28 agosto (info su: www.vet.unibo.it). Per Medicina e chirurgia si cambiano date: dal 17 al 21 agosto: mattinata di lezioni e pomeriggio di test guidati con il supporto di studenti che hanno sostenuto il test in passato.
A Firenze si fa un passo avanti: dal 20 agosto al 1 settembre sono organizzati i precorsi per Medicina, con una particolarità. Si tratta di «Precorso online», lezioni in live streaming, ulteriore ausilio per la prova d’ammissione, utile a chi non può essere fisicamente presente (www.med.unifi.it).
La facoltà di economia di Roma organizza precorsi sia per le lauree triennali che per le magistrali, con l’intento di garantire l’acquisizione di conoscenze su argomenti fondamentali per il futuro corso di laurea: di scena dal 14 al 26 settembre, articolati in 9 ore settimanali.
Milano che fa? La Cattolica non si tira indietro e dal 14 settembre si parlerà di matematica generale, percorso che proseguirà anche in concomitanza del primo semestre accademico. Sul sito www.pretest.it, troverete una grossa mano: aspiranti ingegneri e architetti milanesi è il posto per voi. Dal 25 al 28 agosto, per entrambe le facoltà del PoliMi, si svolgeranno tre giorni di lezioni con i docenti, che si chiuderanno il quarto giorno con la simulazione del test e relativa correzione, il tutto organizzato dagli studenti di Lista Aperta.

Tornare un paio di giorni prima dalle vacanze potrebbe rivelarsi fruttuoso come non mai.

Data: 5 agosto 2009
Campus
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