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Le fantastiche 4 dell’Unibo

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“Delle due l’una. O il progetto grafico è stato affidato a un creativo laureato all’ateneo di Lele Mora, o il Senato Accademico intende suggerire un ampliamento dell’offerta formativa e lascia intravedere – almeno per le studentesse più avvenenti – futuri scenari trasversali  dove le più dotate potrebbero financo aspirare all’ambìto titolo di Miss co.co.co e magari aggiudicarsi un bel contratto di lavoro continuativo”.

Commento al vetriolo quello della blogger Ottavina Reale, pseudonimo che nasconde gli animatori del sito ministero della Verità, su una recente campagna di affissioni dell’Università di Bologna, per i poli distaccati di Rimini, Ravanna, Cesena e Forlì.

Il manifesto riporta quattro giovani e bellocce vestite da supereroine e un claim che rimanda alle famose strisce della Marvel: “Le fantastiche quattro”.

“Requisito fondamentale”, verga il blogger, “una laurea ottenuta presso l’Università di Bologna e una tutina di lycra bianca attillata quanto basta”.

In effetti, la campagna non pare brillare per efficacia. E non solo perché un maturando di oggi sostanzialmente ignori le avventure de L’uomo torcia, la Cosa, Mister Fantastic e la Donna invisibile…

Voi che ne pensate?

Data: 8 luglio 2009

Test: ecco il calendario

Finalmente le date. Il decreto ministeriale del 18 giugno 2009 è on line, sul sito del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Sono così disponibili in rete orari, programmi e informazioni attese da tutti gli studenti che si cimenteranno con i test dei corsi ad accesso programmato. Oltre a tutto ciò il sito del ministero (www.accessoprogrammato.miur.it) offre il servizio «Esercitatore prove d’ammissione», dove è possibile sin da ora sostenere delle simulazioni di test d’esame. Basterà? Non crediamo proprio, ma può servire durante la vostra preparazione. Per avere una chiara panoramica sui test d’ammissione basta consultare l’apposita sezione della Guida dello Studente di Campus (leggi: Test d’ingresso? No panic), disponibile in edicola.
I primi a scendere in campo saranno gli aspiranti studenti di medicina e chirurgia: in aula il 3 settembre, seguiti a ruota da odontoiatria e protesi dentaria (4 settembre) e in medicina veterinaria (7 settembre). Si tratta di prove della durata di due ore, con inizio alle ore 11, che vertono su quesiti a risposta multipla di cultura generale, ragionamento logico, biologia, chimica, fisica e matematica.
L’8 settembre sarà la volta degli architetti, contemporaneamente in aula da Milano a Palermo, dove si scervelleranno tra matematica, storia, fisica, disegno, logica e l’immancabile cultura generale.
Il tour de force tra gli atenei continua con i test per l’accesso alle professioni sanitarie: le prove, predisposte da ciascuna università, si terranno il 9 settembre. Chiude il quadro scienze della formazione primaria: si tenterà l’accesso giovedì 10 settembre, rispondendo a quesiti di cultura linguistica, logica, cultura pedagogico didattica, letteraria, storico-sociale, geografica e anche matematico-scientifica. È opportuno pensarci fin da ora.

Data: 6 luglio 2009

Meritocrazia. Basta tagliare gli appelli?

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Un fantasma si aggira per l’università italiana: la meritocrazia. Da quando Roger Abravanel ha scritto, ormai più di un anno fa, un bel libro sul tema (Meritocrazia, Garzanti), la parola ha preso quota, dopo essere passata un po’ in disuso.

Il merito e la meritocrazia sono il mantra di una serie di opinionisti-editorialisti-economisti, molti d’estrazione bocconiana e non solo. Si tratta di Francesco Giavazzi, editorialista di punta del Corriere, del suo collega, Roberto Perotti, libellista di punta, amato e citato da chi, come Gian Antonio Stella fa le pulci all’accademia italiana. Del gruppo fa parte un altro studioso dell’ateneo di Via Sarfatti, Tito Boeri, firma di Repubblica e anima de LaVoce.info. Della partita è, infine, anche un economista della Cattolica, Giacomo Vaciago, commentatore del Sole 24 Ore.

Commentatori autorevoli e influenti, molto ascoltati dalla politica, che spesso, negli ultimi anni, pensa le riforme con le rassegne stampa in mano.

Dunque, meritocrazia. Ovvero governo dei migliori. Qualcuno può ragionevolmente dirsi contrario?

Se non che, talvolta, la lunga marcia verso il merito giustifica operazioni che, a ben vedere, con l’affermazione dei migliori hanno poco a che vedere.

Un esempio? La riduzione degli appelli d’esame. Proprio oggi, Vaciago, sul Sole (Chi paga il prezzo del merito?) la rivendica come uno degli strumenti meritocratici e propugna un solo appello d’esame all’anno per materia, “come avviene in tutti i Paesi normali!” (l’esclamativo è dell’economista).

E che c’azzecca la meritocrazia? Nell’università del 3+2 male applicato – quello della pletora di insegnamenti, degli esemi lievitati e sempre più spesso solo scritti – in “questa” università, la via al merito è la potatura degli appelli? La selezione dei migliori, in queste condizioni, deve diventare una darwiniana scrematura?

In Cattolica, l’ateneo di Vaciago, la riduzione c’è stata già, questa primavera. Non in questi termini, ma c’è stata. Tanto da spingere gli studenti ciellini di Lista aperta ad affiggere un polemico datzebao davanti a Largo Gemelli, con questo titolo: “Non siamo la Bocconi”.

Meritocrazia, certo. Ma anche giustizia. Perché ogni riforma deve vedere il consorso di tutte le parti in causa e non deve sacrificare, ancora una volta, quella più debole, vale a dire gli studenti.

Invece gli studenti sembrano diventati, negli ultimi tempi, i punch-ball di tutti gli innovatori. C’è chi propone l’aumento delle tasse, perché tanto, così come sono, finiscono semplicemente per far pagare poco i figli dei ricchi (Giavazzi). C’è chi vuol cambiare la governance negli atenei, eliminando con cura le rappresentanze studentesche dagli organi collegiali (vari rettori italiani alle prese con i nuovi statuti, come l’uscente bolognese Calzolari).

La meritocrazia è però altro, con buona pace dei riformatori dalle ricette facili facili. E’ una responsabilità comune, non un dazio da far pagare ad alcuni.

Data: 3 luglio 2009
Campus
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